John Fisher.
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Perch il mio cane fa cos?
L'analisi comportamentale per i cani dalla A alla Z.
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1991. John Fisher.
Traduzione di: Roberto Marchesini.
2004. Alberto Perdisa Editore, BOLOGNA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Il volume spiega il comportamento dei cani in forma di piccolo dizionario dalla A alla Z; dai motivi per i quali si comportano in un certo modo a come risolvere situazioni spiacevoli o pericolose.
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Perch il mio cane ringhia quando ha un osso, scava buche in giardino, rincorre i gatti, ruba i calzini? Questo manuale pratico, scritto da uno dei massimi esperti del comportamento del cane, fornisce risposte esaurienti a decine di domande come queste e spiega come educare e istruire il nostro amico a quattro zampe senza rincorrere a metodi coercitivi o punitivi. L'alimentazione, l'attivit fisica, il livello di socializzazione, l'addestramento ricevuto sono aspetti determinanti e fonte di problemi se non consideriamo il profilo etologico del cane e i meccanismi della sua intelligenza di tipo sociale. Sar soprattutto indispensabile conoscere e interpretare gli istinti ereditati dal suo antenato, il lupo, che sono all'origine di comportamenti e reazioni assolutamente normali, ma a volte per noi problematici. John Fisher ci offre un quadro d'insieme affascinante e coinvolgente di quanto sta alla base del comportamento del cane, e per ogni specifico problema suggerisce soluzioni pratiche che chiunque potr adottare con successo. Scritto tenendo sempre a mente le reali necessit dell'animale e del suo proprietario, questo manuale ci aiuter a fare del nostro cane un membro della famiglia felice e accettato da tutti.
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PREFAZIONE. di Roberto Marchesini.
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La comprensione del comportamento del cane rappresenta sicuramente uno degli ambiti di studio pi affascinanti dell'etologia, non solo per il fatto che il cane resta comunque il compagno per antonomasia dell'uomo ma soprattutto perch, a dispetto dei millenni di convivenza e dei fiumi di inchiostro spesi per descriverne la psicologia, la mente del cane resta comunque una grande incognita. A dimostrarlo le incomprensioni tra cane e proprietario che quotidianamente il medico veterinario si trova a dover affrontare nel proprio ambulatorio.
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Il cane  maestro da sempre in fatto di generosit e fedelt alla specie umana, ma forse proprio questa lealt indiscussa ne ha fatto anche la vittima elettiva dei capricci e della torbida immaginazione dell'uomo. In fondo gran parte dei problemi che correntemente attribuiamo al cane a ben guardare sarebbero da imputare al suo compagno a due zampe che si  approfittato della propensione fin troppo collaborativa di Fido.
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La fucina dei progetti performativi a cui l'uomo destina il cane ha da sempre una sede elettiva: il campo di addestramento. L si confeziona o, meglio, si dovrebbe promuovere l'obbedienza e l'espressione del cane, purtroppo sovente avvalendosi di metodi che hanno ben poco rispetto dell'etologia del cane. Non vi  dubbio d'altro canto che nei confronti del cane vi sia un'aspettativa molto alta e la plasticit comportamentale del nostro beniamino domestico guida l'immaginazione dell'uomo verso orizzonti non sempre condivisibili.
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Gi attraverso la selezione artificiale gli allevatori, ben prima che Mendel scoprisse le leggi dell'ereditariet, si erano adoperati per estrarre dal paniere dei fenotipi comportamentali un variegato spettro di razze dalle attitudini ben consolidate. E tuttavia, se  vero che la figura dell'addestratore resiste nell'immaginario collettivo come centro gravitazionale della gestione comportamentale del cane,  altrettanto vero che vi  sempre pi un interesse diffuso a comprendere, pi che semplicemente a orientare, il profilo etologico del cane. Anche perch gran parte dei problemi comportamentali del cane nascono nell'ambito della relazione familiare e sono attribuibili a errori di pet-ownership.
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Oggi il proprietario non chiede pi un cane addestrato - ossia capace di realizzare una prestazione - o perlomeno non  questo il suo bisogno pi urgente. L'interesse si  spostato sull'educazione, vale a dire sull'indirizzo socialmente compatibile delle pulsioni comportamentali, e sull'istruzione, ovvero sull'acquisizione dei comandi di base di gestione e conduzione. Inoltre in questi anni si  venuta a maturare nell'ambito generale della cinofilia una rivisitazione dei metodi di educazione e istruzione del cane, non pi basati sulla somministrazione di stimoli avversativi ma centrati sul premio e sulla gestione degli stimoli appetitivi. In fondo la natura del cane ben si presta a questa alleanza educativa, che cerca proprio nel cane il fulcro propulsore del progetto di corretta declinazione comportamentale.
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Tutte le facolt cognitive del cane sono indirizzate alla concertazione e al continuo monitoraggio delle disposizioni dei suoi compagni di branco: la sua  pertanto un'intelligenza sociale, fondata cio sulla relazione e sulla capacit di costruire logiche di squadra. Il cane legge continuamente le nostre emozioni, si sforza di interpretare le nostre intenzioni, si fa letteralmente in quattro per capire i nostri segnali, sonda attimo dopo attimo il tipo di motivazione che ci guida. Proprio partendo da queste considerazioni, John Fisher ha rivoluzionato le metodiche educative e istruttive del cane facendo leva sulle disposizioni collaborative dei suoi discepoli a quattro zampe, sulla loro intelligenza sociale, doti che in natura mantengono in perfetto ordine la comunit dei lupi.
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John Fisher, che ha ispirato e illuminato un'intera generazione di proprietari, addestratori e comportamentalisti,  morto il 18 febbraio del 1997, prima della pubblicazione di questo libro, il quarto. Riproporre questo testo in prima edizione italiana ha l'obiettivo di portare nel nostro Paese una cultura cinofila che risponde alle esigenze e alla sensibilit che sono andate maturando negli ultimi tempi. Il lavoro di Fisher insieme ai cani e ai loro padroni  durato trent'anni:  stato fondatore della Association of Pet Behaviour Counsellors (APBC) nel 1989 di cui ha assunto il ruolo di presidente dal 1993 al 1995, e inoltre direttore del Centre of Applied Pet Ethology e referente internazionale (lecturer) per il comportamento del cane. Nel 1993 ha riunito la Association of Pet Dog Trainers (APDT), con lo scopo di promuovere e insegnare in Inghilterra metodiche gentili, corrette ed efficaci di addestramento canino. I principi ispiratori di Fisher hanno avuto anche in Italia una risonanza particolare, se  vero che ben pochi addestratori oggi sono disposti a rinnegare il metodo gentile. .
D'altro canto non vi  dubbio che la situazione nel nostro Paese sia per certi versi differente rispetto a quanto tratteggiato dall'autore quando fa riferimento alle associazioni presenti nel Regno Unito. Anche in Italia tuttavia lo stretto rapporto tra veterinario e istruttore nella promozione di un corretto profilo comportamentale del cane  divenuto patrimonio condiviso, come dimostrano le esperienze realizzate in SISCA (Societ Italiana di Scienze Comportamentali Applicate). Oggi il rapporto uomo-cane si gioca in buona parte all'interno delle citt e questo fatto ha indubbiamente comportato dei vincoli nella vita del cane (come anche in quella dell'uomo): le citt infatti presentano delle precise limitazioni al comportamento del nostro cane, cosicch  molto facile che l'espressione di una particolare pulsione entri in rotta di collisione con gli interessi civici della comunit umana.
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La convivenza sempre pi stretta tra individui di nuclei familiari diversi, lo stile di vita regolato da ritmi frenetici, il pullulare di elementi tecnologici negli spazi domestici, i bisogni di spostamento veloce attraverso autoveicoli hanno di fatto costretto il cane a un regime di vita difficile e stressante, specialmente se egli si trova ad affrontare tutto questo senza un adeguato training. Oggi pi che mai per promuovere il benessere dei cane e migliorare il rapporto uomo-animale all'interno delle citt  necessario prevedere una fase di istruzione che dia all'animale gli strumenti necessari per diventare a tutti gli effetti un "buon cittadino".
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 la societ stessa che chiede che questo avvenga, non essendo pi tollerabile che un cane venga lasciato in una condizione di incapacit gestionale sia per il suo benessere, sia per evitare spiacevoli incidenti. Il libro di Fisher ci conduce piacevolmente nel pianeta dell'educazione cinofila affrontando in modo concreto e didascalico quei problemi pratici che ciascun proprietario di cane prima o poi si trova a dover affrontare. Ma ci che maggiormente colpisce  proprio la dedizione e l'empatia che l'autore profonde nel costruire un'educazione basata sul rispetto del cane. Non dimentichiamo che per apprendere un cane deve essere molto motivato, per questo  necessario tenere in considerazione alcuni aspetti-chiave nella trasmissione educativa. Prima di tutto  indispensabile che tra proprietario e cane vi sia una relazione di fiducia, cio che il quattrozampe abbia desiderio di interagire e nello stesso tempo che quel particolare contesto non sia per lui fonte di inquietudine o avversione.
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Per questo utilizzare le percosse, la paura o la coercizione di certo non facilita la creazione di quel clima di serenit cos importante per l'apprendimento. Il cane non deve essere forzato ad apprendere ma deve sentire il desiderio di acquisire informazioni e di migliorare la concertazione operativa con il proprio conduttore: nel fare questo il cane utilizza il proprio istinto di animale di branco. Pertanto i contesti lavorativi, cio fare una particolare attivit in collaborazione, e quelli ludici sono senza dubbio i migliori per la trasmissione educativa. L'approccio educativo sempre di pi si basa sulla relazione e ha nella relazione gli obiettivi prioritari questo ci induce a parlare di un nuovo approccio zooantropologico nell'educazione e istruzione del cane. Se non saremo in grado di godere della stima del nostro cane e se parallelamente non daremo vita a un contesto sereno, caratterizzato dal gioco e dalla forte motivazione al rapporto, difficilmente potremo insegnargli qualcosa. In questo John Fisher ha ancora molto da insegnarci.
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Roberto Marchesini.
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INTRODUZIONE.
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Sono le 22,50. Il film sta per terminare e voglio proprio vedere come finir, ma il telefono squilla e ho dimenticato d'inserire la segreteria. Scommetto che qualcuno sta per essere morso o che qualcuno non riuscir a raggiungere il letto perch il cane non vuole. Perch i cani aspettano i programmi migliori in TV per causare problemi? "Pronto, sono John Fisher."
"Mr. Fisher, mi chiamo Adrian Silvey, il mio veterinario mi ha dato il suo nome."
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Non credo che l'abbia fatto alle 11 di sera, penso tra me e me. " per Zippy, il nostro Parson Jack Russell di sette mesi. Non fa altro che cercare di accoppiarsi con George." Sono tentato di commentare che non  proprio il comportamento che di solito ci si aspetta da un Parson, ma mi trattengo e chiedo chi sia George.
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"George  il gatto! Portiamo Zippy a scuola di addestramento ed  appena stato promosso alla classe successiva, ma non riusciamo a evitare che salti sopra al gatto in continuazione... Il guaio  che sembra che a George cominci a piacere."  strano, ma le telefonate pi giungono in tarda serata pi sono cretine. Penso che la gente non mi telefoni prima di sera perch ritiene che durante il giorno io svolga un lavoro "particolare". Non  cos, anche se, fra le altre cose, tento di alleviare le paure di chi ritiene che il proprio cane soffra di devianze sessuali.
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Quello di Zippy era un normalissimo caso di dominanza da parte del maschio, combinata con un'improvvisa impennata dell'attivit ormonale dovuta al passaggio dalla giovinezza all'et matura. In mancanza di un altro cane, Zippy concentrava la sua dominanza sessuale sul povero vecchio gatto. Mr. Silvey era davvero preoccupato del comportamento del suo cane e si rassicur quando gli dissi che le alternative erano due: o Zippy avrebbe smesso in seguito all'assestamento ormonale o il gatto si sarebbe stancato e avrebbe trovato il modo di dissuadere Zippy. Se Mr. Silvey avesse ritenuto il comportamento di Zippy troppo imbarazzante, per esempio se si fosse manifestato in presenza di ospiti, una spruzzata d'acqua ben assestata avrebbe raffreddato i suoi ardori. Nel caso la famiglia avesse adottato questo provvedimento, avrebbe dovuto fare attenzione a non spruzzare anche George, che ne sopportava gi abbastanza. Fu quello che dissi, mentre i titoli di coda scorrevano sul teleschermo.
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Non voglio dire di ricevere telefonate di questo tipo tutti i giorni. La maggior parte delle mie conversazioni telefoniche riguarda cani aggressivi, distruttivi, che abbaiano e perfino si auto-mutilano, insomma un'ampia variet di comportamenti antisociali e sgraditi. Pochi di questi problemi possono essere risolti al telefono, poich richiedono una diagnosi approfondita insieme alla famiglia e un'osservazione del comportamento del cane in circostanze particolari, considerando che non possiamo di sicuro far stendere l'animale sul lettino per chiedergli se da piccolo sua madre fosse stata severa con lui.
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La maggior parte dei problemi con cui si confronta un comportamentalista riguardano comportamenti normali esibiti nel luogo e nel momento sbagliati. Scopo di questo libro  spiegare gli istinti che stanno alla base di certi atteggiamenti del cane e il modo per indirizzare tali istinti verso pattern comportamentali pi accettabili.
Vivere con un cane dovrebbe essere divertente. Se il divertimento  negato da sofferenza e disagio, allora questo libro fa per voi.
Aspettate,  di nuovo il telefono: "Cosa mi sta dicendo, Zippy ha appena portato a George un mazzo di fiori?"


PARTE PRIMA.
Terapia comportamentale per i cani.


CAPITOLO 1.
Che cos' un comportamentalista?

Il Concise Oxford Dictionary definisce la terapia comportamentale come "trattamento di una condizione neurotica tramite una graduale educazione a reagire normalmente". In un senso pi ampio,  la descrizione del mio lavoro, tuttavia non tutti i comportamenti nevrotici dei miei clienti canini possono essere corretti con la rieducazione. Non tutti sono nevrotici e, contrariamente al detto secondo cui non ci sono cani cattivi, ma solo padroni cattivi, non tutti i padroni dei miei clienti canini sono nevrotici.
Le cause dei problemi comportamentali nel cane sono varie e molteplici. Il mio lavoro dunque consiste nello stabilire le cause di un dato comportamento; individuare un efficace programma di modificazione di tale comportamento; insegnare al proprietario come applicare questo programma. La terapia comportamentale per cani  una scienza relativamente nuova, ci nonostante ritengo che la sua accettazione da parte della gente sia pi rapida rispetto a qualunque altra scienza nel passato. Naturalmente ci sar sempre il reazionario che si rifiuter di accettare il progresso, del tipo "Io vivo con i cani da trent'anni". Un mio collega ha la risposta pronta a questa affermazione: "Anch'io respiro da tanto tempo, ma non per questo sono un chimico". Ci che ha provocato una cos rapida accettazione della terapia comportamentale sono stati gli incredibili risultati raggiunti nella riabilitazione dei cani problematici, ottenuti a volte in pochi giorni.
La professione veterinaria si trova per cos dire in prima linea a rispondere alle questioni inerenti al comportamento corretto o scorretto dei cani. I veterinari hanno la sala d'attesa sempre piena di pazienti che presentano questa tipologia di problemi. Ovviamente, i medici non hanno il tempo d'indagare sulle cause di tali atteggiamenti e progettare un programma terapeutico; quindi, fino a poco tempo fa, il veterinario si limitava a indicare ai proprietari l'indirizzo della scuola locale di educazione. Tuttavia insegnare a un cane a essere ubbidiente non gli impedisce purtroppo di continuare a urinare o defecare in casa. Fortunatamente, oggi, il veterinario ha a disposizione una via preferenziale per mettere i suoi clienti nelle condizioni di discutere del problema faccia a faccia con una figura professionale che ha l'esperienza, il tempo e le capacit necessarie per offrire consigli pratici.
All'inizio del 1989 partecipai a un incontro con un gruppo di persone che lavoravano a tempo pieno con animali affetti da problemi comportamentali e con i loro proprietari. A quel tempo la nostra maggiore fonte di preoccupazione erano i consigli che queste persone ricevevano prima di approdare a noi. Da questo incontro nacque la Associato of Pet Behaviour Counsellors - APBC - (Associazione dei consulenti comportamentalisti per gli animali da affezione), il cui obiettivo era di creare un insieme di persone che lavorassero solo su basi medico-veterinarie e che si facessero quindi garanti del proprio operato. Spero vivamente che con il tempo i proprietari si renderanno conto dell'esistenza di questo tipo di associazione e, cos come pretendono di farsi costruire la casa da persone iscritte agli albi professionali o che il loro animale sia operato da medici professionisti riconosciuti, allo stesso modo pretenderanno consigli riguardo al comportamento del loro cane solo da parte di comportamentalisti professionisti riconosciuti. La necessit di una simile associazione si  resa subito evidente. Attualmente conta sette organizzazioni iscritte e, al tempo in cui  stato scritto questo libro, circa 35 cliniche associate in Inghilterra e Irlanda. Molte di queste si trovano presso fondazioni veterinarie, comprese due delle United Kingdom Veterinary Schools. Complessivamente abbiamo esaminato pi di 2000 casi l'anno di comportamento canino e la maggior parte di questi esibiva pi di un problema.
Uno dei vantaggi dell'appartenenza all'associazione mi si  rivelato chiaramente solo pochi giorni fa. Stavo discutendo con un mio cliente dell'aggressivit del suo Staffordshire Bull Terrier femmina di tre anni, quando ho notato che le gambe del cane presentavano un tremito continuato. Ho chiesto se fosse normale e il padrone mi ha risposto di s e ha aggiunto che pensava fosse una peculiarit della razza, poich il comportamento si era manifestato fin dal momento in cui aveva portato a casa il cane, che aveva allora dodici mesi. A questo punto ho chiesto se fosse sempre aggressiva con gli altri cani e lui mi ha risposto di s e che di recente questa reazione andava peggiorando. Ho chiesto se avesse notato che i tremori nell'ultimo periodo fossero peggiorati e il padrone rispose ancora affermativamente.
Nel cane a riposo  frequente vedere alcuni fasci muscolari contrarsi, specialmente in seguito a malattie, ma in questo cane i muscoli si contraevano sempre, indipendentemente da quello che stava facendo. Prima di procedere con il consulto, avevo bisogno di sapere che cosa causasse il tremore e se fosse legato in qualche modo agli atteggiamenti di aggressivit. Mi sono messo in contatto con un'altra struttura dell'associazione per chiedere di colleghi che avessero esperienza di casi simili. Mi risposero che avevano avuto occasione di osservare due casi, entrambi correlati alla dieta abituale dell'animale. Nonostante qui non ci fossero altri sintomi che evidenziassero una dieta sbagliata per la salute e per il comportamento di questa femmina, prescrissi un cambiamento di alimentazione a breve termine e chiesi al padrone di riferirmi i risultati non appena li avesse notati. Tre giorni dopo il proprietario mi telefon per dirmi che il tremore era cessato completamente e che si notava gi una marcata riduzione dell'aggressivit. Tutto ci che influisce in modo permanente sul sistema nervoso centrale influir anche sul comportamento, in quanto il sistema nervoso subisce un sovraccarico. Nel caso particolare di questa femmina, ci era particolarmente evidente, e da questo si evince come, riunendo le conoscenze e le esperienze, i membri della APBC siano in grado di offrire la consulenza migliore. Questo  soltanto uno dei numerosi esempi di anamnesi discusse insieme, allo scopo di fornire il consiglio migliore al cliente. Tutti beneficiano di questa cooperazione: il cliente, il veterinario perch riesce a soddisfare il cliente e tutti noi membri dell'associazione perch abbiamo l'opportunit d'imparare dalle esperienze degli altri.
Penso che la principale differenza tra approccio comportamentalista e approccio tradizionale (addestramento) stia nei seguenti punti: l'addestratore consiglia un modo per controllare il comportamento, mentre il comportamentalista rimuove la causa del comportamento e non lascia nulla alla semplice attivit di controllo forzoso. In Appendice troverete informazioni sulle cliniche APBC.


CAPITOLO 2.
Cosa influenza il comportamento?

Dieta.
Abbiamo gi avuto modo di vedere come la dieta possa influenzare il comportamento del cane. Nell'esempio citato, il legame con l'alimentazione non era stato particolarmente evidente, mentre nella maggior parte dei casi  facilmente individuabile.
La frase "siamo ci che mangiamo"  molto usata, ma spesso  fraintesa. Credo che ormai siamo tutti d'accordo nel ritenere che alcuni dei cosiddetti "cibi spazzatura" somministrati ai nostri bambini ne influenzino il comportamento e quindi la capacit di concentrazione e di apprendimento. Questo tipo di cibo  una conseguenza del nostro mutato stile di vita: pi in fretta mangiamo, pi in fretta possiamo tornare a guadagnare denaro. Il cibo deve essere gradevole al palato, facile da conservare e veloce da preparare. In molti casi questi cibi contengono aromi artificiali, conservanti e, dulcis in fundo, sono pronti per il microonde.
Anche il cibo per cani ha subito una grande rivoluzione e quella degli alimenti per animali  oggi un'industria multimiliardaria. Sono lontani i giorni in cui al cane si riservavano gli avanzi di cucina; oggi il proprietario di animali pu scegliere fra una vasta gamma di cibi prelibati. Ma come facciamo a sapere qual  il cibo migliore per il nostro cane? Se diamo retta alle affermazioni dei produttori, tutti gli alimenti presenti sul mercato sono adatti a qualunque tipo di cane. Possiamo accettare la veridicit del "noi siamo quel che mangiamo" riferendoci alle persone, ma raramente siamo altrettanto precisi quando si tratta dei nostri animali. Essi non possono dirci che viene loro il mal di testa quando bevono il latte industriale; non possono dirci che le gocce di cioccolato li rendono irritabili e aggressivi; non possono spiegarci che un certo alimento provoca loro una reazione allergica, al contrario di una persona, che  facilmente in grado di collegare alimento assunto e reazione allergica. L'unico modo per ottenere questo tipo d'informazioni dai nostri cani  di applicare anche su di loro, con grande attenzione, il "siamo ci che mangiamo" e quindi osservarne i comportamenti, specialmente subito dopo che hanno mangiato o bevuto.
Per chiarire meglio ci che intendo far un esempio. Ero stato contattato da un allevatore di Rottweiler, con alle spalle gi una notevole esperienza, per un consiglio circa il comportamento di uno dei suoi cuccioli adottato da una famiglia di sole persone adulte (un ambiente senza bambini e quindi ragionevolmente tranquillo). Il problema stava nel fatto che il cucciolo dell'et di 12 settimane, senza mostrare nessun tipo di avvertimento, improvvisamente iniziava a correre per la stanza e diventava molto aggressivo verso i presenti. L'allevatore e sua moglie avevano fatto visita ai nuovi padroni del cucciolo, verificando il suo comportamento. Secondo la loro opinione il cucciolo che avevano allevato ed educato presentava un comportamento del tutto nuovo che non rientrava nella normalit. I nuovi proprietari, oltre a seguire tutti i consigli dati, avevano addirittura guardato un video inerente allo sviluppo dei cani che trattava della socializzazione precoce, dell'educazione dei cuccioli e forniva alcune linee guida.
L'allevatore era convinto che non ci fosse nulla di anomalo nel temperamento del cane ed era altrettanto convinto che i nuovi padroni non avessero colpa. Conoscendo l'allevatore da molti anni, ho rispettato il suo giudizio e suggerito alla famiglia di portarmi il cucciolo. Ho ritenuto opportuno che alla visita fossero presenti anche l'allevatore e sua moglie. Arrivarono tutti puntualissimi: madre, padre, nonna, allevatore, moglie dell'allevatore e il bellissimo cucciolo di Rottweiler, un animale molto socievole ed estroverso che non esibiva nessuno dei segni di dominanza che mi sarei aspettato di vedere dopo quello che mi era stato raccontato.
Quando lo si chiamava, si avvicinava subito con allegria, ma altres con debita deferenza (teneva la testa abbassata ed evitava il contatto visivo diretto). Dissi al proprietario di chiamarlo, mentre io trattenevo il cucciolo impedendogli cos di raggiungerlo. Il cucciolo dapprima cerc di divincolarsi, ma subito si tranquillizz, rassegnandosi di fronte al fatto che io non lo lasciavo andare, senza mostrare alcuna aggressivit. Giocai insieme a lui rovesciandolo sulla schiena e tenendolo cos per circa trenta secondi. Anche in questo caso, dopo un iniziale divincolamento, restava tranquillamente passivo. Tutti questi indizi mi dicevano trattarsi di un cucciolo amichevole, socievole e niente affatto dominante.
Continuammo a parlare per altri dieci minuti di come i proprietari organizzavano la propria giornata quotidiana e quella del cane. Durante questo tempo il cucciolo rimase addormentato ai piedi del padrone. A questo punto non riuscivo a trovare una spiegazione per il comportamento descrittomi. L'unico particolare che provava ci che mi era stato detto era un taglio lungo circa cinque centimetri nell'indice della mano del padrone, che a mio avviso avrebbe necessitato di sutura. Proprio quando stavo per dichiarare il fallimento dell'incontro, il cucciolo inizi a contrarre le zampe anteriori, non continuativamente ma in maniera spasmodica, come se fosse infastidito da una mosca. Poi si svegli e inizi a leccarsi le dita e le zampe. Nel giro di pochi minuti correva tutt'intorno alla stanza, ringhiando e minacciando di mordere tutti quelli che avevano l'intenzione di mettersi sulla sua strada, ma la cosa pi strana era che l'aggressivit era indirizzata per lo pi verso se stesso e in particolare alle zampe.
Sapevo che il cane consumava quattro pasti al giorno e che la dieta seguita era rimasta quella dello svezzamento, raccomandata dall'allevatore che l'aveva sempre adottata con successo per tutti gli altri cuccioli dell'allevamento. Tuttava, sospettai proprio un errore nella dieta perch la convulsione delle zampe e il leccarsi le dita sono il classico segnale di una reazione allergica. Ulteriori indagini mostrarono che il comportamento si manifestava sempre entro le due ore successive al pasto, seguendo regolarmente la stessa dinamica e iniziando con il tremore delle zampe.
Un cambiamento nella dieta conferm che questo cucciolo inizialmente aveva ben tollerato alcuni ingredienti, ma in seguito ne era diventato allergico. Cambiata la dieta, nell'arco di ventiquattro ore il problema scomparve.

Tecniche di educazione obsolete.
Nell'esempio succitato, il cucciolo non era stato punito per il suo comportamento soltanto grazie alla sua giovane et. Se questo stesso comportamento si fosse manifestato in un cane pi anziano, quasi certamente, prima d'interpellare un esperto comportamentalista sarebbe stato intrapreso un programma di addestramento orientato verso la punizione. Quasi certamente, a seguito di questo tipo di trattamento, il comportamento sarebbe andato peggiorando.  sempre stata una mania strana degli addestratori quella di usare la punizione come coadiuvante del programma educativo e invariabilmente con questo metodo si finisce sempre per punire il sintomo anzich stabilire la causa sottostante e rimuoverla.
Alla luce di tutti i progressi registrati in materia di educazione, di psicologia infantile e in campo medico,  triste vedere che in Inghilterra nella maggior parte dei centri di addestramento si utilizzano le stesse tecniche e si divulgano le stesse idee di molti anni fa. Bisogna dire che oggi esistono anche molti istituti di addestramento illuminati, fortunatamente in via di aumento, ma ci sono ancora troppi istruttori della "vecchia scuola" convinti che i loro metodi funzionino e che continuano pertanto a raccomandarli a dispetto del fatto che, come vedremo nel capitolo 3, il comportamento del cane domestico moderno si  talmente modificato che l'addestramento di vecchio stampo non  in grado di risolvere i problemi comportamentali. Di recente un mio cliente mi ha raccontato di aver frequentato un ciclo di lezioni di addestramento con un addestratore privato perch il suo cane era aggressivo con gli altri cani. Al termine del corso, il suo cane camminava al fianco, si sedeva e si metteva gi a comando. Il problema sorgeva quando incontrava un altro cane. A quel punto ignorava qualunque comando e attaccava. Quando il proprietario ha riferito all'addestratore che il cane continuava a mostrarsi aggressivo, gli  stato risposto che la volta che il cane si fosse lanciato per attaccare, avrebbe dovuto riportarlo subito a casa, chiuderlo in uno stanzino buio per qualche ora e per quel giorno evitare di dargli da mangiare.
Anche chi non possiede le conoscenze di base per l'addestramento di un cane si rende conto di quanto sia ridicola questa forma di punizione a lungo termine che, somministrata in un tempo differito dal comportamento da correggere, non potr mai sortire nessun effetto educativo. E pensare che questo addestratore si guadagna da vivere rifilando consigli di questo tipo.
Analogamente, mi fu raccontato di un altro addestratore che aveva mostrato un metodo per far smettere a un cane di andare al piano di sopra. Aveva lasciato che il cane salisse, era andato a prenderlo di peso e lo aveva scaraventato di sotto. Il cane aveva battuto la testa contro un radiatore e aveva perso conoscenza. Questo stesso addestratore affermava con orgoglio che i suoi metodi funzionavano perch nessuno mai si era rivolto a lui una seconda volta. Ci che mi fa paura di queste persone  che credono con tutte le loro forze di essere nel giusto. Questi consigli ridicoli non sono cos rari come si potrebbe pensare. Indubbiamente io ho avuto modo di conoscere molti pi casi della maggioranza delle persone: pi del 55 per cento della mia clientela ha provato la strada dell'addestramento prima di consultarsi con il loro veterinario e quindi di approdare a me. Certamente esistono eccellenti addestratori ed eccellenti centri di addestramento; il mio consiglio  di rivolgersi a queste strutture su segnalazione di persone che gi le conoscono o su indirizzo del proprio veterinario. Anche se i metodi usati non sono cos stupidi o duri come i due esempi citati, molti metodi tradizionali di addestramento possono avere effetti avversi sul comportamento che si sta cercando di curare. Prendiamo l'esempio di un cane aggressivo e vediamo quale sia in questo caso la cura pi usata nelle strutture di addestramento.
Di solito viene detto al proprietario di mettere a sedere il cane al suo fianco e di assicurarsi che la catena del guinzaglio sia all'altezza del collo, proprio dietro le orecchie. Quindi alcuni cani vengono posti di fronte al cane da curare e qualsiasi reazione aggressiva viene punita con un fermo "No" e una secca strattonata di catena. Il risultato che si ottiene  un cane che ha paura di mostrare aggressivit quando si trova all'interno della scuola di addestramento e quando la catena si trova dietro le sue orecchie, ma che impara altrettanto bene che la presenza di un altro cane  un probabile preludio a una punizione, cosicch, ogni volta se ne presenti l'occasione, per il cane sar una buona idea cacciare l'altro cane il prima possibile. Risultato: cane ben controllato all'interno della struttura di addestramento, aggressivit raddoppiata al di fuori di essa, cio l'esatto contrario di quello che si voleva ottenere (metodiche alternative saranno discusse nella Parte Terza).
Ora consideriamo gli esempi d'inefficienza di alcuni metodi di addestramento e vediamo cosa il cane possa imparare dalla loro applicazione.

Metodo Uno.
Procedura di insegnamento: chiuso a chiave in uno stanzino buio e lasciato senza cibo per un giorno.
Effetto appreso: ogniqualvolta il mio padrone apre la porta di quello stanzino, io cerco di scappare.

Metodo Due.
Procedura di insegnamento: si permette al cane di salire al piano di sopra e lo si scaglia di peso al piano di sotto, preferibilmente contro un radiatore.
Effetto appreso: ogniqualvolta l'addestratore  in casa, non avvicinarsi. Se i miei padroni prendono le stesse abitudini, non avvicinarsi. Se essi provano ad afferrarmi, difendersi mordendo.

Questo  ci che avrei imparato anche io se fossi un cane, poich in quanto tale non avrei la possibilit di capire perch gli altri avrebbero dovuto trattarmi cos.
Gli esseri umani hanno la capacit di capire che la punizione  la conseguenza di un'azione indesiderata emessa in precedenza; quindi, a patto che venga loro spiegato il perch, la punizione sar adeguata alla colpa.
I cani, invece, non pensano in maniera logica, imparano attraverso una serie di esperienze piacevoli e spiacevoli che si verificano entro i due secondi successivi all'azione compiuta. Considerando questo, possiamo capire perch, usando il metodo del guinzaglio dietro alle orecchie con lo strattone, il cane che fa ci che gli si dice e si siede a fianco del padrone impara a odiare i cani che si avvicinano a lui.
Con il Metodo Uno, un cane impara a fuggire tutte le volte che il padrone va verso quel particolare stanzino. Con il Metodo Due, un cane impara a evitare le persone in determinate circostanze, specialmente gli estranei che salgono al piano di sopra o i proprietari quando gli mettono le braccia intorno.
A questo punto dovrebbe essere chiaro che le vecchie tecniche di addestramento, purtroppo ancora largamente usate, non si pongono un problema fondamentale: noi sappiamo ci che stiamo cercando d'insegnare, ma il cane lo capisce? Questa  la domanda che ci dovremmo porre prima di affrontare un programma di addestramento, senza farci scrupolo di quanto sia ben pubblicizzata una data scuola.
Concludendo, vorrei riportare un incidente raccontatomi un po' di tempo fa. Riguarda una donna che aveva un cane particolarmente turbolento, ma comunque di buon temperamento. La donna desiderava avere pi controllo su di lui e cos s'iscrisse alla scuola di addestramento locale. La prima sera il cane la trascin a forza nell'atrio e butt gi il tavolo pieghevole che era stato usato per servire t e caff alla classe per la serata d'inaugurazione del corso. In pochi minuti si scaten un pandemonio e, dopo che tutto fu rimesso in ordine, sia la donna che il cane per punizione furono chiusi a chiave in un armadio per la durata della prima lezione. Inutile dire che non ci fu una seconda lezione e bench anch'io ammetta che si tratti di un caso estremo, serve comunque a dimostrare che chi afferma di essere un addestratore non sempre  all'altezza di questo compito.

Influenze ambientali.
Nel capitolo 3 vedremo come il nostro modo di vivere insieme ai cani sia radicalmente cambiato in breve tempo e come questi cambiamenti abbiano potuto generare problemi nella convivenza con i nostri cani. In certa misura, il capitolo 3 descriver i cambiamenti nell'ambiente e le loro influenze sul cane. La vita moderna, con i suoi ritmi eccessivi e la forte competitivit, d luogo nell'uomo a un aumento delle malattie da stress. Di conseguenza sorge spontaneo il dubbio che i nostri animali vengano usati inconsciamente come spugna per gli stress e le tensioni legati al nostro stile di vita. In particolare i cani sono molto sensibili ai nostri umori e alle nostre emozioni, anche se si mostrano sempre contenti di vederci. E stato clinicamente dimostrato che accarezzare un animale rallenta il battito cardiaco e riduce la pressione sanguigna. In breve, la presenza di un cane fa bene alla salute. Ma il beneficio  reciproco? Questo peso che abbiamo posto sulle loro spalle pu influenzarne il comportamento?
Prima di rispondere a questa domanda dobbiamo considerare due ambiti: primo, se i cani siano sensibili alle nostre emozioni come noi pensiamo e, secondo, se ci sia stato un cambiamento nel nostro atteggiamento verso i cani.

Come i cani si comportano con noi.
Molte persone avranno letto storie di cani che hanno agito in modo da far credere di avere un sesto senso. La maggior parte di queste storie trova una spiegazione se ci sforziamo di comprendere lo sviluppo dei sensi dei cani, in particolare del loro olfatto, della sensibilit dell'udito, dell'ampiezza della visione periferica e della capacit di distinguere i movimenti. Ci sono tuttavia altre prodezze che non possono essere spiegate cos facilmente. La questione se esistano cani metapsichici  destinata a rimanere senza risposta, ma l'area della sensitivit non  di mia pertinenza. A me interessa indagare sul modo in cui il cane si relaziona con la famiglia e percepisce il ruolo assegnatogli all'interno di essa.
Se noi possiamo camminare in una stanza e percepire un'atmosfera di tensione, il cane pu fare altrettanto? Quando percepiamo una certa atmosfera, cambiamo il nostro umore in relazione ad essa. Supponendo che i cani possano percepire la stessa atmosfera, in che modo la affrontano? Per mia esperienza personale, all'interno della famiglia i cani non si percepiscono come semplici animali da compagnia. Il cane si considera parte del gruppo (branco) e inserisce ogni membro in una gerarchia per lui importante. Se chiediamo a una famiglia di cinque persone pi un cane d'illustrarci la loro struttura gerarchica, le persone di tale famiglia porranno il cane invariabilmente al sesto livello, mentre il cane raramente vede le cose allo stesso modo dei suoi padroni. Nella stragrande maggioranza dei casi problematici che ho dovuto affrontare, il cane si vedeva piazzato al secondo o terzo posto e, in alcuni casi, al primo.
Il cane, quindi, percepisce se stesso come parte integrante dell'unit familiare, non come un accessorio cos come lo vediamo noi e, come tale, egli si sente molto coinvolto nelle interazioni quotidiane con i membri della famiglia. Basta osservare il comportamento del nostro cane quando  in atto una discussione in casa per renderci conto di quanto si senta coinvolto. Durante le liti domestiche, i cani possono agire in modo bizzarro, defecando sul letto, sulla tavola o sul lavello. Se fosse un bambino a comportarsi in questo modo, ci accorgeremmo subito dell'esistenza di un problema psicologico e grideremmo aiuto. Quando sono i cani a comportarsi cos, pensiamo immediatamente che si tratti di un problema di educazione.
Un recente caso di questo tipo riguardava un Burmese Mountain Dog maschio di tre anni di nome Guinness. Viveva in un ambiente di adulti formato da padre, madre, una figlia di 21 anni, un'altra di 19 e un figlio di 18. Guinness viveva in quella famiglia dall'et di otto settimane ed era sempre stato un perfetto cane di casa. Apparentemente senza ragione, aveva iniziato ad attaccare la figlia diciannovenne e l'ultima volta che questo era accaduto, l'aveva inseguita per le scale mordendola alle gambe. Se non fosse stato per il fatto che con il resto dei familiari era assolutamente docile, credo che Guinness sarebbe stato abbattuto.
Quando vidi Guinness e la sua famiglia, salt immediatamente all'occhio che fra lui e quella figlia c'era un problema. Il cane era perfettamente rilassato con tutti, me compreso, ma diventava nervosissimo quando la ragazza parlava o si muoveva. Mentre gli altri venivano osservati di sfuggita, i movimenti della ragazza erano osservati attentamente. Ma c'era qualcos'altro di non immediatamente visibile e mi ci volle un po' di tempo prima di scoprirlo. Fra la madre e la figlia c'era una certa tensione percepibile da vari segnali: evitavano il contatto visivo, di sorridere l'una verso l'altra durante la conversazione, di avvicinarsi, insomma pi le guardavo e pi capivo.
A volte il mio lavoro mi costringe a ficcare il naso in cose che preferirei evitare. Assicuratomi che non ci fossero particolari scombussolamenti familiari, a parte normali discussioni, decisi di approfondire gli argomenti su cui avrebbero potuto esserci tensioni di famiglia. Parlammo tutti in maniera abbastanza evasiva, finch il figlio disse: " meglio che glielo diciate, tanto ha gi capito!"
Questo intervento risparmi a tutti un bel po' di tempo. Da alcune settimane la figlia aveva espresso il desiderio di andare a vivere con il fidanzato, che non piaceva alla madre, decisamente contraria al trasloco, per cui la tensione fra le due donne era salita alle stelle. Guinness ovviamente aveva percepito che la causa della disarmonia domestica era la figlia e faceva quello che sarebbe piaciuto fare alla madre, cio imporle disciplina e rimetterla al suo posto.
Il perch il cane pensasse che questo fosse compito suo  un altro argomento e verr affrontato in dettaglio nel capitolo 3; per il momento, il caso ci mostra fino a che punto il cane si sentisse coinvolto nell'ambito domestico e in che modo si rapportasse verso gli altri componenti della famiglia. Sfortunatamente, dato che noi guardiamo i cani come parte a s stante della famiglia, molti cani vengono abbattuti perch si comportano in maniera analoga (e laddove ci siano bambini piccoli a rischio, anche se  triste dirlo,  spesso l'unica soluzione). Guardando le cose con gli occhi del cane, molti di questi problemi diventano per risolvibili.

Come ci comportiamo con i nostri cani.
Molte persone decidono di prendere un cane per un fatto di moda. A parte questa ragione, va comunque rilevato che comincia a diffondersi una tendenza crescente a prendere un cane per i motivi pi sbagliati.
Poco tempo fa sono stato contattato da una coppia di coniugi con un figlio tutta dedita al lavoro, che, pur detestando i cani, mi chiedeva quale fosse il cane migliore per loro. Apparentemente il loro figlio di sei anni, che di solito veniva accudito da altri perch i genitori erano troppo indaffarati, aveva iniziato a fare pip a letto di notte mentre di giorno era diventato decisamente indisciplinato. Il pediatra aveva suggerito ai genitori di prendergli un cane per responsabilizzarlo e per avere qualcuno, o qualcosa, con cui relazionarsi. Avrei giurato a questo punto che la coppia avrebbe capito l'allusione ironica, decidendo che un parente avrebbe funzionato molto meglio di un cane nel caso del loro bambino. Ma questi genitori erano troppo presi dalle loro faccende per potersi mettere in discussione e cedere un po' del loro tempo al figlio. Mi rifiutai di consigliare loro un cane e suggerii abbastanza bruscamente che nonostante siano sempre pi numerosi i medici in grado di apprezzare il valore terapeutico dei cani come animali da compagnia, questi stessi medici non avrebbero di sicuro messo un cane in una casa del tutto disinteressata a lui e men che meno suggerito un animale come sostituto di genitori assenti. La coppia prese comunque un cane, che ovviamente dovette essere riportato indietro dopo qualche settimana perch, neanche a dirlo, era diventato aggressivo con i genitori, non con il bambino. Ho compreso esattamente lo stato d'animo del cane e, anche se le circostanze sono molto tristi, trovo affascinante la velocit con cui egli ha percepito il rancore del bambino contro i genitori.
Ovviamente casi come questo sono rari, ma non altrettanto raro  l'utilizzo del cane come sostituto di affetti mancanti. Per anni il modello di vita dei proprietari di cani  stato quello di sposarsi, avere dei figli, prendere un cane. Oggi  di moda per entrambi i partner fare carriera e la parit dei sessi; il carovita, il guadagno materiale sono solo alcune delle ragioni di questa tendenza. Il risultato  un notevole cambiamento nei modelli di gestione del cane: sposarsi (forse), prendere un cane, avere dei figli, sbarazzarsi del cane.
Quando una coppia decide di vivere insieme, dato che ciascuno dei due partner vuole mantenere la propria individualit e continua a coltivare la propria carriera, avere dei figli viene procrastinato nel tempo. Tuttavia si insinua nella coppia una sorta di bisogno freudiano di prendersi cura di un essere vivente e si finisce con il prendere un cane. Quest'ultimo diventa sostituto del bambino che non c' e senza dubbio, fra tutti i clienti che ho, quelli senza figli trattano il loro cane in maniera del tutto differente da quelli con figli.
Questo non necessariamente li rende dei cattivi padroni. Una volta spiegato loro che le stranezze del cane sono una conseguenza del tipo di relazione instaurata con lui, queste persone fanno sforzi tremendi per rimettere le cose a posto, di solito con successo maggiore di altri proprio perch non hanno bambini che li distraggano da questo impegno. Se in seguito per il bambino arriva, essi si trovano a dover inserire il neonato in un contesto familiare in cui il cane  stato finora il centro dell'attenzione (invece che il contrario, come in altri casi). I neogenitori sono perfettamente a conoscenza degli allarmi gridati dai media riguardo ai cani pericolosi, a causa dei giornali che trovano molto interessanti le notizie di bambini sfigurati dai morsi di cani. Diventano cos comprensibilmente apprensivi e la tensione cresce. Ogni sguardo di traverso del cane viene equivocato e il cane diventa fonte di liti familiari. Uno psicologo per umani probabilmente spiegherebbe che molte di queste liti sono causate dal sentimento di perdita di libert, dal risentimento per aver dovuto interrompere o abbandonare una carriera lavorativa, dall'ansia di essere diventato genitore, dalla naturale depressione post-partum e da altri stress di questo genere. Qualunque sia la motivazione sottostante, il cane viene punito o sgridato severamente. Anche quando il cane, che era entrato in casa per primo, sia solo sospettato di avere cattive intenzioni verso il bambino e riesca a permanere nella famiglia per un primo periodo, raramente sopravvivr alla fase in cui il bambino inizia a gattonare, momento in cui di solito il cane viene riportato indietro oppure, in rarissimi casi, soppresso:  interessante la rarit con cui si ricorre a questa soluzione estrema e ci forse indica un senso di colpa dovuto al fatto che, sotto sotto, il cane non viene considerato poi cos pericoloso come invece suggerirebbero le motivazioni che portano a disfarsene.
Questa sequenza di eventi sta diventando sempre pi ricorrente e sicuramente non tanto perch viene programmata, quanto piuttosto perch il nostro ambiente e il nostro modo di vivere stanno mutando e influenzano i nostri cani. Di recente sono stato interpellato da un pensionato e dalla moglie per l'abitudine del loro cane di scappare tutte le volte che lo lasciavano libero. Il cane era un Beagle femmina di due anni che era stata presa dalla moglie per il marito quando questi era andato in pensione: la moglie aveva speso molto tempo per cercare il cane giusto per lui.
La donna cercava un cane che non perdesse troppo pelo, tranquillo in casa, non troppo grande e che fosse gi abituato alla vita in famiglia. Nessuno dei due aveva mai avuto cani o altri animali prima di allora e la moglie aveva voluto una femmina perch aveva sentito dire che le femmine sono pi gestibili dei maschi.
Sono sempre sospettoso riguardo alle motivazioni quando mi trovo davanti a persone anziane che decidono per la prima volta di prendere un cane. Ci sono coppie che lavorano a cui piacerebbe avere un cane, ma non lo prendono per timore di non avere sufficiente tempo da dedicargli. In genere queste persone hanno gi avuto cani in passato e di solito decidono di adottare un gatto finch disporranno del tempo necessario da dedicare a un cane. In altre parole, sono persone che mostrano una netta propensione alla vita con gli animali. Le principali domande che mi ponevo nel caso del pensionato erano: perch decidere cos tardi nella vita di prendere un pet per la prima volta? E perch il marito non aveva avuto voce in capitolo nella scelta? La risposta era semplice. Egli aveva deciso che una volta in pensione si sarebbe comprato un paio di scarponi da escursione per fare lunghe passeggiate in campagna. Entrambi pensavano che al giorno d'oggi un uomo anziano che cammini da solo venga guardato con sospetto, specialmente dai bambini. Facendosi vedere in compagnia di un cane, il nostro pensionato avrebbe allontanato le paure della gente. Tutto ci potr sembrare strano, ma io non lo trovo privo di senso. Provate a domandare a una bambina o a una donna come si sentono quando incontrano un uomo che sta camminando in solitudine e se si sentano sollevate nel caso in cui l'uomo sia accompagnato da un cane.
Quest'uomo non desiderava davvero un cane, per quanto entrambi si fossero poi molto affezionati al loro animale, cercava soltanto una scusa. Aveva lasciato che fosse la moglie a decidere e lei lo aveva fatto dal punto di vista della casalinga pragmatica. Se egli avesse deciso di dedicarsi a qualunque altro passatempo, come il golf o il giardinaggio, non avrebbero mai considerato l'ipotesi di prendere un cane. Dato che non c'era alcun rapporto spontaneo fra loro e l'animale, non si erano preoccupati di educarlo e l'uomo si aspettava che la cagnetta eseguisse ci che le veniva detto soltanto perch era cresciuta e aveva l'et per capire. Probabilmente avrebbe capito se solo avesse percepito un po' di affetto sincero da parte dei due coniugi. Nessun cane ritorner mai volontariamente da qualcuno che lo tratta con la stessa freddezza utilitaristica con cui tratta scarponi e bastone da passeggio. I due coniugi si aspettavano che io risolvessi il problema, cos come si sarebbero aspettati che il calzolaio aggiustasse gli scarponi del marito. Qualunque addestratore professionista, o comunque dotato di un minimo di umanit, vi dir che state perdendo il vostro tempo se prima non vi sarete preoccupati di creare un rapporto di amicizia con il vostro animale. Tutte le forme di vita intelligente sono sensibili, solitamente in maniera intraspecifica, ma nel caso di uomo e cane esiste un legame emotivo invisibile altamente sviluppato. Non c' modo di mascherare o negare le emozioni verso il nostro cane, l'affinit deve essere naturale. Contrariamente a ci che pu sembrare, queste persone non erano senza cuore. Tutti e tre, specialmente il cane, erano vittime dell'ambiente in cui vivevano. La decisione di prendere un cane era stata presa da una prospettiva pratica e non per il sincero desiderio di avere un cane. Analogamente, mi capitano sempre pi cani problematici i cui padroni hanno deciso di adottarli come deterrente contro scassinatori, rapinatori e stupratori. Dobbiamo sempre porci questa domanda: se non avessi bisogno di un cane che facesse la guardia, che mi proteggesse, sarei ancora disposto ad adottare un cane? Se la risposta  no, allora i problemi che abbiamo causato al nostro animale saranno irrisolvibili.
Quando affronto questa tipologia di casi, illustro ai padroni quale sarebbe la soluzione nel caso in cui la relazione uomo-cane fosse genuina, poi sottolineo il fatto che, siccome il cane  stato adottato per il motivo sbagliato, allora la prognosi non  positiva.
Ligio ai crismi della modernit, l'uomo di oggi acquista tutto ci che desidera il prima possibile e poi spende il resto della sua vita a pagare. Un tempo invece si tendeva a comprare ci che ci si poteva permettere e a risparmiare per ci che ci sarebbe piaciuto avere. Questo  un dato di fatto, non un commento o una critica su come dovrebbero andare le cose. La pressione esercitata su di noi dall'approccio del "vivi adesso, paga dopo" contiene effetti collaterali distruttivi. Dato che siamo tutti molto presi dalle nostre ambizioni, preoccupazioni e dalla ricerca di sempre maggiori beni materiali, non comunichiamo pi come una volta. Nel traffico, seduti nell'automobile,  difficile distinguere lo yuppie dal muratore. Tutti vogliono avere successo e potere e l'unico modo per capire chi abbiamo di fronte  di avviare una conversazione.
Esistono poi due ulteriori elementi che hanno decretato il cambiamento nelle relazioni uomo/cane e hanno influenzato l'ambiente in cui ci troviamo a vivere: il bisogno di diventare ricchi e l'incontestabile fatto che, per quanto ci spaventi, continuiamo ad avere bisogno di comunicare gli uni con gli altri. Salta agli occhi come sempre pi persone adottino cani che riflettono il loro carattere o il loro stile di vita. La richiesta di cani con pedigree  fortemente aumentata rispetto alla domanda di meticci. In moltissimi casi le persone (inconsapevolmente) usano il loro cane come amplificatore per facilitare l'approccio comunicativo con gli altri. Sedetevi in metropolitana da soli e nessuno vi rivolger la parola; sedetevi con un cane e subito qualcuno si avviciner per parlare con il cane e subito dopo con voi. L'approccio comunicativo richieder un tempo ancora minore se vi mostrerete in compagnia di un esemplare di una razza rara e molto costosa, dato che qualcuno senz'altro si rivolger a voi tentando di indovinare di che razza si tratti. Possedere un Borzoi o un Saluki  una dichiarazione di ricchezza (prima di attirarmi le ire dei proprietari di Borzoi e Saluki, voglio precisare che ritengo che la maggior parte di loro siano effettivamente appassionati di queste razze). Tenere determinate razze confinate in un ambiente domestico, quando per generazioni sono state allevate per assolvere specifici compiti, pu creare problemi. Un classico esempio  la crescente popolarit del Border Collie, probabilmente il pi bel cane da pastore, certamente uno stacanovista. Se lo mettete in un ambiente domestico povero di stimoli mentali inizier a raggruppare in branco tutti i membri della famiglia, probabilmente morsicandoli. A questo punto sar classificato come cane problematico o aggressivo, raramente a giusta ragione: pi semplicemente si tratta di un cane con un istinto molto sviluppato che non trova possibilit di sfogo e di gratificazione. Provare a reprimerlo sarebbe una perdita di tempo,  questione di genetica. Tenere un cane simile in condominio creer sicuramente dei problemi. Usare il cane come un mezzo con cui soddisfare il proprio bisogno di comunicare con gli altri, possedere un cane che rifletta il proprio status, tenere un cane come protezione o per qualunque altra ragione sbagliata costituiscono solo alcune delle nuove pressioni ambientali che gravano su una tipologia di relazione uomo-animale protrattasi con successo per millenni. Sono sicuro che stiamo intaccando il rapporto con i nostri cani a causa di tutta una serie di aspettative che influiscono sull'ambiente in cui essi si trovano a vivere. I cambiamenti avvenuti cos rapidamente sono probabilmente la ragione principale del perch oggi occorra il terapista comportamentale per pet. Purtroppo per il cane, questa necessit si fa sempre pi urgente poich il nostro stile di vita continua a cambiare.


CAPITOLO 3.
Il cane moderno.

I cambiamenti nelle motivazioni per cui prendiamo un cane interessano ancora una minoranza di proprietari; la maggior parte di loro prende un cane perch lo desidera sinceramente. Tuttavia, alcuni di questi cambiamenti influenzano il comportamento del cane. La maggior influenza  esercitata dal modo in cui conviviamo con i cani.
Negli ultimi trent'anni, il nostro stile di vita quotidiano si  alterato al punto da influenzare i nostri cani, si potrebbe dire quasi come la rivoluzione industriale influ sulla vita dell'uomo. Come gi detto nel capitolo precedente, i cani che vivono in famiglia si sentono parte della stessa e s'inseriscono nella sua struttura gerarchica. Fino a tempi recenti, questo non aveva creato problemi perch i nostri standard di vita erano tali da considerare il cane all'ultimo posto, non perch fosse meno amato, ma per ragioni di natura puramente economica e pratica. Oggi siamo molto pi ricchi e possiamo permetterci uno standard di vita di gran lunga superiore. Questo va a beneficio anche del cane, poich possiamo permetterci pi cose. I lussi che concediamo anche ai nostri cani li fanno istintivamente sentire a un livello pi alto nella struttura gerarchica familiare di quanto noi ci proporremmo. Per le persone, pi alto  il rango che si occupa, maggiori sono le responsabilit di cui ci si fa carico e pi numerose sono le decisioni da prendere. Lo stesso vale per i cani.
Consideriamo il nostro stile di vita dal punto di vista dei cani e riusciremo a capire perch il loro comportamento ne resti influenzato.
In quanto animali che vivono in branco, i loro istinti affermano che coloro che dormono ai margini del branco e la cui libert di movimento attorno alla tana  limitata dagli altri, occupano i livelli pi bassi della gerarchia. Tali sono gli istinti del lupo, da cui il cane appunto discende. Venti o trenta anni fa, il riscaldamento centralizzato non era ancora diffuso e le stanze erano scaldate separatamente. Le porte erano tenute chiuse per conservare il caldo all'interno del locale che si occupava in quel momento, abitudine che limitava e controllava i movimenti del cane nella cosiddetta tana. Non lo si faceva consapevolmente, era una necessit.
Le case (tane) erano generalmente suddivise in stanze pi piccole e pi facili da scaldare e, tra le altre, c'era una stanza preferita che conteneva i mobili pi belli ed era usata solo per le occasioni speciali. I ricchi erano pochi e non si comprava tutto a credito come facciamo oggi, le cose che riuscivamo ad ottenere avevano pi valore e venivano apprezzate maggiormente; dunque in quella particolare stanza vi erano oggetti che dovevano durare a lungo, pertanto al cane ne era sempre vietato l'accesso.
Per il cane il posto tradizionale per dormire era la cucina e, proprio per l'abitudine a tenere le porte chiuse, la cucina e il giardino sono sempre stati gli ambienti in cui il cane trascorreva pi tempo. La sera poteva stare con la famiglia in una stanza diversa, ma doveva tornare in cucina quando veniva l'ora di dormire. Oggi la cucina  ancora forse il luogo dove la maggioranza dei proprietari colloca la cuccia del cane, ma lui raramente la usa.
Ora che la maggior parte delle case ha il riscaldamento centralizzato, preferiamo tenere tutte le porte aperte e, come diretto risultato, all'interno della tana il cane ha libert illimitata di movimento. Pu cos occupare tutte quelle aree peculiari che secondo il suo istinto lo promuoveranno di rango: la cima delle scale, da cui pu controllare tutto il branco; i vani delle porte, con l'entrata principale, da cui pu limitare la nostra libert di movimento e controllare l'entrata della tana; la nostra camera da letto, i letti e le sedie, i luoghi di riposo, mentre la sua meravigliosa cuccia a forma di fagiolo comprata apposta giace intonsa nella cucina come segnale visivo del suo rango: "Io vengo a dormirci quando voglio, ma nessuno si deve avvicinare!". Non ci preoccupiamo nemmeno pi tanto che il cane si arrampichi sui mobili, dato che li possiamo sostituire con molta pi facilit rispetto al passato.
Non sto rimpiangendo una presunta et dell'oro, registro solo dei dati di fatto. Viviamo in un ambiente pi ricco, pi aperto e di conseguenza, inconsapevolmente, promuoviamo di rango il nostro cane. Non stupisce che molti cani siano l a decidere chi possa o meno accedere alla nostra tana,  il loro compito, glielo abbiamo permesso noi. Prima dell'avvento commerciale degli alimenti per animali, come accennato nel capitolo precedente, al cane venivano dati gli avanzi di cucina e raramente qualche pezzetto di carne. Una dieta probabilmente molto povera, con tutto quello che sappiamo oggi dei bisogni nutrizionali del cane. Nondimeno, il punto  che il cane riceveva gli avanzi perch la famiglia mangiava per prima. Il cane veniva degradato, anche qui inconsapevolmente. In un branco di lupi, i soggetti di rango pi elevato mangiano per primi, assicurandosi i bocconi migliori e la sopravvivenza dei pi forti.
Oggi molti padroni tendono a nutrire per primo il proprio cane, e questo per potersi permettere di non doverlo nutrire in un momento in cui vogliono solo rilassarsi. Pensano che una volta nutrito, il cane avr meno voglia di elemosinare cibo a tavola o di sedersi ai loro piedi a sbavare. Anche quando si accorgono che questa routine non dissuade in ogni modo il cane dall'avere comportamenti indesiderati, continuano comunque imperterriti a nutrirlo per primo. Con la gamma di offerte di cibo gi pronto, nutrire il cane non richiede molto tempo e comunque i proprietari non vogliono questa incombenza nel momento in cui inizia lo sceneggiato preferito o lo spettacolo serale. Un altro radicale cambiamento nel nostro stile di vita. La vita moderna influenza il comportamento dei nostri cani sotto molti altri aspetti. Abbiamo gi visto come stia aumentando la domanda di cani di razza; anche qui, molto ha giocato l'aumento di ricchezza. Molti di questi cani sono stati allevati per attitudini specifiche in determinate attivit di lavoro e queste abilit necessitano di stimoli appropriati; se questi mancano, il cane che deve seguire i suoi istinti diventer un'inevitabile fonte di problemi.
Soltanto pochi anni fa, la madre accompagnava a piedi i bambini a scuola e il cane, pi frequentemente un meticcio, andava con loro al guinzaglio. Cani come questo usufruivano di un regolare esercizio stimolante, incontrando altri bambini, altri adulti e altri cani. Restavano ad aspettare fuori dei negozi e capitava che i passanti li accarezzassero e parlassero con loro. Non c'era l'ossessione delle vaccinazioni, pertanto il cane veniva portato in giro a un'et pi precoce rispetto a quanto non si faccia oggi.
Gli studi hanno dimostrato che una precoce socializzazione  assolutamente necessaria per rendere il cucciolo un adulto equilibrato e affidabile.
Oggi i bambini vengono accompagnati a scuola in macchina, usando la seconda auto e il cane resta isolato nel bagagliaio dietro a un'apposita protezione. La spesa viene fatta al supermercato e il cane viene lasciato in macchina in un mega-parcheggio, l'esercizio fisico spesso si limita a piccole e appartate aree specifiche per cani, pensate solo per l'espletamento delle funzioni organiche. Appena fatti i bisogni, si riparte e il cane viene riportato a casa perch mamma ha impegni urgenti. Questa situazione non tiene conto che i cani che abbiamo deciso di adottare sono stati allevati per la loro specifica attitudine al lavoro. Questi animali non godono pi di stimolanti passeggiate al guinzaglio, n fanno pi alcun tipo di attivit e di esercizio in libert. Vivono in un ambiente completamente diverso da quello in cui hanno vissuto le generazioni precedenti e in tale ambiente essi vengono promossi di livello attraverso privilegi che siamo noi stessi a garantire loro, (vedi Parte Terza, Inversione dei ruoli).
In aggiunta a questi drastici cambiamenti vissuti dal cane, il proprietario moderno si trova ad affrontare un crescente risentimento verso i cani. Si arriva a eccessi tali per cui se un cane abbaia a qualcuno, viene subito accusato di essere aggressivo. Per scopi legali, mi sono trovato a esaminare pi cani nel loro carattere, temperamento e comportamento nell'arco di quest'ultimo anno che in tutti gli anni precedenti messi assieme. Questa pressione rende i proprietari riluttanti a portare i loro cani nelle aree pubbliche per il quotidiano esercizio fisico, alcuni si rifiutano addirittura di farli uscire dall'ambito privato, specialmente se possiedono un ampio giardino in cui poterli lasciare. Senza una regolare socializzazione, questi padroni vanno ad aumentare il rischio che si verifichino quei problemi che stanno tentando di evitare. Se il cane si viene improvvisamente a trovare in una circostanza non abituale, non possieder la confidenza e la consuetudine necessarie per affrontarla. La maggior parte dei casi di morsi a persone sono il risultato di una mancanza di fiducia da parte del cane e questo ci dovrebbe rendere consapevoli di una cosa: tutti i cani possono mordere.


CAPITOLO 4.
Stabilire le cause.

Tutti i fattori discussi nei capitoli precedenti, insieme a molti altri, devono essere presi in considerazione prima di consigliare un programma di modifica del comportamento. Il comportamentalista deve avere un approccio olistico al problema, in altre parole, ogni aspetto del vissuto del cane e del suo quotidiano dovrebbe essere esaminato: cosa mangia, dove dorme e cos via. Se questo non viene fatto, si rischia di perdere indizi importanti, anche se a prima vista insignificanti, che potrebbero condurre alla causa di quel atteggiamento. Ai fini del processo investigativo, dobbiamo conoscere dettagli del seguente tipo.

A che et il cucciolo  stato tolto dalla nidiata?
L'et ideale  di otto settimane; se la separazione avviene prima, il soggetto rischia di non imparare cosa significhi essere cane e probabilmente si affezioner in maniera morbosa alle persone. Per ogni settimana che passa dopo le prime nove, il cucciolo fatica sempre di pi ad imparare che cosa significhi essere un cane in un ambiente domestico e si legher troppo agli altri cani, perdendo confidenza con le persone.

A che et il cane  stato socializzato al di fuori dell'ambiente familiare?
La pratica odierna di mantenere il cane lontano dagli altri cani e dai luoghi pubblici prima di aver terminato il ciclo di vaccinazioni, anche se indubbiamente importante per la sua salute, influenza per sempre la sua consuetudine e la sua capacit ad affrontare le situazioni di stress nel caso in cui tale isolamento dovesse prolungarsi. Esistono alcune vaccinazioni che permettono di socializzare i cuccioli a dodici settimane. Il periodo che va dalle dodici alle diciotto settimane  il migliore per socializzare un cucciolo in condizioni controllate con altri cani, piccoli e grandi, con bambini, con adulti, insomma nelle situazioni pi disparate.
A patto che le varie situazioni siano comunque sempre esperienze piacevoli per il cucciolo, questa molteplicit di stimoli allontaner il rischio d'insorgenza di problemi comportamentali. Dalle diciotto settimane in poi, far uscire i giovani dall'ambiente familiare diventa sempre pi difficoltoso e comunque questi soggetti non riusciranno pi ad acquisire una piena fiducia e una totale confidenza con le situazioni. La socializzazione in et precoce  un'esperienza insostituibile. Indagare sui periodi della sua giovinezza pu dirci molto del cane che stiamo esaminando. Le cause della timidezza, dell'ansia aggressiva e di una quantit di problemi riguardanti l'autocontrollo possono essere rintracciate esaminando le prime settimane di vita del soggetto. Bench niente possa sostituire le esperienze perdute, capire le cause che sottendono ad un comportamento pu aiutarci ad affrontare e prevenire problemi in futuro.

Esaminare la dieta fino al momento in cui  sorto il problema.
Quando un problema comportamentale sorge subito dopo un cambiamento nella dieta, allora  facile rinvenire un legame fra i due eventi. Spesso tuttavia il cane viene nutrito con lo stesso tipo di cibo per lunghi periodi senza apparenti effetti collaterali; questo per non significa che la dieta non abbia alcuna influenza. In certi casi, i meccanismi di difesa dell'organismo, che hanno sempre fronteggiato i vari allergeni, ad un certo punto diventano meno efficaci generando problemi. Esistono degli indizi che ci aiutano ad accertare se la dieta stia contribuendo a un certo comportamento. Abbiamo gi parlato del tremito delle gambe e del leccarsi continuamente le zampe; altri sintomi frequenti sono il grattarsi le orecchie e lo sfregarsi gli occhi o il naso con le zampe o su qualcosa di ruvido, come un tappeto.
Anche il grattarsi il petto o l'addome e il mordicchiare la base della coda possono essere segnali di una reazione allergica in atto. Naturalmente potrebbero essere dovuti anche ad altre cause, ma il frequente grattarsi pu far sospettare un'inidoneit della dieta. Altri segnali cui occorre porre attenzione sono i seguenti.
Il cane sta attraversando un momento di debolezza o ha sempre sofferto di allergia a erba e pulci?
Soffre di flatulenza?
Le feci variano di consistenza secondo i giorni?
In base alle osservazioni quotidiane, eventuali grosse quantit di feci maleodoranti sono da porsi in relazione con la quantit di cibo somministrato?
Il cane mangia avidamente ma non aumenta di peso?
Il livello di attivit  sempre e comunque alterato, in altre parole il cane si mostra o iperattivo o indolente?
Il cane beve enormi quantit d'acqua?
La qualit del pelo e della pelle  buona o  visibile una perdila di pelo costante?
Il cane mostra di voler mangiare sempre erba, ramoscelli, stoffa, i propri escrementi o quelli di altri cani?
Ognuna di queste attivit potrebbe indicare un problema esistente e, nell'eventualit fossero compresenti due o tre di loro, si raccomanda vivamente una terapia dietetica su consiglio del veterinario di fiducia.

Quali sono le abitudini quotidiane del cane e della famiglia?
 importante indagare sulle abitudini dietetiche ed educative, per esempio informarsi su chi educa e chi nutre il cane, a che ora mangia la famiglia e a che ora mangia il cane, quali sono gli angoli da lui preferiti per il riposo oltre alla sua cuccia. Bisognerebbe annotare anche le sue attitudini verso gli ospiti e i componenti della famiglia. Alla mattina, per prima cosa, si precipita a salutare le persone o resta nella sua cuccia per essere salutato? Come accoglie i vari familiari quando tornano da scuola o dal lavoro? Questa serie di informazioni fornir delucidazioni sul modo in cui il cane vede il proprio ruolo in seno alla gerarchia familiare. Nel rispondere alle domande riguardanti il modo in cui il cane accoglie i componenti della famiglia, spesso i proprietari si stupiscono nello scoprire che il cane saluta ogni familiare in modo diverso.
La consultazione di tutta la famiglia riguardo al cane  uno degli strumenti pi utili a disposizione del comportamentalista. Di solito,  la prima volta che l'intera famiglia si siede per discutere del suo cane come parte integrante dell'unit. Le informazioni che si ottengono possono rivelarsi illuminanti e aiutano tutti quanti a conoscere meglio il proprio cane. Capire  il primo passo verso la soluzione.
Le risposte che si ottengono dall'esame dei vari ambiti portano inevitabilmente a porsi ulteriori domande. Con il susseguirsi delle sedute si perviene a delineare il quadro complessivo della situazione.

Come si comporta il cane?
Durante la consultazione, si possono fare osservazioni personali riguardo al comportamento del cane come se si stesse raccontando una storia.
Bench non si possano dividere in categorie i problemi comportamentali, il modo il cui il cane si comporta durante la consultazione aiuta il terapeuta a capire se il problema riguardi un morboso attaccamento o una sovradominanza. I cani con un morboso attaccamento di solito quando sono lasciati soli presentano problemi quali distruttivit, sporcare in casa, guaiti e abbai prolungati, oppure scavano presso le porte o le finestre nel tentativo di scappare e, nei casi gravi, si automutilano. In casa, questi cani seguono i padroni di stanza in stanza, fino al punto di entrare in bagno con loro. Spesso  permesso loro di dormire in camera, perch farebbero un gran baccano se fossero lasciati fuori. Quando mi si presenta in studio un caso di questo tipo, una volta che siamo tutti seduti, io invito i proprietari a togliere il guinzaglio al cane. Quest'ultimo, dopo aver annusato tutti gli odori presenti nella stanza, si siede tranquillo ai piedi del padrone.
I cani sovradominanti, invece, mostrano solitamente problemi come l'aggressivit territoriale, tirano quando sono al guinzaglio, scappano, saltano addosso alle persone, specialmente agli ospiti e manifestano una generale mancanza di controllo, che mi  descritta spesso come iperattivit. In casa, questi cani ottengono tutti i privilegi previsti dal loro rango, gi esaminati nel precedente capitolo. Nel mio ambulatorio, quando viene tolto loro il guinzaglio, passeggiano avanti e indietro, di solito si frappongono tra me e il padrone. Grattano contro la porta, ispezionano il mio cestino dei rifiuti, tentano di saltare sui mobili e abbaiano a ogni minimo suono proveniente dall'esterno. Se si accucciano, non lo fanno mai vicino al padrone. Si stendono fra me e il padrone o prendono posizione vicino alla porta.
Quando comincio a porre le domande, le risposte che ottengo confermano in genere le ipotesi formulate in base alla diagnosi visiva.

Esaminare la storia dell'educazione del cane.
Come gi accennato, prima di arrivare a me, molti dei miei clienti avevano seguito un programma di educazione del cane nel tentativo di sradicare il problema. Spesso i metodi utili avevano peggiorato la situazione. Ho gi citato alcuni casi nei quali il cane in realt andava a imparare qualcosa di totalmente differente da quello che stavamo tentando di insegnali.
La storia che segue mostra quanto importante sia stabilire i passi da compiersi per risolvere il problema. Lucy era una meticcia femmina di tre anni da salvataggio. Quando la sua padrona l'aveva adottata, era di una magrezza spaventosa e molto malata ed era stata tolta ai suoi precedenti padroni dalla RSPCA (protezione animali). Dopo aver recuperato in peso e in salute, restava un problema tale per cui la padrona poteva andare con lei soltanto in alcuni posti, poich Lucy non voleva assolutamente salire in macchina tanto era spaventata e, in generale, non voleva passare attraverso porte dalla conformazione insolita. Lucy si faceva prendere dal panico non appena ci si muoveva verso la macchina o verso la porta; quando il problema si era presentato per la prima volta, la padrona aveva provato a metterla sull'auto di peso, con il risultato che il cane, terrorizzato, l'aveva morsa seriamente. Fortunatamente, la signora abitava vicino al mio studio e ha potuto arrivarvi a piedi insieme a Lucy. Ho potuto constatare di persona questa strana fobia, prima nel parcheggio quando eravamo passati di fianco alla mia macchina e poi mentre ci avvicinavamo alla porta del mio studio: si appiattiva a terra e si divincolava furiosamente per scappare. Dopo il primo tentativo, fallito, di farla salire in macchina, la padrona aveva provato a insistere per convincerla. Tutte le volte che Lucy iniziava a mostrare paura, la sua padrona le si chinava vicino e la rassicurava. Visto che anche le buone maniere non funzionavano, prima di arrivare a me, la padrona aveva cercato consiglio presso un educatore che le aveva detto d'ignorare il comportamento di Lucy e di trascinarla verso le auto e le porte e cos la padrona fece quando passammo vicino alla mia macchina e quando entrammo nei mio studio. Una volta all'interno, Lucy ritorn assolutamente normale e amichevole. Alla mia domanda in che modo fosse riuscita a portarla in casa per la prima volta, la signora mi rispose che probabilmente il cane era troppo malato per farci caso. I metodi della rassicurazione gentile e dell'approccio deciso avevano fallito per i seguenti motivi; rassicurarlo significava per Lucy un premio al suo comportamento. Lucy non voleva salire in macchina e recalcitrava? La padrona la accarezzava e le mormorava all'orecchio espressioni affettuose, premiando
l'atteggiamento esattamente opposto a quello che avrebbe voluto ottenere.
L'approccio deciso aumentava la paura, perch Lucy aveva sempre camminato al guinzaglio corto e con una catena a strangolo, pertanto il minimo tintinnio della catena la mandava nel panico. Lucy era un cane ipersensibile al tatto e con il padrone precedente aveva avuto pochissime occasioni di fare moto all'aperto e al guinzaglio. L'attuale padrona, cio la signora che si era rivolta a me, usava la stessa catena a strozzo che aveva adoperato con tutti i suoi cani precedenti e pensava che fosse lo strumento giusto per portare il cane a passeggio. In un cane abituato a tirare troppo al guinzaglio, la stretta costante di questo tipo di collare comporta danni ai muscoli e ai tessuti del collo, provocando una desensibilizzazione e un innalzamento della soglia del dolore. Nella maggior parte dei cani ci avviene in un periodo di molti mesi e non sempre il padrone se ne accorge. Di conseguenza, mentre all'inizio anche la minima pressione di questo collare viene avvertita immediatamente dal cane che la subisce, con l'andare del tempo pu accadere che la medesima pressione non sortisca pi alcun effetto. Lucy, in passato, non aveva quasi mai portato nulla intorno al collo, ma poich durante le passeggiate al guinzaglio la sua andatura era tranquilla, il collare a strozzo non le provocava dolore, tranne quando si avvicinava a un'automobile o a una porta.
Era quindi andata a crearsi una situazione in cui Lucy veniva premiata quando non si avvicinava all'automobile e, addirittura, l'animale aveva appreso che l'avvicinarsi alla macchina preludeva a un forte dolore.
Venimmo a capo del problema nel giro di cinque minuti. Innanzi tutto le facemmo indossare un collare in cuoio con chiusura a fibbia e al posto del guinzaglio corto ne adottammo uno estensibile della lunghezza di sei metri. Quando riprovammo ad avvicinarci alla mia automobile, Lucy si ritrasse restando per ritta sulle zampe e senza acquattarsi. Ovviamente, l'unica ragione per cui negli episodi precedenti si era buttata a terra stava nel fatto che non poteva fuggire oltre la lunghezza della catena. Concedendole un maggiore spazio di fuga, non si era fatta prendere dal panico. Quanto a noi, ignorammo Lucy e non la guardammo affatto.
Restammo seduti in prossimit del portellone posteriore dell'auto chiacchierando. Dopo circa un minuto, dissi alla signora di richiamare a s Lucy e il cane arriv immediatamente. Si avvicin in maniera molto espansiva e noi ci allontanammo senza tentare di farla salire all'interno dell'auto: il primo stadio doveva consistere nell'arrivare ad avvicinarsi all'automobile senza avere paura e senza percepire il dolore provocato dal vecchio guinzaglio. Tornammo nel mio studio e quando fummo nei pressi della porta Lucy di nuovo si impunt. Noi entrammo senza indugio chiamandola e lei ci segu attraversando la porta senza pi esitazioni.
Stabilimmo che la radice del problema risiedeva nella distanza critica. Lucy, per motivi che probabilmente non capiremo mai, era intimorita dalla vicinanza di automobili e porte (non era per esempio impaurita dal traffico). Aveva bisogno di spazio e di tempo per vincere questa riluttanza, un po' come capita a noi quando ci troviamo a compiere un'azione del cui successo non siamo sicuri al cento per cento. Se non siamo dei buoni nuotatori, esiteremo di fronte a un tuffo in piscina e l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno  un buontempone che ci dia una spinta. Ignorando Lucy, non rischiavamo di premiare il comportamento sbagliato; non forzandola, non la mettevamo in uno stato di panico; liberandola della catena a strozzo, evitavamo l'associazione avvicinamento-dolore.
Durante la conversazione che ebbi con la padrona, venni a sapere che Lucy andava matta per il formaggio. Tornammo all'automobile, ci sedemmo nei pressi del portellone posteriore e la chiamammo. Lucy arriv e prese un pezzo di formaggio, io gliene offrii un altro e nel momento in cui stava per prenderlo lo gettai all'interno dell'auto. Lucy salt dentro, prese il formaggio e balz fuori, sempre scodinzolando velocemente. La portammo a fare una breve passeggiata e quando tornammo ci dirigemmo verso l'auto.
Lucy rimase un poco arretrata ma non si impunt come in precedenza, io aprii il portellone posteriore e vidi un momento di esitazione sul volto di Lucy. Le mostrai del formaggio e lo gettai all'interno dell'auto, Lucy vi salt dentro prima che il formaggio toccasse terra. Tutto ci che bisognava fare era creare una consuetudine in modo che Lucy acquisisse fiducia e da quel momento in poi la signora divenne decisamente una proprietaria felice.
Contrariamente a quanto si crede, l'utilizzo del cibo non compromette il buon esito di una terapia. Innanzi tutto, per arrivare al cibo, il cane deve compiere il movimento che si pretende da lui e, se il cibo usato gli  particolarmente gradito, ci accresce la ricompensa che il cane riceve,
Ogniqualvolta andiamo a considerare un problema di comportamento in un cane, dobbiamo stabilire le cause a monte e quindi considerare tutti gli ambiti che possono in qualche modo avere avuto un effetto su quel comportamento. Dobbiamo poi rimuovere tutti gli aspetti negativi ed escogitare dei modi per ricompensare positivamente il comportamento giusto. In altri termini, solo rimuovendo i fattori negativi arriviamo a ottenere il risultato positivo.
Ci che  stato detto finora vuole essere solo una panoramica del lavoro del comportamentalista. Nella seconda parte vedremo quanto vasta sia quest'area e tuttavia quanto poco ancora venga sfruttata dai proprietari di pet.


PARTE SECONDA.
Cos' un cane?


CAPITOLO 5.
Un cane  un cane, ma  anche un lupo.

Alle domande del tipo: "Perch il mio cane...?" di solito si risponde velocemente con risposte del tipo: "Perch  un cane!". Molte volte quelli che noi consideriamo problemi del comportamento si rivelano, come detto nell'Introduzione, normali comportamenti canini esibiti al momento sbagliato e nel luogo sbagliato.
Il mio cane ha morso una persona! Be', i cani mordono, o no? Il mio cane abbaia sempre! Be', i cani abbaiano, o no? Il mio cane ringhia se mi avvicino alla sua ciotola! Be', i cani ringhiano, o no? E fanno anche la guardia al proprio cibo. Tutti questi comportamenti, anche se inaccettabili in certe circostanze, sono normali per i cani. Se siete sempre aggressivi con il vostro cane, correte il rischio che prima o poi lui si stanchi e vi morda. Cos'altro potrebbe fare, diffidarvi tramite avvocato?
Prima di esaminare i problemi a cui possono andare incontro i proprietari, dobbiamo osservare con attenzione l'animale di cui stiamo parlando. Il cane discende direttamente dal lupo. Studi recenti hanno scoperto che il cane manifesta novanta diversi pattern comportamentali e tutti, tranne diciannove, sono presenti anche nel lupo (migliaia di anni di domesticazione hanno probabilmente creato nel cane domestico dei pattern che al lupo non servivano).
Se consideriamo il fatto che ci sono settantuno analogie di comportamento fra il cane e il lupo, diventa pi facile osservare il lupo, specie non modificata dalla domesticazione, per capire meglio il cane domestico. Noi accettiamo come normale ci che il lupo fa in quanto animale allo stato selvatico. Quando per il cane si comporta allo stesso modo, pensiamo che abbia problemi di comportamento. La maggior parte delle volte, il cane non ha alcun problema, si sta solo comportando da cane; il problema che noi abbiamo  di riuscire a trattenere il suo manifestarsi canino nel momento in cui diventa inopportuno.

Il lupo e il comportamento del cane dalla A alla Z.
Nel leggere le pagine che seguono, ricordatevi di pensare come se foste un cane!

Abbaiare.
I lupi non abbaiano come il cane domestico, emettono un suono che assomiglia a un "uuff" (se riuscite a immaginarvi il suono).  stato notato che i lupi in cattivit, ossia che vivono a stretto contatto con cani, possono imparare ad abbaiare come questi ultimi. Nel lupo l'abbaiare rende noto un pericolo in avvicinamento;  un modo per chiedere l'aiuto del resto del branco. Quando il branco risponde, i leader decidono cosa fare e il resto del branco ubbidisce. Ne segue pertanto che pi vocalizzi emette il lupo, pi basso  il rango che occupa. I membri dei ranghi pi alti non sempre richiedono aiuto. Tutto questo vale anche per i cani; quelli che abbaiano molto raramente sono pericolosi; quelli che restano silenziosi al loro posto potrebbero esserlo.

Attacco.
Per i predatori e i carnivori in genere compiere un lavoro significa procacciarsi pi cibo possibile. Alcuni membri del branco si avvicinano di soppiatto, altri girano la preda verso coloro che condurranno l'attacco. Questi comportamenti specifici sono stati sfruttati per creare cani che cacciano e puntano, cani che raggruppano e cani che vanno a costituire coraggiose razze da guardia.

Balzare addosso.
Quando la femmina di lupo torna dalla caccia, i suoi piccoli si precipitano fuori dalla tana per andarle incontro, balzando in piedi per arrivare a leccarle le labbra. Lo scopo  di far rigurgitare il cibo parzialmente digerito che la madre ha appena mangiato, una sorta di pappa per neonati.
Questo  il modo in cui i lupi svezzano i piccoli. Leccare le labbra  anche un gesto di sottomissione e capita che i cuccioli lo esibiscano subito dopo essere stati sgridati dalla madre. Lei dapprima li ignorer voltando la testa, ma i cuccioli, a meno che non vengano subito scoraggiati, continueranno a balzare in piedi per arrivarle alla bocca. I cuccioli di cane mostrano esattamente lo stesso comportamento ma, poich la nostra postura  eretta, essi non possono raggiungere la nostra bocca a meno che noi non ci chiniamo verso di loro. La prossima volta che il vostro cucciolo conficcher i suoi dentini nella vostra mano, provate a emettere un basso guaito di dolore e poi girate la testa dall'altra parte: vedrete che il cucciolo tenter di leccarvi le labbra in segno di rappacificazione.
Man mano che il lupo cresce, la sua attivit di gioco, oltre ad avere scopi educativi, ha l'obiettivo di stabilire rapporti di dominanza/sottomissione con i conspecifici. L'altezza rafforza il rango occupato, cos l'obiettivo diventa porre le zampe sulle spalle o sul garrese di un compagno con cui ci si allena. Come si pu vedere, ci che inizia come comportamento di sottomissione/richiesta di cibo progredisce fino a diventare atteggiamento di dominanza. Noi ci sentiamo gratificati quando il nostro cucciolo salta sopra di noi manifestandoci il suo affetto. Quando il cane diventa adulto, continuiamo a pensare che balzi in piedi verso di noi per salutarci. Se il cane  indisciplinato oppure  infangato e noi dobbiamo vestirci per uscire, tendiamo a usare metodi aggressivi per scoraggiare questo comportamento. Essendo ormai adulto, la transizione da gesto di sottomissione a gesto di dominanza  avvenuta. Se il cane cerca di esercitare dominanza su di voi e voi diventate aggressivi, per lui significa che accettate la sfida del confronto e questo pu portare a conseguenze spiacevoli.

Branco.
Lungo i secoli, i lupi sono stati perseguitati, cacciati e uccisi fin quasi all'estinzione e tutto questo per aver dato credito alle dicerie secondo cui i lupi sarebbero degli animali mangia-uomini. In realt, raramente il lupo si mostra aggressivo verso l'uomo, pi che altro nei nostri confronti prova curiosit e paura. Ci fu un momento in cui il lupo era il mammifero terrestre pi largamente distribuito in tutto il mondo. Per colpa dei miti e delle leggende sorte intorno alla sua figura, per gli esseri umani  sempre stato un animale di cui avere paura. La cultura medievale lo legava al diavolo e si parla da sempre di lupi mannari. I bambini sono stati educati a temere il lupo attraverso fiabe come Cappuccetto Rosso, in cui una bambina cade nella trappola di una creatura tanto intelligente quanto crudele. Forse l'uomo ha ragione a temere il lupo, non perch questo animale sia diabolico, ma per la struttura dei suoi branchi: l'organizzazione  molto simile alla nostra, ma funziona meglio perch i suoi membri non sono mossi da emozioni distruttive come l'avidit, l'invidia e la sete di vendetta. Ci sentiamo gli animali pi importanti e, anzich imparare, distruggiamo. Negli ultimi decenni, alcuni pregiudizi fortunatamente sono caduti e ora il lupo viene studiato pi che cacciato e sta nuovamente aumentando di numero.
Gli studi attuali si concentrano proprio sul lupo in quanto animale sociale. Un fotografo, dopo aver trascorso un'estate a osservare i lupi artici, afferm: "Non ho mai visto un animale che condivida tante caratteristiche con l'uomo, nessuna
meraviglia dunque se c' chi sceglie un lupo per compagno". In genere, i lupi vivono in gruppi di circa dieci elementi (bench in Alaska sia stato notato un branco di 36 soggetti). Esiste una struttura gerarchica che vede l'esistenza di un rango pi basso, uno medio e uno pi elevato. Quest'ultimo include il maschio e la femmina alfa, il rango medio comprende gli adulti non ancora in fase riproduttiva e quello pi basso i giovani fino ai due anni di et e gli esclusi dagli altri ranghi. Questa struttura viene mantenuta non tramite espressioni di aggressivit, ma attraverso dimostrazioni di rispetto verso i conspecifici. Esiste una manifestazione di rispetto da parte del gruppo intero nei confronti del maschio alfa che ha lo scopo di ribadire l'importanza di quest'ultimo e la solidariet reciproca del gruppo. L'atmosfera che si percepisce  di amicizia e lealt. Quando una femmina ha dei cuccioli, le altre femmine produrranno latte per far fronte a eventuali incidenti occorsi alla madre: il branco  autosufficiente, cooperante, molto solido e socialmente organizzato. Come sarebbe bello se la societ umana facesse altrettanto e perseguisse, anno dopo anno, un unico scopo comune: il bene di tutti. Delle caratteristiche del lupo, queste sono forse quelle che ci hanno immediatamente attratto, ma probabilmente anche ci che per tanti secoli ci ha fatto paura: il fatto che i lupi avessero raggiunto ci a cui noi non eravamo ancora riusciti ad arrivare. In queste caratteristiche risiede l'istintiva dedizione che i nostri cani domestici dispensano al branco umano in cui si trovano a vivere.

Comportamento naturale.
Il cane mostra molti dei comportamenti del lupo; tali comportamenti per sono stati temperati da millenni di domesticazione e dalla selezione praticata sulle diverse razze. Perci, se un cane spesso si comporta come un lupo, raramente un lupo si comporta come un cane.
Si sta diffondendo la moda di tenere un lupo o un cane ibridato con un lupo, una pratica che io ritengo totalmente irresponsabile considerando il crescente malumore nei confronti dei cani presente nei nostri paesi. Hanno gi preso avvio associazioni a favore dei lupi e non ho dubbi che siano composte da persone responsabili che conoscono la natura del lupo, dispensando a questi animali le loro cure nelle migliori condizioni. La mia paura  che l'iniziativa di tenere un lupo possa sfuggire di mano qui in Inghilterra cos come  accaduto in America. Anche un soggetto svezzato dall'uomo manterr pur sempre il temperamento del lupo. I lupi tendono a spaventarsi molto di fronte a oggetti o persone sconosciuti e in questi casi tendono a essere oltremodo reattivi. Se inavvertitamente doveste bloccare la via di fuga a un animale di tale grandezza e velocit, potreste rischiare un morso. Anche se la dentatura del cane e del lupo sono simili, il lupo  molto pi potente e i suoi denti sono pi grandi. Il semplice atto di porre una valigia sul pavimento di cucina attira le attenzioni del cane domestico, mentre un lupo potrebbe essere preso dal panico. In una cucciolata di cani ibridati con il lupo,  probabile che alcuni piccoli avranno il temperamento pi docile e meno reattivo tipico del cane, mentre altri manterranno il temperamento selvatico e imprevedibile del lupo. Il proprietario che adotta uno di questi ultimi, inizier a vedere cambiamenti nel comportamento intorno ai quattro mesi e mezzo cinque mesi di et, quando cominceranno a emergere eventuali tratti selvatici; da questo momento in poi, l'animale potrebbe diventare pericoloso, soprattutto nel periodo dell'accoppiamento. Anche un meticcio con un comportamento equilibrato e stabile manterr un livello di attivit, un desiderio esplorativo e un'asprezza di comportamenti tipici del lupo: tenere in casa un animale del genere per un giorno  come tenere in casa dieci bambini di tre anni per una settimana. Invece se lo si tiene all'esterno in un ampio recinto con i lupi o i cani con cui  cresciuto, si arriver a instaurare legami di affettivit reciproci, ammesso che venga trattato sempre nel rispetto pi totale delle sue caratteristiche. Il cane  un animale domestico imparentato con il lupo, di cui mantiene alcuni comportamenti. Un lupo sar sempre un lupo.

Guaito.
Si tratta di un'altra vocalizzazione di angoscia, ma limitata alle esperienze del dolore o a sorprese improvvise. Viene esibito sia dal cane che dal lupo ed  del tutto autoesplicativo.

Inseguimento.
L'inseguimento fa parte del rito della caccia e il processo di apprendimento inizia quando i lupi sono ancora cuccioli. Giocano a inseguirsi fra loro con ramoscelli e bastoni come trofei. I buoni inseguitori acquisiranno il ruolo di dirottare la preda, mentre quelli pi pazienti che tendono le imboscate al cucciolo con il ramoscello diventeranno probabilmente coloro che attaccano. Nell'osservare una cucciolata di lupi intenta nel gioco, o anche dei cuccioli di cane, si vedr mettere in pratica tutte quelle abilit che pi tardi si riveleranno necessarie alla sopravvivenza. I giochi praticati dai cuccioli di lupo e di cane non hanno scopi ricreativi, sono parte del processo di apprendimento. La regola : se si muove in fretta, inseguilo.

Istinto.
Il lupo deve sopravvivere. Per i lupacchiotti l'unica scuola di vita  il gioco con i fratelli, simulando i combattimenti, la caccia e il tiro alla fune. Il loro comportamento  innato e del tutto istintivo. Recentemente ho visto un documentario dove un branco di quindici lupi attraversava un territorio ricoperto di neve. Fatta eccezione per uno o due episodi d'insubordinazione alla gerarchia verificatisi alla fine della colonna, i lupi viaggiavano disposti su file singole e per ordine di rango. Appena vidi la scena, mi venne da pensare: a questo arriva la sottomissione a un'autorit; nessuno di quei lupi era mai stato a una scuola di addestramento e nessuno di loro era tenuto al guinzaglio. Se gli istinti del lupo si trovano dormienti nei nostri cani, come mai incontriamo cos tanti problemi quando proviamo a far loro smettere di tirare al guinzaglio? Se ci considerano di rango pi elevato rispetto a loro, dovrebbero istintivamente tenersi pi indietro rispetto a noi durante la passeggiata. Se non ci considerano di rango pi elevato, sicuramente il loro istinto dir che sono loro a dover scegliere la direzione. Guardando il problema da questa angolatura, forse le lezioni che impartiamo al cane per non tirare al guinzaglio sono uno spreco di tempo e di denaro. Nel loro intimo, seguendo gli istinti ereditati dai loro predecessori, i cani sanno da che parte devono andare.

Leccare.
I lupi praticano il comportamento del leccare per vari motivi. La madre lecca i cuccioli per pulirli e per stimolare le funzioni corporee: in questo modo ingerisce le feci e mantiene pulito il giaciglio fintanto che i cuccioli non sono in grado di allontanarsi da soli.
Leccare il ventre e i genitali di un altro lupo restano gesti di sottomissione a tutte le et. Esiste anche l'atto di leccarsi usato come grooming reciproco, di solito iniziato dai ranghi pi alti: per questo viene considerato un comportamento di dominanza e comunque altamente socializzante. Lo si nota pi spesso fra le femmine, mentre nei maschi viene di solito usato come preliminare all'accoppiamento. Quando i nostri cani ci leccano,  raro che lo facciano per procurarsi il sale che si trova sulla nostra pelle. Pi che altro  un comportamento usato per attirare l'attenzione che ha forse le sue radici nel comportamento infantile di leccare, atteggiamento a cui noi rispondiamo perch commossi da questa manifestazione di affetto.
Il cucciolo  ricompensato dal feedback ottenuto da parte nostra; man mano che cresce, tale comportamento diventa espressione di dominanza. Ben pochi tra noi rimprovererebbero un cane per ci che noi intendiamo come una manifestazione di affetto, cio noi rispondiamo a comando alla sua iniziativa di fare grooming.

Litigi.
Sarebbe ridicolo pretendere che all'interno di un branco, per quanto organizzato e rispettoso, non ci siano occasioni di dispute fra i suoi membri. Comunque, proprio per la loro struttura sociale cos ben definita, le liti sono rare e, una volta conclusesi, la vita continua senza risentimenti. Pu sorprendere sapere che il maschio dominante mostra raramente aggressivit verso i membri del suo branco,  piuttosto vero il contrario. Di solito il maschio alfa  molto tollerante e amichevole con i subordinati e questo  il motivo per cui la sua posizione  ben consolidata. Cammina con fierezza, guardando i compagni negli occhi come a dire: "Sono io che decido." Le dispute sono pi frequenti fra i membri dei ranghi inferiori che si confrontano in numero di due o tre nelle lotte per diventare leader. Queste liti si concludono velocemente e, anche se a vedersi appaiono di grande ferocia, raramente i partecipanti subiscono danni gravi.
In quanto predatori e parte di un gruppo di cacciatori, i lupi sanno istintivamente che se ne uscissero feriti gravemente non potrebbero pi partecipare alla caccia. Ferire gravemente la controparte, invece, significherebbe ridurre il potenziale del branco durante la caccia. Ne consegue che questi combattimenti si svolgono mostrando atteggiamenti aggressivi piuttosto che attacchi effettivi contro l'altro. I cani si comportano molto similmente. Purtroppo noi no: ci mettiamo in mezzo e di solito a questo seguono i danni fisici, generalmente a nostro carico.

Mancanza di valori.
I lupi, come tutti gli animali selvatici, non considerano le varie situazioni in base a valori economici, sociali ed estetici. Essi contano solo sugli istinti e non si impantanano in questioni di valori sbagliati. Non difendono i giovani per la posterit come facciamo noi; se necessitano di fibre, vanno in cerca di radici. Se sono affamati, uccidono tutto quello che possono senza distinzione fra belli e brutti. Noi possiamo eliminare una falena, ma raramente riserviamo lo stesso trattamento a una farfalla diurna. Cos, ci aspettiamo che i nostri cani comprendano i nostri valori, che sono prevalentemente economici. Possiamo non preoccuparci se il nostro cane ha rovinato il giornale, ma ci infuriamo se ha rovinato delle banconote. Mordicchiare le gambe di un vecchio sgabello non provoca la stessa punizione del masticare le gambe di una sedia Parker Knoll. Questo modo d'intervenire su di un cane lo getta nella pi totale confusione, perch, come il lupo, se necessita di qualcosa e questo qualcosa gli sta proprio sotto al naso, il cane, come il lupo, semplicemente la prende: se il cane ha bisogno di fibre e in casa ce ne sono tante gi estratte dai vegetali e sotto forma di carta, lui approfitter volentieri di questa riserva a domicilio; se un cucciolo sta cambiando i denti e sente il bisogno di masticare qualcosa, masticher, qualunque cosa trovi.

Mangiare.
Pu sembrare stupido precisare che i lupi mangiano. Il punto  che oltre a essere cacciatori, sono anche saprofagi (cio si nutrono di animali in decomposizione). Il possesso del cibo riguarda i nove decimi del loro codice di comportamento. Se c' scarsit di cibo, il possesso riguarda i dieci decimi ed essi difenderanno il bottino nel pi feroce e convincente dei modi. Uccelli morti, topi, pesci portati a riva, tutto diventa propriet del lupo che li ha trovati.
Ci capita di vantarci di riuscire a togliere il cibo al nostro cane mentre sta mangiando, ma ci  possibile perch il nostro beniamino domestico  ben nutrito e si sente sempre sazio. Lasciatelo per qualche giorno senza mangiare e poi provate di nuovo a portargli via il cibo e vi accorgerete come gli istinti sopiti possano riemergere immediatamente. Lasciate un pezzo di carne incustodito e alla portata del vostro cane e la regola diventer subito la seguente: la roba  di chi la trova.

Marchi odoriferi[1].
Il sistema olfattivo del lupo  un congegno meraviglioso. Il lupo vive in un mondo colmo d'informazioni olfattive che spesso sono molto pi esplicative delle informazioni verbali che noi pronunciamo. Una breve annusata a un odore sul terreno lasciato da un animale dice al lupo di quale specie si tratti, il suo stato di salute e in quale direzione si sta dirigendo. Questa capacit permette ai lupi di usare gli odori per trasmettersi informazioni tra membri di un branco e tra branchi vicini. Questi messaggi circolano sotto forma di sostanze chimiche chiamate feromoni. Una femmina in estro secerne feromoni con l'urina che stimola sessualmente il maschio. Sia i maschi che le femmine (ma soprattutto i maschi) depositano feromoni con l'urina e le feci, ma anche tramite i cuscinetti plantari, per marcare il territorio; dopo aver urinato, raspano il terreno come rivendicazione di propriet. L'"effetto feromone" ha lo scopo d'influenzare il comportamento dei conspecifici, sia esso un modo per scacciare qualcuno o un invito a rimanere.

Sento dei feromoni!
I segnali chimici emessi vengono solitamente ben avvertiti e questo  uno dei motivi per cui il cane drizza le orecchie: i feromoni vengono emessi il pi in alto possibile in modo da potersi diffondere nell'aria e trasmettersi in tutte le direzioni. La femmina orientata verso il maschio user questa tecnica di rizzare le orecchie, anche se  pi frequente accovacciarsi per urinare. Le femmine e i maschi fertili che mostrano il comportamento di drizzare le orecchie sono di solito di rango molto elevato. Sembrerebbe quindi che il diritto a trasmettere notizia dei propri intenti sia una questione soprattutto di livello sociale.
Il cane domestico non  diverso. A causa della selezione, i nostri cani sono talora pi piccoli dello stampo originario. Non  inusuale osservare una femmina di una razza di piccola taglia, in particolare i terrier, appoggiarsi sulle zampe anteriori e depositare urina in spruzzi brevi e netti su di un oggetto verticale. Si tratta non di un bisogno di urinare, ma di comunicare:  l'equivalente umano di un avvertimento verbale, scritto, telefonato o comunicato via fax. Potrebbe anche trattarsi di un invito, ma non potendolo percepire con il nostro debole odorato, possiamo solo immaginarlo.

Monta (comportamento di).
In tutte le specie, la postura di monta indirizzata sessualmente  il comportamento di dominanza per eccellenza. Nei lupi  una netta espressione del rango di appartenenza. La natura decide, tramite le condizioni climatiche e la disposizione di cibo, quante femmine sono in grado di riprodursi. Tali femmine verranno scelte dai ranghi pi elevati, pertanto il diritto a riprodursi  in s e per s un'indicazione di rango. La postura dell'accoppiamento  simile a quella dell'alzarsi sulle zampe posteriori e quindi pu essere notata anche fra femmine o fra maschi durante i combattimenti fatti per gioco. Tale comportamento viene esibito per due motivi: il primo  a scopo riproduttivo, totalmente dipendente dallo status sociale; il secondo  a scopo di dominanza e implica il raggiungimento di una posizione pi alta rispetto all'altro, senza per implicazioni sessuali.
Al sopraggiungere della pubert, non  insolito vedere sia i maschi che le femmine esibire il comportamento di accoppiamento. Si tratta di un modo per affrontare una tremenda tempesta ormonale, ma significa anche inoltrarsi in un periodo psicologicamente pi maturo e diventa quindi un modo per stabilire la propria posizione all'interno del branco uomo-cane. Di solito il cane esce da questo periodo quando gli ormoni si assestano, ma solo a patto che voi abbiate assunto il ruolo di figura alfa. Se nonostante questo il comportamento dovesse continuare, di solito si arriva a risolvere il problema con la sterilizzazione.
Mentre nel lupo solo le femmine dei ranghi pi alti presentano la fase di estro e, inoltre, solo una volta all'anno, la femmina del cane domestico invece  feconda due-tre volte all'anno;  quindi evidente che le nostre conoscenze avanzate in fatto di nutrizione canina stanno forse rendendo necessario un piano di sterilizzazione. Dobbiamo pervenire chirurgicamente a quei risultati che in natura vengono ottenuti naturalmente e seguendo i codici sociali di gruppo.

Onnivorismo.
Anche se la carne  l'ingrediente principale della sua dieta, il lupo non  strettamente carnivoro ed  in grado di digerire senza difficolt una certa quantit di proteine vegetali. La maggior parte delle prede del lupo sono erbivori: la preda viene mangiata per intero, incluso quindi lo stomaco, contenente vegetali pi o meno digeriti.
La dieta del lupo dipende ovviamente dal cibo disponibile e talvolta questo animale deve adattarsi a fare lo spazzino. Nei periodi di magra, il lupo mangia frutta, ortaggi, carne in decomposizione e tutto ci che trova: non  una questione di scelta, ma solo di necessit e il suo sistema digestivo ha sviluppato la capacit di estrarre i nutrienti da una variet di fonti di cibo. Quando il cibo abbonda, la dieta del lupo diventa primariamente carnivora ed  quella che lui preferisce. Il cane domestico ha il medesimo sistema digestivo, quindi abbastanza "verde" da potersi avvicinare al regime di un animale vegetariano; tuttavia, ritengo che non sia giusto imporre ai cani i nostri standard di vita e le nostre ideologie. Se ai cani viene somministrata una dieta vegetariana, essi indubbiamente sopravvivranno. Ma la loro capacit di adattamento ha un unico scopo: sopravvivere quando le cose si fanno difficili. Secondo la mia opinione, per crescere forti, i cani necessitano di una dieta bilanciata che contenga proteine derivate dalla carne. Che noi scegliamo di mangiare carne o meno, la nostra scelta non deve ricadere sul cane. Quando il cibo  disponibile, i lupi scelgono di mangiare carne.

Rigurgito.
I lupi sono animali che vomitano. Abbiamo gi visto come i cuccioli lecchino le labbra della madre allo scopo di farle rigurgitare il cibo; come si adattino a mangiare qualunque cosa trovino, perfino carne in decomposizione. Tutto ci che mette sottosopra il sistema digestivo, compresi i parassiti, viene espulso tramite l'ingestione di alcune erbe, contrariamente ad altri animali incapaci di rigurgitare e che quindi devono sopportare le conseguenze della scelta di un cibo sbagliato. La capacit di espellere cibo a comando  un meccanismo di sopravivenza progettato dalla natura. Il cane domestico ha la stessa capacit, che egli esercita regolarmente. A meno che non si verifichi quotidianamente e che non inizi per cause non auto-indotte, si tratta di un comportamento perfettamente normale.

Ringhio.
Come abbaiare e mordere, ringhiare  un comportamento che ha un significato. Mentre l'abbaiare  un richiamo di allerta e aggregazione, il ringhiare  chiaramente l'avvertimento di un imminente attacco contro l'intruso. Il fatto che un avvertimento possa smorzarsi senza conseguenze suggerisce che il lupo preferisce non arrivare al confronto fisico. Un branco di lupi  un gruppo dalla socialit altamente sviluppata all'interno del quale, contrariamente a quanto si pensi, gli episodi di violenza sono estremamente rari. Il ringhio  un avvertimento udibile e molto importante  l'espressione facciale che si accompagna a questo comportamento. Quando il lupo ringhia le sue espressioni variano e sono finalizzate a evidenziare lo stato emotivo del soggetto.
Se le orecchie sono appiattite e le labbra tirate indietro orizzontalmente a mostrare un ghigno remissivo, il messaggio : sono spaventato e, se necessario, mi difender. Se le orecchie sono in avanti, il pelo  rizzato e gli angoli della bocca sono spinti in avanti mentre le labbra sono retratte verticalmente, il messaggio : se non te ne vai immediatamente, attaccher. Lupo con lupo e cane con cane, questa comunicazione aggressiva viene ben compresa. Quando il nostro cane mostra lo stesso comportamento verso di noi, essendo convinti che "nessun cane deve ringhiarci contro" ci affrettiamo a punirlo. Il risultato  sempre un morso e il cane viene accusato di essere un animale aggressivo, quando in realt gli aggressori siamo stati noi.

Scavare.
I lupi scavano! Scavano tane in cui allevare i piccoli; scavano buche per stare al fresco in estate; scavano buche da usare come rifugio in inverno; scavano buche in cui nascondere il cibo che non viene mangiato subito; scavano buche per recuperare il cibo nascosto; scavano alla ricerca di radici per il fabbisogno di fibre; scavano per seguire i movimenti degli animali che si muovono subito sotto la superficie, insomma sono animali scavatori. Cos come per l'inseguimento, il raggruppamento delle prede e l'attacco, anche quando si tratta di scavare, alcuni sono migliori di altri. Dagli individui migliori abbiamo ottenuto i terrier, cani con istinti di sopravvivenza altamente sviluppati e disposti a combattere fino alla morte.

Sporcare.
Come per ogni animale, ci che entra deve poi uscire. I lupacchiotti imparano presto a spostarsi dall'area di riposo per defecare. La madre mantiene la tana pulita mangiando gli escrementi dei cuccioli. A volte il comportamento di coprofagia viene appreso dai pi giovani attraverso un processo d'imitazione. I cani si comportano in identica maniera. I lupi non hanno problemi con l'educazione dei piccoli; finch non sono grandi abbastanza per allontanarsi, possono sporcare ovunque tranne che nella tana. I cuccioli dei nostri cani imparano la stessa cosa, pertanto, dal loro punto di vista, arrivare fino al centro del pavimento della cucina significa fare la cosa giusta. In quel momento arriva l'umano, che, con il suo punto di vista, viene a sconvolgere tutto quanto. Anzich premiare il cucciolo e poi pulire, come avverrebbe in una tana di lupi, l'uomo sopraggiunge arrabbiato e spesso con atteggiamenti violenti. Man mano che i giovani lupi crescono, l'abbandonare la tana per defecare e urinare avviene naturalmente. Creando le condizioni opportune, il medesimo processo si avrebbe nei nostri cuccioli. La pratica odiosa e crudele di sfregare il naso del cucciolo contro ci che ha combinato gli insegna solo ad avere paura e a non fidarsi di noi. Il problema sta nel fatto che siccome i cani prima o poi imparano spontaneamente a uscire per fare i bisogni, le persone credono che questo metodo funzioni. L'ipotesi che tale processo si verifichi naturalmente non sfiora nemmeno le loro menti.

Territorialit.
I lupi sono animali fieri e territoriali e ciascun branco marca il proprio territorio di caccia urinando e defecando in vari punti strategici contrassegnanti i confini di zona. Il messaggio, come gi detto, viene trasmesso tramite feromoni. I lupi sono anche molto rispettosi dei territori altrui e quando si spostano da un territorio di caccia a un altro sono disposti a percorrere molte miglia pur di non attraversare il territorio di caccia di un altro branco. I ricercatori che hanno osservato i branchi da aerei da ricognizione hanno visto che, se un branco intento a cacciare attraversa i confini di un altro branco, interrompono la caccia lasciando il bottino ai residenti. Il branco dovrebbe essere davvero molto affamato per andare contro a queste leggi. Anche i nostri cani sono animali territoriali, ma poich la comunit pretende che siano anche socievoli, le leggi canine si sono evolute in maniera leggermente diversa. Le aree vietate al transito sono di solito le case e i giardini e saranno guai per qualunque cane che oltrepasser questi confini. Un residente di taglia piccola caccer senza problemi un intruso corpulento proprio perch l'intruso  ben consapevole del fatto che non avrebbe dovuto trovarsi l. Anche introdurre un cane accompagnato da una persona nel territorio di un altro cane pu diventare una faccenda complicata. Non sempre si arriva allo scontro fisico, ma  sicuro che i due cani si scambieranno una fitta serie di messaggi tramite il linguaggio corporeo. La sostanziale differenza sta nella gestione delle aree comuni, per esempio parchi e campi frequentati quotidianamente da numerosi cani. Tale convivenza  possibile perch ogni cane ritiene di stare oltrepassando il territorio di un altro cane e si astiene dal rivendicare diritti su di esso: questo  il motivo per cui di solito i cani posti in queste situazioni manifestano atteggiamenti remissivi. Le posture significano: "Non mi trovo in questo luogo per mia volont e non intendo mettere in dubbio il tuo diritto a stare qui." Se tutti i cani trasmettono questo tipo di messaggio, di solito non ci sono problemi. Le difficolt possono sorgere quando ci si trova di fronte a un cane non abituato a interagire con gli altri, per esempio nel caso di un individuo giovane. La mancanza di socializzazione precoce su di un'area comune porter il cane a non riuscire a prendere consapevolezza dell'esistenza di simili aree. Se gli si permette di accampare diritti sui confini, i suoi istinti di lupo avranno la meglio ed egli li difender. Due cani provenienti da edifici distinti, abituati a permanere sullo stesso territorio e a marcare sempre nell'ambito di questa zona comune, ma che non s'incontrano mai, se mai dovessero trovarsi di fronte si scontreranno senza dubbio per la dominanza dell'area. I cani i cui padroni possiedono un ampio giardino e pensano che il cane abbia gi abbastanza opportunit di movimento senza bisogno di andare all'esterno della propriet diventeranno molto aggressivi con gli altri cani e a volte anche con le persone che dovessero avvicinarsi ai confini del giardino. Il correre lungo la recinzione e l'abbaiare continuo sono problemi diffusi fra i cani allevati in questo modo, per non parlare della possibile insorgenza di atteggiamenti aggressivi e pericolosi.

Uccidere.
I lupi uccidono come macchine spietate: devono farlo per sopravvivere.
In branco, possono marciare per giorni a passo regolare fermandosi solo per riposi saltuari. Al termine di un viaggio cos faticoso, un lupo  in grado di cacciare e rovesciare una preda la cui mole supera molte volte il suo peso corporeo. I lupi hanno bisogno di cacciare animali di grandi dimensioni perch le carni dell'animale predato sono sufficienti a sfamare tutto il branco e se considerate che un lupo adulto affamato arriva a mangiare circa venti chili di carne nell'arco di 24 ore, capite quanto efficienti devono essere questi animali nell'attivit di caccia.
Nel lupo e nel cane la dentatura  identica. In altre parole, il nostro grazioso e tenero barboncino che ci dorme in grembo  un potenziale killer perfettamente equipaggiato. Ovviamente, con il mantenere il cane domestico in un ambiente confortevole e relativamente limitato in cui vive ben nutrito (in molti casi troppo nutrito), questi istinti killer hanno smesso di manifestarsi. In tutti i casi, se il nostro cane si trova infreddolito e affamato, con l'opportunit di formare un branco rinselvatichito, sar in grado di uccidere, se necessario. Le perdite di bestiame subite dagli allevatori ogni anno a opera di cani randagi o rinselvatichiti confermano l'esistenza di questi istinti normalmente sopiti.

Uggiolare.
L'uggiolio  sintomo di angoscia. Un cucciolo uggiola se ha freddo, fame, se viene allontanato dai fratelli o se non trova la madre.  una delle vocalizzazioni che i cuccioli imparano per prime e, come accade nei genitori umani, la femmina di lupo  attentissima a questo tipo di richiamo e risponde immediatamente. Crescendo e diventando sempre pi indipendente, nell'animale l'uggiolio rimane un segnale di angoscia, ma non  pi finalizzato a richiamare le cure immediate di cui godeva da cucciolo.
Al contrario, ai nostri cani raramente permettiamo di raggiungere una simile autonomia; in certa misura quindi rimangono dipendenti da noi per tutta la loro vita. Per questa ragione, l'uggiolio pu dare origine a problemi legati alla ricerca di attenzione proprio perch noi continuiamo a rispondere laddove invece dovrebbe avvenire il graduale distacco.

Ululato.
Di tutti i pattern comportamentali esibiti dal lupo, l'ululato  il pi noto. Tutti abbiamo visto la rappresentazione di un lupo in cima alla collina che sembra ululare alla luna. Pochi per conoscono l'ululato di gruppo che precede un'incursione di caccia. In entrambi i casi si tratta di un segnale di raduno per tutti i membri del gruppo, un richiamo per i compagni. Un cane tenuto isolato ululer. Questa tipologia di cane di solito soffre di un iperattaccamento ai membri del suo branco umano e quindi non sopporta di essere lasciato solo mentre il resto del branco esce per andare a caccia (questo dal suo punto di vista). L'ululato del lupo e quello del cane sono entrambi suoni lugubri e strazianti. Di tutti i pattern presenti in entrambe le specie, l'ululato  forse il pi espressivo dei comportamenti atti a trasmettere emozioni.

Urina.
Ovviamente i lupi urinano come tutti gli animali che devono espellere l'eccesso di fluidi. I lupi, per, urinano anche per marcare il territorio, come gi visto, e come segno di sottomissione. Esaminiamo quest'ultimo caso. Urinare in segno di sottomissione  un'azione riflessa appresa in et precoce, quando la femmina adulta gira gentilmente i cuccioli a pancia in su per leccarli al fine di stimolare la minzione e la defecazione. Il cucciolo impara che essere girato a pancia in su significa trovarsi in una posizione di sottomissione rispetto alla madre e anche giacere sulla schiena e urinare e un comportamento di sottomissione. Durante la crescita, questo comportamento viene usato in segno di sottomissione e di richiesta di accettazione nei confronti dei membri di rango pi elevato. Non necessariamente il giovane si gira completamente sulla schiena, per adotta una postura molto abbassata e acquattata, come se stesse per girarsi a pancia in su per spruzzare un getto di urina. Nei soggetti pi anziani, mettersi sulla schiena e urinare  un atteggiamento di totale sottomissione. Maggiore  la confidenza del lupo, minore e la frequenza con cui utilizza questo comportamento, la qual cosa suggerisce che un comportamento non  un segnale deliberato, ma un riflesso condizionato indotto dalla consapevolezza da parte dell'animale del proprio status sociale. (In altre parole, il lupo non pu evitare di comportarsi cos e forse non  nemmeno consapevole di quello che sta facendo). Noi non ci meravigliamo se dei cuccioli mostrano il medesimo comportamento, ma ci stupiamo se a farlo  un cane adulto. Qui il problema sta nel fatto che questo comportamento  un'inconscia accettazione dell'avvicinamento di un animale dominante e, pi siamo agitati, pi sembriamo avere un approccio da animale dominante. Sgridare il cane perch fa pip quando ci avviciniamo significa provocare un rinforzo del comportamento stesso. Dietro a quasi tutti i casi di questo tipo vi e un educazione eccessivamente dominante impartita al cane in tenera et da parte del padrone. Voler arrivare a dominare il cucciolo il prima possibile, in un'et in cui gi considera il padrone come dominante, conduce a un'incentivazione delle espressioni di sottomissione. Per evitare che ci si verifichi, l'unica soluzione  evitare atteggiamenti eccessivamente dominanti e adottare un programma educativo improntato sulla costruzione di un rapporto di fiducia, proprio sfruttando il fatto che in tenera et il cucciolo  istintivamente portato a considerare comunque il padrone come animale dominante.
Questa lettura potrebbe essere utilizzata per indicare le razze esistenti, ma ci riguarda prettamente il cane e non il lupo. I lupi appartengono a un'unica razza. Fatta eccezione per i casi in cui i lupi siano cresciuti insieme a cani fin dai primi mesi di vita, le possibilit che un lupo si accoppi con un cane sono decisamente scarse, dato che il lupo  pi propenso a uccidere il cane che a considerarlo un eventuale partner. Ogni razza canina  stata selezionata in base a un comportamento ereditato che diventa caratteristica prevalente della razza stessa, per esempio raggruppare il gregge, fare la guardia, cacciare.  importante che il proprietario, se possibile, consideri l'eredit genetica del cane in quanto influenza sul comportamento cos da sapere ci che deve aspettarsi da lui. Se questo non  possibile semplicemente guardando il cane, come nel caso della variet Heinz 57, studiando il comportamento possiamo individuare le sue caratteristiche e sapere cos in quale ambiente si trover meglio.
Se consideriamo le cucciolate di due razze diverse e le incrociamo con la cucciolata di due ulteriori razze differenti e ripetiamo la procedura per pi volte, in breve tempo, fatta eccezione per la taglia, i cani cos ottenuti inizierebbero a somigliare molto al progenitore comune, cio al lupo. Le orecchie sarebbero erette, la coda rivolta verso il basso e questo nuovo cane diventerebbe molto pi indipendente e non sarebbe pi cos docile. Molti rapporti riguardo ad avvistamenti di meticci vaganti recitano: "razza sconosciuta ma sicuramente derivante dal Pastore Tedesco".

Zoonosi.
Si tratta di malattie trasmissibili da una specie a un'altra, dal lupo al cane, dal cane all'uomo, dal lupo all'uomo; la pi pericolosa  la rabbia. Non  compito di questo libro fornire una lista delle zoonosi esistenti e ho inserito questo argomento solo per un motivo: se lupo, cane e uomo sono arrivati al punto di condividere delle malattie, questo deve essere considerato come il marchio che suggella il legame fra queste tre specie.

Dopo aver letto questo capitolo, risulta chiaro il perch il padrone si lamenti di quei comportamenti che sono spontanei per il cane, ma non seguono il suo stile di vita e i suoi valori individuali, cio in molti casi il problema  del padrone, ma viene attribuito al cane.
Il mio compito, dunque,  prima di tutto distinguere il normale dall'anomalo e quindi proporre una cura; se il comportamento  normale ma inaccettabile, cerco di dare dei consigli per reindirizzare tale atteggiamento nella direzione dei bisogni del padrone. Spessissimo ricevo telefonate da parte di proprietari di cani che si lamentano e mi domandano perch il loro cane faccia determinate cose; allora penso fra me e me che anche il mio cane si comporta allo stesso modo e personalmente non ci trovo nulla di strano, ma capisco che non tutte le persone possiedono lo stesso grado di tolleranza. Dire a questi padroni scontenti che il mio cane si comporta come il loro e che sono loro a dover imparare ad accettarlo per quello che  sono consigli che un padrone insoddisfatto non vuol nemmeno sentire. Perci ho dovuto cambiare i suggerimenti da impartire in queste situazioni e la parte del libro che segue riassume ci che io di solito mi trovo a rispondere.


PARTE TERZA.
Perch il mio cane...?

Quelle che seguono sono domande raccolte da varie fonti; a volte il consiglio dato per la risoluzione di pi problemi potr essere ripetitivo perch la radice  la stessa. Sono sicuro che i consigli forniti aiuteranno il lettore a costruirsi una propria opinione su come curare il problema che lo riguarda. Se leggendo le mie proposte di soluzione troverete delle differenze rispetto a come vi sareste comportati voi, non  detto che uno dei due debba avere ragione per forza. Se i risultati sono positivi, significa che il metodo che state usando, qualunque esso sia,  corretto.


CAPITOLO 6.
Perch il mio cane...

Comportamento.
Attacca il tavolino?
Attacca le mie caviglie e quelle degli ospiti?
Abbaia per tutto il tempo in cui sono al telefono?
Insegue le automobili?
Insegue le volpi e uccide le pecore?
Cambia spesso d'umore?
Ogni sera corre per la casa?
Alza la zampa cos spesso?
Distrugge le cose quando lo lasciamo solo?
Compie l'atto di scavare nel pavimento della cucina?
Mostra un'euforia esagerata quando torniamo a casa?
Compie correttamente tutti i suoi compiti durante la lezione di ubbidienza per poi smettere appena lasciata la scuola?
Spaventa il gatto?
Fa la guardia alle ossa?
Tiene lontano l'altro cane dai propri giochi e tiene lontani noi dal suo cibo?
Odia i bambini che escono da scuola?
Non sopporta di essere spazzolato?
Deve raggiungere l'et di sei mesi prima di essere addestrato?
Insegue le ombre, i pesci dell'acquario e i gatti?
Salta addosso agli ospiti?
Detesta viaggiare in macchina?
Detesta il suo fratellastro?
Detesta sfilare in pedana?
Mostra aggressivit solo verso i cani maschi?
Tira al guinzaglio?
Ci punisce per averlo messo nella pensione per cani?
Si rifiuta di tornare su richiamo?
Si rifiuta di mangiare quando  nella pensione?
Si rifiuta di ubbidire al comando "gi"?
Scappa via e si nasconde ai nostri nipoti?
Scappa via e si nasconde quando prendiamo il guinzaglio?
Corre intorno al giardino abbaiando?
Mostra aggressivit verso le femmine e i cuccioli?
Straccia la carta e scava buchi?
Ruba i giocattoli e i vestiti di nostro figlio?
Ci ruba calzini, borsa, guanti e mutande?
Caccia il naso fra le gambe delle persone?
Urina quando lo salutiamo?

Vedi...
Vedi Adolescenza.
Vedi Mordere e Territorialit.
Vedi Telefono e TV.
Vedi Inseguimento.
Vedi Comportamento di fuga.
Vedi Pasti (somministrazione dei).
Vedi Dieta.
Vedi Dominanza.
Vedi Distruttivit.
Vedi Scavare.
Vedi Iperattivit.
Vedi Scuola, addestramento.
Vedi Gatti.
Vedi Ossa.
Vedi Ereditariet del comportamento e Guardia (fare la).
Vedi Bambini.
Vedi Toelettatura.
Vedi Socializzazione.
Vedi Imbrancare.
Vedi Balzare addosso.
Vedi Automobili.
Vedi Combattimenti (Fighting)
Vedi Fiori di Bach.
Vedi Castrazione.
Vedi Tirare al guinzaglio.
Vedi Antropomorfismo.
Vedi Richiamo.
Vedi Anoressia nervosa e Ansia.
Vedi Coercizione.
Vedi Nervosismo.
Vedi Guinzaglio (educazione al) e Sensibilit.
Vedi Abbaiare.
Vedi Rinforzo.
Vedi Masticare e Ovariectomia.
Vedi Neonati.
Vedi Gioco/possesso.
Vedi Istinto.
Vedi Giochi.

Abbaiare.
Nella Parte Seconda abbiamo appurato che i cani abbaiano, comportamento del tutto normale quando devono lanciare avvertimenti o richiamare l'attenzione. Tuttavia, l'abbaiare insistente e continuato pu essere fonte di disagio per padroni e vicini. Alcune razze sono per natura pi rumorose di altre, quindi se state cercando un cane tranquillo e taciturno non scegliete un cane da guardia. Se gi l'avete, non fatelo stare in giardino mentre voi siete al lavoro, altrimenti al vostro rientro troverete i vicini furibondi che vi aspettano brandendo una diffida. I cani per abbaiano per molte altre ragioni: per richiamare l'attenzione, per eccitamento (i soggetti pi eccitabili abbaiano al pi piccolo rumore) e alcuni abbaiano per il semplice gusto di abbaiare. Se avete un cane che abbaia troppo, cercate d'individuare cosa innesca questo comportamento, dopo di che dovreste porvi questa domanda: il problema sta nell'abbaiare o nel fatto che il cane continua ad abbaiare quando io gli dico di smettere? Se quest'ultima opzione  la risposta giusta, allora si tratta di un problema di controllo, non di abbaiare persistente. I padroni ricorrono sempre a energiche sgridate nel tentativo di far smettere un cane che abbaia. Dal suo punto di vista, il cane  contento di vedere che il padrone si unisce a lui e il problema immancabilmente peggiora. Per esperienza personale ho rilevato che il modo migliore per affrontare un cane rumoroso  di usare i suoni (vedi Appendice: Terapia avversativa sonora). Ovviamente, prima di applicare qualunque metodo dovrete accertarvi che non stiano interferendo altri fattori, come per esempio l'eccitabilit causata da una dieta particolare, la ricerca di attenzione o altro.
Domanda:
Ho un bellissimo Samoiedo femmina da soccorso di 14 mesi di nome Sammy. Senza bisogno di addestramento, risponde benissimo a qualunque mio insegnamento, ma ha una sgradevole abitudine che non riesco a toglierle. Noi possediamo un giardino molto ampio di quasi un ettaro con un grande faggio che per anni  stato la casa degli scoiattoli. Ogni mattina, quando mando Sammy in giardino, si dirige di corsa verso l'albero e abbaia furiosamente agli scoiattoli. Anche se non si lamentano, ritengo che i miei vicini non siano molto contenti. Il problema  che l'albero  troppo distante dalla casa per riuscire a sgridare il cane in maniera appropriata: finch Sammy si trova vicino a me, mi ubbidisce senza problemi, tuttavia sembra che sappia che quando si trova ad una certa distanza da me io non posso fare pi niente per fermarla.
Risposta:
Allora non cerchi di fermarla, lasci che siano gli scoiattoli a farlo al posto suo o almeno faccia in modo che sia Sammy a dare la colpa agli scoiattoli. Il problema risiede nel fatto che per quanto riguarda Sammy, il suo comportamento  autopremiante: c' il divertimento di cacciare e la frustrazione degli scoiattoli che restano sull'albero, fuori portata e senza fare pi un movimento. Bisogna spostare la fonte di divertimento, ma, data la distanza fra l'albero e la casa, ogni tentativo di correzione proveniente dall'abitazione sarebbe inefficace, come ha gi notato lei stesso. Quindi, la correzione deve provenire dall'albero o, meglio ancora, dagli scoiattoli. Si procuri un tubo di gomma da attaccare al rubinetto e che arrivi fino all'albero e con l'aiuto di una scala appoggi l'estremit fra i rami puntandola nella direzione in cui di solito Sammy si mette per abbaiare. Poco prima di liberarla in giardino, si assicuri che il tubo sia gi pieno d'acqua in tutta la sua lunghezza, in modo che non ci sia ritardo nell'uscita del getto d'acqua rispetto all'inizio dell'abbaiare. Nel momento in cui Sammy inizia ad abbaiare, faccia uscire un breve getto. Non lasci scorrere l'acqua inutilmente, poich Sammy eviter lo spruzzo mettendosi in un altro punto intorno all'albero. Se  abbastanza intelligente da capire che gli scoiattoli la spruzzano solo in un punto, dovr avere la pazienza di riposizionare ogni volta il tubo in un punto diverso fra i rami. Faccia attenzione a non dirle una parola:  una faccenda fra lei, l'albero e gli scoiattoli. L'acqua  un metodo molto efficace e indolore e se lei sar tempestivo ad aprire il rubinetto, in breve tempo Sammy non si avviciner pi all'albero.

Addestramento (Training).
Vedi Istruttori e Scuola di ubbidienza.

Adolescenza.
Non c' dubbio che i cani attraversino una fase di sviluppo simile a quella che negli esseri umani  definita come stadio della "delinquenza giovanile". Sia nelle persone sia nei cani  un segnale dell'iniziata pubert, momento in cui l'organismo subisce un bombardamento di ormoni che fatica a gestire. I cani raggiungono questo stadio intorno ai 9-14 mesi, che nell'uomo equivalgono pi o meno ai periodo 14-20 anni. Come capita agli umani, anche il comportamento canino a volte diventa decisamente irrazionale ed  proprio il modo con cui andremo ad affrontare questa fase che decider se siamo stati in grado o meno di crescere un adulto equilibrato e fiducioso, sia che si tratti di un bambino, sia che si traiti di un cucciolo di cane.
Nel cane, l'inizio della pubert pu manifestarsi con un aumento dell'aggressivit, pi spesso nel maschio verso gli altri maschi, ma talvolta anche nella femmina. Questa aggressivit pu anche essere indirizzata verso i padroni, perch, proprio come accade nei ragazzi, il cane in questo periodo sta cercando di definire la propria identit. Riconoscere il fatto che si tratta di un periodo transitorio  il primo passo per affrontare bene i problemi che potrebbero sorgere e fare in modo che il cane abbia le idee chiare su quale sia il suo posto all'interno del branco uomo/cane  di fondamentale importanza per affrontare la pubert in maniera indolore. Il capitolo 3 fornisce spiegazioni a proposito.
In questa fase il cane cambia il suo aspetto. Alcuni definiscono questo stadio il periodo delle gambe lunghe o dell'aspetto allampanato, cos simile alla metamorfosi subita dagli adolescenti umani.
Quindi il corpo in tutto il suo aspetto subisce le conseguenze dell'alterazione ormonale e anche questo tipo di cambiamento pu avere effetti deleteri sul comportamento del soggetto. Per quanto riguarda gli adolescenti umani, siamo consapevoli che si tratta di una fase le cui conseguenze passeranno con il tempo e, in effetti, quasi tutti i ragazzi la superano tranquillamente.
Per i cani  diverso: se noi assecondiamo il perdurare di atteggiamenti irrazionali e inaccettabili, questi diverranno comportamenti appresi e si cronicizzeranno. Bisogna affrontare il problema con molta attenzione, tenendo bene a mente che gli eventuali strani comportamenti sono dovuti in parte a uno stress intenso che noi non possiamo n vedere n controllare. Prendiamo come esempio un cane che abbia improvvisamente cominciato a essere aggressivo con gli altri cani; se noi lo puniamo ogni volta che lui ringhia, gli insegneremo che la presenza di un altro cane prelude alla punizione e il problema peggiorer.
Se invece usiamo una delle tecniche avversative sonore (vedi Appendice) per interrompere il momento di aggressione e diamo una ricompensa se il cane resta passivo nonostante la presenza di un altro cane, otterremo l'apprendimento desiderato.

Il mio Alano prende d'assalto il tavolino.
Domanda:
Il mio cane ha iniziato a comportarsi in un modo molto strano. Si chiama Henry ed  un Alano di dieci mesi che abbiamo adottato all'et di sette settimane. Di recente abbiamo acquistato tre mobili nuovi per il salotto e quindi abbiamo dovuto spostare i mobili vecchi. Per qualche strana ragione, Henry ha preso in antipatia un tavolino che  sempre stato in casa fin da quando lui era piccolo. Ha iniziato ad aggredirlo improvvisamente, a mordergli una delle gambe; in seguito ha preso delle distanze, ringhiando e brontolando e nonostante i nostri sforzi per rassicurarlo continua a essere aggressivo. Quale pu essere la ragione di questo comportamento ed eventualmente c' qualcosa che possiamo fare?
Risposta:
Tanto per cominciare, smettete di rassicurarlo nei pressi del tavolino, perch questo rafforzer ancora di pi la sua convinzione che questo oggetto abbia qualcosa di strano. Quello che avete descritto  un problema legato allo stress, pi frequente nei cani di grossa taglia che in quelli piccoli ed  causato dall'improvvisa impennata dello sviluppo corporeo che si verifica a questa et. Questa situazione  chiamata anche "paura delle situazioni familiari": oggetti con cui il cane convve e che vede fin da quando era cucciolo, se spostati, possono risultare irriconoscibili da parte dell'animale. Pi mostriamo di preoccuparci di questa contingenza, maggiore diventa il problema.
Quello che dovreste fare  ignorarlo quando abbaia e ringhia, spostate il tavolino nella posizione originaria e adoperatelo per gli scopi per cui l'avete sempre usato. Noterete che Henry assumer immediatamente un'espressione del tipo: "Ah, era lui!" e si calmer. Poi potrete rimettere il tavolino nella nuova posizione, questa volta facendolo di fronte al cane, e vedrete che accetter il cambiamento. Attenzione: il nuovo spostamento dovr avvenire in modo rapido e disinvolto, senza evidenziare in nessun modo ci che state facendo e rimanete assolutamente disinvolti e disinteressati di fronte a quello che far il cane in quel frangente.

Adozione di cani abbandonati.
 triste sapere che i canili ospitano migliaia di cani in attesa di essere adottati. Alcune persone sono in effetti preparate a prendersi cura di un cane di questo tipo piuttosto che acquistare un cucciolo, ma pu rivelarsi una scelta difficile se non si  pienamente consapevoli degli svantaggi.
Il mio desiderio  di facilitare le persone che si accingono a compiere questa scelta aiutandoli a capire meglio il loro nuovo compagno animale.
Tutti noi ci sentiamo dispiaciuti di fronte a un cane abbandonato: alcuni sono stati abbandonati sull'autostrada, altri rinchiusi in recinti e lasciati quasi morire di fame, altri ancora maltrattati da persone crudeli; tuttavia esistono varie ragioni per cui un proprietario decide di sbarazzarsi del proprio cane. Quando si adotta un cane abbandonato, si ritiene che tutte le esperienze che il cane ha vissuto fino a quel momento facciano parte del passato. Al cane, ora, interessa il futuro. Pu capitare che esperienze spiacevoli abbiano influenzato il cane nel suo comportamento, ma a questo stadio dobbiamo sforzarci di comprendere il cane come un individuo e il modo in cui vedr la sua nuova vita in compagnia di un altro gruppo di umani-difficili-da-capire.
Innanzi tutto dobbiamo arrivare a capire le differenze che intercorrono fra noi e i cani. Per un essere umano  perfettamente normale esprimere sentimenti di tristezza e preoccupazione, di tolleranza e perdono, per un cane no. Per un essere umano  perfettamente normale pensare in termini di strutturazione temporale e pianificazione del futuro, per un cane no. Quindi, solitamente, quando ci avviciniamo a un canile:
1) ci sentiamo afflitti per quello che pensiamo sia accaduto al cane;
2) tendiamo a essere molto indulgenti verso ci che il cane combina perch desideriamo che si senta accettato nella nuova casa, non vogliamo richiamargli alla memoria nessun evento spiacevole e aspettiamo che si metta a suo agio;
3) programmiamo di far addestrare il cane una volta che abbia preso confidenza con la sua nuova casa.
I cani vivono giorno per giorno. Non fanno pensieri su come dovrebbe essere la vita. I ricordi delle esperienze passate sono solo una serie d'indizi uditivi, visivi e olfattivi familiari. Una voce familiare pu produrre gioia o paura, cos come la forma di un oggetto pu ricordare un giornale arrotolato o un bastoncino tenuto in un particolare modo. Alcuni odori, come il creosoto, possono far riemergere la paura di essere rinchiusi a chiave, ma, tranne in questi casi estremi, per un cane ci che  lontano dagli occhi non sussiste.
Noi abbiamo adottato un Jack Russell che ha le caratteristiche peculiari della sua tipologia; l'unica occasione in cui mostra una reale aggressivit  quando sfogliamo i quotidiani, momento in cui si trasforma in una belva inferocita. Ovviamente questo accade perch il suo precedente padrone usava un giornale arrotolato per punirlo, modo tanto stupido quanto inefficace per educare un cane. In conseguenza di queste esperienze, ogni volta che sente il rumore della carta di giornale, il cane assume un atteggiamento di autodifesa. Il nostro intento era di controcondizionare il cane a questo tipo di circostanza e allo scopo gli davamo un bocconcino ogni volta che prendevamo in mano il giornale; questo non per premiare il cane del fatto di ringhiare, ma per cambiare le sue aspettative riguardo a questo tipo di evento.
Abbiamo trovato anche un modo pi semplice per risolvere il problema: non si sfogliano giornali quando il cane  nei paraggi.
Questo  il primo di molti esempi in cui  evidente l'importanza di capire i nostri cani. Noi non sappiamo cosa sia successo al cane in passato. Se una situazione particolare innesca una risposta aggressiva, non dobbiamo arrabbiarci perch il cane ci ha ringhiato: punire una reazione di paura serve solo ad aumentare il terrore e, con esso, l'aggressivit.
Il cane  per natura un predatore domestico che vive all'interno di un branco. Molti dei nostri cani sarebbero in grado di sopravvivere allo stato selvatico e in effetti i cani vaganti e quelli smarriti si adattano presto alla vita nomade e avranno facilit a unirsi con altri cani randagi a formare dei branchi. In alcune zone dell'Inghilterra, questi cani abbandonati a loro stessi tendono a formare branchi selvatici di giorno e domestici di notte. Allo stato selvatico, i cani stabiliscono velocemente l'ordine gerarchico del branco. All'interno ogni rango ha i suoi privilegi e l'istinto che guida ogni membro del gruppo non si altera quando il branco che si forma consiste in una mescolanza di persone e cani.
Qualunque sia l'ambiente, il cane impiega solo due giorni ad adattarvisi e circa due settimane per riconoscere e tentare una qualsiasi azione che gli permetta di elevarsi di rango. Dobbiamo essere ben consapevoli di questo quando adottiamo un cane abbandonato e gli concediamo tutto il tempo per adattarsi alla nuova famiglia prima di fissare le regole della casa. In un branco allo stato selvatico, i membri dei ranghi superiori mangiano per primi e scelgono i luoghi di riposo; passano per primi attraverso i pertugi; guidano il branco e lo tengono unito. Anche nel branco ibrido uomo/cane tali privilegi sono mantenuti dai soggetti di grado pi elevato. In teoria, questi ultimi dovremmo essere noi, ma troppo spesso si verifica un'inversione dei ruoli.
Se inconsapevolmente concediamo al nostro cane dei diritti che non gli spettano, creeremo un cane problematico. Alla voce Inversione dei ruoli troverete come ripristinare i ranghi e riacquisire il controllo del vostro cane.

La casa del cane single.
Quasi tutti i neoproprietari di cani si preoccupano di predisporre l'ambiente adatto prima di accogliere il loro nuovo compagno. Capita spesso che un cane abbandonato venga adottato per sostituire un altro animale familiare molto amato e purtroppo morto. In questo paragrafo mi propongo d'indirizzare alcuni consigli a coloro che hanno intenzione d'introdurre nella loro famiglia un unico cane.
Come abbiamo gi detto in precedenza, al cane occorrono solo due giorni per adattarsi a un ambiente nuovo e due settimane per imparare a trarre vantaggio da qualunque circostanza possa promuoverlo di livello gerarchico. Invece, agli esseri umani occorre circa un mese per rendersi conto dei cambiamenti di comportamento che stanno avvenendo nel loro cane e allora  ormai troppo tardi.
Qualunque sia il suo passato, il cane l'ha dimenticato. Lui ora guarda al nuovo ambiente e individua velocemente quello che gli fa pi comodo. Nel giro di pochi giorni avr scoperto tutti i luoghi che consentono una promozione di rango e nei giorni successivi inizier ad accampare dei diritti su tali luoghi.  allora che ci accorgiamo che il cane si  messo a proprio agio. In seguito, inizier la scalata "sociale" all'interno del branco fatto di uomini e cani. In linea di massima, ci viene fatto senza che alcun membro della famiglia si accorga di quello che sta succedendo. Una frase che ho sentito migliaia di volte  questa: "Non ha detto niente per due settimane, mentre adesso non riusciamo pi a farlo stare zitto!".  accaduto che inizialmente il cane non sentiva su di s la responsabilit e il diritto di difendere il resto del branco, mentre nelle due settimane successive gli sono stati accordati privilegi tali da fargli istintivamente pensare di occupare il livello gerarchico pi elevato, assumendo un ruolo che il padrone gli ha assegnato del tutto inconsapevolmente. Quindi ora inizia ad abbaiare per lanciare degli avvertimenti agli intrusi e questo perch lo sente un suo compito,  stato il padrone ad assegnarglielo.
Naturalmente, a noi fa piacere che abbai quando si avvicinano degli intrusi. Allo stato selvatico, i cani (cos come i lupi) emettono dei segnali di avvertimento all'avvicinarsi di un pericolo. Abbaiare serve a chiamare aiuto. In un branco affiatato, una volta che i membri di rango pi elevato hanno risposto all'abbaiare di avvertimento, l'individuo che aveva iniziato ad abbaiare si ritira e lascia che siano i soggetti dominanti a prendere le decisioni. Se non riuscite a far smettere di abbaiare il vostro cane, anche dopo aver indagato sulle cause di questo comportamento, allora dovete chiedervi perch il cane continua in questo atteggiamento di difesa del branco. In quanto leader del vostro branco, dovreste essere voi a decidere chi pu e chi non pu entrare in casa, cio nella tana. In quanto membro del vostro branco, il vostro cane si limita ad aiutarvi nel caso in cui voi iniziaste l'attacco contro l'intruso o nel caso in cui l'intruso attacchi voi; quando voi siete presenti, non  il cane che deve decidere.
A un cane single si finisce sempre per dare molta pi libert di movimento all'interno della casa di quanta ne avrebbe se fossero presenti altri due o tre cani. Non ci preoccupiamo di chiudere il cane in cucina se lo sappiamo in compagnia di altri conspecifici, ma ci dispiace lasciarlo solo in casa. Se non si presta attenzione, si rischia di arrivare a un iperattaccamento, fino al punto in cui lasciare il cane in casa da solo diventa impossibile anche semplicemente per andare a imbucare una lettera. Abbiamo causato ci che i comportamentalisti chiamano ansia da separazione, la quale pu manifestarsi in vari modi: sporcare in casa, distruttivit, ululati e abbaiare continuo o un persistente scavare in prossimit di porte e finestre con l'intento di scappare per seguire il padrone. Nei casi pi gravi di ansia estrema il cane pu indirizzare la frustrazione su se stesso arrivando a mutilarsi, causando anche ferite terribili. Si tratta di un comportamento a scopo autotranquillizzante analogo al mangiarsi le unghie che si riscontra presso gli esseri umani. Secondo la mia esperienza, questo  il problema che si riscontra pi spesso fra i proprietari di cani abbandonati e adottati. Come gi detto, questa tipologia di padrone tende a preoccuparsi eccessivamente dell'animale a causa di ci che pensa possa essergli accaduto in passato. Molti permettono al loro nuovo cane di dormire nel letto, piuttosto che farlo stare in cucina da solo sulla sua cuccia. La maggior parte di questi padroni fa in modo che qualcuno possa rimanere in casa con il cane per la maggiore parte del giorno a fargli compagnia prima di decidersi per l'adozione. Siccome il cane sta in compagnia delle persone 24 ore al giorno, dato che gli  permesso dormire nel letto, seguire i membri della famiglia di stanza in stanza e persino entrare in bagno con loro, si pensa che alla prima occasione in cui si dovr lasciarlo solo, il cane non soffrir di solitudine perch sar ben ambientato nella casa e invece  a questo punto che nascono i problemi. Quando rientriamo, qualunque cosa abbia combinato durante la nostra assenza,  assolutamente sbagliato sculacciarlo: si otterrebbe solo di aumentare la paura e d'insegnargli che lo stare in casa da solo  preludio a una sgridata.
Prevenire  meglio che curare. Una volta portato a casa il cane, fate in modo che si senta desiderato, ma assicuratevi anche di chiudere le porte per tenerlo fuori quando voi vi muovete da una stanza all'altra. Fin dal giorno del suo arrivo, insegnategli che rimanere da solo in cucina per dieci minuti  preludio al vostro ritorno e al guadagno da parte sua di un bocconcino.  come quando diciamo a un bambino: "Vado un attimo al supermercato. Se fai il bravo, quando torno ti porto qualcosa di buono!".

La casa con pi cani.
Quando si tratta di stabilire regole e gerarchie, i cani, lasciati liberi di decidere, sono di gran lunga superiori agli uomini. Salvo che non abbiate scelto un cane della stessa razza, della stessa et, della stessa taglia, dello stesso sesso e dello stesso livello di dominanza di quello gi residente nella vostra casa, i cani si organizzano molto velocemente e vivono insieme in assoluta armonia.
La prima considerazione da fare prima di adottare un cane abbandonato  di scegliere un soggetto con caratteristiche esattamente contrarie a quelle del cane che gi avete. Le presentazioni verranno fatte su un territorio neutrale, in cui nessuno dei due manifester diritti di possesso. Se tutto va bene, lasciateli liberi di correre e lasciate che siano cani:  perfettamente normale che ogni tanto uno dei due mostri delle posture di dominanza nei confronti dell'altro, accade quando uno dei due si prende delle libert che l'altro non ha concesso. Noi non dobbiamo intervenire; il rischio  che ci precipitiamo a sconvolgere gli equilibri appena formatisi o interrompendo la normale procedura per stabilire i livelli di dominanza/sottomissione o rimproverando il cane che noi crediamo abbia dato inizio alla lite e promuovendo il rango dell'altro inconsapevolmente. Normalmente, i confronti per i livelli gerarchici, anche se a volte per noi sono terribili da guardare e da udire, non portano i soggetti coinvolti a danneggiarsi fisicamente in maniera grave. Se per si verifica che i due cani si facciano male durante un confronto, ci si deve chiedere se i rispettivi caratteri siano compatibili. Se pensate che non lo siano, chiedete consiglio al canile prima di decidere la scelta definitiva del nuovo cane da introdurre in casa vostra. La decisione di adottare un cane abbandonato non deve minare la qualit della vostra vita e quella del cane che gi avete: dei confronti aggressivi costanti sono fonte di stress per entrambi gli animali. Una volta scelto il nuovo cane da portare a casa, molti commettono l'errore di considerare implicitamente dominante il cane che gi viveva in famiglia: gli accordiamo i privilegi propri del rango pi elevato e questo pu causare problemi. Gli esseri umani considerano le persone pi anziane come pi autorevoli, i cani no. Una volta che entrambi i cani si considerano residenti, occorre stabilire l'ordine gerarchico e in questo il soggetto pi giovane potrebbe avere la meglio. Occorre riconoscere questo fatto e accettarlo. Favorire il cane sbagliato causer dei problemi.
Fra i vari canili inglesi esistono ottime strutture in grado di fornire un servizio di assistenza ai nuovi padroni allo scopo di consigliarli riguardo a determinate circostanze. Dei consigli appropriati possono rendere molto pi semplice l'introduzione del cane nella nuova famiglia, mentre la mancanza di assistenza aumenta il rischio che il cane venga riportato al canile e sottoposto a eutanasia perch definito impossibile da riadottare.

Aggressivit
Si tratta di un argomento che richiederebbe un libro a parte. L'aggressivit ha molteplici cause e sono molte le etichette per catalogarne le varie manifestazioni. Aggressivit nervosa, aggressivit associata al dolore, sindrome rabica, aggressivit territoriale, ho sentito persino parlare di aggressivit stroboscopica a proposito di alcune razze come l'Old English o il Bearded Collie dal caratteristico pelo sugli occhi. Volendo, credo che riusciremmo a utilizzare tutte le lettere dell'alfabeto per tipizzarla ma, in sostanza, che cosa significa aggressivit? Significa che un cane abbaia, ringhia o morde persone o altri animali. Come ho spiegato nella Parte Seconda, si tratta di un comportamento normale pertanto intendo includere nella lista alfabetica delle tipizzazioni soltanto le tipologie pi rilevanti di aggressivit: per esempio, se ritenete che il vostro cane mostri una aggressivit di tipo nervoso andate alla voce Nervosismo per trovare domande analoghe alle vostre e relative risposte. Ma prima di consultare la sezione che vi sembra pi adatta, dovete sforzarvi di comprendere l'argomento nella sua interezza.
L'aggressivit  di solito un riflesso di difesa, che inizia come minaccia o avvertimento che, in mancanza di alternative, pu sfociare nello scontro fisico. In altre parole, l'aggressivit pu essere evitata conoscendone le cause, leggendo i segnali che ci vengono forniti e sapendo come desensibilizzare il cane di fronte a una situazione in cui non si sente al sicuro: quasi tutte le aggressioni sono il risultato di una mancanza di fiducia da parte del cane.
In generale, i cani esibiscono tre riflessi di difesa: i riflessi di difesa attiva (ADR), i riflessi di difesa passiva (PDR) e il riflesso di immobilizzazione (FR). Vale a dire che se un cane si sente minacciato, potr verificarsi il caso che vi morda oppure scappi via, oppure entri in uno stato quasi catatonico d'immobilit. A pensarci bene, anche gli umani, cos come la maggior parte degli animali, esibiscono gli stessi pattern comportamentali. Il riflesso di immobilizzazione  forse il meno comune nei cani. Mi torna in mente una storia raccontatami da qualcuno che si era presentato allo Home Office Course per avere la qualifica di addestratore professionista di cani. Armatosi del certificato, inizi a offrirsi come addestratore privato part-time. La sua prima cliente fu una donna con un Cane dei Pirenei che tirava al guinzaglio. In base alle istruzioni che aveva ricevuto, l'addestratore mise al cane un collare a strozzo e inizi a camminare. Immediatamente il cane si butt in avanti e l'"addestratore" grid: "Heel" dando uno strattone al guinzaglio. Il cane si immobilizz e non si mosse pi in alcun modo: addestratore e padrona si ritrovarono cos al centro di un parco pubblico molto frequentato in compagnia di una statua vivente. Furono costretti ad andare a prendere un'automobile e a farci entrare il cane di peso. Il cane usc da questo stato solo quando l'addestratore scomparve dalla sua vista; quando vi riapparve, ripiomb subito nella catatonia. Di tutta la storia, l'unica parte commovente furono i commenti dell'addestratore: "Mi sono sentito talmente imbarazzato che non ho dato mai pi lezioni private."
I riflessi di difesa attiva sono forse i sintomi pi comuni per diagnosticare un cane come aggressivo. Quando un cane ADR (difesa attiva) si sente minacciato, si difende nel solo modo che conosce: ringhia, digrigna i denti ed eventualmente morde. I cani che mostrino riflessi di difesa passiva fuggono e si nascondono. Anche se esistono differenze a seconda della razza, alcune razze come il Rottweiler, il Jack Russel, l'Akita giapponese e altre mostrano di solito riflessi di difesa attiva. Il Golden Retriever, lo Shelty e i cani di questa categoria mostrano di solito riflessi di difesa passiva. Queste caratteristiche sono state selezionate dall'uomo che ha cos ottenuto dei cani adatti a certe mansioni: un cane che mostra pattern PDR (difesa passiva) non appartiene a una razza adatta a mansioni di guardiano. Dunque abbiamo visto che, in assenza di fattori di altro tipo, un cane inizia l'aggressione quando  provocato. Gli studi sul lupo hanno dimostrato la socialit di questi animali che ricorrono al confronto aggressivo solo come ultima scelta; nel cane, tuttavia, esistono razze che sono propense a reagire pi aggressivamente di altre. Queste ultime possono essere classificate come "razze a bassa soglia di aggressivit"; le "razze a elevata soglia di aggressivit" reagiscono solo quando la fuga non sia possibile, a meno che non abbiano il riflesso d'immobilizzazione. Il modo migliore per descrivere il meccanismo di difesa del cane  in inglese quello delle tre F: fight, flight e freeze (combatti, scappa, bloccati).
Problemi di carattere ereditario, tecniche di addestramento aggressive, mancata socializzazione precoce, dieta, malattie e sofferenza sono alcuni dei fattori in grado di alterare quel livello di soglia oltre cui il cane reagisce. Quando consideriamo un cane aggressivo, dunque, dobbiamo ricordarci tre cose:
1) il normale riflesso di difesa tipico di quella razza;
2) i fattori che provocano tale riflesso;
3) i fattori in grado di abbassare la soglia.

Agorafobia.
Cos come esistono persone che hanno paura degli spazi aperti, anche i cani possono soffrire della stessa fobia. Sovente, la causa va fatta risalire a un'esperienza traumatica accaduta al cucciolo fra le otto e le dodici settimane di vita al di fuori dell'ambiente familiare. In questo periodo, che alcuni chiamano periodo dell'impronta della paura (fear imprint period), qualunque cosa spaventi il cucciolo pu portare a conseguenze fobiche che dureranno tutta la vita. Il cucciolo pu spaventarsi a causa di un'esperienza di dolore presso l'ambulatorio veterinario o per il fischio rumoroso dei freni di un camion o perch un omone con la giacca nera e gli occhiali da sole gli ha pestato una zampa. Nei casi estremi, il cucciolo pu generalizzare queste esperienze negative considerandole onnipresenti al di fuori della casa e in tal modo sorge il problema. Bench sia importante socializzare i cuccioli il prima possibile, il proprietario deve assicurarsi che in questo stadio della crescita non accada nulla di traumatico. Se la causa dell'agorafobia del vostro cane  un trauma, allora occorre un attento programma di desensibilizzazione ed  a questo punto che entrer in gioco il comportamentalista. Potrebbe rivelarsi positivo anche consultare un veterinario omeopata che sapr trattare in maniera specifica le paure del vostro cane senza ricorrere a farmaci tossici.
Domanda:
Ho una femmina di Retriever di due anni a cui  sempre piaciuto giocare in giardino. Qualche settimana fa  passato sopra casa nostra un enorme dirigibile e ovviamente il cane si  spaventato. Da allora, quando noi apriamo la porta per farla uscire, tutto quello che fa  starsene sulla soglia e guardare in alto. Non si riesce pi a farla uscire per nessuna ragione e l'unico modo per farle fare i suoi bisogni  metterle il guinzaglio dentro casa, infilarla in macchina e portarla al parco. Qui sembra che stia bene, ma, appena torniamo a casa, balza fuori dalla macchina per entrare in casa.  possibile che soffra di agorafobia?
Risposta:
Non nel vero senso della parola. La sua paura  ambientale pi che generalizzata. Sospetto che il suo comportamento sia stato inavvertitamente incoraggiato innanzi tutto dai vostri tentativi di persuaderla a uscire, che per lei potrebbero aver significato un premio (vieni, su, da brava), e in secondo luogo dall'abitudine ad andare sempre pi spesso fuori dal territorio dove il cane si era spaventato per paura che non riuscisse pi a espletare le funzioni corporee, che per lei ha significato un ambiente molto pi stimolante, il parco, rispetto al solito giardino. Quindi, ci che era iniziato come un semplice spavento  presto diventato un comportamento appreso che portava gradite ricompense.
 necessario che quando il cane mostra paura a uscire, voi lo ignoriate del tutto: non guardatelo, non parlategli. Lasciate la porta aperta il pi possibile e lasciate che sia il cane a decidere. Se la sua educazione  stata corretta, quando sentir il bisogno di urinare o defecare uscir, anzich starsene sulla soglia, e a questo punto potr esserci una piccola ricompensa (all'esterno, non quando rientra in casa). Se mangia una volta al giorno, prendete ora l'abitudine di servirle due pasti quotidiani (la stessa quantit di prima suddivisa in due volte). Preparate il pasto in sua presenza e, senza dire niente, ponete la ciotola all'esterno della casa. Lasciatele circa un quarto d'ora di riflessione e se dopo questo tempo non si  ancora decisa a uscire, mettete via la ciotola. Ripetete la procedura a ogni pasto e non preoccupatevi: un cane ben nutrito e in buona salute non  disposto a morire di fame. Se gradisce le visite al parco, prendete il guinzaglio senza farglielo indossare e avviatevi verso la macchina. Se il cane non vi segue, tornate indietro e chiudetelo in casa. Fate il giro dell'edificio in automobile e ritornate: otterr di venire a passeggiare nel parco soltanto quando vi seguir di sua spontanea volont. Tutte le piccole ricompense dovranno essere somministrate all'esterno della casa e se il cane si rifiuta di uscire per ottenerle, non le avr in nessun altro modo. Fondamentalmente, ci che dovete fare  cessare subito di ricompensarla in qualunque modo all'interno della casa (fra le ricompense sono incluse le coccole) e adottare un atteggiamento distaccato di fronte a questo suo comportamento. Tutte le ricompense verranno somministrate all'esterno della casa e solo se sar il cane a uscire spontaneamente: trascinarlo fuori con il guinzaglio significa impedirgli di scegliere. Da ultimo, fate attenzione ai dirigibili; se ne intravedete uno in distanza, portate subito il cane in casa prima che lo veda anche lui.

Anomalie.
Finora gli argomenti discussi hanno mostrato che la maggioranza dei cosiddetti problemi esibiti da un cane sono di solito comportamenti perfettamente normali, quantunque assolutamente intollerabili. Comunque alcuni cani mostrano effettivamente comportamenti anomali e quando ci si verifica la prognosi non  positiva, come esempio citer un caso riguardante una femmina di dobermann di tre anni adottata da una famiglia con due bambini piccoli (tre e un anno). Il cane era stato adottato due mesi prima presso la sede della protezione animali, perch i suoi precedenti padroni avevano divorziato e nessuno dei due pot pi tenerlo. Il problema stava nel fatto che la madre della nuova famiglia non riusciva ad affrontare l'iperattivit del cane che si andava ad aggiungere alla vivacit dei due bambini, prima d'incontrare il cane, avevo pensato che ci fosse un problema di mancanza di controllo efficace o forse un'iperattivit legata a una dieta sbagliata. Queste ipotesi si rivelarono poi del tutto sbagliate; il motivo dell'iperattivit del cane era il risultato delle sue esperienze vissute in giovane et a contatto con le persone. Venni a sapere di questo perch fortunatamente i canili-rifugio avevano fornito ai nuovi proprietari tutta la storia di quel cane, cosa che accade di rado, dato che nemmeno ai gestori dei canili di solito viene raccontata la verit da parte di chi lascia il proprio animale.
La madre era morta quando il cucciolo era ancora molto piccolo. Venne quindi allevato da umani e non ebbe contatti con altri cani finch non fu in grado di uscire all'aria aperta. Il suo comportamento con i conspecifici era di evitarli e, se non era possibile evitare l'incontro, la reazione era di immobilizzazione totale (vedi Aggressivit).
Da piccolo questo cane aveva imparato a identificarsi con le persone, perch le persone erano state il suo unico riferimento in quel periodo critico di sviluppo noto come periodo di socializzazione; in breve, non aveva mai imparato a essere un cane.
Tramite questo imprinting, il cane non solo si era iperaffezionato ai padroni ma, fin dove possibile, aveva adottato pattern comportamentali umani e in particolare il livello di attivit. Gli umani agiscono di giorno, i gatti di notte, i cani invece possono variare alquanto le loro abitudini relative al sonno. Se sono tranquilli e intorno non sta succedendo niente, i cani dormono, ma si svegliano immediatamente e sono prontamente attivi se si verifica qualcosa che li interessa. In questo caso particolare, il cane si interessava a qualunque attivit umana e dormiva soltanto quando dormivano anche tutti gli altri. Questo significava essere costantemente fra i piedi alla madre nel tentativo di farsi coinvolgere dalle attivit di quest'ultima. Se si aggiungono due bambini piccoli che si comportano pi o meno allo stesso modo si capisce come mai la madre fosse spesso arrabbiata con il cane, i bambini e il padre appena entrava in casa. Le persone che avevano cos amorevolmente allevato questo cucciolo non potevano prevedere che i loro metodi sarebbero stati causa di disagio per i nuovi proprietari del cane. Se lo avessero saputo, avrebbero fatto in modo d'incoraggiare fin dalla tenera et le interazioni con altri cani, sia cuccioli sia adulti. I cani adulti insegnano ai cuccioli come comportarsi anche se non sono imparentati; se a questa interazione aggiungiamo la socializzazione con gli umani, otteniamo cuccioli che hanno imparato a essere cani e come comportarsi in un ambiente domestico. La mancanza di questo tipo di esperienza  sicuramente una delle cause dell'insorgenza di un comportamento anomalo e la problematicit pi o meno grave ad esso legata dipende interamente dall'ambiente in cui il cane si trova a crescere. Nel caso esposto, la situazione era intollerabile: la madre stava rischiando l'esaurimento nervoso e il cane, i bambini e il padre ne soffrivano le conseguenze. Il caso  finito bene. Il cane fu dato in adozione a un'energica coppia di pensionati che capirono il problema e si dissero disposti ad affrontarlo godendosi il fatto di avere un cane con un forte imprinting verso le persone e quindi molto affezionato. Il caso che andiamo ad affrontare, invece, non  stato a lieto fine.
Domanda:
Abbiamo un Bulldog maschio di sei anni diventato recentemente molto aggressivo verso gli altri cani, sia maschi sia femmine, e verso i cuccioli. La cosa  iniziata circa sei settimane fa ed  man mano peggiorata al punto che  arrivato ad attaccare una femmina di Pastore Tedesco, riuscita a scappare. La sua fuga non ha placato l'aggressivit del nostro cane che ha continuato a combattere da solo, poich i cani intorno erano tutti andati via. N io n il proprietario del Pastore Tedesco potevamo credere ai nostri occhi. Il mio cane si teneva in bocca una zampa posteriore, aveva gli occhi lucidi e non la voleva mollare. Quando finalmente si calm, si era provocato una brutta ferita. In queste ultime due settimane  capitato due o tre volte che abbia ringhiato contro nostro figlio di dieci anni senza apparente motivo. Questo cambiamento lo ha trasformato completamente rispetto a come era da cucciolo. Gli piaceva giocare con gli altri cani ed era del tutto affidabile con i bambini.
Risposta:
Di solito  incoraggiante quando i cambiamenti nel comportamento si verificano in et adulta, perch significa che sono dovuti a una causa piuttosto che a uno squilibrio del carattere: una volta trovata la causa  dunque possibile individuare una cura. In questo caso, temevo il peggio. Combattere in assenza di antagonisti  decisamente un comportamento anomalo che suggerisce che l'aggressione equivale a una perdita del controllo. Quello che mi preoccupa  l'incipiente aggressivit nei confronti del figlio. Tutte le volte che mi riportano casi di aggressivit verso bambini, io tendo alla massima cautela. Mentre noi stiamo impiegando il nostro tempo nel cercare di modificare il comportamento del nostro cane, in tutto questo periodo i bambini eventualmente presenti sono a rischio ed  imperdonabile il fatto di mettere in pericolo un bambino per non aver preso in considerazione tutti gli accorgimenti del caso. Considerando l'et del cane nel momento in cui ha avuto inizio il cambiamento, il radicale mutamento del carattere, l'aggressivit feroce anche verso i bambini, tutto fa pensare a un problema neurologico. Vi raccomando caldamente di rivolgervi al vostro veterinario prima d'intraprendere qualunque iniziativa.
I proprietari si rivolsero al veterinario che consigli l'eutanasia. L'autopsia rivel un tumore al cervello.
Questo secondo esempio evidenzia che la malattia  un'altra causa frequente di cambiamenti nel comportamento; questo  uno dei motivi per cui io e i miei colleghi dell'APBC lavoriamo fianco a fianco ai veterinari dei nostri clienti. Nel caso esposto, il veterinario aveva consigliato al padrone del Bulldog di rivolgersi a me dopo l'episodio con il Pastore Tedesco. Non c'erano sintomi fisici visibili che facessero pensare allo stato di sofferenza del cane. Bench la faccenda si sia conclusa in maniera negativa, l'elemento positivo  stato il modo assolutamente inconsueto in cui si  manifestato il problema, tale da richiedere immediatamente l'intervento del medico. Se il cambiamento si fosse verificato in maniera pi graduale e comunque rimanendo nei limiti della tollerabilit, il cane sarebbe stato sottoposto a un trattamento di riabilitazione che sarebbe sfociato sicuramente in un disastro.

Anoressia nervosa.
Se il vostro cane, solitamente di buon appetito inizia a rifiutare il cibo, portatelo dal veterinario. A meno che il veterinario non sia di altro avviso, un problema di questo tipo deve ricevere un trattamento medico. Se non risulta nulla di alterato, potrebbe trattarsi di anoressia nervosa, un problema psicologico. I cani che soffrono di questa patologia non sono come le persone: se il cane ingrassa, a lui non importa. Non ingurgita cibo per poi andare a rigurgitarlo in segreto. Non mangia per fare una cortesia agli altri per poi castigarsi con lassativi. Il cane semplicemente non mangia. Quasi sempre inizia come conseguenza a un trauma e ha sintomi completamente diversi dagli atteggiamenti schizzinosi di alcuni cani, specialmente le viziate razze nane. I cani schizzinosi di solito preoccupano i loro padroni perch apparentemente mangiano appena a sufficienza per mantenersi in vita; in realt presentano veramente una scarsa attivit metabolica e quindi non necessitano di cos tanto cibo come penserebbero i proprietari. Spesso poi si divertono a fare il gioco del "non mi piace il cibo per cani, preferirei una bistecca" e il loro rinforzo sta nel fatto che di solito i padroni ubbidiscono. Un altro rinforzo sta nel modo in cui si presta loro attenzione e infatti molti padroni si riducono addirittura a imboccare i loro difficili amici. Questi cani non sono anoressici, sono solo capricciosi.
L'atteggiamento di rifiuto totale del cibo si presenta raramente e di solito  legato all'ambiente. Per esempio, di recente ho affrontato un caso in cui il cane non mangiava da cinque giorni. L'esame veterinario non aveva rivelato alcuna anomalia fisiologica. Alla fine, un resoconto dettagliato degli incidenti capitati il giorno in cui era iniziato il rifiuto mi condusse alla risposta. Il cane veniva sempre nutrito nella cucina allo stesso posto. Alla destra della zona in cui mangiava si trovava un cancelletto salvabimbi usato per trattenere il cane in questa stanza quando la famiglia era in salotto a mangiare. Un giorno il cancello  stato urtato ed  caduto addosso al cane. Nessuno di noi ha dato peso all'incidente, ma ovviamente l'effetto sul cane  stato traumatico. Abbiamo spostato la sua ciotola nell'altra stanza e lui ha iniziato a mangiare con appetito; tuttavia, quando abbiamo rimesso la ciotola in cucina, ha iniziato a rifiutarsi di mangiare. Abbiamo lasciato la ciotola dove si trovava, ma abbiamo rimosso il cancello: il cane ha terminato il pasto.
Domanda:
Ho uno Yorkshire Terrier di due anni che ha sempre dato un po' di problemi con il mangiare. Di recente, per la prima volta, lo abbiamo portato presso una pensione per cani e vi  rimasto per quindici giorni, durante i quali non ha toccato cibo.  uscito dal suo box che era pelle e ossa e il padrone della pensione ci ha detto che secondo lui il cane era anoressico. Il mio veterinario non  d'accordo, perch quando siamo tornati a casa il cane ha ricominciato a mangiare. La mia domanda : che cosa dovremo fare la prossima volta che ci assenteremo di nuovo?
Risposta:
Innanzitutto io cercherei un'altra pensione. Il proprietario di una pensione per cani che tollera che un cane rimanga due settimane senza mangiare e non si preoccupa neanche di chiamare un veterinario non dovrebbe gestire questo tipo di servizio. Quella di cui parlate  anoressia nervosa, causata dallo stress vissuto nella pensione. Il fatto che in generale il vostro cane non abbia un gran appetito fa pensare che sia molto coccolato e un po' viziato. Il trauma di rimanere isolato in un canile rumoroso per la prima volta  analogo ai problemi comportamentali indotti sperimentalmente dai ricercatori che conducono studi sui riflessi condizionati. In alcuni cani, anche la pi debole scossa elettrica crea un trauma psicologico i cui sintomi sono convulsioni, aggressivit, iperattivit e rifiuto di mangiare. Il mio consiglio  di avere un rapporto meno morboso con il vostro cane. Non voglio dire che dovete amarlo di meno, ma soltanto che non dovrebbe essere cos dipendente da voi. Se avete necessit di assentarvi, vi consiglio di consultare un veterinario che sappia consigliarvi una pensione (vedi Pensioni per cani) i cui gestori siano in grado di affrontare questo tipo di problema; inoltre il veterinario prescriver forse un blando sedativo per aiutare il cane ad ambientarsi. Ma ora domandiamoci: come mai il vostro cane ha subito un trauma simile? Ha dimostrato di non riuscire ad affrontare psicologicamente il nuovo ambiente in cui  stato posto e in effetti esistono animali che non riescono ad ambientarsi mai a nuove condizioni di vita. Un'alternativa  di chiedere ad amici che abbiano anch'essi un cane di farvi da dog sitter a vicenda; oppure assumere una persona che stia in casa vostra quando non ci siete, ma in tal caso chiedete le referenze.

Ansia.
I cani non ragionano come gli umani, ma hanno la capacit di sviluppare un forte attaccamento affettivo e possono soffrire di disordini psicosomatici simili ai nostri. Un esempio  l'anoressia nervosa, un disturbo correlato all'ansia e gi preso in esame. Il sistema nervoso autonomo correlato agli stati emotivi presenta nel cane un'organizzazione del tutto simile a quella riscontrata nel cervello umano; la differenza sta nel modo in cui i cani esprimono l'ansia.
I disturbi pi comuni legati all'ansia sono sporcare in casa, avere un comportamento distruttivo, la tendenza alla fuga (scavare vicino alle porte e alle finestre), mugolare e abbaiare e, nei casi gravi, l'automutilazione.
In quasi tutti i casi, il problema si manifesta quando il cane viene lasciato solo in casa: diventa ansioso e i cosiddetti comportamenti problematici hanno lo scopo di diminuire l'ansia. Il tipo di comportamento adottato per tranquillizzarsi dipende dal profilo individuale del cane: mentre un soggetto introverso tender a mutilarsi e a indirizzare la tensione su se stesso, un soggetto estroverso sar incline a distruggere le cose e a indirizzare la tensione verso qualcos'altro da s. Ogni volta che mi trovo di fronte a comportamenti di questo tipo, pongo sempre queste domande:
Il cane vi segue di stanza in stanza? Dorme nella vostra camera da letto? Tenta di entrare in bagno con voi? Graffia o abbaia o si lamenta se una qualunque porta si chiude accidentalmente lasciandolo fuori dalla stanza? Quando siete seduti, lui  sempre accovacciato presso di voi, magari con una zampa sopra i vostri piedi, o addirittura insiste per venire in braccio?
Se la vostra risposta a queste domande  s, allora io so che mi trovo di fronte a una relazione di tipo morboso e so che i problemi sono dovuti al fatto che il cane non sopporta di essere lasciato solo. Prendere un altro cane non risolverebbe nulla perch non  la solitudine a causare il problema, ma il fatto che il cane vuole stare insieme alle persone della famiglia e di solito a un membro della famiglia in particolare.
La prognosi in questi casi  positiva. Dato che conosciamo le radici del problema, possiamo riorganizzare la routine quotidiana con il cane in modo da ridurre la morbosit della relazione. Ovviamente, se il cane non pu essere lasciato da solo in una stanza mentre il padrone  in casa, allora non c' speranza di riuscire a lasciarlo in casa da solo. Cane e padrone dovrebbero trascorrere sempre pi tempo in stanze separate, iniziando con periodi di pochi secondi per arrivare a periodi molto pi lunghi, fino al punto in cui il cane potr anche essere chiuso fuori dalla camera da letto senza problemi. La riorganizzazione deve riguardare anche il modo in cui si esce e si rientra a casa. Di solito, questi cani diventano molto tristi o estremamente iperattivi e disubbidienti quando il padrone si prepara per uscire, alcuni addirittura diventano aggressivi nel tentativo di ostacolare l'uscita. Il risultato  che la partenza diventa una cosa lunga, perch il padrone tenta di rassicurare il cane depresso o, nel caso del cane aggressivo, tenta fisicamente di uscire dalla porta. Quando il padrone rientra e vede la confusione creata dal cane o sente gli ululati quando  ancora per strada, si arrabbia con il cane. Otteniamo dunque partenze calde e arrivi freddi, l'esatto contrario di quello che vorrebbe il nostro fedele amico. I cani che stanno da soli tranquillamente vanno nella loro cuccia con tutta calma quando il padrone si prepara per uscire (partenza fredda). Quando il padrone rientra, il cane  pronto a salutarlo e si ha una riunione affettuosa (arrivo caldo).
Il modo pi semplice per portare a termine questo duplice programma  di far capire al cane la sicurezza di una cuccia posta all'interno della casa (vedi in Appendice Cuccette-box da interno).
Le frustrazioni del cane vanno incanalate nelle direzioni opportune a seconda della tipologia di comportamento che il cane ha adottato per stemperare l'ansia. Limitarsi a impedire che il cane morda qualcosa non porta risultati a lungo termine; si otterrebbe solo di reindirizzare il bisogno da parte del cane di autotranquillizzarsi sull'abbaiare e, forse, anche sull'automutilazione. Allora in questi casi  meglio lasciar masticare e mordere il cane, fornendogli un oggetto appropriato. Il programma di riabilitazione dovrebbe dare i primi risultati significativi nel giro di tre settimane, anche se i casi recidivi sono pi lunghi da trattare. Il primo ostacolo  riuscire a far capire al padrone che la fonte del problema  il rapporto che ha instaurato con il suo cane. Altre domande e risposte sui problemi legati all'ansia si trovano alla voce Distruttivit e Pulizia.

Antropomorfismo.
Consiste nell'attribuire caratteristiche o personalit tipiche dell'uomo agli animali. Fra i pet, il cane  l'unico a cui accordiamo lo status di persona e la capacit di ragionare dell'uomo. So che molti proprietari di gatti li trattano come sostituti dei bambini, ma il gatto possiede una riservatezza che lo rende distaccato da tutto e per questo motivo noi lo rispettiamo proprio in quanto gatto. Non  cos per il cane: le persone che lo accudiscono diventano padre e madre, fratelli e sorelle, zii e zie e stiamo molto attenti a non urtare i suoi sentimenti. I cani sono molto abili a sfruttare questi approcci ed esibiscono posture ed espressioni facciali di tristezza o di allegria che ci convincono del fatto che vengano colpiti positivamente o negativamente da quello che facciamo o diciamo; anche per questo siamo sempre pi convinti che siano in grado di ragionare come noi. Questo non  certamente vero: sono cani, non esseri umani, cos come i gatti sono gatti. I cani non fanno il broncio di fronte alle nostre parole, ma mostrano rispetto tirandosi indietro. Non sono contenti perch  la mattina di Natale e ci sono tanti regali per loro sotto l'albero, ma semplicemente reagiscono in sintonia con l'aria di festa che li circonda, con il divertimento e il cambiamento sopraggiunto nella solita routine. Molti miei clienti rimangono del tutto attoniti quando dico che, mentre stanno guardando la televisione, il loro cane non si avvicina per chiedere delle coccole o perch vuole loro tanto bene, ma solo per ottenere attenzione.
Un esempio classico di questo atteggiamento antropomorfo  stato mostrato in una recente serie televisiva che aveva per protagonista un medico veterinario. Il cliente porta dal veterinario due cani di piccola taglia dentro una carrozzina per bambini, lamentandosi che la femmina stava ingrassando e si comportava in maniera piuttosto strana. Il veterinario la visitava e diagnosticava una gravidanza.
"Non pu essere", diceva il cliente, "non  mai stata vicina a un cane."
"E questo qui?", chiedeva il veterinario riferendosi all'altro cane, maschio, che si trovava nella carrozzina. "Non sia volgare, ragazzo", diceva il cliente, " suo fratello."
Domanda:
Perch il mio cane, una femmina, mi punisce quando vado a riprenderla dalla pensione per cani dopo le vacanze?  un luogo gradevole e tutti sono molto buoni con lei, ma quando la riporto a casa, lei ci ignora ed  arrabbiata con noi. Cosa posso fare per evitare questo suo comportamento?
Risposta:
Assolutamente niente! Credo che stiate facendo l'errore di pensare che i cani provino emozioni simili a quelle degli umani, in questo specifico caso rabbia e desiderio di punire. Non  cos. Ci che vedete sono gli effetti su di un cane che nella quotidianit  messo su un piedistallo e gode di tutti i privilegi: se fosse un cane selvatico, equivarrebbe a porlo nel livello pi alto della gerarchia del branco. Mettere un cane trattato in questo modo in un canile equivale a isolarlo, con conseguente retrocessione di rango. Quando il cane torna a casa, fino a che non avr la sensazione di aver riacquistato i privilegi precedenti, mostrer tutte quelle posture tipiche di un cane sottomesso agli altri membri del suo branco uomo/cane: sar schivo, si avviciner a testa bassa ed eviter il contatto diretto con gli occhi; non prender l'iniziativa nell'attivit di gioco e si tirer indietro quando varcate la soglia delle porte e in prossimit di passaggi stretti in cui vi dar la precedenza. Il mio consiglio  di osservare molto attentamente il comportamento del cane prima di riportarlo nella pensione. Se ho inteso correttamente ci che voi chiamate punizione e rabbia, allora per 50 settimane all'anno il vostro cane ha una errata impressione del suo ruolo all'interno dell'ambiente in cui vive.

Automobili.
Di tutti i cani che mi vengono a trovare, tanti annunciano il loro arrivo molto prima che il padrone abbia parcheggiato la macchina. Li sento quando attraversano il giardino vicino alla mia casa: guaiscono e abbaiano nel vedere qualunque cosa all'aperto: un altro cane, una persona, una bicicletta, o perch sentono l'indicatore di direzione di un'automobile o semplicemente perch un'automobile si muove. Arrivano nel mio studio esausti, in compagnia di un padrone stanco e stressato.
Perch le automobili irritano cos tanto i cani? Semplicemente perch preludono a una situazione di eccitamento. Come ho gi detto nel capitolo 3, quasi tutte le famiglie oggi possiedono
una seconda macchina che spesso  una familiare con portellone
per il trasporto del cane. Il cane va al parco in macchina una o due volte al giorno. Si trova isolato nel retro e gli  concesso di saltare da parte a parte senza che infastidisca nessuno. Abbiamo cio una situazione in cui entrare in macchina significa andare al parco; durante questo viaggio, non viene esercitato alcun controllo sul comportamento del cane che si trova perci del tutto libero e assume quindi dei comportamenti eccessivi.  interessante vedere come tutto ci si verifichi molto di rado nelle famiglie che possiedono una berlina e questo perch sarebbe molto pericoloso permettere al cane di saltare da una parte all'altra dell'automobile. I cani che mostrano la tendenza a sovraeccitarsi in presenza di automobili si scoraggiano in fretta se vengono legati mentre l'automobile  in movimento.
Esistono molte tecniche per calmare questi viaggiatori folli. La pi efficace  tenere il cane legato quando si trova nel vano apposito per lui: anche se avete una macchina con un ampio spazio per il cane, non  detto che lui lo debba per forza usare tutto. Occorre soltanto un guinzaglio di un metro con un largo collare a fibbia (assolutamente non a strozzo) che permetta al cane di sdraiarsi, di alzarsi, di girarsi, ma che gli impedisca di lanciarsi da una parte all'altra. Questo vi permette inoltre di mantenere la situazione sotto controllo quando aprite l'eventuale portellone posteriore per far uscire il cane. Se tutto questo non produce effetti tranquillizzanti, allora pu essere d'aiuto la Terapia avversativa sonora (vedi Appendice). Per i recidivi incalliti pu tornare utile legarli al di sotto del livello del finestrino o procurarsi una gabbia da automobile e mettervi sopra un lenzuolo per coprirgli la visuale, dato che per molti cani la causa scatenante  il movimento di ci che sta loro intorno.
Se possibile, cercate per quindici giorni di non usare l'automobile per portare il cane a fare la sua passeggiata. Portatelo con voi in macchina a fare spese o per gite locali, ma non fatelo scendere finch non siete di nuovo a casa: questo serve a cambiare le aspettative del cane nei confronti dell'auto: anzich arrivare al parco, si arriva di nuovo a casa.
Domanda:
Ho uno Yorkshire Terrier di sei mesi di nome Jenny che ha il terrore di viaggiare in automobile; piagnucola e si agita tutto il tempo, anche quando l'auto  ferma. Ho provato a rassicurarla senza successo. Fino a poco tempo fa, quando ci si preparava per partire assumeva un atteggiamento tale che sembrava malata, ora sembra che vada meglio. C' niente che io possa fare per abituarla a viaggiare in auto?
Risposta:
La perseveranza  il miglior consiglio che posso dare. Il fatto che le cose stiano migliorando indica che si sta abituando al movimento strano della macchina. In effetti, rassicurarla mentre piagnucola potrebbe peggiorare il problema, perch si va a premiare il comportamento che si sta cercando di eliminare. Per il cane le parole gentili e le carezze sono proprio i premi che si usano quando un cane ubbidisce ai nostri ordini. Al contrario, lei desidera che il cane si tranquillizzi, ma scommetto che quando lo fa lei non somministra gli stessi premi proprio per paura di disturbarlo. Quindi, il segreto sta nell'assicurarsi di premiare il comportamento giusto e compiere viaggi brevi alla fine dei quali far vivere al suo cane esperienze altamente premianti: una corsa nel parco o il pasto nella sua ciotola. Lo stesso successo si otterr anche iniziando a nutrire Jenny all'interno della macchina, senza che questa si muova.

Balzare addosso.
Si tratta di un comportamento comune a molti cani e di cui i padroni si lamentano sempre, ma che non considerano come un problema importante. Di solito dicono di riuscire a controllarlo trattenendo il cane fino a che si sia calmato oppure chiudendolo fuori prima di far entrare ospiti in casa. Nel fare questo, essi negano uno dei principali utilizzi del cane nella societ moderna, cio gli negano la funzione di guardiano. Quale migliore deterrente per gli sconosciuti malintenzionati che bussano alla porta di casa del trovarsi faccia a faccia con un cane pacatamente seduto a fianco del padrone? Per arrivare alla radice del problema bisogna in genere tornare all'epoca in cui il cane era un cucciolo, periodo in cui padroni e ospiti tolleravano la sua esuberanza durante il suo rituale di saluto. Alla voce Balzare addosso del capitolo 5, troverete che l'istinto di base di questo comportamento  correlato all'azione di procurarsi il cibo e al comportamento di saluto. Quest'ultimo evolve nel cane adulto in un atteggiamento di dominanza: il cane stabilisce il suo rango ponendo le zampe sulla testa del conspecifico. Qualunque sia il motivo per cui il vostro cane salta addosso ai visitatori, sta comunque ribadendo la sua libert di muoversi dentro o intorno a casa, privilegio che dovrebbe essere vostro in qualit di leader del suo branco.
Domanda:
Il nostro cane salta addosso a tutti quelli che entrano in casa. Abbiamo provato di tutto per farlo smettere, ma senza risultati. Alla fine abbiamo deciso di chiuderlo in un'altra stanza, ma abbaia e graffia la porta. Cosa possiamo fare?
Risposta:
Insegnategli a sedersi! Non potr saltare se avr il sedere appoggiato sul pavimento. Potr sembrarvi una risposta irrispettosa, ma non lo . Uno degli errori pi frequenti che si commettono quando si tenta di controllare un cane che salta addosso alle persone  di rendere tutto negativo: "Gi, cagnaccio! Fermo! Smettila!" Si pronunciano frasi legate soltanto a ci che il cane non deve fare e ci si dimentica che il cane potrebbe fare altre cose in alternativa. Lo stesso errore lo commettiamo con i nostri bambini, diventiamo troppo negativi nell'approccio con loro. La soluzione pi semplice  quella di applicare una terapia avversativa, come quella citata in Appendice, ogniqualvolta il cane balzi addosso a qualcuno, ma nell'istante successivo gli si dir: "Seduto!" e gli si offrir un bocconcino per incoraggiarlo ad assumere la posizione richiesta. Anche instaurare un approccio tranquillo come quello illustrato alla voce Iperattivit sar di aiuto in un caso come questo.

Bambini.
Se un cane vive in una famiglia con bambini, questi ultimi influenzeranno moltissimo il suo comportamento e ci  vero in particolar modo se il cane vive in questo tipo di ambiente sin da quando era cucciolo. Un ambiente tranquillo influenzer il cane in questo senso e viceversa. Ho occasione di vedere molti cani diventati iperattivi in conseguenza del comportamento dei loro padroni. Dato che di solito preferisco incontrare il cane con l'intera famiglia, ho constatato che il pi delle volte i cani cosiddetti iperattivi sono accompagnati da bambini cosiddetti iperattivi.
Ammetto che alcuni bambini siano davvero iperattivi e sono il primo a incolpare additivi, conservanti e altre sostanze chimiche come responsabili di alcune tipologie di iperattivit; tuttavia credo anche che l'aggettivo iperattivo sia diventato una magnifica scusa che genitori e proprietari di cani usano per sottrarsi alle proprie responsabilit ed evitare la fatica di esercitare un controllo tanto sui cani quanto sui bambini. A questo punto emergono due interrogativi: oggi ci sono molti pi bambini iperattivi e, di conseguenza, molti pi cani iperattivi di quanti ce ne fossero fino a pochi anni fa? Se s, questa iperattivit  una conseguenza diretta di genitori molto pi permissivi che vogliono che i loro figli si esprimano liberamente o riguarda pi che altro l'influenza nefasta di cibo inadeguato, televisione o, ancora, cambiamenti nei metodi di insegnamento nelle scuole? Sarebbe un esperimento interessante coinvolgere tutti i genitori di un paese nel cambiare per una settimana la dieta dei loro figli per poi vedere che cosa  mutato. Tra i casi che mostrassero dei benefici si potrebbero analizzare ancora pi in profondit i loro regimi alimentari; i genitori che invece non notassero differenze, potrebbero allora cominciare a indagare sullo stile di vita dei loro figli. Tutto il paese diventerebbe un unico manicomio, lo so, ma almeno si comincerebbero a individuare le cause reali e per effetto a catena si avrebbe un miglioramento nel comportamento di tanti cani.
Quello che voglio dire  che alcuni bambini non hanno un'influenza positiva sul comportamento dei cani. Per esperienza diretta, so che i genitori che esercitano un corretto controllo sui propri figli hanno cani maggiormente gestibili. Credo altrettanto fermamente che i cani siano utili ai bambini in molti modi. Il cane diventa un compagno di cui il bambino si pu fidare ciecamente. Il cane non tradir mai la sua fiducia e non lo giudicher. Il cane offre al bambino senso di sicurezza e lo responsabilizza; gli insegna a sopportare la mancanza di un affetto, dato che l'et media di un cane  molto pi breve di quella di un essere umano. Non ho dubbi sul fatto che la convivenza di cani e bambini porti molti pi vantaggi che svantaggi. I problemi nascono con i cani che non sono stati socializzati ai bambini.  importante che le coppie senza figli che decidono di adottare un cucciolo, lo facciano socializzare in tenerissima et con i bambini in situazioni controllate, onde evitare futuri problemi. Laddove questo non sia stato fatto, i movimenti ballonzolanti e le vocette acute dei bambini hanno sul cane l'effetto di agitarlo. La maggior parte dei cani pu essere desensibilizzata a questo (vedi Desensibilizzazione) tenendo sotto controllo i bambini e rallentandone i movimenti. Facendo in modo che per alcune settimane il cane non assuma mai bocconcini, tranne quelli ricevuti dal bambino, rapidamente riusciremo a cambiare le aspettative del cane circa il significato della presenza del bambino. Questa procedura  necessaria laddove non sia possibile evitare i contatti tra il bambino e il cane; se non siete sicuri di potervi fidare, non correte mai il rischio di lasciare soli cane e bambino.
Domanda:
Ho due cani: un Pastore Tedesco maschio di diciotto mesi e una
femmina di Rottweiler di due anni. Viviamo in una casa con un ampio giardino. L'appezzamento  ben delimitato da una robusta recinzione di due metri, ma il problema  che si trova vicino ad una scuola e ogni mattina i bambini infastidiscono i cani sbattendo contro la rete e a volte infilando oggetti attraverso le maglie. I miei cani si infuriano al punto che ho dovuto iniziare a portarli in casa. Ma anche cos, i cani continuano a sentire i colpi contro la rete e abbaiano furiosamente anche se sono in casa. Ho paura che se i cani dovessero trovarsi vicino a uno di questi bambini, lo morderebbero. Sarebbe una tragedia, perch sono cani assolutamente pacifici. C' qualcosa che posso fare?
Risposta:
Ha ragione ad avere timore. Credo che, data la situazione, qualsiasi contatto tra cani e bambini sarebbe molto pericoloso. Quello che inconsapevolmente i bambini stanno facendo  di condizionare i suoi cani al cosiddetto "morso riflesso di libert".
Ogni animale che si trovi in contenzione e venga regolarmente infastidito attaccher chi lo provoca non appena se ne presenter l'occasione. Il suo caso  ancora pi complicato perch lei ha due cani che appartengono entrambi a razze da guardia. Non potendo spostare la casa, portando i cani in casa ha fatto la cosa peggiore. Forse una terapia avversativa sonora (vedi Appendice) interromper l'abbaiare all'interno della casa, ma l'unica soluzione efficace  rimuovere la causa.
Al posto suo, mi recherei a scuola per spiegare la situazione di rischio che si sta creando. Se i suoi cani sono mansueti, potrebbe portarli con s, ovviamente chiedendo alla scuola il consenso. Suggerisca agli insegnanti di richiedere una visita da parte del direttore del canile locale che potrebbe parlare ai bambini dei cani in generale insistendo su un argomento a scelta, per esempio quello di non dar noia ai cani che si trovano dietro a qualunque tipo di barriera. Questo andrebbe fatto senza accusare e riferirsi a nessuno in particolare: dopo tutto, mentre colpiscono la rete i bambini si stanno solo divertendo e sono inconsapevoli delle potenziali conseguenze.

Bocca (afferrare con la).
Vedi Mordere.

Casi insoliti.
Ogni tanto capita il caso strano. C' il caso di aggressivit da dominanza incoraggiata dal fatto che il cane  stato allattato al seno dalla padrona di casa (avete letto bene e si trattava di un cane maschio adulto!); ci sono i cani che odiano le lampadine e non appena qualcuno si ferma sotto a una di esse usano la schiena di questa persona come trampolino per arrivare a fracassare la lampadina con la testa; ci sono i cani che ululano alla luna piena, anche se nascosta dalle nubi. Ma il caso pi strano capitatomi  senz'altro quello del cane che aveva paura delle ossa.
Frisky era un maschio meticciato con un Bull Terrier (incrocio di un Bulldog con un Terrier) di due anni. All'inizio fu chiamato B'stard ispirandosi al personaggio televisivo di The New Statesman, ma per il padrone era imbarazzante quando doveva chiamarlo ad alta voce al parco e cos gli aveva cambiato nome. Quando mi  stato illustrato il problema, la mia prima risposta  stata quella di non dare pi ossa al cane, ma la questione si  poi rivelata pi complessa. Tutti i giorni i suoi padroni, Peter Bessant e la sua compagna Claire, portavano Frisky a piedi dalla madre di Peter e poi andavano al lavoro. Per la strada passavano davanti a un macello e questo gettava Frisky nel panico totale al punto da diventare aggressivo se lo forzavano a camminare. Dato che i due non avevano l'automobile, la madre di Peter doveva andare a casa loro in macchina per prendere Frisky e poi tornare a casa sua.
Tuttavia, la paura delle ossa di Frisky non era legata al macello e all'odore di morte. Chi pu sapere cosa percepiscono i cani! Il problema si era gi mostrato ancora prima che la coppia traslocasse in quella zona, ma entrambi non vi avevano dato peso: avevano semplicemente smesso di dare al cane le ossa, come avrei fatto io al posto loro. Prima che arrivassero da me, avevo messo un osso buco nel praticello davanti all'ufficio perch volevo osservare la reazione del cane. Mi avevano detto che appena il cane ne avesse sentito l'odore, si sarebbe fatto prendere dal panico diventando molto aggressivo. Io mi aspettavo che l'aggressivit sarebbe stata indirizzata al cibo. Mi sbagliavo! Dopo aver chiesto ogni dettaglio sulla routine quotidiana del cane e sui suoi comportamenti in determinate circostanze, tutti all'apparenza perfettamente normali, gli abbiamo messo un guinzaglio estensibile e lo abbiamo posto sul praticello. Appena sentito l'odore dell'osso, il corpo di Frisky si  irrigidito, le pupille si sono dilatate, ha rizzato il pelo e per circa dieci secondi  rimasto completamente immobile. Poi  esploso in un terrore cieco: ha tentato di fuggire di corsa fino a estendere del tutto il guinzaglio e quando si  accorto che la fuga gli era impedita, ha iniziato a dibattersi sempre nel tentativo di liberarsi e fuggire, io tenevo l'altra estremit del guinzaglio e a un certo punto  sembrato che il cane lo avesse capito perch ha iniziato a correre verso di me. Ora, un Bull Terrier corre agilmente, ma un meticcio di Bull Terrier  un altro paio di maniche. Usando tutta la mia scienza ed esperienza in fatto di comportamento canino, ho fatto tutto quello che dovevo per smorzare questo confronto aggressivo: mi sono spaventato e ho mollato il guinzaglio. Frisky si  scaraventato attraverso la porta aperta del mio studio, con il guinzaglio estensibile che gli rimbalzava dietro contribuendo sicuramente ad aumentare la sua paura. Lo abbiamo trovato infilato fra il casellario e il muro, tremante come una foglia, io e la mia famiglia crediamo molto nei metodi omeopatici e in particolare nei fiori di Bach (vedi Fiori di Bach). Dato che li usiamo anche su noi stessi e quindi li conosciamo, dopo un consulto con il loro medico veterinario siamo riusciti a far ingerire a Frisky alcune gocce di una sostanza chiamata Rescue Remedy (rimedio di soccorso) per aiutarlo a superare il terrore e il panico. L'utilizzo dei farmaci omeopatici spesso consente di raggiungere ottimi risultati. Vengono prescritti dal veterinario e tramite il mio collega il dr. Richard Bleckman, consulente alla APBC, presso il Woodthorpe Veterinary Group. Sia Peter che Claire sono rimasti stupefatti di fronte al recupero immediato di Frisky, ma anche dopo aver rimosso l'osso dal prato, abbiamo faticato per farlo uscire dalla porta alla fine della seduta.
Normalmente, per fobie di questo tipo, raccomando un programma di desensibilizzazione alla paura (vedi Desensibilizzazione). In questo caso, la reazione del cane era cos intensa e il panico cos potenzialmente pericoloso sia per la persona che teneva il guinzaglio sia per il cane stesso che mi hanno portato a ritenere che una terapia comportamentale non sarebbe stata la soluzione giusta per Frisky. Il problema avrebbe continuato ad essere evitato quantunque a spese della madre di Peter che avrebbe continuato ad andare a prenderlo in macchina. Ho suggerito di consultare il veterinario per un'eventuale terapia omeopatica, terapia che inizialmente hanno intrapreso con un miglioramento del cane. Peter e Claire hanno poi deciso di optare per la soluzione estrema: hanno cambiato casa, hanno comprato un'automobile e hanno fatto in modo che Frisky non si avvicinasse mai pi a un osso.
Molti miei clienti esordiscono dicendomi: "Lei  la mia ultima speranza!" e in effetti molti successi vengono ottenuti grazie a questa scienza relativamente nuova che  la terapia comportamentale; tuttavia Peter e Claire con il loro cane sono l a dimostrarci che per quanti sforzi noi facciamo per tentare di comprendere i pensieri dei nostri animali, non sapremo mai veramente come funziona la mente di un cane.

Castrazione.
Si raccontano tante cose terribili a proposito di questo semplice intervento: il cane ingrassa; perde il suo temperamento e cos via. Certamente ingrasser, se glielo permetterete, per il fatto che dopo tale operazione il cane diventa pi rilassato e quindi non metabolizza pi come prima e necessita di una quantit inferiore di cibo. Non perder il suo temperamento, ma lo migliora, pertanto  giusto dire che cambia carattere, ma in meglio. Quanto alla storia del cane che perde dignit perch non ha pi i testicoli, si tratta di totale antropomorfizzazione. Una ricerca condotta presso l'Universit di Pennsylvania nel 1970 ha mostrato un miglioramento del carattere in oltre il 70% dei cani castrati, indipendentemente dall'et. Questo sfata un altro pregiudizio secondo cui questo intervento non avrebbe pi nessuna influenza nei cani oltre i due anni: in realt sono stati notati miglioramenti anche in cani di dodici anni. Questi dati sono stati confermati nel 1988, quando Hazel Palmer, una mia studentessa del corso per corrispondenza (ora membro associato dell'APBC e assistente presso il mio studio) scrisse su mia delega al Canine Studies Institute presentando un'indagine da lei condotta inerente gli effetti della castrazione chirurgica nel trattamento di problemi comportamentali nei cani adulti. I risultati del suo studio mostravano una percentuale di successo decisamente maggiore rispetto a quella presentata nello studio condotto negli Stati Uniti, tuttavia entrambe le ricerche evidenziano chiaramente il fatto che questo tipo d'intervento migliora decisamente il comportamento. Alcuni veterinari sono assolutamente contrari alla castrazione dei cani finalizzata al miglioramento del comportamento e affermano trattarsi di "chirurgia sociale", vale a dire un intervento fatto per assecondare gli interessi dei proprietari. Questo pu essere vero in alcuni casi, ma se fossero castrati pi cani, sicuramente in giro ci sarebbero meno cucciolate indesiderate. Concordo pienamente con John Rogerson, mio collega APBC, quando afferma essere una crudelt il lasciare integro un maschio, con tutti gli stimoli naturali che questo implica, per poi negargli una normale vita sessuale.
Domanda:
Ho un Dobermann di dodici mesi che sta diventando sempre pi aggressivo verso gli altri cani maschi, mentre  del tutto socievole con le femmine. Questo  dovuto solo al fatto che sta crescendo e con il tempo smetter o  meglio che ricorra alla sua castrazione?
Risposta:
La crescita potrebbe essere una causa. A questa et si verifica un'impennata del livello di testosterone, l'ormone maschile, che si assester solo verso i diciotto mesi. Il pericolo sta nel fatto che d'ora in poi questo tipo di comportamento diventi per il cane uno standard appreso. Esistono degli elementi che la aiuteranno a capire se il problema sia correlato al cambiamento ormonale. Il primo elemento sta proprio nel fatto che aggredisce solo i maschi mentre  del tutto pacifico con le femmine. Quando si trova fuori casa, annusa e sbava con intensit? Marca spesso il territorio, fermandosi sempre negli stessi punti? Gratta il terreno dopo aver marcato, rizzando il pelo e ringhiando? Mostra un comportamento sessuale anti-sociale, per esempio tenta di accoppiarsi con le gambe dei visitatori? Se la risposta a tutte queste domande  s, allora penso che potrete discutere con il vostro veterinario della eventualit di castrarlo. Il veterinario potrebbe consigliarvi prima una terapia anti-androgenica a breve termine (la cosiddetta castrazione chimica), che purtroppo non sempre funziona. Se per sul vostro cane si rivelasse inefficace, potrete vedere in lui gli effetti che avrebbe una castrazione chirurgica e aiutarvi a decidere se procedere o meno con l'intervento. Se vi crea problemi l'idea di possedere un cane castrato, non vedo comunque il motivo per intraprendere una terapia ormonale di cui non conosciamo gli eventuali effetti nocivi a lungo termine. Non esitiamo a castrare gatti, cavalli, suini e vitelli, allora perch con i cani dobbiamo avere certe reticenze psicologiche? O  forse un altro segno dello stretto legame che ci unisce a loro?

Coercizione.
Per molti anni purtroppo i cani sono stati addestrati con un approccio del tipo "io sono l'uomo, tu sei il cane, io dico, tu fai": se il cane non faceva, l'uomo lo forzava. La definizione che il dizionario fornisce della parola coercizione  "costringere qualcuno ad agire come non vorrebbe, attraverso minacce, forza, percosse ecc". Questo non mi d l'idea di una collaborazione armonica fra uomo e cane, come invece si pretenderebbe dalla relazione fra queste due specie. E interessante constatare che con nessun altro animale noi usiamo la coercizione, n tanto meno la applichiamo su di noi. Possiamo intraprendere una particolare attivit contro il nostro volere se siamo forzati a farlo, ma ci che ci viene insegnato  comunque di evitare di forzare e di essere forzati. Andare contro questo insegnamento e addestrare i nostri cani con la coercizione pu essere molto pericoloso. Sarebbe molto meglio incoraggiare il cane a fare ci che a noi interessa attraverso il metodo della ricompensa, in modo che l'animale apprenda per gratificazione (vedi Rinforzo).
Domanda:
Da tempo frequento una scuola di addestramento, ma ancora non riesco a far mettere a cuccia il mio cane su mio ordine. Ho provato tutti i metodi che mi sono stati suggeriti: spingerlo verso il basso premendo appena dietro le scapole e tirare il collo verso il basso con l'aiuto del guinzaglio e del collare a strozzo, mettere i piedi sul guinzaglio e tirarlo in modo da indirizzare il cane verso il basso, ma sono stato coinvolto solamente in baruffe con l'animale. Le volte che mi  capitato di riuscire a portarlo verso terra, ho dovuto tenerlo fermo verso il basso perch appena lasciavo la presa il cane si rialzava. Siamo arrivati al punto che se io dicevo "gi", il cane scappava pi lontano che poteva o, se si trovava al guinzaglio, si irrigidiva del tutto. Pu suggerirmi una soluzione?
Risposta:
Lei ha insegnato al suo cane che la parola "gi" prelude a qualcosa di spiacevole e doloroso. Qualunque animale, uomo compreso, che avverta una pressione sul suo corpo eserciter una spinta nel senso opposto alla pressione stessa:  un fenomeno conosciuto con l'affascinante tecnicismo di tigmotassi (o stereotassi) negativa, per cui a una pressione subita si reagisce con una pressione contraria. Provi a guardare la cosa dal punto di vista del suo cane: quando ha sentito per la prima volta la parola "gi", non avendo la minima idea di cosa volesse dire, si  ritrovato premuto sul pavimento e ha quindi reagito resistendo alla pressione. Questa resistenza ha aumentato la pressione esercitata sul cane ed  diventata una prova di forza. In questo frangente il cane ha imparato che la parola "gi" significa "spingi verso l'alto".
Quando addestriamo un cane, la priorit  insegnargli il significato esatto di ogni suono che noi emettiamo. Se i nostri metodi producono una resistenza, il processo di apprendimento verr ostacolato perch il cane si concentra a resistere e a opporsi invece di concentrarsi a imparare. Suggerisco di cambiare il comando con la parola flat, il cui suono non spaventa il cane. Offra al cane un bocconcino stando sotto a un tavolino o qualcosa di basso in modo che lui debba abbassarsi per raggiungerlo. Appena il cane si  abbassato, dica flat e gli dia il bocconcino. Ripetendo alcune volte la procedura, il cane imparer cosa deve fare per ottenere la ricompensa e a questo punto si potr eliminare il tavolino. L'esercizio andrebbe ripetuto tre o quattro volte al giorno facendo in modo che il cane non si annoi. Si tratta di un esercizio semplice, efficace e non coercitivo.

Collare a strozzo.
Questo tipo di collare fu importato in Inghilterra dalla Germania durante la Prima guerra mondiale. Gli inglesi lo chiamarono choke chain (dal verbo to choke strozzare) e fu subito definito barbaro e crudele da una rivista cinofila. Per molti anni continu a portare questo nome e anche il manuale di polizia stampato recentemente dal Ministero dell'Interno inglese si riferiva a questo tipo di collare usando questa dicitura. Oggi viene chiamato check chain (dal verbo to check controllare), che esprime meglio lo scopo per cui era stato inventato, ma non lo rende meno dannoso se affidato a mani inesperte. Per questo sono assolutamente contrario che questo tipo di collare si trovi liberamente in vendita in tutti i negozi di articoli per animali, senza che il negoziante abbia l'obbligo di spiegarne il corretto utilizzo e senza considerare se il cane sia sensibile o meno al contatto (vedi Sensibilit). L'altra mia obiezione riguarda il fatto che troppo spesso vedo arrivare nel mio studio cani al guinzaglio che si trascinano dietro i padroni. Questi cani hanno sempre gli occhi rossi e gonfi e la lingua blu per la mancanza di aria e di sangue causata dalla stretta del collare e, nonostante questo, continuano a tirare. Spessissimo si possono chiaramente rilevare danni ai muscoli e ai tessuti del collo causati dalla costante pressione della catena e, in tutti questi casi, i padroni mi hanno detto di aver acquistato questo tipo di collare perch il cane smettesse di tirare al guinzaglio.
Infine, la mia obiezione riguarda il fatto che sono anni che non uso pi questo tipo di collare e ci dimostra che non  uno strumento necessario. L'unica ragione per cui il collare a strozzo continua a essere un articolo tanto popolare presso i padroni di cani sta nel fatto che abbiamo tutti passivamente accettato la sua diffusione senza porci problemi sulle conseguenze di un suo uso errato (vedi Tirare al guinzaglio).

Combattimenti (Fighting).
Probabilmente in Gran Bretagna esiste un intero esercito di persone che di notte si aggira furtivamente per le strade allo scopo di tenere in allenamento i loro cani. Perch? Perch possiedono dei cani classificati come combattenti. Questa  una delle maggiori fonti di stress per i proprietari di pet. Se vi trovate in un parco affollato dove i cani corrono liberi e vedete una persona che porta un cane al guinzaglio,  probabile che questo sia un cane da combattimento; se vedete una persona che richiama il suo cane appena scorge voi e il vostro cane,  probabile che quello sia un cane da combattimento. Insomma, se nelle vicinanze c' un cane da combattimento, il comportamento dei suo padrone ve lo riveler immediatamente. In realt, i cani che io ho potuto vedere, e che mi erano stati portati per alcuni problemi, non erano combattenti nel vero senso della parola. Non sono molto socievoli con gli altri cani, spesso sono spiccatamente dominanti, talvolta sono spaventati dagli altri cani, ma tutte queste attitudini non ne fanno necessariamente dei combattenti. Sicuramente in passato queste razze hanno mostrato comportamenti aggressivi per una qualche ragione, ma quando io chiedo ai padroni di cani di questo tipo di elencarmi i danni inflitti agli altri cani, la risposta  sempre la stessa: non hanno mai ferito nessuno. Quando chiedo quali danni abbiano subito invece questi cani da parte degli altri, la risposta  la stessa: non hanno subito nessun danno. Nei casi in cui si riportano ferite, di solito si tratta di quelle inflitte al padrone che si  messo in mezzo nel tentativo di separare i cani. Il cane  un animale socievole per natura, ma per tutta una serie di motivi pu diventare anti-sociale. La mancanza di un'adeguata socializzazione in giovane et  forse il motivo pi importante per cui un cane adulto diventa insicuro e aggressivo con gli altri cani. Se il cucciolo non impara come comportarsi nell'interazione con gli altri cani, non potr mai acquisire sicurezza e fiducia in presenza di un cane estraneo. Col tempo, un cane riesce a raggiungere dimestichezza con i cani che incontra regolarmente, ma i problemi sorgono nel caso d'incontri occasionali, specialmente con i cani dello stesso sesso. Il peggioramento o il miglioramento di questo tipo di comportamento dipende dal modo in cui i proprietari affrontano il problema. Di solito l'aggressivit iniziale che si manifesta nell'approccio tra due cani significa: "Non mi sento a mio agio con te vicino e preferirei che tu te ne andassi." Il padrone arriva correndo, urla, grida e talvolta sferra calci o frustate con il guinzaglio. A causa della sua risposta aggressiva, il proprietario pu trasformare una dimostrazione simbolica di aggressivit da parte del cane in un attacco vero e proprio. Sono sufficienti tre o quattro ripetizioni di questo tipo di risposta del proprietario per ottenere un cane asociale, intollerante alle attenzioni degli altri cani, insomma un combattente, aggressivo verso gli altri cani. I cani di questo tipo raramente avvicinano gli altri cani spontaneamente, preferiscono evitarli. Se non  possibile, questi cani assumono una postura molto aggressiva con lo scopo di far capire all'altro cane che l'interazione non  gradita. Se si lascia che i due cani si affrontino senza interventi dall'esterno, alla fine troveranno un accordo senza che vi sia una escalation delle ostilit, ma noi di solito arriviamo a seminare il panico e a rovinare tutto. Di conseguenza, questi cani vengono tenuti sempre al guinzaglio; ma la costrizione del guinzaglio rende ancora pi impraticabile evitare gli altri cani da parte del cane aggressivo che non pu fare altro che mostrarsi aggressivo quando si avvicina un conspecifico. Il proprietario sta inconsapevolmente insegnando al proprio cane a diventare pericoloso in presenza di altri cani. Si crea un circolo vizioso che porta in molti casi all'applicazione quotidiana di punizioni che il padrone infligge nell'inutile tentativo di fermare l'aggressivit del suo animale. Questo impara soltanto che la presenza di un altro cane anticipa una punizione e quindi per difendersi da questa il cane aggressivo metter in atto un comportamento di avvertimento nei confronti dell'altro. Per questo il comportamento di avvertimento sar punito e la punizione rinforzer nel cane aggressivo la convinzione che gli altri cani sono per lui fonte di sofferenza e dolore.
Anche la dieta pu giocare un ruolo chiave nel comportamento di un cane antisociale con gli altri cani e in alcuni casi di avvenute aggressioni fra due cani  stata prescritta una terapia alimentare (vedi Dieta). Se la situazione si  aggravata al punto tale che il proprietario si  visto costretto a uscire con il suo cane a mezzanotte, la priorit da affrontare  la perdita di fiducia del proprietario. Dirgli che per evitare che il suo cane si azzuffi con altri cani  sufficiente lasciarlo libero di muoversi e di evitare i conspecifici non lo rassicura affatto, vuole la prova. Allora la prima mossa  di cambiare il corto guinzaglio con collare a strozzo con un guinzaglio estensibile e un largo collare a fibbia; le aumentate possibilit di movimento e quindi l'aumento della distanza critica fra il cane aggressivo e il conspecifico ha spesso un effetto calmante. Il cambiamento del cane rende il proprietario consapevole del fatto che le sue reazioni precedenti e il modo in cui affrontava certe situazioni hanno causato l'aumento dell'aggressivit: da questo momento in poi si pu provare a lasciare il cane senza guinzaglio. Inizialmente, per questioni di sicurezza e per aumentare la fiducia del proprietario, al cane viene fatta indossare una leggera museruola di nylon. Il cane con cui l'altro dovr interagire e stato scelto per carattere e temperamento e l'incontro avviene in un'area neutra. Al proprietario viene detto di non fare assolutamente niente e di lasciare che i due cani si affrontino spontaneamente. Senza interferenze esterne, i due cani decideranno di giocare insieme o d'ignorarsi. Raramente nasce uno scontro, ma anche in questo caso si tratta di brevi dimostrazioni simboliche di forza senza conseguenze. La prima interazione  sempre molto traumatica per i proprietari, convinti di possedere un cane assassino. Rendersi conto che le cose stanno diversamente  il primo passo verso la rieducazione del cane.
Se il combattimento con cani estranei  fonte di stress per i proprietari, il combattimento con altri cani all'interno della casa non viene assolutamente tollerato. Uno o due confronti vivaci bastano per separare per sempre i due cani e la pressione negativa esercitata da questi eventi su tutti i membri della famiglia  enorme. Riuscire a evitare che due cani conviventi s'incontrino  pressoch impossibile. Prima o poi qualcuno dimenticher una porta aperta e allora un nuovo scontro sar inevitabile. Il forzato isolamento dei due cani rinforza la tensione gi esistente fra i due e un eventuale futuro scontro potrebbe avere esiti molto gravi. I proprietari di due cani che non si tollerano dispongono di opzioni limitate: far adottare uno dei due cani o curare il problema. Tenere separati i cani non  una soluzione. La cura del problema pu rivelarsi incredibilmente semplice. Anche in questo caso, ad aggravare la situazione  di solito la reazione esagerata del proprietario. Due cani bisticciano e il proprietario cerca di fermarli. In questo modo il problema non  risolto e i cani bisticciano di nuovo. Di nuovo il proprietario li ferma temendo che vogliano combattere fino alla morte e i due cani vengono separati. Se la separazione dura a lungo e dopo questo tempo i cani s'incontrano di nuovo, allora s che probabilmente combatteranno fino alla morte. Ci che era iniziato come una semplice scaramuccia ha avuto una progressiva escalation a causa del proprietario che l'ha trasformata in una guerra. Dunque, se fin dal primo scontro si nota che l'intento dei cani non  di ferirsi,  meglio lasciare che risolvano le cose fra loro liberamente.
Se vi  capitato di dover separare due cani e ora desiderate che tornino a convivere, organizzate il nuovo incontro su terreno neutrale. Una volta che si siano nuovamente abituati l'uno all'altro, il giardino  la zona successiva in cui andrebbero posti. Alla fine potranno essere riportati in casa, ma assicuratevi che ci sia una porta aperta che costituisca una via di fuga nel caso uno dei cani sentisse la necessit di squagliarsela. I cani che in precedenza abbiano vissuto assieme e che tempo dopo si mettano a discutere, di solito hanno una questione aperta fra di loro che riusciranno facilmente a risolvere, ammesso che noi glielo permettiamo.
Domanda:
Ho due Border Terrier, uno di 18 mesi e l'altro di 21 mesi. Hanno il padre in comune e madri diverse e sono sempre andati d'accordo, poi improvvisamente hanno iniziato a litigare e tuttora bisticciano per la minima sciocchezza: giocattoli, cibo, cucce; litigavano anche quando io accarezzavo il pi grande e l'altro arrivava per intromettersi. Sapevo che non sarebbe stata una buona idea tenere due fratelli, ma volevo due cani della stessa razza e vicini di et, cos ho deciso di farli crescere insieme per farsi compagnia l'uno con l'altro.
Mi hanno suggerito che castrandoli sarebbero finiti i litigi. Pu darmi un consiglio?
Risposta:
Mi sembra un problema di dominanza, in cui ognuno dei due cani pensa di occupare il rango pi alto. Queste liti in genere si risolvono spontaneamente quando si arriva a stabilire una gerarchia con un dominante e un sottomesso. Se il problema non accenna a risolversi nonostante lei non interferisca, allora significa che nessuno dei due potr cedere il passo perch si tratta di due cani tendenzialmente dominanti; il problema che lei ha cercato di evitare non scegliendo i cuccioli dalla stessa nidiata le si  ripresentato con due fratellastri. In questo caso la castrazione non servirebbe a nulla. Da un punto di vista ormonale sono uguali; castrandoli entrambi, rimarrebbero uguali. Comunque, se lei  in grado di decidere a quale dei due si adatta meglio il rango pi alto e castrando l'altro, ha la possibilit di ottenere una struttura gerarchica ben definita. Una volta realizzata questa situazione, lei pu contribuire a consolidare ulteriormente la neogerarchia favorendo il maschio integro: dovr essere il primo a ricevere il cibo e a essere salutato, il primo a ricevere senza cadere nell'errore di fargli credere di trovarsi a un livello superiore rispetto al padrone. So che alcuni non sarebbero d'accordo, ma ho constatato che in caso di cani femmina, l'asportazione delle ovaie a una delle due migliorava la situazione, specialmente nei rapporti madre-figlia (vedi Ovariectomia).

Comportamento di fuga.
Questo problema pu manifestarsi in due modi. Il primo  correlato all'ansia: il cane non sopporta di stare da solo e prova a scavare sotto le porte e le finestre per seguire il padrone (vedi Ansia). L'altro problema riguarda la categoria di cani che io definisco "maghi dell'evasione": senza badare al tipo di ostacolo che devono superare e al fatto che il padrone sia a casa o meno, questi cani passano sotto, sopra e attraverso tutto quello che capita loro fra le zampe pur di fuggire dai confini territoriali e andare a esplorare il mondo esterno. In questa sezione esamineremo la seconda categoria. Dobbiamo porci due domande:
1) Quali sono gli incentivi esterni che incoraggiano la fuga del cane?
2) Quali provvedimenti sono stati presi per chiudere l'ambiente in cui il cane vive?
Se scopriamo le attivit che il cane mette in pratica allo scopo di fuggire, riusciremo a rimuovere l'incentivo oppure a dargli una gratificazione all'interno del suo territorio che lo demotivi a continuare con questo comportamento. Facciamo un esempio: se il problema sta in una semplice mancanza di stimoli mentali, un aumento dell'esercizio fisico fuori dal territorio familiare, fatto in condizioni controllate, soddisfer la necessit che il cane stava cercando di esaudire da s. Se il cane  un maschio non castrato e nelle vicinanze si aggira una femmina in fase di estro, il problema finir con la fine del ciclo estrale, anche se  possibile che il maschio continuer a cercare altre femmine e quindi a cercare di scappare: in questo caso la cura per Romeo  la castrazione (vedi Castrazione). Forse un vicino ha preso l'abitudine di porre del cibo all'esterno di casa propria per nutrire le volpi o i gatti senza padrone o magari di dare al vostro cane un biscotto quando il cane gli fa visita: in questo caso sar utile parlare pacatamente con i vicini. Ci sono cani che provano il desiderio ardente di fuggire in un preciso giorno della settimana, che di solito coincide con il giro del camion della spazzatura: l'abitudine di mettere i rifiuti nei sacchi di plastica fornisce al cane un fortissimo incentivo a fuggire. La soluzione  trattenere il cane in casa finch il camion ha terminato il suo giro.
Un'altra soluzione vivamente consigliata  di rendere pi sicuro l'ambiente in cui si trova il cane. Alzare la rete di recinzione della casa non serve, dato che il cane si arrampica;  molto meglio inclinare di 45 verso l'interno il lato superiore. Se la vostra propriet  ampia e priva di recinzione, occorrer predisporre un'area cintata per il cane.  inutile sperare che il cane impari a rimanere entro i confini di casa senza essere controllato se permangono l'incentivo esterno e le possibilit materiali di fuggire. Una cosa per  certa: impedire a un cane annoiato di fuggire senza dargli stimoli alternativi in cui possa trovare altrettanta soddisfazione si tradurr in un crudele maltrattamento.
Domanda:
Possediamo quattro ettari di terreno in campagna e abbiamo due cani, un Levriero di quattro anni e un Dalmata di due.  impossibile rendere tutta la propriet a prova di cane e non  mai stato necessario fino a pochi giorni fa. Alcune notti fa  comparsa una volpe nella nostra veranda e noi abbiamo lasciato che i cani la inseguissero. I cani sono scomparsi dietro di lei, ma mentre un'ora dopo la volpe  ritornata, dei cani non c'era pi traccia. Sono ritornati a casa alle cinque del mattino quando abbiamo sentito il Dalmata abbaiare.
Abbiamo saputo che quel giorno tre pecore erano state uccise da alcuni cani e anche se noi non abbiamo detto niente, temiamo che siano stati i nostri cani. Da quel giorno non abbiamo pi permesso loro di correre liberi ma, data l'ampiezza della nostra propriet, mi sembra un vero peccato che i cani non possano beneficiarne. Lei pensa che un fatto simile possa ripetersi, tenendo conto che una cosa simile non era mai successa?
Risposta:
Potrebbe darsi che si sia trattato di un fatto straordinario, ma se  vero che sono stati i vostri cani a uccidere quelle pecore, il fatto che questa esperienza sia stata per loro indubbiamente appagante aumenta fortemente la probabilit che la cosa possa ripetersi in futuro. Cacciare la volpe in due ha risvegliato in maniera intensa questo istinto; se nel correre, la volpe ha disturbato le pecore che a loro volta hanno iniziato a fuggire, pu essere successo che i cani abbiano trasferito l'istinto di caccia dalla volpe alle pecore. Contrariamente a quanto si crede, un accadimento del genere non si ha per contatto con il sangue ma perch il cane si trova a vivere un'occasione che risveglia istinti fino a quel momento sopiti. La vostra unica soluzione  di contenere i cani e limitarne l'area di movimento: il consiglio  di creare un'area a prova di cane la cui realizzazione non risulti troppo costosa oppure di cintare con una recinzione elettrificata un'ampia area entro cui far muovere i cani.

Cuccioli.
Quando si tratta di scegliere un cucciolo, specialmente se ci si trova alla prima esperienza, ci sono alcune regole molto importanti che, se seguite a dovere, si riveleranno preziosissime. Le regole a cui mi riferisco sono le seguenti:
1) prima di decidere la razza, valutate i seguenti elementi: necessit di movimento fisico, taglia, tipo di pelo, istinti ereditari e domandatevi se il cane che vi accingete a scegliere si adatter al vostro stile di vita;
2) rivolgetevi sempre a un allevatore disponibile a mostrarvi i cuccioli insieme alla madre. Insospettitevi se per qualche motivo non  possibile vedere la madre: la causa potrebbe essere il suo carattere non proprio socievole oppure potrebbe darsi che il presunto allevatore in realt sia semplicemente un venditore di cuccioli nati altrove (parler pi avanti delle fattorie di cuccioli);
3) state cercando un animale da tenere in famiglia, quindi non  necessario che scegliate quel cucciolo che si precipita verso di voi appena vi vede: potrebbe trattarsi di un soggetto dominante, difficile da gestire in futuro. Non fatevi commuovere da quello pi introverso che non vi si avvicina e viene ignorato dagli altri cuccioli: potrebbe trattarsi di un soggetto nervoso e troppo sottomesso per la vita in famiglia.  consigliabile scegliere un cucciolo che non dia troppa confidenza o, al contrario, non sia troppo introverso;
4) mettetevi d'accordo con l'allevatore per andare a prendere il vostro cucciolo fra le otto e le nove settimane di et. Le prime otto settimane corrispondono a quel periodo di socializzazione durante il quale il cucciolo impara a diventare cane:  dunque molto importante che il piccolo trascorra questo periodo di tempo con la madre e con i fratelli. Dalla sesta alla quattordicesima settimana si ha il periodo di socializzazione con l'uomo, durante il quale il cucciolo impara a esprimere la propria individualit nell'ambito di un ambiente domestico. Se questa fase non avviene, il cane si lega affettivamente troppo agli altri cani e diventa diffidente verso le persone. Dopo la quattordicesima settimana, se il cucciolo non  stato collocato in un ambiente familiare ricco di stimoli fisici e mentali, potrebbe soffrire di quella che viene chiamata sindrome del canile: il cane non si affeziona mai veramente alle persone e, bench viva insieme a loro,  felice solo quando  in compagnia dei conspecifici, diventa cio l'esatto contrario di un animale familiare. Per ulteriori informazioni, vedi Socializzazione.
Torniamo ora alle fattorie di cuccioli menzionate prima. Questi luoghi hanno come unico scopo l'arricchimento del proprietario. Molti di questi cuccioli sono tenuti in condizioni spaventose, stipati in vecchie roulotte o automobili, in tuguri o stalle piene di spifferi. Le femmine vengono allontanate dai loro cuccioli poco dopo aver partorito, a volte dopo quattro settimane dalla nascita, allo scopo di farle riprodurre subito di nuovo. I cuccioli vengono costretti in casse senza possibilit di muoversi e in cui rimangono senza acqua n cibo, dopo di che vengono trasportati su dei camion fino ai commercianti per la vendita. Quando una famiglia adotta uno di questi cuccioli, nel giro di pochi giorni nota che l'animale si ammala, solitamente di disturbi gastrointestinali. A questo punto per la famiglia si  ormai affezionata al cucciolo ed  disposta a sborsare molto denaro per vederlo nuovamente in buona salute. Molti dei cuccioli venduti sono abbinati ad altisonanti pedigree che, con l'aiuto di un libro sui cani, ne ricostruiscono un pseudo albero genealogico. La rete di vendita di cuccioli  altamente organizzata e per questo si ha a che fare con persone molto attente e scrupolose. Se si pensa che un cucciolo acquistato per 40-50 euro verr rivenduto a 400-500 euro,  comprensibile che questi personaggi si preoccupino di costruirsi un'immagine fasulla molto curata in maniera da assicurarsi un futuro in un campo d'affari alquanto lucroso.
Attualmente esistono molte organizzazioni che stanno tentando di bloccare questo ignobile commercio. Innanzi tutto, molti presunti allevatori non sono provvisti di regolare licenza e nel momento in cui sto scrivendo questo libro, le autorit locali hanno solo la possibilit di controllare la presenza o meno di detta licenza. Le informazioni che sto trasmettendo con questo mio libro sono pertanto uno dei modi per fermare queste losche persone e per educare il pubblico di proprietari di animali. Se ogni neoproprietario insistesse per vedere la madre e gli altri fratelli del cucciolo prescelto e chiedesse notizie in merito all'allevatore nel caso in cui la madre non fosse disponibile, in breve non ci sarebbero pi punti vendita di cuccioli nati in quelle famigerate fattorie di cuccioli.

Desensibilizzazione
Questo termine  usato dai comportamentalisti per indicare il processo che porta un cane ad accettare una situazione o un oggetto dapprima rifiutati, diminuendo il senso di rifiuto o di paura dell'animale verso di loro. Per esempio, un cane spaventato da un rumore forte pu essere desensibilizzato facendogli sentire la registrazione del rumore a basso volume mentre gli si prepara il pasto e alzando di poco il volume mentre sta mangiando. Il rumore ascoltato a volume molto basso in prossimit di una situazione piacevole per il cane si trasformer ben presto da causa di paura a causa di gioia, perch l'animale lo apprende come preludio a una gratificazione. In seguito il volume verr gradualmente aumentato, facendo molta attenzione alla reazione del cane. Questa tecnica prevede un'esposizione controllata e graduale allo stimolo che causa la paura, usando la pratica della ricompensa per ottenere l'accettazione passiva di tale stimolo. Alcuni casi possono risolversi pi rapidamente di altri, ma comunque non bisogna mai avere fretta. Qualunque improvvisa accelerazione nel programma terapeutico pu invalidare i risultati raggiunti fino a quel momento. Ho ritenuto opportuno fornire queste spiegazioni poich questa  la tecnica consigliata in alcuni casi trattati in questo volume.

Dieta.
Quando un cane ha atteggiamenti di capriccio o testardaggine,  raro che i padroni prendano in considerazione il suo regime alimentare. Per esperienza personale so per certo che, quando una dieta  del tutto inadeguata, il comportamento subir delle influenze pi o meno accentuate. Facciamo un esempio: di recente ho incontrato una giovane coppia con il loro Bearded Collie di nome Arthur. Lamentavano il fatto che a cinque anni Arthur era diventato molto aggressivo verso di loro.
A causa di crescenti problemi digestivi del cane, avevano dovuto adottare una dieta che, oltre a essere pi digeribile, gli regolarizzasse le funzioni corporee. Padroni e veterinario arrivarono a controllare i problemi digestivi del cane, ma non avevano correlato l'insorgenza dei cambiamenti nel comportamento alla nuova dieta.
Era chiaro che nemmeno questa dieta fosse adatta per Arthur, poich lo rendeva irritabile e di malumore. Questo cane era stato affetto da svariate virosi e qualche tempo prima gli era stata diagnosticata un'allergia al frumento. Soffriva costantemente di flatulenza (o direi piuttosto che i suoi padroni soffrivano per la sua flatulenza). Bench con la nuova dieta la consistenza delle feci fosse migliorata, erano tuttavia ancora molto voluminose e fortemente odorose. Mostrava una certa iperattivit, si grattava le orecchie e si mordeva le zampe in continuazione e si strofinava gli occhi con le zampe o sul tappeto. La manifestazione contemporanea di tutti questi comportamenti indicava che Arthur non digeriva bene il cibo che gli veniva somministrato e doveva essere decisamente allergico a qualche ingrediente.
Proprio in quel periodo, insieme alla nutrizionista Liz Parker, avevo intrapreso lo studio degli effetti della dieta sul comportamento e Arthur era il candidato perfetto per inaugurare l'indagine. Con il consenso dei proprietari ho provato un programma di dieci giorni esclusivamente di terapia alimentare, riservando l'applicazione di altri tipi di terapie comportamentali alla conclusione di questo primo studio. Ai proprietari ho fornito un modulo da compilare e in cui annotare qualunque cambiamento del cane in questi dieci giorni, indicando anche il livello dell'eventuale cambiamento.
Il modulo di Arthur mi  arrivato per posta compilato e abbinato alla seguente lettera: "Senza dubbio da quando ha cambiato la sua dieta, Arthur  diventato un altro cane.  tornato come una volta, socievole ed educato. Alla domanda che diceva d'indicare il giorno in cui avessimo notato un evidente miglioramento, siamo stati tentati di rispondere "Giorno 1", ma ci sembrava impossibile che questo potesse essere vero. Come ci avevate detto, non abbiamo applicato gli altri consigli estranei alla dieta prima della fine del periodo di dieci giorni. Ora ci sembra di non dover fare altro, visto che Arthur  gi cos tanto cambiato".
I miei studi hanno confermato ci che gi sospettavo: alcuni problemi comportamentali possono essere migliorati, se non addirittura eliminati, attraverso una dieta accuratamente studiata.
Domanda:
Ho un Vizsla ungherese femmina di sei anni di nome Honey che ha iniziato a comportarsi in modo strano quando arriva la sera. E come se non riuscisse a riposare ed  soggetta a improvvisi impulsi di correre per tutta la casa come faceva quando era piccola. Mi hanno detto che la causa potrebbe essere la sua alimentazione, ma io non credo sia questo il motivo visto che mangia lo stesso cibo fin da quando l'abbiamo adottata. Cosa potrebbe essere?
Risposta:
Mi verrebbe da pensare che Honey abbia i vermi. A volte una massiccia infestazione di vermi pu dare al cane la sensazione di avere la coda in fiamme, ma sono comunque sicuro che sareste stati in grado di riconoscere la presenza di vermi da altri segnali prima di arrivare a questo stadio di gravit. Non  da escludere quindi che si tratti effettivamente dell'alimentazione, anche se il cibo  sempre lo stesso. Pu capitare che il meccanismo di difesa riesca ad affrontare determinati allergeni per anni per poi diventare improvvisamente inefficiente. Il dato interessante  che il cane inizia a comportarsi in questo modo la sera: questa regolarit di orario rimanderebbe ancora una volta alla dieta. Ci sono dunque due fattori da stabilire:
1) se il cane viene nutrito una volta al giorno, iniziate a nutrirlo due volte e notate se il momento di iperattivit si manifesta tutte e due le volte (stessa quantit di cibo totale divisa in due);
2) cambiate dieta: io applico un regime alimentare di alta qualit, completo e bilanciato e il vostro veterinario vi consiglier quale sia la migliore dieta per il vostro cane. In alternativa, potrete provare una dieta naturale composta al 25% da carne bianca, al 25% da ortaggi poco cotti (non duri) e al 50% da risone bollito. Utilizzando quest'ultimo, ricordate di richiedere al vostro veterinario eventuali integratori vitaminici e sali minerali.

Distruttivit.
Domanda:
Perch il mio cane diventa tanto distruttivo quando lo lascio solo?  un meticcio maschio di tre anni di nome Ben che non ha mai dato problemi fino a sei mesi fa. In quel periodo mio marito  dovuto partire per lavoro ed  stato via tre settimane: quando  ritornato, Ben si  mostrato con lui sempre di malumore e brontolone. Da questo momento in poi sono nati i problemi.
Risposta:
La risposta alla sua domanda  semplice: il cane si oppone al fatto di essere lasciato solo. Mentre suo marito era assente, Ben aveva assunto il ruolo di maschio alfa. Pu darsi che lei lo abbia inconsapevolmente aiutato a salire di rango, magari lasciandolo dormire in camera da letto per stare in compagnia durante queste tre settimane.
Se cos  stato, nessuna meraviglia che Ben abbia brontolato quando suo marito  tornato a casa. Tre settimane di aumentati privilegi e accresciuta attenzione nei suoi confronti sono per Ben del tutto sufficienti per riconsiderare il proprio ruolo gerarchico all'interno dell'ambiente familiare. Ben deve essere rapidamente retrocesso, anche per evitare rischi a suo marito. Se Ben pensa di ricevere il comando tutte le volte che suo marito  assente, al suo ritorno il cane intraprender una sfida per mantenere la posizione che ritiene di avere acquisito. Se invece Ben  consapevole del fatto che quando suo marito  assente il comando passa a lei, non ci saranno pi problemi al ritorno di suo marito, indipendentemente da quanto sar stata lunga la sua assenza. Per quanto riguarda la distruttivit, lasciare solo un cane che pensa di occupare un livello alto nella gerarchia  come pretendere che un impiegato dia ordini al capoufficio. Ben deve capire che  lui l'impiegato subalterno, altrimenti continuer con la distruttivit, che non  nient'altro che una manifestazione di ansia non correlata all'attaccamento affettivo ma a un'incomprensione. Nel capitolo 3 trover alcuni modi per risolvere questo problema (vedi anche Masticare).

Dominanza.
Quando si parla di cani dominanti, di solito si pensa a cani aggressivi, ma non necessariamente queste due caratteristiche si presentano abbinate. Certamente un cane che abbia un carattere dominante  pi facile che diventi aggressivo se sfidato. Ma questo comportamento non  sempre riscontrabile. Altri cani infatti esibiscono quella che io chiamo "dominanza passiva": se sfidati, questi cani non necessariamente mostrano aggressivit, ma diventano semplicemente del tutto disubbidienti e iperattivi, cio agiscono in maniera sconclusionata. Dobbiamo dunque chiarire cosa intendiamo per dominanza. Il dizionario definisce dominante chi predomina, prevale sugli altri e occupa una posizione di comando. Alcuni cani da me visitati ricalcano perfettamente questa definizione. Essi vengono descritti come disubbidienti, eccessivamente socievoli con gli ospiti, desiderosi di salutare tutti quelli che incontrano per strada, mentre in casa si infilano sempre fra i piedi delle persone, simpatici di carattere. Nell'ambiente familiare sono accentratori e occupano una posizione di comando perch l'attenzione di tutti  rivolta a loro nel tentativo di tenerli sotto controllo. Se dite al vostro cane di scendere dal letto e lui vi ringhia, capirete che si tratta di un cane dominante. Nel caso di un cane passivamente dominante, se gli dite di scendere dal letto, lui alza il sedere assumendo una postura di gioco. Se lo afferrate per il collare e lo trascinate, lui si gira sulla schiena e cerca di avvolgervi le zampe intorno alle braccia. Se viene messo gi a terra in modo sbrigativo, si alza e fa tre o quattro giri della stanza prima di saltare di nuovo sul letto emettendo un giocoso "wof".  difficile non ridere e non pensare che il cane sia scemo, ma in realt questo cane ha fatto esattamente quello che aveva fatto il cane aggressivo: ha detto di no.
La dominanza quindi  pi che altro uno stato mentale. Se il cane vi considera pi dominanti di lui, sia che la sua dominanza sia ereditaria o invece acquisita in famiglia, perch allevato in una condizione di privilegio (vedi capitolo 3), scender dal letto su vostro ordine. Utilizzare l'addestramento per dominare un cane pu avere successo con il cane passivo, cio un cane che sia stato inconsapevolmente educato a una posizione di dominanza, ma con il cane con forti componenti genetico-attitudinali lo stesso metodo scaturir in una prova di forza. Indipendentemente dal tipo di dominanza,  sempre meglio retrocedere dapprima il cane nella sua cuccia all'interno della casa. Nel fare questo, al fine di evitare il contrasto e la prova di forza, basta stabilire alcune delle regole riportate nel capitolo 3. Se il cane accetta che siate voi a detenere la posizione pi alta, diventer molto pi facile educarlo. Siamo tutti d'accordo sul fatto che educare un cane a sedersi, stare fermo o camminare al passo significhi semplicemente insegnargli delle abitudini. Il diritto a dire al vostro cane di assumere un certo atteggiamento in qualunque momento voi vogliate, indipendentemente dalle distrazioni intorno all'animale, sussiste solo se il cane stesso vi avr riconosciuto il rango gerarchico idoneo a esercitare tale diritto.
Domanda:
Perch il mio cane alza tanto la zampa?  un San Bernardo di tre anni castrato a 15 mesi perch affetto da problema genetico agli occhi e quindi non utilizzabile ai fini riproduttivi. Sono sicuro che l'atteggiamento non riguardi il marcare il territorio, dato che non si mostra aggressivo con gli altri cani, non marca ogni volta gli stessi luoghi e se non  al guinzaglio non lo fa mai. L'unico momento in cui si comporta cos  quando io cerco di fare in modo che non tiri al guinzaglio. Non sono di corporatura robusta, mentre lui  un cane molto grosso e, nonostante il collare a strozzo, sembra ignorare del tutto i miei ordini e i miei sforzi a controllarlo quando cammina.
Risposta:
Il cane non ignora i suoi sforzi nel tentativo di farlo smettere di tirare al guinzaglio e proprio questo  il motivo per cui alza la zampa. Si tratta di un gesto di dominanza, in questo caso  una sorta di "va' al diavolo" canino. I suoi sforzi con lui implicano una certa dose di forza unita a un certo disagio e inoltre non sortiscono l'effetto desiderato: tutto questo dice al suo cane che lui  il pi forte. Ogni volta che lei tenta di controllarlo fisicamente, lui alza la zampa in segno di sfida. Il mio consiglio  di osservare il suo comportamento prima in casa, annotando chi attraversa per primo la porta, chi mangia per primo o dorme nel posto migliore. Se il cane  soddisfatto dei privilegi acquisiti, il desiderio di uscire per primo si smorzer. Le suggerisco di usare un collare-guinzaglio (vedi Appendice, Collare-guinzaglio) per scoraggiare il comportamento di tirare, perch questo tipo di guinzaglio non richiede applicazione di forza. Se non c' competizione, il cane non pu vincere nulla. Se non vince nulla, non c' ragione di manifestare vittoria alzando la zampa per spruzzare urina.

Epilessia.
In caso di epilessia diagnosticata, non c' nulla che possa sostituire le cure del medico veterinario. Dunque se pensate di applicare al vostro cane un qualsiasi trattamento fra quelli proposti in questo libro, consultate prima il vostro veterinario. L'epilessia non  un problema comportamentale, si tratta di una malattia ereditaria. Tuttavia ho deciso d'inserirla in questa sede perch negli ultimi tre anni ho saputo che alcuni programmi di modificazione comportamentale studiati per cani epilettici, i cui proprietari mi avevano consultato per altri problemi, hanno comunque ridotto il numero di crisi e si sono dunque rivelati utili anche per alleviare le sofferenze portate da questa malattia. Come esempio vado a riportare un estratto di una lettera che ho ricevuto di recente: "Aveva ragione: Prinz era un capobranco, mi teneva letteralmente sotto controllo! I suoi dischi hanno avuto un effetto miracoloso (vedi Appendice, Terapia avversativa sonora). Certamente lei si ricorder di Prinz per la sua epilessia e la sua iniziale resistenza alla terapia sonora, dato che ovviamente non voleva essere retrocesso di grado. Ma cos  stato. Appena metto su il disco, Nero e Prinz si lasciano fare tutto quello che voglio. Prinz si ritira subito nella sua nuova posizione in cucina e Nero si siede in un istante. Ho notato che i cani si sentono pi sicuri e quindi domandano di meno, ma la cosa sconvolgente (miracolosa, ripeto)  che le crisi di Prinz sono diminuite drasticamente. In precedenza aveva sempre avuto una media di cinque crisi settimanali, mentre da quando  stato a consulto presso di lei ha avuto solo una crisi in 17 settimane. La ringrazio sentitamente anche da parte dei mie due Pastori Tedeschi".
I dischi menzionati nella lettera erano solo parte del programma che io avevo consigliato per Prinz e Nero e non credo che un controllo ancora pi intenso sul comportamento di un cane possa controllarne anche l'epilessia. La mia ipotesi  la seguente: da che mi ricordi, tra tutti i cani epilettici da me visitati non ne  mai capitato uno che mostrasse problemi di iperattaccamento ai proprietari; si trattava sempre di problemi relativi ad atteggiamenti dominanti. Se un cane  predisposto all'epilessia e in pi si fa carico delle responsabilit di leader del branco, questa responsabilit lo porr in una situazione di fortissimo stress (vedi Stress). Se il cane  costantemente stressato, aumentano i rischi di un attacco epilettico. L'unica cura valida contro lo stress  prendersi una vacanza. Sollevando il cane dal ruolo di capo noi gli concediamo una vacanza. La mia esperienza acquisita cane dopo cane mi ha confermato che le cure dei problemi legati allo stress hanno conseguenze positive anche sulle crisi epilettiche.

Ereditariet del comportamento.
Troppo spesso sento dire che un determinato soggetto non pu essere recuperato perch il padre e la madre erano uguali; con questo si vuole dire che il comportamento verrebbe acquisito geneticamente e sarebbe dunque immutabile, visto che i geni non si cambiano.  vero che i geni non si cambiano, ma i pattern comportamentali istintivi sono una cosa completamente diversa dall'ereditariet parentale.
I cuccioli imparano a una velocit incredibile durante le prime settimane di vita e in effetti intorno alle 7-8 settimane mostrano le onde cerebrali di un cane adulto. Tanti loro comportamenti sono copiati. Se una femmina  aggressiva con gli estranei,  probabile che i suoi cuccioli imitino il suo comportamento. Se quella stessa femmina  diventata aggressiva perch non adeguatamente socializzata in giovane et o perch le viene somministrata la dieta sbagliata, bisogna dire che il comportamento dei cuccioli non  stato acquisito geneticamente, ma  stato appreso. Un comportamento ereditato dai genitori  inalterabile; un comportamento ereditato attraverso un processo di apprendimento pu essere modificato.
Tutte le volte che un mio cliente mi dice che la madre si comportava allo stesso modo, se la madre non  presente nel mio studio io ipotizzo che il problema della madre poteva essere curato e che quindi anche il mio paziente potr esserlo. Se non adottassi questo tipo di approccio, ammetterei la sconfitta ancora prima d'iniziare e invece  una grande soddisfazione vedere che una cura funziona. Laddove riusciamo solo a tenere sotto controllo il problema, allora forse si tratta di trasmissione genetica.
Sono veramente tanti i cani inizialmente classificati come "tale padre, tale figlio" e in seguito completamente riabilitati e questo dimostra che siamo troppo precipitosi a incolpare la razza di appartenenza anzich considerare la nostra incapacit di gestire i cani.
Domanda:
Ho un Cocker Spaniel a pelo biondo di due anni molto possessivo, specialmente verso il cibo. La sua possessivit si esprime con tutto ci che riesce a procurarsi. Siamo intimoriti dalla sua aggressivit, anche se non  mai arrivato a mordere. Mi  stato detto che si tratta di una caratteristica ereditaria chiamata "sindrome collerica del Cocker" che si manifesta pi frequentemente nei soggetti a pelo biondo. Non vogliamo arrivare all'eutanasia, ma c' il rischio che morda qualcuno se non riusciamo a fermarlo. Mi pu dare qualche consiglio?
Risposta:
Sindrome collerica, che si manifesti nel Cocker o in qualunque altra razza, non significa nulla. A torto o a ragione, io definisco la rabbia come un'espressione di aggressivit improvvisa e violenta senza motivi apparenti. Lei invece mi dice che il motivo esiste ed  la possessivit. Afferma inoltre che il cane non ha mai morso, quindi, per quanto feroce,  controllato. A mio avviso l'aggressivit controllata per un motivo specifico non dovrebbe essere classificata come collera.
 vero che i Cocker Spaniel sono famosi per questa tipologia di comportamento, che comunque non si limita ai soggetti a pelo biondo. Sembra prevalere nei soggetti con il pelo di un unico colore (biondo, nero, rosso scuro, rosso) rispetto ai soggetti a pelo multicolore (nero e marrone, bianco e nero, blu roano).
Esiste una teoria secondo cui il colore del mantello sarebbe responsabile di un temperamento ardito e le credenze popolari inerenti alle persone dai capelli rossi, ai cavalli sauri e ai gatti con il mantello tartaruga sembrerebbero confermarla. Tuttavia, un temperamento fiero  diverso dalla "sindrome collerica". So che le associazioni di amatori del Cocker Spaniel finanziano tantissimi studi riguardanti le problematiche che affliggono questa razza e se questa sindrome fosse geneticamente acquisita io credo che il gene responsabile sarebbe gi stato identificato.
L'eventuale presenza di bambini nella casa potrebbe inavvertitamente incrementare l'aggressivit da possesso ponendoli in una condizione di rischio; ma se in casa non ci sono bambini, allora vale la pena tentare con le seguenti procedure:
1) cambiare la dieta consueta con un cibo completo da somministrarsi secco e a piacere del cane, vale a dire la ciotola deve essere sempre piena e sempre a disposizione. Dato che si tratta di cibo secco,  molto pi leggero del cibo in scatola e questo ridurr l'istinto di guardia. Inoltre significa che ogni approccio alla ciotola ha lo scopo di dare e non di prendere, come pensa il cane;
2) nascondere tutti i giocattoli, tranne uno, che verr fornito solo sotto stretto controllo da parte vostra e, una volta terminato il gioco, voi ne riprenderete il possesso. Procuratevi una corda leggera da addestramento da utilizzarsi durante questi giochi in modo che se il cane afferrer il gioco a mo' di trofeo, voi potrete gentilmente sottrarglielo: in questo caso, il giocattolo sottratto verr immediatamente riposto e il gioco dovr interrompersi. Se il cane sfugge al vostro controllo e riesce a impossessarsi di un oggetto qualunque, uscite dalla stanza facendo finta di niente, cio non accettate la sua sfida;
3) potrebbe essere necessaria una riorganizzazione della struttura del branco. Accertatevi che siano garantiti i privilegi adeguati al rango a cui il cane deve appartenere (vedi capitolo 3);
4) introdurre al cane una delle tecniche avversative sonore citate in Appendice: grazie a questo metodo si potr interrompere qualunque dimostrazione di possesso da parte del cane senza bisogno di ricorrere al confronto diretto con lui;
5) se in casa ci sono dei bambini, vi consiglio caldamente di chiedere al vostro veterinario d'indirizzarvi a uno dei membri dell'APBC che esaminer il vostro cane e vi indicher il programma di rieducazione pi adatto al vostro caso.

Eutanasia.
La morte di un pet  sempre una cosa triste, ma con gli anni impariamo ad accettarla. Decidere di sopprimere prematuramente la vita di un animale  orribile, ma ogni padrone responsabile ha il dovere di assicurare che il suo cane non soffra o perda la sua dignit solo perch il padrone stesso non ha avuto il coraggio di prendere la decisione estrema. Il motivo per cui ho scelto di parlare di questo argomento, a proposito del quale non ci sono domande e risposte come nelle altre sezioni, riguarda tutti quei lettori che si siano trovati nella situazione di dover decidere per l'eutanasia e che per questo si sentono colpevoli. Io stesso mi sono trovato a dover prendere questa decisione e ne ho sofferto tanto.
Un cane  l'unico tipo di amore che il denaro pu comprare e talvolta ci troviamo a ripagare questo amore a costo delle nostre emozioni. Le persone che esitano a decidere per l'eutanasia, lo fanno per due ragioni. La prima  egoistica: non sopporterebbero il dolore emotivo. La seconda  ridicola: gli umani hanno la tendenza a credere che tutto alla fine andr per il meglio. Le persone non esitano a firmare clausole esonerative della responsabilit se il loro cane necessita dell'anestetico per un intervento chirurgico e anche se la procedura burocratica  identica per l'eutanasia, solo in quest'ultimo caso diventiamo consapevoli del fatto che stiamo decidendo per il bene del cane. Quando i nostri cani hanno ormai perduto la dignit e la qualit della vita, noi dobbiamo aiutarli. Noi utilizziamo le nostre conoscenze superiori per tentare tutte le vie possibili per migliorarne le condizioni e prolungarne la vita. In fin dei conti, soltanto una persona pu prendere la decisione finale e la sua afflizione nel farlo  paragonabile solo all'amore che ha provato per il suo cane finch  rimasto in vita.  senza dubbio un bell'epitaffio.

Fiori di Bach.
Edward Bach fu un rispettato fisico, patologo, immunologo e batteriologo. Nel 1919 entr al London Homoeopathic Hospital. L'omeopatia  una terapia che si basa sulla teoria secondo cui una malattia pu essere curata da farmaci che provocano in un organismo sano sintomi analoghi a quelli del malato da trattare. Il farmaco viene somministrato in dosi minime se non addirittura infinitesimali, minimizzando quindi la potenziale tossicit degli effetti collaterali, molto pesanti nell'uso della pi parte dei farmaci allopatici (tradizionali). I principi su cui si basa questo tipo di terapia sono due:
1) la cura piace;
2) si entra in contatto con il paziente e non ci si limita a trattare la sua malattia.
Bach trov che questo sistema di cura fosse in linea con ci che egli aveva creduto per tutta la vita e cio che la maggior parte delle malattie fosse la manifestazione di una disarmonia all'interno della persona. Egli credeva che quando la persona ha una opinione positiva di s pu sconfiggere la malattia. Sapeva che i rimedi omeopatici consentivano questo tipo di approccio, ma sentiva che per le persone era difficile fare da s diagnosi e trattamento terapeutico. Era convinto che dovesse esistere un metodo pi semplice, adottabile tanto dagli addetti ai lavori quanto dai profani.
Nel 1928, durante un viaggio nel Galles, scopr che alcuni fiori selvatici avevano effetti benefici sulle persone. Per esempio, il mimulo (Mimulus guttatus), se somministrato a una persona timida o con una qualche fobia,  in grado di far superare paura e timidezza. Nel 1930, lasci il laboratorio che aveva a Londra per recarsi nel Southern England e di nuovo in Galles alla ricerca di altre sostanze che agissero in maniera naturale sui vari stati alterati della mente. Durante i suoi studi fino al 1936, anno della sua morte, egli scopr trentotto rimedi denominati fiori di Bach.
Questa cura  facilmente reperibile, poco costosa, non presenta pericolosi effetti collaterali e, cosa fondamentale per l'argomento trattato in questa sede, funziona a meraviglia sui cani. Se dal punto di vista medico non esiste nulla che possa sostituirsi alle cure del medico veterinario, per quanto riguarda il comportamentalista, che non tratta problemi organici, i fiori di Bach sono un ottimo trattamento per i cani fobici, paurosi e aggressivi. Sempre in collaborazione con i colleghi veterinari, ho potuto constatare di persona quanto siano di aiuto con i cani problematici.
Domanda:
Ho un Weimaraner maschio di tre anni che partecipa alle mostre canine.  andato tutto bene fino a sei mesi fa, quando  stato attaccato in pedana da un altro cane. Da quel momento, si comporta sempre bene finch non viene il momento di andare in pedana: allora diventa estremamente apprensivo: tiene la coda in dentro, la testa abbassata e le orecchie sembrano quelle di un elefante. Abbiamo provato di tutto per tirarlo su di morale, ma senza risultati. Nella classe di abilit torna a essere se stesso, quindi non si tratta di un problema di addestramento. Pu suggerirci una soluzione?
Risposta:
Dato che si tratta di un problema situazionale, l'addestramento non c'entra. Per quanto voi tentiate di riprodurre le condizioni dello show, lo spettacolo vero ha tutt'altra atmosfera e il cane conosco bene la differenza. Occorre qualcosa che vinca la sua apprensione e la sua paura di un nuovo attacco quando il cane si trova all'interno di quell'ambiente. I fiori di Bach sono l'ideale per questo tipo di problema: il tremolo (Aspen)  indicato per l'apprensione e le paure generiche, il mimulo (Mimulus) agisce contro la paura di cose conosciute, il cisto (Rock Rose)  indicato nel trattamento della paura acuta, del terrore e del panico. Queste sostanze possono essere usate anche in combinazione le une con le altre. Dovrebbe chiedere al suo veterinario d'indicarle un collega omeopata che le prescriver i rimedi opportuni al suo cane, ma non si preoccupi, i medici riusciranno a rimandare il suo cane in pedana pimpante come prima e con l'atteggiamento giusto.

Furti.
Vedi Gioco/possesso.

Gatti.
Tutti i cartoni animati ci mostrano cani che inseguono gatti e in effetti questo accade davvero. Perch i cani cacciano i gatti? Semplice, perch i gatti corrono. Inseguire i gatti  un'attivit divertente per il cane e raramente c' un reale intento predatorio. Quelle poche volte che un cane riesce a intrappolare un gatto, dopo non sa pi cosa fare. Se il gatto lo graffia sul naso e lo fa con una velocit di movimenti sette volte superiore alla velocit con cui il cane muove le mascelle, questi indietreggia permettendo al gatto di fuggire.
Sono numerosissimi i cani che imparano a convivere nella stessa casa con un gatto. Succede in migliaia di case, sfatando il luogo comune che cane e gatto siano acerrimi nemici. Il mio cane vive tranquillamente con due gatti, nonostante la nostra femmina di Jack Russell fosse considerata un'assassina di gatti quando la adottammo all'et di quindici mesi. I cani per convivono amichevolmente con i gatti di casa propria: se vedono un gatto nel giardino del vicino, la caccia ha inizio. I gatti scappano sempre e io a volte mi chiedo se si divertano tanto quanto si divertono i cani.
Domanda:
Ho adottato un Boxer di due anni che ho chiamato Tyson. Lo abbiamo da circa due settimane e si sta adattando molto bene. Il problema  che la nostra gatta di cinque anni non lo accetta e ha scelto di vivere fuori casa. Torna solo per mangiare e appena ha finito torna fuori. Come posso fare perch si accettino reciprocamente?
Risposta:
Non mi parlate dell'atteggiamento del cane verso la gatta, quindi devo assumere che non sia aggressivo nei suoi confronti, altrimenti me lo avreste accennato: il cane semplicemente la impaurisce. Ritengo che la vostra affittuaria di vecchia data, la gatta, senta violato il proprio territorio a cui resta per legata, dato che vi ritorna per mangiare; tuttavia, se non intervenite in fretta, le cose potrebbero cambiare. I gatti vivono dove meglio conviene loro e se la vostra gatta passa pi tempo dai vicini a causa di Tyson, pu essere che i vicini le si affezionino, inizino a darle da mangiare e sollecitino in questo modo un suo trasloco. Il gatto non ci appartiene,  il territorio ad appartenere a lui.
Occorre che voi ristabiliate i suoi diritti sul suo territorio. Il miglior modo  affrontare una stanza per volta. La prossima volta che la gatta arriva per mangiare, mettetela in una gabbia abbastanza grande da contenere la vaschetta con la lettiera, la ciotola dell'acqua e quella del cibo e assegnatele anche un'area separata dove dormire. Impedite qualunque interazione indesiderata con Tyson servendovi di uno dei metodi terapeutici di avversione citati in Appendice, escludendo il grido di allarme che potrebbe influire sulla gatta. Quello che dovete fare  cercare di stabilire il diritto della gatta a occupare tutte le stanze una per volta, senza che nessuno dei due animali dia inizio al gioco della caccia. Tyson, in quanto ultimo arrivato, deve imparare che a certe azioni corrispondono determinate reazioni, il gatto non  l per essere cacciato. Occorreranno due o tre giorni per ripristinare la residenza della gatta nelle stanze frequentate da entrambi gli animali, ma ne sar valsa la pena. Quando si tratta di gatti, bisogna subito decidere come muoversi, altrimenti i gatti faranno ci che pi  gradito loro.

Gelosia.
Si tratta di un sentimento caratteristico degli uomini e, contrariamente a quanto sembra, i cani non ne sono afflitti allo stesso modo. Certo, i cani spesso sono turbati dai cambiamenti di ambiente e reagiscono in modi strani che fanno pensare a reazioni di gelosia ma che in realt riguardano il loro modo di percepire l'ordine gerarchico del branco. Come esempio porter un caso recente di un cane che era stato sempre trattato dai padroni come surrogato dei figli, che si erano sposati ed erano andati via da casa. Il problema si presentava quando arrivava il nipotino: il cane diventava aggressivo tutte le volte che coccolavano il bambino o gli fornivano qualunque tipo di attenzione. Tutti pensarono che il cane fosse geloso e cos iniziarono a dedicargli maggiori attenzioni tutte le volte che il nipotino veniva a fare visita. Purtroppo la situazione peggior al punto che la figlia, timorosa per la sicurezza del bambino, ritenne opportuno chiudere il cane fuori dalla stanza per tutta la durata della visita presso i nonni. In realt, il cane era abituato a ricevere tutte le attenzioni su di s e percepiva il nipotino come una minaccia al suo rango perch il bambino si trovava sul suo territorio e godeva di maggiori privilegi.  da notare che quando i nonni insieme al cane facevano visita alla figlia, il cane non mostrava alcuna aggressivit verso il bambino. Questa  la differenza maggiore fra la gelosia umana e ci che esibiscono i cani: per il cane  quasi sempre una questione di territorio.
Dare maggiori attenzioni al cane quando il bambino era nei paraggi serviva solo a rafforzare l'opinione del cane di occupare un rango superiore, cosicch l'animale reagiva con maggiore forza ancora quando le attenzioni tornavano al nipote. I padroni faticarono a capire questo discorso, perch non riuscivano a operare una differenza fra il sentimento della gelosia e la razionalit della logica di branco secondo cui ogni rango ha i suoi privilegi. Il problema si risolse quando io dissi ai padroni di andare a casa e iniziare a coccolare un cuscino, baciandolo e accarezzandolo come se fosse stato un bambino. I padroni cos fecero e il cane attacc il cuscino. Era necessario demotivare il cane, cosa che si pot realizzare facilmente esaminando quei privilegi che spesso elargiamo inavvertitamente e di cui si  parlato nel capitolo 3. Questi privilegi furono gradualmente negati al cane per un periodo di circa due settimane, con il risultato che il cane divent molto pi tollerante alle attenzioni verso il bambino.

Giochi.
Tutti i cani imparano attraverso il gioco. Non sto parlando dell'apprendimento formale del tipo "al passo, stai, siedi e vieni", anche se un tipo d'insegnamento fondato sul gioco permetter al cane d'imparare molto pi velocemente. Sto parlando del processo d'apprendimento che serve per diventare un cane adulto.
I giochi preferiti dal vostro cane potete suddividerli nelle seguenti categorie:
1) giochi di forza: tiro alla fune, baruffa giocosa;
2) giochi di possesso: ruba il calzino, nasconde il giocattolo, sotterra l'osso;
3) giochi di caccia: ruba la scarpa e invita il padrone a ritrovarla; insegue la palla o il bastone e invita voi a tentare di riportarli indietro;
4) giochi per uccidere: scuote lo straccio, la ciabatta, il bastone.
Tutti questi giochi hanno lo scopo di stabilire dominanza e di rendere il cucciolo abile nella caccia e nell'uccisione. Tutti i cani fanno questi giochi, che sono del tutto istintivi. Gli umani giocano per divertirsi nel loro tempo libero, i cani giocano per imparare. Quindi  importante che noi comprendiamo il significato di questi giochi se vogliamo riuscire a giocare con i nostri cani.
I nomi dei giochi indicano le abilit coinvolte nel loro svolgimento. Nei negozi per animali si trovano in vendita giocattoli appositi per il tiro alla fune: una estremit viene tenuta in bocca dal cane e l'altra  tenuta in mano dalla persona. Quello che non riusciamo a capire  che il cane non si arrender mai quando gioca con noi. Se il gioco alla fune ha termine  perch ci  sfuggita di mano la nostra estremit o perch suona il telefono o perch il cane sta diventando aggressivo e sovraeccitato o qualcuno ha bussato alla porta. Altrimenti, la tenacia del cane  ammirevole e noi lo ricompensiamo lasciando andare la nostra estremit: in questo modo noi abbiamo accettato la prova di forza e abbiamo perso. Gi con l'acquisto del giocattolo progettato appositamente abbiamo incoraggiato la competizione.
Dopo aver vinto, il cane porter il giocattolo conquistato nella sua cuccia o nel suo angolo di casa preferito. Significa che ora quel oggetto  suo,  il suo trofeo di vittoria. Come le medaglie nelle gare umane,  un segno visivo di vittoria. Se noi non invitiamo il cane a questo tipo di gioco, lui impara a invitare noi. Per esempio, vi siete infilati un calzino e vi aggirate per la stanza alla ricerca dell'altro. Dov'? In bocca al cane. Vi avvicinate per prenderlo e il cane scappa via. Lo inseguite e alla fine riuscite a recuperare l'altro calzino. Avete vinto, ma voi state pensando che al cane piacciano i calzini, cos gliene regalate alcuni vecchi per giocare. Siccome sono vecchi, non li rivolete davvero indietro, quindi tutte le volte successive che giocherete a "prendi il calzino" sar il cane a vincere. Una variante del gioco di possesso prevede la vincita di oggetti di maggior valore. Se il cane prende un vecchio pezzo di legno o dei vecchi giornali, voi non dite niente. Ma se prende una delle vostre scarpe nuove allora dite qualcosa e inizia il gioco dell'inseguimento. Dopo un po', attraverso il tentativo e l'errore, il cane imparer esattamente quali sono gli oggetti che vi interessano e quali no. Per gli oggetti che vi interessano di pi sono anche quelli che portano il vostro odore pi intensamente e quindi una palla che sia stata nella vostra tasca diventa un articolo prezioso per cui il cane compete e che vuole vincere. In questo modo incoraggiamo i seguenti giochi: il gioco dell'"inseguimi", il gioco dell'"insegui i giocattoli-preda" e, conseguentemente, ulteriori giochi di possesso.  divertente osservare un cane mentre brontola e scuote un oggetto. Anche i padroni alle prime armi riconoscono in questo un gioco per imparare a uccidere. Anche in questo caso, dato che ci divertiamo, soprattutto se il cane  giovane, incoraggiamo questo tipo di gioco. Gli regaliamo uno straccio con un nodo a una estremit, guardiamo il cane mentre uccide lo straccio e poi lo sfidiamo tentando di portarglielo via come invito al gioco. Non c' verso che il cane lo molli, pur essendogli appena balzato sopra e avendolo appena ucciso; da parte nostra, noi non desideriamo lo straccio, stiamo solo giocherellando con il cane, ma lui questo non lo sa e vince di nuovo. Ricapitolando, il cane ha inseguito, buttato a terra, ucciso, sfidato e vinto. Siamo sicuri che fosse quello che volevamo insegnare al nostro cane?
Per molti cani non fa differenza: giocano per il gusto di farlo e non traggono vantaggi dal rango superiore conquistato con le vittorie conseguite in questi giochi. Tuttavia, se avete dei problemi con il vostro cane, allora dovete seriamente considerare quanto importanti siano le attivit di gioco nel suo quotidiano, chi fra voi e il cane inizia per primo e chi di solito vince.
Domanda:
Ho una femmina di Lakeland Terrier di dieci mesi che si mostra ancora molto sottomessa a tutti i membri della famiglia. Se qualcuno lascia cadere qualcosa o alza la voce, lei corre a nascondersi e quando entriamo nella stanza viene verso di noi mestamente e urina come quando era cucciola; anche quando proviamo a giocare con lei, si limita a girarsi sulla schiena. Non mi sembra un cane nervoso, dato che fa cos solo con noi e non con gli estranei. Quando abbiamo ospiti, questa situazione diventa imbarazzante, perch pu sembrare che la picchiamo, cosa naturalmente non vera. Pur sapendo che era la pi timida della cucciolata, pensavamo che crescendo il suo carattere sarebbe migliorato. Pu darci qualche consiglio per farla diventare pi fiduciosa?
Risposta:
Proprio perch era la pi timida della cucciolata, avr perso sempre tutti i giochi di competizione che i cuccioli inscenano fra loro: tiro alla fune, gioco del possesso, baruffe giocose e gioco di chi riesce ad accaparrarsi il cibo migliore e il posto migliore per dormire. Il vostro cane avr finito col non essere pi in competizione e con il rassegnarsi a succhiare dal capezzolo meno lattifero e a dormire ai margini del gruppo dei cuccioli. Normalmente, quando un cane timido viene inserito in un ambiente nuovo, la sua confidenza poco a poco aumenta perch inizia a vincere alcuni dei giochi che gli vengono proposti e perch i nuovi padroni gli concedono privilegi che lo promuovono di rango e aumentano la sua autostima. Di solito, io sconsiglio i miei clienti dall'elargire privilegi: se fanno giochi di competizione con il loro cane, devono essere sicuri di uscirne vincitori ed evitare che sia il cane a trionfare. Nel vostro caso, consiglio esattamente l'opposto. Il motivo per cui la vostra cagnetta non gioca con voi  che  sicura di perdere.
Gli ospiti che vi vengono a trovare non fanno parte del suo branco, quindi lei pu competere con loro in maniera normale perch non sono suoi pari. Tutti i membri della sua famiglia sono diventati un'estensione della sua prima esperienza di ordine gerarchico:  una cosa che pu accadere, specialmente se andavate a trovarla spesso quando ancora prendeva il latte dalla madre. Occorre aumentare la sua fiducia. Iniziate con un gioco di alcuni secondi che utilizzi un giocattolo o uno straccio per il tiro alla fune.
Non aspettatevi che inizi immediatamente a tirare: non lo far perch sar convinta di perdere. Se per arriva a mettere i denti sull'oggetto, voi lasciatelo e andate via. Nel ripetere queste fasi alcune volte, i suoi sforzi diventeranno pi convinti man mano che crescer la sua fiducia. Per un breve periodo di tempo, tutti i membri della famiglia dovranno perdere i giochi di competizione. Pi volte vincer, meno si mostrer sottomessa a voi, ma attenzione! Dovete raggiungere un buon equilibrio, non assecondatela troppo per evitare l'effetto opposto (vedi Dominanza).

Gioco/possesso.
I cani imparano attraverso il gioco e la ricompensa. I giochi dei cuccioli hanno lo scopo d'insegnare loro quelle abilit richieste nella caccia e nell'uccisione della preda (vedi capitolo 5, Inseguimento). Appostarsi, balzare addosso e mordere per gioco sono tutte attivit che simulano la caccia. I cuccioli intraprendono anche giochi competitivi e di dominanza del tipo della rissa giocosa e del tiro alla fune: il vincitore del tiro alla fune si aggiudica il trofeo giocattolo, si tratti di un bastone o di un calzino, che verr subito portato nella cuccia o nell'angolo preferito della stanza o del giardino. A volte i cuccioli si creano un riparo sotto al tavolino o sotto al letto dove nascondono tutti i loro premi. Pi sono i premi che si aggiudica, pi il giovane si ritiene di rango elevato. Per questo motivo  normale che un cane con molti giocattoli sempre disponibili all'interno della casa diventi molto possessivo all'interno di questo ambiente, specialmente quando arrivano ospiti. La zona in cui gli viene permesso di tenere i suoi oggetti diventa la zona in cui manifesta gli atteggiamenti dominanti. Ovviamente non tutti i cani seguono automaticamente questi stessi pattern: ci sono cani che possiedono un mucchio di giocattoli che pur tuttavia non creano alcun problema.
In teoria, i cani che mostrano predisposizione a problemi di dominanza non dovrebbero avere l'opportunit di vincere contro i padroni facendo giochi competitivi. Dunque, se pensate che potreste perdere, evitate di giocare, poich, sappiate, il cane gioca per vincere, non per partecipare. Molti dei miei clienti ritengono erroneamente di uscire solitamente vincitori da giochi di forza del tipo del tiro alla fune: quando io domando loro che cosa facciano del giocattolo-trofeo dopo averlo conquistato e tolto dalla bocca del cane, essi immancabilmente mi rispondono che lo gettano al cane o lo lasciano cadere a terra. Quando io dico: "Allora alla fine  il cane ad avere vinto!", il proprietario realizza che il vero vincitore  colui che si impossessa materialmente del trofeo.
A un cane dominante verranno tolti tutti i giocattoli tranne uno, con cui potr giocare solo quando sarete voi a deciderlo. Far vincere il gioco e prendere possesso di quel giocattolo  un buon modo per demotivare il cane e promuovere voi stessi di grado ai suoi occhi.  bene ricordarsi sempre che se gli umani giocano per divertirsi, non  lo stesso per i cani: nel praticare il gioco dello scuotimento di un oggetto non fanno altro che mettere in pratica la tecnica di uccisione; se giocano con voi al tiro alla fune, stanno mettendo alla prova la vostra forza e cercando di promuovere il loro rango vincendo e, soprattutto, trattenendo in bocca il trofeo.
Domanda:
Inizio a pensare che il mio cane soffra di cleptomania. Nonostante possegga numerosi giocattoli, con cui peraltro gioca raramente, insiste nel rubare le mie cose. Calze, guanti, borsette, biancheria, non faccio in tempo ad appoggiare qualcosa che lui l'ha gi afferrata e portata via. Se provo a togliergli l'oggetto di bocca, mi ringhia e serra ancora di pi i denti. L'unico modo per recuperare le mie cose  di aspettare che lui le lasci nella cuccia e, mentre io lo distraggo con un bocconcino, un'altra persona in casa va a recuperare il maltolto. Perch si comporta cos e cosa si pu fare perch smetta?
Risposta:
Il comportamento del suo cane  un'affermazione di rango e prima di pensare a come farlo smettere, dovremmo esaminare perch egli sceglie di prendere i suoi oggetti quando ne ha gi cos tanti di sua propriet. Innanzitutto, proprio perch lui possiede tanti oggetti si ritiene in diritto di prendere tutto ci che vuole. Probabilmente ha imparato che se prende uno dei suoi giocattoli, nessuno gli d attenzione e quindi non sa che farsene.
Invece, appena afferra qualcosa di valore, tutti arrivano a sfidarlo per accaparrarsi quella stessa cosa e questa  l'attivit ludica a cui il cane voleva arrivare. Se il cane si conquista regolarmente un vostro oggetto e voi tentate di sottrarglielo, ringhia per rimettervi al vostro posto e sarebbe meglio che voi gli deste retta, dato che la sua mascella si muove pi rapidamente delle vostre mani. La sua cleptomania  in realt frutto di un comportamento che voi avete insegnato al cane la prima volta che lui ha afferrato qualcosa di vostro per cui voi avete reagito e vi siete uniti a lui nella sfida di conquista di quello stesso oggetto. Probabilmente, prima che si verificassero questi episodi, il cane aveva gi tentato di coinvolgervi in una baruffa giocosa con uno dei suoi giocattoli ma voi eravate troppo indaffarati per notarlo. Pi numerose sono le sfide che vince e pi diventa aggressivo nel fare questo tipo di gioco, dato che riceve persino una ricompensa aggiuntiva che consiste nel bocconcino che gli viene offerto dopo la conquista di un ennesimo oggetto. Occorre assolutamente invertire i ruoli. Togliete tutti i giocattoli senza che il cane vi veda, in caso contrario penserebbe a una vostra sfida nei suoi confronti: la prima tappa nella risoluzione del problema  di evitare che abbia un dispiego di trofei intorno a lui a ribadire il suo rango di leader. Dovreste poi scegliere uno tra i suoi giocattoli da tenere come ricompensa quando il cane fa quello che voi gli chiedete. Dovreste inoltre attaccare al suo collare una sottile cordicella da addestramento, in modo che, nel caso dobbiate separare cane e oggetti, non dobbiate strapparglieli di bocca ma possiate allontanare l'animale gentilmente, senza strattonarlo. Con questo metodo, dopo che il cane si  meritato il suo giocattolo come ricompensa, voi poi lo riprenderete fino alla prossima volta che lo dovrete premiare di nuovo. Per alcuni giorni dovrete lasciare alcuni oggetti ritenuti interessanti per il cane collocati in posti strategici in cui avrete collocato una trappola con un deterrente acustico o un sapore sgradito (vedi Appendice: Altri metodi avversativi). Ogni volta che il cane prover a prendere uno di questi oggetti, ricever una reazione spiacevole e lo lascer andare. A questo punto lo tirerete indietro con gentilezza tramite la cordicella e sarete voi a prendere possesso di quello stesso oggetto. Il risultato consiste nel fatto che tutte le volte che il cane intraprende una sfida, voi ne uscite vincitori e pi voi vincete, minore sar il suo desiderio di continuare a sfidarvi e la sua cleptomania si risolver. Questa procedura dovrebbe essere messa in atto congiuntamente a un programma di riduzione del livello di rango e allo scopo il capitolo 3 descrive come operare.

Guardia (fare la).
Per molte razze canine, fare la guardia  un istinto naturale e probabilmente  stata proprio questa utilissima attitudine a incoraggiare il legame uomo-cane. Quando gli uomini preistorici si stringevano intorno al fuoco, i cani selvatici che restavano ai margini, cibandosi degli scarti degli uomini, avvertivano quando qualcuno si avvicinava. Gli umani probabilmente incoraggiarono i cani a seguirli negli spostamenti alla ricerca di selvaggina, lasciando tracce di cibo dietro di loro man mano che si spostavano. Forse un bambino trov dei cuccioli smarriti o abbandonati e li port con se all'accampamento per allevarli, creando cos i primi cani da guardia domestici. L'utilit dei cani come ausilio nella caccia  stata scoperta pi tardi. A tutt'oggi non  cambiato nulla, a parte le dimensioni del cane, infatti uno dei motivi principali per cui continua la relazione uomo-cane sta proprio nella caratteristica del secondo di dare l'allarme. Durante i miei anni di addestratore professionista di cani, uno scassinatore una volta mi disse che non erano le dimensioni dei cani a preoccuparlo, ma il fatto che i cani abbaiano al pi piccolo rumore svegliando tutti. A volte, questo istinto naturale diventa un problema, specialmente se il cane inizia a fare la guardia alle cose contro i familiari con cui vive o difende i membri della famiglia dagli invitati o dalle persone che rivolgono loro la parola. In tutti i casi di questo tipo, il cane ha raggiunto lo status di leader e si sente investito del ruolo di decisionista e protettore, anzich coprire il ruolo subordinato di sentinella e guardiano. Se il vostro cane appartiene a questa categoria, vi sar utile il capitolo 3. Problemi d'istinti di guardia esagerati possono nascere da una molteplicit di situazioni.  ovvio che deve essere rispettata l'inclinazione naturale tipica di ciascuna razza, cio bisogna che un cane di una razza da guardia possa esprimere liberamente questa attitudine, tuttavia il padrone deve essere sempre presente a esercitare il controllo.
Sapendo che pu inavvertitamente capitare che promuoviamo il nostro cane a un livello pi alto di quello che avremmo voluto, bisogna comunque considerare altri fattori, per esempio l'ereditariet nel comportamento. Se i genitori sono entrambi dei cani da guardia aggressivi, allora non c' molto che voi postiate fare per smorzare questa attitudine nei loro figli. Anche la dieta deve essere esaminata: il caso di Arthur, riportato nella voce Dieta  un esempio classico di quanto l'alimentazione possa influenzare un cane.
Il comportamento appreso  un altro fattore molto importante. La maggior parte dei cani sviluppa il naturale istinto da guardia raggiungendo la maturit, senza che occorra insegnare loro nulla e, siccome molte persone adottano un cane con l'intenzione che faccia la guardia, sono i padroni stessi a incoraggiare e a non smorzare nel loro cane gli atteggiamenti di aggressivit. Purtroppo capita che a forza d'incoraggiare l'animale, questo istinto sfugga al controllo e dia inizio a situazioni problematiche. In questo caso, potranno essere usate le tecniche avversative citate in Appendice. La mancanza di socializzazione in giovane et evolver per forza in una mancanza di fiducia e in tal caso il cane esibir l'atteggiamento di guardia non per proteggere noi, ma per proteggere se stesso.
Mai dimenticare comunque che la naturalit di questo istinto deve essere considerata una attenuante. Se il cane appartiene ad una corpulenta razza da guardia e se le sue attitudini sono state incoraggiate fin da quando era piccolo, se ha acquisito il ruolo di leader nell'ambito della famiglia e se per giunta segue una dieta inadeguata, be' allora in questo caso il padrone ha un grosso problema, ancorch risolvibile. Questi sono i fattori da considerare prima d'intraprendere un programma terapeutico atto a riportare sotto controllo il comportamento di un cane.
Domanda:
Perch il mio cane, Becky, porta tutti i giocattoli nella cuccia e fa loro la guardia, poich non ci gioca mai, mentre l'altro cane, Sally, sceglie tranquillamente un giocattolo alla volta e lo porta nella cuccia per giocarci e masticarlo? A volte Becky diventa cos scontrosa che si avvicina a Sally abbaiandole contro perch pretende il suo giocattolo. Inoltre, se Sally per un qualche motivo abbandona il suo giocattolo, Becky arriva di corsa e lo afferra per portarlo nella sua cuccia e fargli la guardia. Becky e Sally sono sorelle e sono state sempre trattate allo stesso modo, allora perch sono cos diverse?
Risposta:
Non  insolito per due cani della stessa cucciolata essere molto diversi tra loro. Se fossero simili, potrebbe verificarsi una lotta costante per l'acquisizione dello stesso rango all'interno del gruppo. Questo  esattamente ci che fa Becky quando bada ai suoi giochi come se fossero trofei. Becky sta chiaramente avvertendo Sally di essere lei ad occupare il rango pi alto e di avere quindi il diritto a possedere tutto ci che vuole. Sally ovviamente capisce l'avvertimento, e se cos non fosse litigherebbero in continuazione per ogni giocattolo. Se lei nascondesse tutti i giocattoli, Becky troverebbe qualche altro modo per esibire di fronte a Sally il suo rango maggiore e la cosa potrebbe diventare ancora pi spiacevole.
Se Becky protegge i giocattoli soltanto da Sally e non anche dai componenti umani della famiglia, al posto suo lascerei che fossero i cani a stabilire liberamente e con tranquillit i loro ruoli reciproci senza correre il rischio di causare scontri fisici. E, mentre lei osserva in azione un comportamento canino perfettamente normale, provi a pensare come sarebbe bello se gli uomini fossero in grado di fare la stessa cosa, cio confrontarsi e poi mettersi d'accordo senza ricorrere alla violenza.

Guinzaglio (educazione al).
Insegnare al cane a camminare al guinzaglio  il problema pi complesso, dopo quello della pulizia, che un padrone deve affrontare. Molti cani non vengono messi al guinzaglio finch non arriva l'occasione di andare a passeggio per il mondo esterno. Tuttavia, un cane che vede per la prima volta il mondo intorno a lui  talmente impegnato a fronteggiare tutta una serie di nuove e strane esperienze che  veramente troppo aspettarsi da lui che riesca anche a fronteggiare la sensazione di sentirsi tirare per il collo. Di solito tentano di scappare sentendosi molto a disagio e questo non solo pu renderli timorosi, mai pu compromettere in maniera radicale la loro voglia di uscire dall'ambiente casalingo. La voce Socializzazione fornisce alcuni consigli su come rendere fiducioso un cane quando deve uscire dalla sua abitazione-tana, mentre ora ci limiteremo ad affrontare la questione di come fargli accettare il guinzaglio. L'educazione al guinzaglio dovrebbe iniziare nel momento in cui il cucciolo viene introdotto nella nuova famiglia, ma invece di limitarsi a fargli indossare il guinzaglio e aspettarsi che impari che quell'attrezzo  senza via di fuga, cerchiamo di affrontare questa novit in maniera non stressante.
Fate indossare al cane collare e guinzaglio mentre un altro membro della famiglia gli prepara il pasto. Portate l'animale nel punto pi lontano della stanza rispetto al cibo, ponete la ciotola sul pavimento, conducete verso il cibo il cane e tenetelo al guinzaglio mentre mangia. Mentre aspettate che un familiare torni a casa, fate indossare il guinzaglio al cane e tenetelo lontano dalla porta. Quando la persona arriva, conducete il cane a salutarla tenendolo al guinzaglio. In questo modo, guinzaglio e collare diverranno preludio a situazioni piacevoli e positive e, quando arriver l'et per uscire di casa per vedere il mondo, il cane li indosser volentieri e sar gi abituato alla strana contenzione.
Tengo a precisare che mi riferisco al collare a fibbia e non a strozzo e le ragioni di questo sono spiegate alla voce Collare a strozzo.
Domanda:
Il mio cane ha la fobia del guinzaglio. Quando lo prendo in mano, lui, invece di precipitarsi alla porta, corre a nascondersi. Non  che non gli piaccia uscire e infatti  ben contento di andare a passeggio con me quando non prendo il guinzaglio, ma il problema  che viviamo in una zona molto trafficata in cui il collare  necessario. C' un modo per aiutarlo a vincere questa paura? Si tratta di uno Staffordshire Bull Terrier di dieci mesi.
Risposta:
Senza dubbio la fobia risale all'iniziale introduzione del cane al guinzaglio quando era cucciolo. Se si  divincolato,  possibile che si sia fatto male e che ovviamente abbia dato la colpa di questo a quel nuovo oggetto che lo infastidiva. La cosa migliore da fare  eliminare il guinzaglio attuale e sostituirlo con uno estensibile o viceversa se quello attuale  gi estensibile. Bisognerebbe anche che per un breve periodo il collare fosse sostituito con una pettorina e iniziare a portare fuori il cane uscendo da una porta diversa. Cambiando tutte le circostanze e i particolari inerenti alla rituale preparazione per la passeggiata sar possibile desensibilizzare il cane all'intera procedura. Dopo di che sar possibile tornare alle vecchie abitudini una volta per tutte (vedi Sensibilit).

Imbrancare.
E' bellissimo guardare un cane da pastore al lavoro. Non occorre portarlo presso un allevamento per osservarlo, basta andare al parco o addirittura osservare il suo comportamento all'interno della casa. Raggruppare in branco  un istinto naturale comune a tutti i cani, ma risulta particolarmente spiccato in alcune razze. Ai miei clienti io chiedo sempre: "Quando lasciate il cane libero di correre nel parco, lui si allontana da voi?"; raramente la risposta  s. Il pi delle volte mi viene risposto che se si allontana, e comunque mai troppo, torna indietro a controllare che i padroni lo stiano seguendo per poi correre via di nuovo. Quando domando loro di descrivere il comportamento del cane nei dettagli, essi rispondono in generale che il cane corre via, torna indietro e li oltrepassa da un lato per poi correre via dall'altro lato e aggiungono che il cane mantiene questi atteggiamenti per tutta la passeggiata. In realt il cane non controlla che i padroni lo stiano seguendo, ma li sta portando a camminare raggruppati in branco.
L'imbrancare durante una passeggiata  un tipico segnale di cane dominante, a meno che non si tratti di un cane appartenente a una razza da pastore che allora passa vicino alle persone in questo modo per un fortissimo istinto specifico di quella razza. Mi viene raccontato che in casa, questi stessi cani seguono il padrone dappertutto, ma di nuovo, se io chiedo di essere pi precisi nel resoconto, emerge che in questi frangenti il cane non segue, ma si trova in testa al padrone. Gli ospiti che arrivano ricevono lo stesso trattamento da parte di questi cani che in questi momenti esibiscono un comportamento che i padroni confondono con la socievolezza. In realt, i cani stanno limitando la libert di movimento degli ospiti, che  appunto lo scopo di raggruppare in branco.
In genere questo comportamento non cade nelle categorie dei problemi, ma se accade che padroni e cani arrivino da me, di solito gli atteggiamenti assunti all'interno dello studio possono dividersi in tre gruppi fondamentali:
- i cani che esibiscono problemi legati all'ansia, come sporcare in casa, distruttivit, abbaiare e ululare in modo prolungato, tenderanno a restare molto vicini ai membri della famiglia;
- i cani che esibiscono problemi di dominanza di natura protettiva si metteranno a cuccia fra me e i familiari, tenendo per gli occhi puntati su di me. In alternativa, si metteranno vicino alla porta;
- i cani che imbrancano i padroni e manifestano problemi di dominanza passiva si metteranno tra me e i familiari, guardando continuamente questi ultimi. Sono i cani che nelle prove attitudinali ottengono 10 su 10 per il recinto (raggruppare delle pecore all'interno di un recinto).
Questi sono comportamenti prevedibili. Negli anni, osservazione dopo osservazione, sono arrivato a disporre i mobili del mio studio in maniera da permettere a ogni tipologia di cane di comportarsi nel modo che pi desidera. All'inizio pensavo che analogie di comportamento fossero soltanto coincidenze, oggi so che non  cos e proprio il modo di comportarsi del cane mi aiuta a confermare la diagnosi che ipotizzo in base alle risposte che mi vengono date.
L'attitudine di raggruppare in branco dunque non  limitata ai Collie e alle razze simili, anche se in questi cani  molto pi evidente ed  accettata come normale. Tutte le razze di cani in qualche misura mostrano questo comportamento, specialmente se il cane all'interno della famiglia riveste un ruolo dominante. Il capitolo 3 fornisce alcune informazioni su come ridurre questo comportamento nei casi in cui sia diventato un problema.
Domanda:
Sono molto dispiaciuto per Blue, il mio Border Collie di quattro anni: passa tutto il tempo a tentare di raggruppare in branco le ombre sul muro o sul pavimento, i pesci rossi del laghetto o i nostri due gatti. Se lo blocchiamo mentre sta raggruppando gli uni, fila dritto sugli altri. Non importa quanto esercizio fisico gli facciamo fare, appena torna a casa si rimette al lavoro. Ci dispiacerebbe perderlo, ma crediamo che sia ingiusto tenere in casa un cane che si comporta tutto il giorno come se stesse con le pecore al pascolo.
Risposta:
Innanzitutto, sarebbe molto difficile riuscire a trovare un allevatore che accettasse di adottare come cane da pastore un soggetto di quattro anni, dato che in genere vengono preferiti i cuccioli da allevare insieme a un cane pi anziano che mostri loro come si svolge questa mansione. In secondo luogo, perch preoccuparsi? Ammesso che compia un adeguato esercizio extra-territoriale, a casa non fa altro che manifestare la propria attitudine a questa mansione mettendoci il massimo dell'impegno, proprio come la persona che ha la certezza di fare un buon lavoro, impedirlo in questo comportamento creerebbe una situazione di frustrazione che diventerebbe fonte di problemi. Se la cosa non preoccupa i gatti, i pesci rossi, le ombre e voi, potete stare tranquilli che mettere Blue tra le pecore non lo farebbe sentire pi realizzato, perch il suo compito rimarrebbe sempre lo stesso. Invece a me sembra che il vostro cane sia molto pi fortunato di tanti altri cani domestici: almeno ha la possibilit di sfogare il suo istinto e sono sicuro che quando  al lavoro si sente assolutamente felice.

Incentivo
Per molti anni presso le scuole di addestramento era di gran voga la convinzione che usare il cibo durante le lezioni di educazione equivalesse al reato di subornazione. I sostenitori di questa idea hanno dunque sempre fatto ricorso a giocattoli e a premi fisici e verbali. Dov' la differenza? Si tratta sempre d'incentivi finalizzati a ottenere un certo comportamento. Io spesso pongo questa domanda: se fosse pagato una settimana s e una no, nella settimana no andrebbe a lavorare? La risposta  ovviamente negativa e dunque sarebbe corretto considerare i salari come un mezzo di corruzione?
Poniamo che il vostro cane sia placidamente addormentato davanti al camino. Voi prendete il tagliaunghie e lo chiamate; la sua reazione sar probabilmente quella di far finta di non sentire. Se insistete, lui si alzer e vi si avviciner lentamente tenendo le orecchie abbassate, specialmente se in passato il tagliaunghie gli ha fatto male. Se invece prendete in mano il guinzaglio e lo chiamate, si precipiter da voi in un attimo. La differenza sta nella ricompensa che il cane si aspetta: come incentivo, il guinzaglio funziona meglio. Da questo consegue che l'utilizzo di un incentivo basta a ottenere il risultato. Nel caso non si possano usare premi e giocattoli per mettere un cane al lavoro, rifiutare di utilizzare bocconi di cibo perch questo potrebbe corrompere il cane  un atteggiamento molto stupido. Se per il cane il cibo  una motivazione, usatelo.
La principale differenza tra un incentivo e una ricompensa sta nel fatto che il primo  atteso (un bocconcino, una carezza), la seconda no (il metodo della ricompensa sar discusso pi avanti alla voce Rinforzo e punizione). L'incentivo viene usato quando si effettua un esercizio per la prima volta, per esempio quando s'insegna al cucciolo il richiamo. Se si mostra al cucciolo un bocconcino, un giocattolo o simili e poi lo si chiama, il cucciolo ha una motivazione visiva per venire da voi; alla fine sar in grado di legare la parola di comando con l'azione e l'incentivo potr essere eliminato.
Un classico esempio di utilizzazione dell'incentivo si trova alla voce Coercizione, quando si risponde sul modo migliore per rieducare un cane a stare gi dietro comando.

Innato.
Vedi Ereditariet del comportamento.

Inseguimento.
Come abbiamo visto alla voce Gatto, tutti i proprietari di cani sanno quanto l'istinto dell'inseguimento sia sviluppato in questi animali e in alcune razze particolarmente. Prima di decidere come correggere un problema di comportamento indesiderato di inseguimento, occorre individuare due elementi basilari:
1) il cane insegue per il gusto di farlo?
2) c' un intento predatorio, vale a dire c' la volont di uccidere?
Se si tratta solo del divertimento d'inseguire, allora dobbiamo reindirizzare il divertimento verso un passatempo pi accettabile. Per esempio, se al cane piace rincorrere la palla ma il problema di comportamento sta nel fatto che insegue le persone che fanno jogging, dobbiamo distogliere il suo desiderio di divertirsi a inseguire i corridori e reindirizzarlo verso l'inseguimento della palla.
Se il problema di comportamento sta in un intento predatorio, dobbiamo considerare ulteriori criteri:
1) si pu evitare l'interazione con la vittima (per esempio nel caso di pecore?);
2) intensificare il controllo e migliorare l'addestramento riducono il problema laddove non possa essere evitato?
3) siete disposti ad affrontare una terapia avversativa o propendete per l'eutanasia?
Gli inseguitori per divertimento di solito hanno un giocattolo preferito che amano andare a recuperare se voi lo lanciate. Consentendo al cane di prendere possesso di questo giocattolo e facendo questo gioco soltanto mentre siete fuori a passeggiare e specialmente all'avvicinarsi di una persona che sta facendo jogging, voi soddisferete l'istinto d'inseguimento del vostro cane proprio nell'area dove era diventato un problema, cio fuori casa. In casa i giochi sono sempre disponibili, pertanto il cane pu fare il gioco dell'inseguimento ogni volta che vuole. Quando il cane esce a passeggio, in giro, come giocattoli disponibili ci sono soltanto le persone che fanno jogging e il tempo che il cane pu giocare con loro  limitato. Limitando al momento della passeggiata il gioco dell'inseguimento della palla e interrompendo ogni tentativo d'inseguire qualunque altra cosa (vedi Appendice, Terapia avversativa sonora), riuscirete in breve tempo a reindirizzare il comportamento. L'avversione sonora funzioner meglio se vi farete aiutare da un amico che faccia la parte del corridore e controlli l'emissione del suono.
Anche gli inseguitori predatori possono essere curati con l'analoga terapia avversativa con i suoni, ma in questi casi raccomando di non incoraggiare in alcun modo l'istinto d'inseguimento. Questi cani non considerano la palla come qualcosa da inseguire semplicemente, ma come qualcosa da gettare a terra e uccidere. Il modo in cui balzano, scuotono e stanno addosso a qualunque cosa gli venga loro gettata mostra la differenza che intercorre fra questo tipo di cani e quelli che inseguono per divertimento. Nel caso di un inseguitore predatore, si tratta di un istinto che va scoraggiato assolutamente. Se il vostro cane appartiene a quest'ultima categoria, dovete chiedervi: "Se gli lancio la palla, sono in grado di fermarlo quando  gi a met strada nel rincorrerla?"; se la risposta  no, allora potreste non riuscire a fermarlo nel caso si metta a rincorrere una pecora. Anche qui dovremo reindirizzare il comportamento, ma questa volta la ricompensa verr data tutte le volte che il cane non intraprender la corsa di inseguimento. L'istinto predatorio  legato all'attivit di procurarsi il cibo, quindi il cibo deve essere la ricompensa, che inizialmente sar una parte della razione giornaliera per diventare successivamente solo un bocconcino, senza farne un uso smodato. Il cane dovrebbe indossare un guinzaglio estensibile, cosicch voi possiate negargli, se necessario, il premio di caccia. Appena il cane si lancia all'inseguimento della palla, si emette il suono di avversione. Quindi richiamate il cane verso di voi e premiatelo. Questa sequenza dovr essere ripetuta fintanto che il cane ritorner di sua volont quando sentir il suono avversativo. Alla fine, tutte le volte che verr lanciato un oggetto, il cane dovr scegliere di tornare da voi piuttosto che gettarsi all'inseguimento dello stesso. Che ci crediate o meno, con l'aiuto di un oggetto (per esempio la palla) e in una determinata area di spazio,  un risultato che si pu raggiungere abbastanza velocemente. La tappa successiva consiste nel cambiare area di spazio ottenendo sempre lo stesso risultato. Dopo di che si cambia ancora area fino a che il cane apprender il principio per cui se qualcosa si muove velocemente, l'inseguirla diventa spiacevole, mentre il non inseguirla procura una ricompensa. Questo principio deve valere per palle, bastoni, biciclette, automobili e qualunque altra cosa, prima di porre nuovamente il cane di fronte a una pecora. In questo caso vi occorrer la presenza di un'altra persona che metta in pratica la terapia avversativa che ha avuto successo fino a quel momento. Bench in generale le tecniche avversative sonore siano usate per rendere spiacevole una certa azione, nel caso degli inseguitori predatori di pecore occorre che il cane s'impaurisca all'idea d'inseguire. Se siete riusciti a controllare l'istinto d'inseguimento nei confronti di tutti gli altri oggetti, dovrebbe risultare efficace intensificare la reazione di avversione per le pecore. Esiste una scuola di pensiero che usa la stessa tecnica sia con gli inseguitori per divertimento sia con quelli che inseguono per predare. Tuttavia, nel caso dei predatori, io preferisco reindirizzare l'intero comportamento verso il cibo.
Molti credono che il modo giusto per fermare i predatori di pecore sia di legare il cane in un recinto insieme a un ariete. Prima di tutto bisogna trovare qualcuno con un ariete disposto a cooperare e di solito  un contadino che abitualmente possiede un metodo chiamato fucile che risulta molto pi efficace nel dissuadere un cane dal continuare a cacciare le sue pecore. Senza dubbio in passato il metodo dell'ariete  stato usato con successo, ma non funziona sempre, c' il rischio che i due animali si feriscano gravemente e comunque l'ariete attacca perch non pu scappare, cio da una risposta di paura. Che il vostro cane sia predatore o meno, la cosa migliore  evitare qualunque interazione con eventuali pecore. Non sempre  il cane a danneggiare le pecore, spesso sono queste ultime a ferire il cane quando vengono prese dal terrore e dal panico nel vederlo correre contro di loro. Una pecora spaventata entra di corsa in recinti, fossi e pantani e gli allevatori possono registrare un danno economico se le femmine gravide abortiscono in una situazione di forte stress originata dall'essere inseguite da un cane. Se non  l'allevatore a sparare al cane, potrebbe essere il tribunale a ordinarne la soppressione.
Domanda:
Ho un Bearded Collie di tre anni che s'intestardisce a inseguire le automobili che passano per la nostra strada mordendone le gomme. Resta tutto il giorno sulla via ad aspettare che ne arrivi una: fino ad ora non  mai rimasto ferito ma sono sicuro che prima o poi capiter. Si comporta cos solo con le auto. Esiste un modo per farlo smettere?
Risposta:
Si tratta di una combinazione di un acceso istinto di caccia e di un'iperprotezione della propriet: i cani di questa razza sono noti per cacciare auto, treni e qualunque cosa si muova in fretta facendo rumore. Da ci che lei mi dice deduco che il suo cane abbia libero accesso alla strada, il che probabilmente significa che godendo il cane di questa libert non avr modo di fare esercizio fisico al di fuori del suo territorio. Se  cos, il suo cane ha bisogno di ulteriore esercizio fisico che funga da stimolo, elemento che gi di per se stesso diminuir il bisogno di autostimolarsi attraverso la mansione che egli "pensa" di compiere quando insegue le auto che passano. Negargli l'accesso alla strada sarebbe il modo pi facile per fermarlo, ma anche questa soluzione porterebbe comunque la necessit di recare il cane fuori dal suo territorio per un adeguato esercizio fisico che compensi quella perdita di libert. Accanto a queste precauzioni pu essere utile applicare una tecnica di avversione.

Insensibilit.
Vedi Sensibilit.

Intelligenza
Spesso sopravvalutiamo l'intelligenza dei nostri cani e diventiamo impazienti se loro non rispondono prontamente e positivamente ai nostri insegnamenti. L'esempio tipico  insegnare al cane a essere pulito (vedi Pulizia) e l'inflazionata espressione "Lui sa di aver sbagliato" conferma l'erroneit del nostro giudizio a proposito dell'intelligenza del cane. Diventeremmo molto pi tolleranti se paragonassimo il cane a un bambino che ha imparato a camminare, ma non ancora a parlare e a capire ci che gli viene detto. Se un bambino piccolo commette un errore, generalmente comprendiamo che il bimbo non  grande abbastanza per capire la differenza tra giusto e sbagliato.
Immaginate di trovarvi in un paese straniero di cui non conoscete la lingua e di dover chiedere a qualcuno di andare in un certo negozio in un'altra citt per comprare una particolare marca di profumo o dopobarba per voi.  un'impresa difficile, ma non impossibile, poich i nomi delle citt sono suoni familiari mentre potreste mettere per iscritto i nomi del negozio e della marca del prodotto che vi serve. Ora immaginate di dover fare la stessa richiesta senza poter scrivere e senza poter parlare, ma solo borbottando. Questo  il livello di comunicazione tra noi e i nostri cani.
L'ostacolo pi grande nella comunicazione con i nostri cani sta nel fatto che noi pretendiamo di far capire loro la nostra scala di valori. Questo non potr mai verificarsi e d'altronde ci creiamo gi tanti problemi nel tentare di capire i nostri valori che non occorre imporli anche agli altri animali. Per noi abbiamo l'intelligenza sufficiente per capire la scala di valori dei cani e se ci sforzeremo di applicare quest'ultima per ottenere ci che vogliamo dai nostri animali, la comunicazione diventer pi semplice.
Consideriamo come esempio la procedura abbastanza semplice usata per insegnare al cane a non saltare sul divano. Quelli fra voi che hanno permesso al cane si salire sul divano finch era cucciolo per poi vietarglielo da grande si saranno resi conto che il cane ha imparato a non salire finch ci siete voi, ma non appena vi assentate lui si sistema comodamente sul sof. Non appena rientrate nella stanza, lui scende guardandovi con aria mesta e colpevole. Noi confondiamo la mestizia con la consapevolezza da parte del cane di aver fatto uno sbaglio; in realt il cane sta pensando che non  positivo trovarsi sul divano mentre voi siete in giro per casa. Quando non siete in casa, il divano  caldo e accogliente e starci sopra  autopremiante, ma siete stati voi a insegnare al cane quanto confortevole sia questo giaciglio, glielo avete insegnato quando era cucciolo e le carezze e le attenzioni ricevute mentre stava in braccio a voi sopra il divano hanno rinforzato questa convinzione. Da quel momento in poi l'unica cosa che ha imparato  che la combinazione di lui e di voi insieme sul divano proprio non va, ma non ha imparato che non deve salire sul divano. I cuccioli a cui fin dal primo giorno di permanenza in casa  vietato l'accesso al divano, sia in presenza che in assenza del padrone, una volta cresciuti non cercheranno mai di salirvi.
Domanda:
Stiamo pensando di prendere un cane, ma non ne abbiamo mai avuti prima d'ora. Ovviamente vogliamo che sia educato correttamente e ci  stato detto che i Pastori Tedeschi e i Border Collie sono le razze pi intelligenti. Vorremmo sapere se  vero e se comunque si tratta di razze adatte a padroni alle prime armi.
Risposta:
In quanto padrone di soggetti appartenenti a entrambe le razze, le confermo che sono facilmente addestrabili, ma facilmente addestrabile  diverso da intelligente. Ci che li rende ottimi cani da lavoro sono la robustezza e il fatto che si dedicano anima e corpo a quel unico compito che  stato loro assegnato: il Pastore Tedesco deve restare sempre in vista per compiere il suo ruolo di guardiano, mentre il Collie deve avere vista acuta per tenere radunate le pecore. Entrambi sono noncuranti delle condizioni atmosferiche, sono svelti e ansiosi di compiacere. Le loro capacit di apprendimento sono comunque equivalenti a quelle delle altre razze. La mia esperienza di vita con loro mi porta a definirli degli stacanovisti, cosa che pu creare dei problemi all'interno di un ambiente domestico. Scegliere una razza con spiccate attitudini al lavoro  sconsigliabile a meno che voi vogliate collocare questo tipo di cane in un ambiente che sfrutti il suo talento e lo gratifichi per questo. Il mio Pastore Tedesco era stato addestrato come cane poliziotto e ha partecipato a numerose competizioni nell'ambito delle prove attitudinali al lavoro (working trials). Il mio Collie era stato addestrato per l'individuazione di esplosivi, mansione che richiedeva un allenamento regolare. Un mio collega una volta ha calcolato che un Collie che raduna le pecore arriva a coprire in un giorno circa 120 chilometri: consideriamo che non si tratta solo di coprire di corsa questa distanza, ma di concentrarsi per tutto il tempo allo scopo di non perdere di vista le pecore.
Prima di scegliere la razza adatta a voi,  importante che esaminiate l'ambiente in cui vivete e il vostro stile di vita. Il mio lavoro mi ha dato modo di constatare che la maggior parte dei problemi che affliggono queste due razze sono causati dal fatto che vengono poste quasi sempre in ambienti del tutto inadeguati. Un cane selezionato per lavorare a cui non viene permesso di esprimere questa sua attitudine, lo far comunque senza il permesso del padrone, guadagnandosi il marchio di cane problematico.

Inversione dei ruoli.
In questo libro mi sono soffermato molte volte a parlare di quei proprietari di cani a cui capita di promuovere di ruolo il proprio compagno inconsapevolmente, al punto tale che il cane diventi un problema e il padrone non riesce pi a ottenere alcunch su comando. Nel capitolo 3 ho fatto costantemente riferimento all'attuale stile di vita con i nostri cani che di solito  all'origine di questa tipologia di problemi. Allo scopo di retrocedere di grado il nostro cane diventato troppo arrogante, occorre stabilire determinate regole. Quelle che seguono non sono in ordine d'importanza, n tanto meno  obbligatorio che ciascuna delle regole menzionate venga rispettata alla lettera; in molti casi soltanto alcuni dei consigli qui esposti basta a ottenere la retrocessione di livello desiderata. Tali regole possono essere applicate una alla volta, anche per fare un confronto e stabilirne l'efficacia. Potrebbero occorrere due o tre giorni prima di riuscire a stabilire la regola pi opportuna da cui partire, per esempio la determinazione della gerarchia quando si deve passare attraverso le porte, ma  indispensabile perseverare per applicarla prima di passare allo stadio successivo. Ogni volta che una regola viene compresa perfettamente dal cane, quella successiva verr assimilata ancora pi facilmente.
1) Accertatevi di riuscire a passare per primi attraverso le porte e qualunque tipo di apertura stretta. Il modo pi facile per arrivare a questo  di chiudere tutte le porte della casa per qualche giorno cos da rendere la libert di movimento del cane dipendente dalle porte che voi gli permetterete di attraversare. Non ordinate al cane di stare fermo, di sedersi o di aspettare, dato che questi comandi avranno un valore per il vostro cane solo se riconoscer in voi il leader che ha diritto a passare per primo. Nella migliore delle ipotesi,  il cane che deve arrivare a conferirvi il diritto di rango a passare per primi. Se si intromette mentre voi vi state muovendo, chiudete velocemente la porta, stando attenti a non schiacciargli il naso. Inizialmente dovrete forse ripetere questa procedura quattro o cinque volte per ogni porta, dopo di che il cane imparer che quando voi aprite una porta, lui deve rimanere indietro e attraversarla secondo.
2) Assicuratevi che il vostro cane non salga sul vostro letto o sulle sedie. Molti dei miei clienti mi dicono di non permettere al loro cane di salire sui mobili, ma l'essere impediti nel fare qualcosa  diverso dal non averne neanche la tentazione. Al contrario, a voi dovrebbe in teoria essere permesso di accedere a qualunque area il vostro cane scelga come angolo per dormire: se riuscirete a dedicare un po' di tempo per investigare sugli angoli preferiti dal vostro animale, vi stupirete nel notare come, oltre alla sua cuccia vera e propria, esistano sparsi per la casa molti altri luoghi dove l'animale ama schiacciare dei pisolini.
3) Fate in modo di mangiare per primi: potete servirgli il pasto dopo che voi avete consumato il vostro oppure potete preparargli la ciotola e poi sedervi per qualche minuto a mangiare un biscotto prima di porgerlo al cane. In tal modo dite al vostro cane che quando  il momento di mangiare, i ranghi pi alti si nutrono per primi assicurandosi i bocconi migliori.
4) Non consentite al cane di occupare i punti chiave della casa. Porte che vengono attraversate molto spesso, entrate principali, cima delle scale, questi sono tutti punti di passaggio che devono essere tenuti sotto controllo dal soggetto alfa, cio di rango maggiore. La soluzione pi semplice  impedire del tutto al cane di accedere a questi punti e delle barriere vere e proprie mantenute in sede per alcuni giorni si riveleranno molto utili, anche se vi saranno un po' di intralcio,
5) Fate in modo di spostarvi per la casa seguendo la via pi breve, in altre parole fate spostare il cane quando vi sta tra i piedi, anche se vi sembra addormentato. Fategli indossare una cordicella sottile da addestramento con il collare in modo da poterlo tirare gentilmente da una parte e fargli capire chiaramente che i sottoposti devono farsi da parte quando passano i soggetti di rango pi elevato.
6) Rendete alcune stanze costantemente inaccessibili al cane, specialmente la camera da letto. Il cane dovrebbe imparare che gli  acconsentito l'accesso in luoghi ben precisi e circoscritti della casa.
7) Non rispondete alle sue richieste di attenzione. I cani imparano ad attirare l'attenzione in innumerevoli maniere, per esempio spingendovi il braccio per una carezza, pretendendo che voi andiate in giardino con lui, specialmente quando siete al telefono. Ogni tipo di privilegio va guadagnato, anche quando si tratta solo di rispettare il semplice comando di restare seduto. Ogni approccio relazionale fra voi e il vostro cane deve essere condotto sotto il vostro controllo.
8) Una volta che il cane si  guadagnato il privilegio di essere accarezzato, limitatevi a farlo sulla testa, sul collo e sulle spalle: sono queste le regioni dominanti del cane e se durante le passeggiate al parco osserviamo attentamente due cani entrambi di rango gerarchico elevato, vedremo come il soggetto dominante porr il suo mento o una zampa sul collo e sul garrese dell'altro.
Non cascate nel trabocchetto della zampa appoggiata al vostro braccio o del rotolarsi sulla schiena nella speranza di conquistarsi qualche carezza sul petto. Allo stato selvatico, l'unico modo in cui un cane dominante pu vivere questa esperienza  quando si trova appoggiato sulla schiena di una femmina (vedi capitolo 5, Monta, comportamento di).
9) Nascondete tutti i suoi giocattoli e gli oggetti di sua propriet. Scegliete uno solo di questi oggetti e mantenetene l'utilizzo sotto il vostro controllo. Il cane potr giocare con tale oggetto solo quando voi lo deciderete e lo ricever come ricompensa ubbidendo ai vostri comandi. Non permettetegli di tenerlo pi a lungo del dovuto, ma sottraetelo subito in modo da ridarglielo quando vorr giocarci di nuovo.
10) Concedetegli cinque minuti per consumare il suo pasto. I cani dominanti hanno l'abitudine di tenere parte o tutto il cibo conquistato per lunghi periodi di tempo, quasi come una dimostrazione visiva del loro rango con il significato di "questo  il mio cibo e a nessun altro  permesso mangiarlo". Anche se il cane dovesse iniziare a mangiare quattro minuti e mezzo dopo che voi gli avete messo a disposizione la ciotola, il cibo dovr essere ritirato dopo cinque minuti.
11) Assicuratevi che la prima cosa che il vostro cane fa al mattino sia di venirvi a salutare: sono i sottoposti che si avvicinano a dare il saluto ai superiori.
12) Accrescete il vostro potere di controllo mediante lezioni di obbedienza, anche per soli cinque o dieci minuti al giorno, poich si riveleranno di grande aiuto. Queste sedute dovrebbero essere svolte con collare e guinzaglio per darvi la possibilit d'insistere nel pretendere obbedienza dal vostro cane.

Iperattivit.
Alcuni cani sono iperattivi, cos come lo sono alcune persone, specialmente i bambini. Secondo la mia opinione, la vera iperattivit nel cane si ha quando l'animale  incapace di restare tranquillo o concentrato nonostante il controllo che viene esercitato in quel momento su di lui. Bench molti miei clienti mi dicano che il loro cane  iperattivo, di solito dopo un breve esame risulta trattarsi di un problema di gestione: infatti, quando viene esercitato il controllo adeguato, molti cani cosiddetti iperattivi si calmano e si rilassano. In questo caso, l'iperattivit era sintomo di qualcos'altro, cio mancanza di controllo da parte del padrone e io ho il sospetto che tanti casi di bambini iperattivi siano del tutto analoghi a questo.
D'altro canto, ci sono prove scientifiche evidenti che certi additivi alimentari possono causare iperattivit nei bambini: in questo caso, finch non si rimuover la sostanza chimica, questa iperattivit rimarr incontrollabile. Ritengo che lo stesso valga per i cani, anche se fino a questo momento non ci sono prove a conferma.
I miei studi riguardanti gli effetti della dieta sul comportamento (vedi Dieta) hanno mostrato senza ombra di dubbio che un'alimentazione sbagliata si ripercuote sul carattere e, se l'alimentazione  sbagliata, nessun programma di addestramento o di riabilitazione potr funzionare finch il regime alimentare non sar stato corretto.
Anche l'ambiente influenza il comportamento (vedi Bambini) e senza dubbio il padrone dovrebbe imparare a esercitare un maggiore controllo (vedi Appendice, Terapia avversativa sonora). Qualunque sia la causa, un cane iperattivo esibisce dei problemi comportamentali molto pi difficili da correggere rispetto a quelli di un cane fondamentalmente calmo. Dunque  importante che prima di tentare di riabilitare il cane, si cerchi di diminuire in qualche maniera il suo livello di attivit.
Domanda:
Quanto rientro dal lavoro il mio cane diventa letteralmente pazzo: si getta verso di me, corre su e gi per il corridoio sbattendo dappertutto e per tutto il tempo abbaia emettendo dei suoni molto acuti. Ho provato a sgridarlo, toccandogli il torace con il ginocchio mentre salta, ma tutto sembra peggiorare la situazione. Come posso insegnargli a salutare in maniera tranquilla quando non riesco neanche a smorzare il suo carattere ipereccitabile?
Risposta:
Di solito, questo comportamento  causato da un atteggiamento entusiastico che i padroni manifestavano al cane quando era cucciolo.  davvero difficile ignorare un cucciolo che salta di gioia verso di noi quando arriviamo, ma dovremmo sforzarci di farlo perch in quel momento stiamo consolidando nel cucciolo un comportamento che ci diverr sgradito una volta che il cane sar cresciuto. Lo scambio di saluti dovrebbe avvenire con assoluta calma e preferibilmente non sulla soglia della porta. I padroni dovrebbero entrare in casa e per qualche minuto ignorare le richieste di affetto del cane. Appenda il soprabito e riponga la valigetta prima di chiamare il cane per dispensargli delle attenzioni del tutto pacate. Nel suo caso, il problema  dato da un comportamento appreso e occorrer del tempo per cambiare abitudini. Le tecniche di terapia avversativa sonora illustrate in Appendice aiuteranno a smorzare i salti e, se lei ignora le corse in lungo e in largo fino a che  pronto a dispensare attenzioni al cane, le corse presto si estingueranno; sgridarlo perch si calmi aumenta l'eccitazione della routine del saluto. Se lei adotta un atteggiamento calmo e disinvolto, il cane piano piano la imiter. Portandolo in una stanza per metterlo seduto e dargli un bocconcino di ricompensa prima di accarezzarlo e iniziare a parlargli gentilmente otterr che il cane entrer spontaneamente in quella stessa stanza ad aspettare la ricompensa, piuttosto che iniziare a correre per tutta la casa. Il rito del saluto deve pertanto essere svolto in tutti i suoi momenti con assoluta calma e la calma sar la chiave del successo.

Istinto.
Nel capitolo 5 abbiamo visto che la maggior parte delle azioni compiute dal moderno cane domestico sono istintive ed ereditate dal lupo. Per questo, quando ci accingiamo a curare un particolare problema, dobbiamo porci questa domanda: "Perch il mio cane si comporta cos?". Nella maggior parte delle volte la risposta sar: perch  perfettamente normale, sebbene tale comportamento possa essere inaccettabile per l'uomo. Allora dovremo porci la domanda successiva: "Come posso fare per incanalare il comportamento istintivo del mio cane in un'altra direzione?". La voce dedicata all'Inseguimento riporta due esempi: il primo riguarda il modo per trasferire la soddisfazione dell'inseguimento di chi fa jogging su di una palla; il secondo riguarda il modo per trasferire un atteggiamento di caccia predatorio (che di solito  legato al cibo) al dover ritornare per ottenere del cibo.
Ricordiamo ancora che tutti i nostri cani hanno gli stessi istinti che giacciono latenti in stato di quiete; questi istinti raggiungono un livello problematico solo quando sono incoraggiati e ricompensati.
Quando incoraggiamo e ricompensiamo gli atteggiamenti sbagliati, raramente lo facciamo di proposito. Consideriamo il problema dell'Inseguimento: tante famiglie hanno dei bambini e i giochi che essi fanno con il cucciolo di solito fanno s che l'istinto della caccia si risvegli pienamente. Durante la mia esperienza ho potuto notare che la stragrande maggioranza dei casi di problemi legati al comportamento della caccia nasceva in famiglie con bambini.
Quando adottiamo un cucciolo dobbiamo tenere bene a mente che tutto ci che il cucciolo fa ha un senso e fa parte del processo cognitivo e di apprendimento; detto questo, pu cercare d'incanalare i suoi giochi in maniera che si adegui al nostro volere evitando cos l'insorgere di attitudini spiacevoli, dovremmo in altre parole sforzarci di pensare come un cane.
Domanda:
Perch il mio cane insiste a salutare tutti infilando il naso fra le gambe delle persone?  un'abitudine abbastanza imbarazzante, non solo per me che sono il padrone, ma anche per le persone che subiscono questo tipo di approccio. A volte diventa cos insistente che non sente pi ragioni.
Risposta:
Se lei osserva due cani che si incontrano e si salutano, noter che l'annusarsi i genitali e il posteriore fa parte del rituale d'incontro. Quello che fa il suo cane  perfettamente normale, ma, sono d'accordo, imbarazzante per tutti. I cani che esibiscono questo tipo di comportamento a livelli problematici possiedono l'altezza giusta che facilita le cose e inoltre sono cani che hanno passato le prime 12-14 settimane di vita in un ambiente confinato, in altre parole sono dei cani che trattano gli esseri umani come se questi fossero cani. Quando il cane diventa pi insistente, potrebbero entrare in gioco questioni legate alla sessualit e agli ormoni e sar dunque opportuna una chiacchierata con il veterinario che presumibilmente prescriver un trattamento ormonale antitestosterone a breve termine. Se anche questo fallisce, dotate i vostri ospiti di uno spray deterrente (vedi Appendice, Altri metodi avversativi), che servir da soluzione rapida ed efficace, facendo attenzione che il cane sia ricompensato dagli ospiti stessi nel caso metta in atto un atteggiamento di saluto alternativo, per esempio mettendosi a sedere. Lo scopo  di rendere spiacevole al cane una certa sua forma di saluto, non mettergli delle preoccupazioni su come salutare gli ospiti.

Istruttori.
Sono stato spesso accusato di essere un detrattore delle scuole di addestramento e dei loro addestratori. Sicuramente non ho mai perso occasione per criticare negativamente gli istruttori incapaci, sempre aggiungendo per di essere convinto dell'esistenza di ottimi addestratori e dell'aumento del numero degli educatori illuminati. La ragione per cui colgo al volo tutte le opportunit di esternare le mie opinioni circa alcune scuole d'addestramento sta nel fatto che il proprietario di animali medio crede che, se qualcuno pubblicizza il proprio nome presentandosi come addestratore, automaticamente possegga la qualifica per esserlo. Questo non  sempre vero e mi capita ancora quotidianamente di sentire i mostruosi consigli che certe scuole dispensano ai miei clienti. Poco tempo fa, mi  capitato di sentire che l'organizzazione RSPCA era riuscita a ottenere la chiusura di un centro di addestramento e a perseguire legalmente l'istruttore per aver mostrato e raccomandato trattamenti crudeli ai padroni di un cane con problemi di aggressivit. Questo signore aveva consigliato loro di sollevare di peso il cane utilizzando il collare a strozzo e lasciarlo letteralmente sospeso per aria fin quasi a strangolarlo tutte le volte che avesse ringhiato a un altro cane. L'istruttore aveva messo in pratica il suo metodo all'interno del centro, ma quando il padrone ripet lo show al parco pubblico, fu immediatamente denunciato per crudelt da una coppia che aveva assistito al fatto. Quando i membri della RSPCA esaminarono il cane, trovarono delle profonde ferite intorno al collo. La difesa si bas sull'argomento secondo il quale il padrone voleva soltanto che il centro gli procurasse un metodo per risolvere il problema. Non gli piaceva quello che gli era stato detto di fare, ma aveva pagato per un consiglio professionale e si era limitato a seguire quel consiglio. Molti di voi ora diranno che se al padrone non piaceva il metodo, non avrebbe dovuto ripetere quella crudelt, tuttavia io posso capire la sua posizione. Molti miei clienti commettono crudelt in nome dell'addestramento e non perch siano persone crudeli, ma perch  stato detto loro che quella  la maniera giusta per curare il problema: se si rifiutano di comportarsi in un certo modo, saranno costretti a convivere per sempre con il problema.
Attualmente io mi occupo a tempo pieno dei problemi di comportamento, ma in passato ho avuto esperienze di lavoro come addestratore di cani. Ho sempre rifiutato le vecchie tecniche che includevano la somministrazione di stimoli dolorosi e mi sono impegnato a studiare per sostituirle con metodi scientifici provati che si basassero sul rinforzo positivo. Tuttavia il mio successo di divulgatore di alternative non violente  rimasto circoscritto ai miei allievi. I proprietari di cani erano succubi delle pubblicit affisse nelle librerie, nei negozi per animali e negli ambulatori veterinari. Oggi fortunatamente ho la possibilit di parlare a quei proprietari di cani che non metterebbero mai in pratica dei consigli che possono nuocere ai loro animali. Il mio discorso sarebbe inutile se non ci fosse un esercito crescente di educatori illuminati in grado di offrire metodi alternativi.
Il mio messaggio  chiaro. Le scuole di addestramento stanno finalmente imparando a usufruire dei progressi cognitivi di altri ambiti scientifici come quello dell'educazione, della medicina e della pedagogia. Purtroppo ci sono ancora troppi istruttori ottusi che pensano che l'unico mezzo utile sia la violenza e per questo incoragger sempre chiunque ad affidarsi a una scuola che applichi metodi moderni. Per farla breve, non vado contro a tutte le scuole di addestramento, solo ad alcune!

Jogging (praticanti di).
Vedi Inseguimento.

Leccare.
Il perch i cani lecchino  descritto nel capitolo 5. Se il comportamento  diventato problematico e imbarazzante, se per esempio il cane lecca gli ospiti che arrivano in casa, pu essere facilmente curato usando un repellente o uno spruzzo d'acqua ben assestato. Le modalit per usare queste tecniche avversative sono descritte in Appendice alla voce Altri metodi avversativi.

Masticare.
I cani masticano per motivi vari. Mordono quando stanno spuntando i denti definitivi e questo  motivo ovvio che tutti noi comprendiamo e, fino a una certa misura, accettiamo. Per poche persone sanno che alcuni cani attraversano un altro periodo di dentizione quando i loro denti definitivi si sistemano all'interno dell'osso della mascella, cosa che avviene fra i sei e i dodici mesi. In alcuni cani questo causa molto fastidio e provoca un assoluto bisogno di masticare. Una dieta scorretta pu causare il bisogno di masticare, specialmente se carente di fibre, elemento che il cane si procurer masticando gli stipiti delle porte, le gambe dei tavoli, i tessuti e i rotoli di carta igienica. La mancanza di stimoli fisici e mentali pu essere un'altra causa di questo comportamento perch il cane si annoia. Un cane annoiato che sia lasciato solo tutto il giorno pu avventarsi sulle scarpe nuove della padrona, perch hanno un buon odore di cuoio e perch portano anche il suo odore: il cane le lecca e le rosicchia in parte come azione autoconsolatoria e in parte per giocare. Pi il cane lecca e rosicchia, pi le scarpe si ammorbidiscono diventando un fantastico giocattolo da masticare. L'intero atto del masticare diventa un'autoricompensa. A volte capita che una scarpa si laceri nel tentativo di allargarla e il cane pu finalmente riposare su un richiamo chimico che gli ricorda la padrona.
Questi comportamenti non sono dispetti o desideri di distruggere volontariamente cose di valore, dato che i cani, come i lupi, non hanno il senso del valore. Per tutto il tempo in cui il cane mastica, si sta autopremiando. Per lui  quindi un forte trauma quando tornate a casa e lui vi corre incontro con grande felicit, ricevendo per in cambio una reazione di rabbia e aggressivit da parte vostra che lo getta nella pi totale confusione. Questa confusione provoca ansia, che  un'altra causa di questo comportamento (vedi Ansia).
Prima di correggere un masticatore problematico, bisogna stabilire le cause di questo comportamento, occorre considerare: l'et in relazione allo sviluppo dentale; il livello di attivit in relazione all'esercizio fisico svolto; un eventuale iperattaccamento al padrone, che far nascere nel cane il bisogno di rimanere vicino a qualcosa che abbia il profumo della persona in sua assenza; un'eventuale carenza di fibre causata da un'errata alimentazione; l'eventuale presenza di uno stato di ansia. Una volta individuata la causa, le informazioni contenute alla voce Dieta e alla voce Ansia e in Appendice: Casetta da interno, vi aiuteranno a trovare la cura adatta.
Domanda:
La mia femmina di Boxer di due anni, Flossie, ha iniziato improvvisamente a masticare ogni cosa riesca a mettere sotto i denti. Per essere pi precisi, non mastica, riduce il tutto a brandelli. Finora ha distrutto molti giornali, due cuscini, uno zerbino e una parte di tappeto: penso che si aiuti anche con le unghie, visto che ha iniziato anche a scavare buchi in giardino. Non abbiamo mai avuto altri problemi con lei in passato, nemmeno quando era molto piccola.
Risposta:
Questa richiesta di aiuto mi era arrivata tramite lettera, perci ho dovuto contattare telefonicamente i proprietari di Flossie per avere ulteriori informazioni. Il problema era nato subito dopo che Flossie era andata in estro, periodo durante il quale era scappata dal giardino per essere immediatamente ritrovata da un vicino. I padroni, proprio perch l'avevano ritrovata subito, non si erano preoccupati e avevano pensato che non ci fosse nulla di strano. Sbagliato! Molto spesso nel vicinato ci sono altri cani, fra cui dei maschi. In seguito alla nostra telefonata, i proprietari di Flossie la portarono dal veterinario, il quale diagnostic una gravidanza. I segnali stavano nel fatto che il masticare di Flossie fosse finalizzato a fare a pezzi le cose che si procurava, nel fatto che avesse iniziato a scavare, sia in casa sia in giardino, e da ultimo nel fatto che tale comportamento si fosse manifestato all'improvviso come una bizzarria considerato il carattere tranquillo del cane. I padroni pensavano che Flossie volesse distruggere gli oggetti, Flossie invece stava preparando la tana. I suoi padroni decisero di farle avere i cuccioli (decisione che trovo discutibile): le fornirono un ampio box con delle coperte e in effetti il comportamento di masticare cess.

Mordere.
I cani imparano a mordere in et molto precoce. L'unico motivo per cui madre natura fornisce ai cuccioli di cane degli inutili stupidi aghetti al posto dei denti sta nel fatto che quando combattono giocando con i fratelli e mordono troppo forte, procurano del dolore: questo  lo scopo dei loro dentini aguzzi.  importante che altrettanto precocemente i giovani imparino a controllare i muscoli della mascella e apprendano la cosiddetta "inibizione del morso". Fra le quattro e le diciotto settimane, questi muscoli non sono ancora del tutto sviluppati e i dentini aguzzi compensano la mancanza di potenza muscolare. Pertanto,  perfettamente normale che un cucciolo ci morda: riguarda un naturale processo d'apprendimento; spetta a noi insegnargli che mordere le persone  un comportamento indesiderato.
Quando il cucciolo affonda le sue zanne letali su di noi, la reazione di solito  pronunciare un secco "No" ad alta voce e dare un colpetto sul naso o sul sedere. Questa reazione per confonde il cucciolo, che impara a scappare via dopo che ha morso una persona anzich a non mordere per primo. Il modo migliore per insegnargli a non mordere  osservare cosa succede fra i cuccioli. Quando uno morde troppo forte gli altri gridano e il morsicatore lascia subito la presa. Se noi emettiamo un suono di dolore ogni volta che il cucciolo ci morde, in brevissimo tempo lo abituiamo a non stringere. Contrariamente a quanto si crede, non gli stiamo insegnando che ci fa male, perch la fase d'apprendimento che sta attraversando riguarda il come usare i suoi denti in maniera appropriata. Non saranno usati per dominare finch non saranno spuntati i denti definitivi. Quindi l'inibizione al morso nei confronti delle persone dovrebbe essere insegnata prima delle diciotto settimane. In questo periodo i denti del cucciolo iniziano a cadere e gi premono quelli definitivi. Una volta completato questo stadio, non dovrebbe gi esserci pi alcun contatto fra i denti del cucciolo e la vostra pelle o i vostri vestiti. Non badate a quanto gentilmente possa stringere la vostra mano, il gesto ha come unico scopo quello di dominarvi. Di solito un improvviso e ben chiaro "Via" abbinato ad uno sguardo diretto e deciso gli far capire che il suo atteggiamento non vi diverte, specialmente se dopo il morso o il tentativo di mordere lo ignorerete per qualche minuto. Comunque, non dite mai: "Sei un bravo cagnolino" appena lui lascia la presa. Non deve esistere alcuna ricompensa durante tutte le fasi d'interazione fra voi e i denti del cucciolo.
Domanda:
Ho un Border Collie di due anni di nome Ben che morde in continuazione tutti i membri della famiglia, me compreso, alle caviglie. Non fa male e non diventa aggressivo, ma non riusciamo a farlo smettere. Ci hanno suggerito di colpirlo con un giornale arrotolato, ma il vero problema sta nel fatto che noi non riusciamo a prevedere quando morder, quindi ci coglie sempre impreparati. Pu darmi qualche consiglio?
Risposta:
Come avrete gi capito, il vostro cane tenta di raggrupparvi in branco. Un rapido morso alla caviglia  il modo pi efficace per farvi muovere velocemente e anche se iniziaste ad andarvene in giro armati di giornale arrotolato, Ben imparerebbe semplicemente a mordere e a scansare il giornale. Quando il Border Collie viene messo al lavoro,  sempre consapevole del fatto che l'animale che sta raggruppando  in grado di ritorcersi contro di lui, ma questo non lo distoglie dalla sua mansione.
Mi stupisce il fatto che non riusciate a prevenirlo in questo suo atteggiamento. Credo che il vostro errore stia nel fatto che siete concentrati solo sull'evento del morso.  opportuno che prestiate attenzione anche a come si comporta il resto della famiglia. In base a quanto mi avete comunicato, ritengo che l'evento accada nel momento in cui vi trovate tutti in un'unica stanza e uno di voi sta per andarsene o quando i vari membri si sparpagliano per la casa. Il senso dell'ordine di Ben lo porta a tentare di riunirvi e contenervi in un unico punto. Sta a voi capire ci che Ben considera pulito e ordinato, osservando la routine della famiglia. Una volta che imparate a prevenire le circostanze critiche, sarete in grado di interrompere il morso. Sarei propenso a usare la Terapia avversativa sonora (vedi Appendice) per insegnare a Ben che queste sue azioni causano reazioni spiacevoli. Anche se si tratta di un istinto innato peculiare di questa razza, ci che interessa qui  che, indipendentemente dalla velocit con cui il cane vi si avvicina, il morso  controllato quanto basta per permettervi di muovervi e per evitare dolore e danni fisici. Come ha detto lei, il cane non  aggressivo.
N.B. L'istinto di raggruppare in gregge  stato preso in esame alla voce Imbrancare.

Neonati.
La maggior parte dei cani accetta senza problemi l'arrivo in casa di un nuovo piccolo umano. La maggior parte dei padroni si d un gran daffare in anticipo per introdurre la novit nel modo migliore, consapevoli del fatto che non si devono creare gelosie fra il cane e il bambino.  corretto dire che la maggior parte degli animali riconosce i piccoli di altre specie e che raramente li considera una minaccia. Si tratta di un fenomeno naturale che permette l'approccio senza aggressione. Il neonato dovrebbe essere presentato al cane appena arriva a casa: questo permette al cane d'investigare sulla nuova situazione in condizioni controllate. Se gli viene negata questa opportunit, la sua naturale curiosit prender il sopravvento e il cane trover da solo la maniera per avvicinarsi alla causa di tutto quel trambusto. Questo incontro dovrebbe avvenire in atmosfera assolutamente tranquilla: niente rimproveri e percosse o strappi al guinzaglio, perch non vogliamo che il cane impari ad associare la presenza del bambino a una qualsivoglia esperienza negativa. Una volta soddisfatta la sua curiosit,  consigliabile dare al cane un bocconcino e possibilmente portarlo fuori per una piacevole passeggiata. Se ripetiamo la stessa routine per qualche altra volta, presto sar il cane ad attendere con ansia di vedere il bambino.
Da parte della madre, sar una cosa saggia includere il cane nei suoi gesti quotidiani con il bambino. Se per esempio il cane viene isolato durante l'allattamento, il bagnetto o il cambio dei pannolini, il cane si risentir, specialmente se prima dell'arrivo del neonato godeva di piena libert di movimento in tutte le stanze della casa.
Mi sento di aggiungere che, per quanto ci si possa fidare del proprio cane quando si trova insieme a bambini e neonati,  comunque sempre meglio non lasciarli insieme da soli, onde evitare qualunque incidente ed esplorazione di pannolini sporchi.
Domanda:
Perch il mio cane diventa molesto quando cerco di fare qualcosa con la bambina? Appena pu, le ruba giocattoli e vestiti e, se io lo chiudo fuori dalla stanza, graffia la porta e abbaia come un matto.
Risposta:
L'animale sta chiedendo la sua attenzione e ha scoperto di ottenerla scappando con le cose della bambina, poich gli correte dietro e lo rimproverate. Man mano che sua figlia cresce, lei imparer che i cani sono come i bambini: non importa se l'attenzione loro concessa sia finalizzata a un premio o a un rimprovero, basta che riescano ad attirarla. Il segreto sta nel dare al cane attenzione solo quando si merita una ricompensa. Incominciamo per esempio con la routine del bagnetto: metta il guinzaglio al cane e lo assicuri a qualcosa, gli dica di sedere e poi inizi a lavare il bambino. Dopo 30 secondi, se  ancora tranquillo e seduto, interrompa il bagno per ricompensarlo. Una frase gentile e un bocconcino sono una ricompensa migliore rispetto all'essere inseguiti per casa da una madre arrabbiata. Ripetete la procedura, ma questa volta non ricompensatelo prima di un minuto. Forse la prima volta non riuscir a fare il bagno alla bambina, ma avr insegnato al suo cane che ubbidire a un semplice comando durante questo evento quotidiano gli varr una ricompensa. Alla fine, quando avr imparato a stare seduto o a cuccia per alcuni minuti, potrete dargli un bastoncino da masticare per tenerlo occupato fintanto che lei avr finito le sue faccende.

Nervosismo.
Aggressivit e nervosismo vanno spesso a braccetto. Come descritto alla voce Aggressivit, i cani esibiscono tre riflessi di difesa: il combattimento, la fuga o l'immobilizzazione e i cani nervosi tendono a esprimere gli stessi atteggiamenti a seconda delle situazioni. Se si sentono senza via di fuga, possono immobilizzarsi o attaccare, ma soltanto la seconda reazione verr classificata come nervosa. Se possibile, preferiscono comunque fuggire, cio usare un riflesso di difesa passiva. Purtroppo, senza volerlo, capita che quando desideriamo che il nostro cane diventi pi fiducioso, per assurdo ci comportiamo in maniera tale da aumentare il suo nervosismo. Appena ci accorgiamo che il nostro cane si sente insicuro, sia che manifesti desiderio di scappare o si mostri aggressivo perch si sente minacciato o intrappolato, di solito lo rassicuriamo tramite la voce e le parole, cio facciamo le stesse cose che faremmo con un bambino piccolo impaurito, sul quale di solito hanno esito positivo: un cane per  diverso da un bambino e con lui le parole gentili e le carezze funzionano come un premio. Facendogli un complimento, comunichiamo al cane che sta facendo proprio quello che ci aspettiamo da lui. Se poi  una persona a compiere l'azione che impaurisce il cane, questa, non appena si accorge del timore dell'animale, si ferma e cessa immediatamente quel comportamento che l'animale aveva percepito come una minaccia. In questo modo, il cane viene ricompensato due volte per un comportamento indesiderato: la persona che ha causato la paura si ferma interrompendo la minaccia e il padrone del cane lo premia nel tentativo di calmarlo e rassicurarlo. Ovviamente l'alternativa non  la punizione, non si pu punire la paura, ma certamente dovremmo assumere un atteggiamento distaccato e disinvolto per evitare che il cane si senta ricompensato.
In alcuni casi, il problema pu essere ereditato da uno dei due genitori; anche in questo caso, ho visto per esperienza diretta che il cane di solito migliora una volta che i padroni si rendono consapevoli del fatto che il modo in cui trattano il loro cane sta incoraggiando in lui l'atteggiamento sbagliato e cessano quindi di premiarlo.
I cani nervosi hanno bisogno di spazio intorno a loro, quindi, nonostante la tendenza all'aggressivit, aumentare la loro libert di movimento tramite un guinzaglio estensibile serve ad aiutarli, perch in tal modo si aumenta la distanza fra loro e la causa scatenante la paura. A volte basta anche solo un metro in pi per rendere il cane gestibile:  la distanza critica, un'esigenza comune a tutti gli animali, uomo compreso, definita anche "distanza personale".
Nei casi di aggressivit da nervosismo, spesso si ottiene un miglioramento con una terapia alimentare a breve termine (vedi Dieta). Se pensate che questa possa essere la vostra necessit,  opportuno rivolgersi al veterinario per la formulazione di una dieta adeguata.
Ho notato anche che i cani nervosi rispondono bene alle cure omeopatiche e ai fiori di Bach (vedi Fiori di Bach). Chiedete al vostro veterinario di prescrivervi una cura di questo tipo o comunque di indirizzarvi a un suo collega omeopata.
Domanda:
Abbiamo una femmina di Corgi di due anni di nome Bess che si mostra estremamente nervosa con i bambini piccoli. Il problema  che i nostri nipoti, che hanno sei e quattro anni, vengono spesso a farci visita. Bess non  mai aggressiva con loro, ma corre a nascondersi e non c' modo di farla avvicinare ai bambini. Cosa si potrebbe fare?
Risposta:
Se siete sicuri che Bess non  aggressiva, il mio consiglio  di non fare nulla. I cani che non sono stati socializzati ai bambini fin da cuccioli hanno difficolt ad accettare le voci acute e i movimenti rapidi che sono per loro fonte di preoccupazione. Mi domando per se nel caso di Bess ci sia qualcosa di pi. Se lei vive stando solo con voi,  probabile che abbia imparato che quando i bambini vengono a trovarvi, lei pu attirare la vostra attenzione comportandosi in quel modo. Se invece la causa sta nel fatto che Bess non si sente a proprio agio con i bambini in giro, non dovreste forzarla a interagire con loro. Se le visite da parte dei bambini sono regolari, il cane si sar ormai abituato a questa situazione, ci significa che con l'andare del tempo questo comportamento  diventato autopremiante: quando cercate di persuaderla a essere socievole, la premiate concedendole quel attenzione che altrimenti dareste ai bambini.
Nelle due o tre visite successive, ignoratela totalmente. Se va a nascondersi, lasciate che faccia. Date tutta la vostra attenzione ai bambini e forse vedrete che Bess tenter qualche altro comportamento (per esempio, piagnucolare) per attirare la vostra attenzione su di lei. Se ci accade, sar vero ci che io sospetto, cio che il suo nervosismo sia in realt una ricerca di attenzione. In questo caso, qualche ora prima dell'arrivo dei bambini, sforzatevi di ignorare Bess. All'arrivo dei bambini, portatela tutti insieme a fare una passeggiata, senza forzarla a interagire con i bambini, ma lasciando che sia lei a fare la prima mossa. Se seguirete questa procedura durante qualche visita dei nipoti, ritengo che Bess inizier a considerare l'arrivo dei vostri nipoti come preludio a un'esperienza piacevole. In seguito, potrete provare a sostituire la passeggiata con la somministrazione del pasto direttamente dai bambini. Accertato quindi che il nervosismo del cane sia semplicemente una ricerca di attenzioni e non una paura vera e propria, potete ricorrere alla cosiddetta tecnica del flooding (terapia a valanga): fate stare da voi i bambini per qualche giorno e, tenendoli sotto controllo, date loro la responsabilit di svolgere tutto ci che  importante per Bess, compresa l'apertura della porta del giardino per permetterle di uscire.

Ossa.
I padroni di cani pensano che i loro animali abbiano bisogno di ossa. Se la dieta  adeguata, questa necessit non sussiste. Chiaramente tutti i cani apprezzano un osso con midollo da sgranocchiare, quindi se ne avete l'opportunit e se il vostro cane vi permette di avvicinarlo mentre sgranocchia, dategli pure un osso. Sono ovviamente da evitare le ossa che si scheggiano, per cui evitate le ossa degli avicoli. Un altro credo diffuso  che le ossa pulirebbero i denti del cane. Anche qui, una dieta bilanciata  pi che sufficiente e inoltre esistono paste dentifrice per cani su cui il veterinario sapr consigliarvi. In breve, le ossa non sono parte essenziale della dieta canina. Forse potevano esserlo quando ai cani si riservavano gli avanzi di cucina, ma con il tipo di alimentazione che i nostri cani ricevono le ossa sono un eccesso inutile e fanno pi male che bene. Quando fa caldo, sono una calamit per le mosche e inoltre tendiamo a lasciare l'osso al cane per troppo tempo. Cos capita che in ambienti con pi cani le ossa diventino un trofeo da conquistare ed essere la causa di scontri anche fra gruppi pi amichevoli.
Domanda:
Ho un Golden Retriever di 15 mesi che  sempre stato molto socievole, tranne la volta in cui gli ho dato un osso. Si  diretto di corsa verso la sua cuccia e nessuno ha pi potuto avvicinarlo; ha fatto un cambiamento a dir poco sconvolgente. L'unico modo per farlo spostare  stato bussare alla porta: in questo modo, il cane  andato di corsa a vedere chi fosse e noi abbiamo potuto sottrargli l'osso. Ci nonostante, per tutto il giorno  rimasto molto aggressivo ogni volta che qualcuno si avvicinava alla cuccia. Come mi devo comportare?
Risposta:
Non dategli pi ossa. Non ne ha bisogno e quello che avete visto non  affatto insolito. Per il cane, le ossa sono cibo che per non pu essere consumato tutto subito e quindi il cane istintivamente ha bisogno di allontanarsi da qualunque altro possibile interessato, contrariamente a quanto avviene per il solito pasto che viene mangiato tutto in una volta. C' poi una questione di palatabilit: in genere un osso fresco  immensamente pi gustoso del cibo commerciale e ci accresce l'istinto di guardia verso l'osso e la reazione subitanea del cane che si dirige rapidamente verso la sua cuccia con l'osso in bocca. Nel suo caso, innanzitutto l'osso si  presentato come un cibo trasportatile, al contrario della ciotola. Inoltre il cane sapeva trattarsi di una fonte di cibo di lunga durata e quindi gli occorreva un rifugio sicuro, magari per sotterrarlo. Per questa ragione ha continuato a proteggere l'area anche dopo che l'osso era stato rimosso; probabilmente pensava che fosse nascosto.
Se un osso pu far insorgere una reazione primitiva nel vostro cane, al punto da farlo diventare pericoloso, fate in modo che non accada pi. La soluzione ottimale sarebbe quella d'individuare le cause dell'improvviso cambiamento di carattere nel caso.
1) Il vostro cane riceve tutti i nutrienti di cui necessita? Un cane ben nutrito non ha bisogno di surplus di cibo cos energici.
2) Siete contenti di come il vostro cane vede il suo ruolo all'interno del vostro branco uomo/cane? Se si considera tra i ranghi pi elevati, allora  ovvio che si arrogher il diritto a difendere il suo cibo dal resto del branco.

Ovariectomia.
Per quanto riguarda lo stato di salute a lungo termine, se non avete intenzione di far riprodurre la vostra femmina, la maggior parte dei veterinari vi consiglier l'ovariectomia. Una femmina integra  pi propensa di una castrata a contrarre infezioni all'utero e, con l'et, a sviluppare tumori. Invece esistono debolissime prove a conferma del fatto che questo tipo d'intervento influisca sul comportamento, tranne nei casi di aggressivit tra due femmine che vivono nella stessa casa, perch in tal caso questo comportamento si verifica solo nel periodo di estro. Quando una femmina va in estro, i suoi feromoni influenzano direttamente lo stato ormonale delle altre pi vicine a lei. Questo diventa evidente se consideriamo che in una casa con molte femmine alla fine si consolida un pattern comportamentale per cui vanno in estro tutte contemporaneamente. Come gi menzionato nel capitolo 5 alla voce Monta (comportamento di), soltanto i lupi di rango elevato si accoppiano, probabilmente perch i loro feromoni bloccano il ciclo riproduttivo delle femmine di rango inferiore. Fatta eccezione per rarissimi casi, nella versione domestica del lupo (il cane) si verifica il contrario e questo pu generare dei problemi. Due femmine in estro che vivono nella stessa casa dimostrano con questo di essere uguali di rango e gli scontri per la competizione possono essere smorzati esibendo una debolissima provocazione. Contrariamente ai combattimenti dei maschi, che di solito si chiudono con la sottomissione o la fuga del perdente, quelli delle femmine a volte hanno esiti letali. Castrare la femmina di rango pi basso spesso risolve il problema.
Una collega della APBC, Valerie O'Farrell, ha condotto alcune ricerche sugli effetti della ovariectomia sul comportamento delle femmine concludendo che non esistono prove per affermare con sicurezza che tale influenza esista davvero. Ha dimostrato che nel 40% dei casi in cui le femmine si trovavano al di sotto dei due anni di et ci fosse la manifestazione di un'aggressivit dominante che peggiorava dopo l'intervento chirurgico.
Domanda:
Ho uno Shiba Inu giapponese femmina di tre anni di nome Acer (si tratta di un bell'albero giapponese). Di recente, ha iniziato ad agire molto stranamente.  sempre stata un cane amabile e lo  ancora per la maggior parte del tempo. Negli ultimi tempi ha iniziato a diventare molto aggressiva quando  nella sua cuccia e a volte mi ringhia quando mi avvicino alla sua ciotola del cibo; scava buchi in giardino per mettervi i vasi da fiori in plastica di mio marito; se riesce ad arrivare a un giornale, lo fa in mille pezzettini e graffia i tappeti dietro una delle sedie in sala e nell'angolo del soggiorno.
Risposta:
Senza dubbio, Acer sta vivendo una gravidanza isterica: pensa che i vasi di plastica siano i cuccioli, divertente da vedere per noi, ma triste per lei. Bench questa razza sia ancora poco diffusa in Inghilterra, appartiene al gruppo dei volpini, molto primitivi nei loro istinti. Scommetto che Acer  andata in estro di recente e, accertando che non sia incinta davvero, i cambiamenti ormonali le dicono di esserlo. Se osserva bene, noter che il cane sta gi producendo latte per nutrire i vasi di plastica. Se difende il letto e il cibo da voi, ci indica un atteggiamento decisamente dominante, anche se perfettamente naturale per una madre che ha un alto concetto dei suo ruolo all'interno dell'ambiente. Lo scavare in giardino ha lo scopo di creare un nido, cos come quando graffia i tappeti e riduce la carta a brandelli. Ora guarda i vasi per le piante come se fossero i suoi cuccioli, mentre altri cani focalizzano la loro attenzione su una pantofola o un giocattolo. Il consiglio  di lasciarla libera di agire e probabilmente la situazione si estinguer da sola. Penso tuttavia che sia triste che queste femmine dall'istinto materno cos forte siano lasciate sole a vivere lo stress di questo periodo. Spesso, un trattamento ormonale dietro prescrizione veterinaria pu alleviare il problema; in alternativa, esistono rimedi omeopatici ideali per questi casi e il suo veterinario sapr indicarle una persona qualificata nel caso lei volesse tentare questo tipo di terapia che non presenta effetti collaterali. Questo comportamento non  insolito in femmine molto materne e, volendo usare termini antropomorfizzanti, assomiglia allo stato psicologico della donna che "ruba" i bambini. Se negli esseri umani riconosciamo un bisogno di aiuto, lo stesso dovremmo fare con i cani. Ammesso che lei riesca a superare l'aspetto dominante del carattere del suo cane, se avete intenzione di farla riprodurre, sar certamente una madre formidabile. Se non volete farla riprodurre, allora per il suo equilibrio psicologico io suggerirei l'ovariectomia, anche se continuerei prima a insistere sulla riduzione della dominanza dei suoi atteggiamenti (vedi Inversione dei ruoli).

Pasti (somministrazione dei).
Una volta che il cane raggiunge l'et di 12 mesi,  pratica comune iniziare a somministragli un unico pasto al giorno. Questa usanza risale probabilmente a quando al cane si riservavano gli avanzi di casa che venivano buttati in un'unica volta a fine giornata. Tuttavia, a 12 mesi il cane  ancora in fase di crescita e il suo sviluppo non termina prima dei due anni. Se pensiamo che durante questo periodo di crescita il cane ha bisogno di nutrirsi pi volte al giorno, diventa incomprensibile che i proprietari di cani continuino a seguire passivamente questa tradizione. Intorno ai 12-14 mesi il cane comincia a dare i primi problemi, di solito legati alla sua adolescenza. Nessun genitore vi dir mai che anche i loro bambini, quando raggiungono l'analogo stadio di sviluppo, mangiano come lupi. Certo, hanno i loro problemi adolescenziali, ma il comportamento normalmente peggiora quando viene loro fame. Alla voce Adolescenza ho discusso dello sviluppo del cane dai 12 mesi di et in poi.
Molti allevatori forniscono ai proprietari un foglio contenente la dieta appropriata al cucciolo e indicante il tipo di cibo pi adatto e quante volte al giorno deve essere nutrito, poich questo particolare dipende dall'et. Per esempio:
fino ai 4 mesi 4 volte al giorno
dai 4 ai 6 mesi 3 volte al giorno
dai 6 ai 12 mesi 2 volte al giorno
dai 12 mesi in poi 1 volta al giorno
Il padrone scrupoloso seguir alla lettera questa tabella, convinto che l'allevatore abbia ragione dato che, per esempio, verso i 6 mesi il cane inizia a fare un po' il difficile con il pasto di mezzogiorno.
A questa et, la crescita del cane  soggetta ad alti e bassi quindi a 6 mesi due pasti al giorno possono bastare a coprire le esigenze nutritive. A 7 mesi  possibile che lo sviluppo subisca un'altra impennata e che al cane si renda necessaria una razione alimentare extra. In sostanza, le parole degli allevatori dovrebbero essere considerate come consigli di massima e non come verit assolute. Il padrone dovrebbe nutrire il suo cane che sta crescendo in relazione al suo appetito e al suo aspetto, cio impedendo che ingrassi o dimagrisca eccessivamente. Gli alimenti per animali che si trovano gi pronti in commercio hanno un difetto: forniscono al cane un'eccessiva quantit di nutrienti. Se la crescita viene forzata, soprattutto nelle razze di dimensioni maggiori, pu manifestare tutta una serie di problemi alle ossa e alle articolazioni. Una dieta appropriata avr una formulazione diversa secondo i diversi stadi di crescita e delle diverse et, compresa la dieta per il cane anziano, e il veterinario vi aiuter a formulare la dieta pi adatta al vostro cane. In pratica, l'integrare i pasti con ossa, calcio, vitamine e minerali aggiunti pu a lungo termine risultare nociva se la dieta  gi correttamente bilanciata.
In generale, la maggior parte dei cani nutriti una sola volta al giorno risultano forti, in buona salute e felici. Considerando che il cane a 12 mesi deve ancora finire di crescere, c' un altro argomento di cui parlare: il cane moderno non ha molte cose a cui pensare, se non a camminare e richiedere le nostre attenzioni. L'attivit quotidiana che rimane  mangiare e allora perch non dividere in due quello che mangiano in un unico frangente? Si avr un beneficio aggiunto perch il cane nutrito in questo modo estrarr dal cibo tutti i nutrienti di cui necessita, ammesso che la formulazione del pasto sia adeguata (vedi Dieta).
Un unico, abbondante pasto costringe il sistema digestivo del cane ad un superlavoro e il risultato  che molte sostanze nutrienti escono inutilizzati con le feci; aumentare il numero dei pasti diminuendo la quantit della razione alleggerisce il sistema digestivo e rende pienamente utilizzabili i nutrienti.
Domanda:
Il mio cane si comporta come un Dr. Jekyll e Mr. Hyde.  un Pointer Tedesco a pelo corto di due anni e mezzo in ottima salute e molto attivo. Tutti i giorni fa due corse di un'ora ciascuna e in pi ha a sua completa disposizione un ampio giardino. Se non  a caccia di uccelli e scoiattoli, sta molestando l'altro nostro cane, una tranquillissimo Collie femmina di cinque anni: se questa mostra chiaramente di non voler giocare, l'altro si lancia su e gi lungo la rete insieme al cane della porta accanto alla nostra. Per quasi tutto il giorno si mostra amichevole e spensierato, ma verso le quattro cambia del tutto e diventa molto scontroso: se lo si accarezza, ringhia, anche se non troppo minacciosamente, e se lo sgridiamo per questo, lui peggiora. Se lo urtiamo accidentalmente, riceviamo lo stesso trattamento. In nessun altro momento della giornata si comporta cos e ci hanno detto che la causa potrebbe essere la dieta.
Piccoli pasti somministrati lungo la giornata sono meglio di un unico pasto abbondante.
Non penso per che si tratti di questo dato che il comportamento insorge prima del pasto, non dopo. Il cane mangia alle sei insieme alla femmina, mangia molto bene e se fosse il cibo il responsabile, penso che il cambiamento dovrebbe avvenire subito dopo mangiato. Che cosa ne pensa?
Risposta:
Penso anch'io che il problema sia legato al pasto e pi precisamente non a quello che gli somministrate, ma al modo in cui lo nutrite. Il tipo di cane che lei mi descrive (sano, giocherellone, sempre attivo) ha un ritmo metabolico molto pi alto del Collie, pi rilassato e tranquillo. Ci significa che gli ingredienti energetici del cibo vengono bruciati molto pi velocemente che in un cane dalla digestione lenta. Quello che rende il vostro cane scontroso nel tardo pomeriggio  la "tensione da fame".
Sapendo che il lupo sopravvive a un regime alimentare che alterna abbuffate a momenti di magra, pensiamo che il nostro cane si adatti bene al medesimo regime. Ancora oggi alcuni fanatici tengono a digiuno il proprio cane un giorno alla settimana. Questo  uno degli ambiti in cui emergono maggiormente le differenze fra il lupo che vive allo stato selvatico e il cane moderno che vive al riparo delle nostre abitazioni. Nutrendosi tutti i giorni, l'organismo si aspetta di assumere una certa quantit di cibo. Lasciando a digiuno il cane un giorno alla settimana causiamo un abbassamento degli zuccheri nel sangue e rendiamo il cane irritabile, per non parlare di ci che il cane prova nello stare a digiuno e che non  in grado di dirci; inoltre il cane viene a soffrire di cefalee, infreddolimento e crampi per la fame. I cani con un ritmo metabolico alto possono soffrire di questi sintomi quotidianamente. Somministrando loro due pasti giornalieri si assicura in ogni momento del giorno il necessario fabbisogno di carburante.

Pensioni per cani.
Esiste un'importante regola da ricordare quando considerate l'idea di mettere il vostro cane a pensione: andare a visitare il luogo di persona. Se ci che vedete non vi piace, non aspettatevi che la situazione sar migliorata quando arriver il momento di portarvi il vostro cane. Tutte le pensioni per animali devono avere la licenza di esercizio, che per non  indicativa della qualit, poich gli standard fissati dalle autorit sono sempre molto bassi.
Purtroppo il rispetto di questi standard minimi in molti casi sono del tutto insufficienti per accogliere decentemente un animale, magari abituato fino a quel momento a vedere esaudito ogni suo capriccio e a vivere nelle comodit di una casa accogliente. Vicino alla mia casa c' una pensione per animali e negli anni ho sentito talmente tante lamentele da parte di padroni di cani e gatti da sentirmi obbligato a mettere in contatto le autorit locali per chiedere loro perch continuassero a rinnovare la licenza. La risposta fu la seguente: "Una volta accertata l'esistenza delle strutture minime prefissate dal regolamento, come per esempio gli impianti di riscaldamento e le aree per l'esercizio fisico, l'autorizzazione  accordata. Il fatto che noi non possiamo imporre di accendere il riscaldamento o l'accesso degli animali alle aree adibite all'esercizio fisico  solo una triste constatazione di fatto. Se negassimo la licenza per simili motivazioni, centinaia di persone ogni anno non avrebbero pi dove mettere i loro animali nelle vicinanze di casa." Che tristezza! Se il proprietario riesce a progettare di partire per una localit esotica ad alcune migliaia di chilometri di distanza, perch non dovrebbe riuscire a percorrere 50 o 60 chilometri per assicurarsi che il suo cane sia accudito adeguatamente?
Di solito i veterinari non si sbilanciano a consigliare pensioni per animali. Possono fornirvi una lista e accettano che le strutture facciano pubblicit sul loro tabellone, ma non si arrischiano a raccomandarne qualcuno in particolare, dato che se l'animale tornasse a casa con l'aria malaticcia, il padrone si lamenterebbe innanzi tutto con il veterinario. Il modo migliore per azzeccare la struttura giusta  affidarsi alle segnalazioni di chi ne abbia gi usufruito e alla vostra reazione istintiva quando vi accerterete di persona.
Domanda:
Sto pensando per la prima volta di mettere il mio cane in una pensione il prossimo mese. Ho sentito buone referenze riguardo quella a cui intendo rivolgermi e l'ho visitata di persona rimanendone piacevolmente impressionata. Il problema  che il mio cane mi  molto affezionato e non sono sicura di come reagir, so soltanto che il pensiero che possa trovarsi male mi sta rovinando i preparativi per le vacanze. Pu suggerirmi qualcosa in grado di aiutare il mio cane ad ambientarsi pi velocemente?
Risposta:
La maggior parte dei cani di solito si adatta ad ambienti diversi nel giro di due giorni. Forse la lascer sconcertata dicendole che mentre lei si strugge per il suo cane, lui, ammesso che sia nutrito, al caldo e comodo, non si strugge affatto per lei. Ho potuto constatare che i cani, che arrivano alla pensione pieni di riferimenti chimici della loro casa (coperte, letti, giocattoli e vecchie ciabatte), tendono ad attaccarsi a questi oggetti familiari e impiegano pi tempo a prendere confidenza con la nuova situazione piuttosto che i cani che vi arrivano senza questi oggetti. Se siete soddisfatti e certi che il vostro cane stia bene e si trovi nel posto giusto, godetevi le vacanze. Prima di partire, non ricompensate in maniera smodata il cane perch vi sentite in colpa e non scusatevi con lui quando tornate (vedi Anoressia nervosa e relativa domanda; Antropomorfismo e relativa domanda).

Picchiare (somministrare stimoli dolorosi).
Somministrare stimoli dolorosi come ausilio ai programmi di addestramento non funziona. Nonostante tutto per, fino a tempi molto recenti,  stato il metodo tradizionalmente usato nelle scuole di educazione canina (vedi Coercizione). Picchiando si rischia che il cane apprenda dei condizionamenti errati. L'esempio del cane che balza contro gli altri cani, riportato alla voce Scuola di obbedienza, mostra la differenza tra un programma di addestramento improntato sul picchiare e un programma di rinforzo positivo. Come si  gi detto molte volte, i cani imparano attraverso la ricompensa, bisogner per fare attenzione che la somministrazione di questa avvenga in contemporanea con l'azione compiuta o non pi tardi di due secondi dal compimento di essa, altrimenti non  in grado di sortire alcun effetto sull'apprendimento. Quando espongo questo argomento, la maggior parte delle persone si trova subito d'accordo per principio quando ci si limita alla teoria. Purtroppo, nella pratica siamo una specie orientata verso la somministrazione di stimoli dolorosi e quando propongo l'ipotetico scenario riportato qui sotto, la maggior parte dei miei interlocutori mostra di ricorrere proprio a questo tipo di addestramento.
Supponiamo che il vostro cane si sia perso nel parco e da una distanza di circa cinquanta metri voi lo vedete abbaiare a una madre con un bambino, precipitarsi verso di loro e mordere il bambino. Voi gridate "Vieni qua!" e il cane prontamente ritorna. Gli direte che  stato bravo?
Poche persone lo farebbero, quasi tutti probabilmente picchierebbero il cane. Ma ci significa insegnargli che l'azione compiuta subito prima di picchiarlo non era giusta: in effetti l'ultima azione compiuta dal cane era stata di ubbidire al comando di richiamo e, dal punto di vista del cane, lui  stato picchiato per aver ubbidito. Se, al contrario, vi preoccupate di mostrare al cane il vostro apprezzamento per il fatto che  ritornato su richiamo, sicuramente la madre chiamer la polizia per dire che voi avete premiato il cane per aver morso il bambino. Dopo di che, se vi provate a spiegare alla polizia che voi stavate premiando il fatto che il cane fosse ritornato su richiamo, gli agenti stenteranno a capire cos come probabilmente stenter il giudice.
Il problema sta nel fatto che gli esseri umani non sono in grado di separare i valori dalle procedure puramente legate all'apprendimento. I cani e gli altri animali fanno affidamento solo sull'istinto. Se per esempio il cane si sente minacciato dalla madre e dal bambino e, a scopo di autodifesa, attacca il pi debole dei due, sta attuando un normalissimo (anche se per noi inaccettabile) comportamento canino, poich, ricordiamoci, i cani mordono. Quando il padrone lo chiama, il cane, che si fida e si affida al richiamo, ritorna ubbidendo, ma il fatto di essere picchiato ottiene il risultato di renderlo diffidente e insicuro in futuro quando si trover nuovamente nella condizione di dover ubbidire senza per essere pi sicuro delle conseguenze che dovr subire: picchiarlo in quel momento non gli ha insegnato nulla riguardo al fatto che non dovrebbe mordere i bambini. Questa tipologia di comportamento aggressivo va trattata come un problema a s stante. Da questo esempio emerge che invece di porre attenzione a ci che stiamo veramente insegnando al cane, ci preoccupiamo d'inquinare il problema con valutazioni morali creando solo confusione. Siamo sempre troppo pronti a picchiare i cani per ci che  sbagliato, anzich far mente locale su ci che sta accadendo veramente e ricompensando ci che  giusto ma, mentre noi ci comportiamo in questo modo, il cane capisce quello che stiamo tentando di insegnargli?
Se usiamo la somministrazione di stimoli dolorosi come metodo d'insegnamento e il cane arriva a imparare la cosa sbagliata, non solo abbiamo creato confusione, ma causiamo anche degli equivoci. Allo scopo rimando alla voce Pulizia.

Pulizia.
Uno dei primi compiti che siamo chiamati ad assolvere quando adottiamo un cucciolo  di insegnargli a non sporcare in casa. Questo  anche il periodo in cui si rafforza il legame tra cane e padrone, quindi  importante che i metodi d'insegnamento usati non compromettano questo legame. Il vecchio metodo di strofinare il naso del cucciolo sullo sporco che ha causato  crudele, non funziona e compromette il nostro rapporto con l'animale. In questo modo il cucciolo impara soltanto che lo sporco sul pavimento e un essere umano sulla soglia della porta preludono a cattive notizie; avendo imparato questo, il cane mostrer sottomissione quando entriamo nella stanza e noi, che equivochiamo, interpretiamo questo atteggiamento come un'ammissione di colpa. Siccome riteniamo che il cucciolo sappia distinguere il giusto dallo sbagliato, pensiamo che punirlo servir a non farlo ricadere in errore. I cani invece non conoscono la differenza fra giusto e sbagliato: lo sporco sul pavimento non preoccupa il cucciolo, l'unico suo pensiero  girargli intorno. Lo sporco diventa un problema quando sopraggiunge un umano e questo a volte capita dopo ore che il cucciolo ha sporcato per terra. Vedendo il pasticcio, l'umano si arrabbia, il cucciolo mostra sottomissione e si crea il circolo vizioso. Se questa procedura continua per molto tempo, il cane diventer ansioso perch non sapr pi cosa aspettarsi quando il padrone rientra a casa. Uno degli effetti collaterali dell'ansia  la perdita di controllo della vescica e dello sfintere con conseguente peggioramento del problema.
Alcuni di coloro che hanno usato il metodo di strofinare il naso sono pronti a giurare che in seguito a questo trattamento il loro cane  diventato pulito. Queste persone non tengono conto del fatto che il cane avrebbe comunque imparato questa abitudine (vedi gli esempi citati nel capitolo 5 alla voce Sporcare). Se quasi tutti i cani arrivano a tenersi puliti spontaneamente, allora tutto quello che bisogna fare  indirizzare il processo nella direzione giusta con un sistema noto come target training (addestramento finalizzato).
Scegliete un'area in giardino accessibile al cane, lontano dalla strada e che abbia un suolo facile da pulire. Quando notate che il cane vuole uscire, portatelo in quest'area e aspettate. All'inizio dovrete forse aspettare parecchio, specialmente se prima di cominciare questo tipo di addestramento avevate gi applicato metodi che prevedevano la punizione. Il vostro cane potrebbe aver imparato che depositare le feci in vostra presenza preluda a una situazione spiacevole. Come prima cosa, al mattino quando vi alzate, subito dopo aver dato da mangiare al cane, portatelo nell'area adibita a toilette; ripetete la procedura al suo risveglio dal sonnellino pomeridiano; alla fine sar possibile che si rechi nell'area di propria volont. Appena questo succede, voi ricompensatelo con un bocconcino (non quando rientra in casa, ma proprio quando si trova dentro l'area). Se farete attenzione a ignorarlo tutte le volte che si dirige verso una zona diversa da quella prescelta, imparer molto rapidamente ad andare solo nell'area idonea, perch soltanto l ricever la ricompensa. Ovviamente, se lo sorprendete mentre sta per andare in un altro punto,  opportuno prenderlo in braccio emettendo un severo "Brutto!" e riportarlo nell'area giusta. Le punizioni fisiche non servono, il rimprovero verbale  pi che sufficiente. Se arrivate due secondi dopo l'azione da rimproverare o da premiare, allora n il rimprovero n il premio sortiranno alcun effetto.
Domanda:
Perch il mio cane continua a sporcare in casa?  un Dobermann di quattro anni che ho adottato in Sud Africa quando era cucciolo. L era tenuto in un canile e quando arrivammo in Inghilterra, dovette passare sei mesi di quarantena in un canile; per questi motivi si era abituato a defecare dove gli capitava. Il problema nasce dal fatto che noi ora abitiamo in appartamento e non riusciamo a fargli perdere questa abitudine. Lo rimproveriamo, ma l'unico risultato  che lui sembra sempre pi confuso. Pu indicarmi un metodo per insegnargli che deve uscire quando deve fare i bisogni?
Risposta:
Sicuramente all'interno della vostra casa ci sono due punti in cui il cane non va mai a defecare o urinare e sono il luogo dove dorme e quello dove mangia. Sulle cause del problema avete ragione e quello che vi consiglio di fare  di predisporre due aree separate:
1) area per la notte e per il pasto;
2) area per l'esercizio fisico.
Per realizzarle occorre abituare il cane a un canile da interno (vedi Appendice, Cuccette-box da interno). Il cane vi si abituer in fretta, avendo trascorso gi tanto tempo in un ambiente confinato. A intervalli regolari farete uscire il cane che verr immediatamente portato all'esterno sull'area adibita a toilette. Nel momento in cui espleta le sue funzioni, deve essere ricompensato con parole gentili e un bocconcino. Dopo di che lo si pu riportare in casa concedendogli la sua usuale libert, tenendolo sempre sotto controllo; quando non potete controllarlo, verr tenuto nel canile da interno. Quello che state facendo  ricominciare dall'inizio la sua educazione come se lui fosse tornato cucciolo e vivesse ancora nel nido; tutta la procedura non dovrebbe durare pi di una settimana circa e vedrete che il vostro tempo e la vostra pazienza saranno stati spesi bene.

Remissivit.
Questo tipo di comportamento  stato descritto nel capitolo 5 alla voce Urina. La storia che segue mostra come risolvere il problema in un cane adulto.
Del tutto similmente al caso descritto alla voce Giochi, questo caso riguarda un Golden Retriever maschio di due anni e il problema consisteva nel fatto che il cane urinava quando i padroni rientravano a casa. Mi ci sono voluti solo pochi minuti per stabilire che si trattava di un classico comportamento di sottomissione. Mi ci  voluto un po' pi di tempo per convincere quei padroni alquanto dominanti che si trattava di una normalissima reazione canina di fronte alla presenza di un animale dominante; i padroni erano convinti che il cane si comportasse cos per punirli del fatto di averlo lasciato a casa da solo. Come si pu immaginare, la loro reazione era quella di sgridare il cane, quest'ultimo sempre pi convinto di dover mostrare sottomissione. Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, i proprietari erano persone molto attente, che amavano sinceramente il loro cane; semplicemente non riuscivano a capire perch lui si comportasse in quel modo e continuasse a comportarsi cos pur sapendo, come dicevano loro, che stava facendo qualcosa di sbagliato. Una volta chiariti gli equivoci fra le due specie, il programma consigliato ha risolto il problema in breve tempo. Ai padroni era stato detto di aprire la porta di entrata, ma invece di avvicinarsi al cane, avrebbero dovuto camminare verso il giardino e chiamare il cane perch li raggiungesse. Questo significava da parte dei padroni non presentare una postura frontale dominante verso il cane, ma una visuale pi di tre quarti; questo significava anche che qualunque evento di minzione si sarebbe verificato in giardino e non in casa: meno sporcizia, meno tensioni. Era inoltre stato detto loro che pi che accarezzare il cane sarebbe stato meglio che gli avessero dato il comando di mettersi seduto per poi ricompensarlo con un bocconcino. Questo avrebbe distolto l'attenzione del cane e sarebbe diventato un comportamento molto semplice da mettere in pratica da parte del cane (mettersi seduto per ricevere la gratificazione del bocconcino  una performance che quasi tutti i cani imparano pressoch in tempo reale). Questa procedura era stata pensata allo scopo di sostituire una ritualit sgradita di saluto e allo scopo d'insegnare al cane nuove aspettative riguardo al ritorno dei suoi padroni.
A questo punto ci occorreva un programma per ricostituire la fiducia generale del cane e lo scopo  stato raggiunto invertendo alcuni principi esposti alla voce Inversione dei ruoli.
Si  posta particolare enfasi sull'attuare giochi competitivi con il cane, specialmente il tiro alla fune che il cane avrebbe dovuto vincere sempre. All'inizio si  introdotto un inaspettato elemento di stress dovuto al fatto che il cane non voleva giocare, principalmente perch era convinto che non avrebbe mai potuto vincere. Ho detto ai padroni di perseverare e di stare attenti a farlo vincere al primo tentativo di tirare la fune. Sono passati pochi giorni, dopo di che i proprietari sono tornati da me per dirmi che il cane era sempre prontissimo a giocare al tiro alla fune e hanno inoltre aggiunto che avevano notato un cambiamento generale negli atteggiamenti del cane: addirittura sembrava che avesse assunto un'andatura pavoneggiante con cui camminava per tutta la casa.  stato per me incoraggiante sentire che si era verificata anche una marcata riduzione nel fare pip in casa. Ma la soddisfazione pi grande per me  stato il sentire che queste persone avevano imparato a conoscere un po' meglio il loro cane.
Ho raccomandato ai proprietari di contattarmi per qualunque problema avessero avuto in futuro.  strano a dirlo, ma sono stato contento di non risentirli pi.

Richiamo.
Il richiamo  forse uno dei problemi di pi difficile risoluzione, poich dal punto di vista del cane non tornare su richiamo  pi gratificante che ubbidire: se non ubbidisce, pu camminare ancora un po', se ubbidisce, la camminata  finita e si torna a casa. Inoltre, la responsabilit di tenere unito il branco  del leader e se il cane ignora il comando di ritorno del padrone significa che quest'ultimo deve rivedere in toto la sua relazione con il cane.
Quando qualcuno viene da me a lamentarsi del fatto che il cane non ritorna su richiamo, io domando quanto prontamente l'animale risponde dentro casa e in giardino. Mi viene di solito risposto che in questi due luoghi il cane non d problemi, ma se chiedo di chiamare il cane quando si trovano nel mio ambulatorio, di solito occorrono due o tre richiami prima che il cane si avvicini alla persona. Non sto dicendo che i padroni mentono, ma soltanto che fino a quel momento il proprietario non si era reso conto del problema. In altre parole, se il proprietario di un cane deve utilizzare due o tre richiami prima di essere ubbidito entro le mura domestiche, sar alquanto difficile che in un parco, con tutte le distrazioni visive e odorose che ci sono, il cane sia pi ubbidiente e pi pronto a rispondere di quanto non lo sia a casa. Dunque, occorrer mettere alla prova l'efficacia del richiamo in casa e nel proprio giardino, prima di permettere al cane di correre libero negli spazi aperti. Assumendo che ci sia stato fatto, le prime sedute di prova dovranno essere tenute in un'area confinata, con il cane che indossa una cordicella da addestramento. Verr dato un solo comando e se il cane non risponder immediatamente, si tirer leggermente la cordicella non come punizione, ma come rinforzo del comando.  consigliabile nutrire il cane dopo la passeggiata all'aperto e, nel caso in cui il cane faccia un unico pasto giornaliero, iniziare a somministrargli due o tre pasti al giorno sempre dopo la corsa all'aperto, cos da incentivarlo a tornare. Se questo non funziona, un altro trucchetto potrebbe essere quello di portare con s al parco la sua porzione di cibo e somministrargliela sul posto.
Una volta che la risposta al richiamo comincia a diventare un comportamento consolidato, il padrone dovrebbe prendere l'abitudine di chiamare il cane tre o quattro volte durante ogni camminata. Il cane verr premiato con un bocconcino o con la possibilit di giocare con un oggetto e quindi gli si permetter di tornare a correre.
Domanda:
Abbiamo provato in tutti i modi a insegnare al nostro cane a tornare su nostro richiamo, ma senza risultati. Non lo picchiamo mai,  stato castrato, utilizziamo un guinzaglio estensibile, portiamo il cibo al parco, frequenta la scuola di ubbidienza, insomma abbiamo provato di tutto. Pu aiutarci, per favore?
Risposta:
Esiste un metodo che in passato si  rivelato molto utile e che  stato messo a punto dal ricercatore russo Pavlov. Uno degli esperimenti da lui condotti riguardava l'entit di salivazione del cane. Egli dimostr che, suonando un campanello per poi mettere subito dopo un po' di cibo in polvere nella bocca di un cane, si otteneva di far salivare il cane quando gli si dava la possibilit di suonare da solo il medesimo campanello. Cosa ha a che fare tutto ci con il richiamo a tornare? Un riflesso condizionato  qualcosa su cui il cane non ha controllo; quindi se voi insegnate al vostro cane a salivare nell'udire un certo suono, siete quasi arrivati a curare il problema. Se il cane sta salivando, occorrer soddisfare l'urgenza fisiologica che ha causato quella reazione. Se avete con voi qualche bocconcino succulento, solo un cane stupido si allontaner da voi. A patto che il cane non sia abituato a questo tipo di suono, procuratevi un fischietto. Scegliete voi il momento in cui dare al cane un bocconcino e io in proposito consiglierei di somministrare a pezzetti la sua quota di cibo giornaliera in modo da poter moltiplicare fino a una dozzina o pi la somministrazione di queste piccole porzioni. Prima di dare il bocconcino, suonate il fischietto facendo attenzione a non dire nulla. Ripetete l'azione quando gli somministrate la parte restante del pasto. Se ripeterete la procedura per alcuni giorni, noterete che il fischietto sar in grado di produrre il medesimo risultato ottenuto da Pavlov. A questo punto, potrete iniziare a soffiare nel fischietto quando il cane si trova in giardino e voi siete all'interno della casa. Il cane varcher la soglia della porta allegro con la reazione di salivazione in atto. Questo insieme di eventi concatenati (fischietto, salivazione, bocconcino/razione di cibo) dovrebbe continuare finch sar il richiamo stesso a innescare il riflesso condizionato. Una volta che voi avrete interrotto la somministrazione di bocconcini, la salivazione al suono del fischietto ben presto si estinguer. Questo  un metodo del tutto diverso da quello esposto a proposito del rinforzo positivo discusso nel paragrafo successivo.

Rinforzo e punizione.
Si parla di rinforzo quando la conseguenza di una determinata azione aumenta le probabilit che tale azione sia ripetuta. Si parla di punizione quando la conseguenza di una determinata azione diminuisce la probabilit che tale azione sia ripetuta. Esistono due tipi di rinforzo: il rinforzo positivo, dato dalla somministrazione di uno stimolo piacevole o appetitivo, e il rinforzo negativo, dato dalla sottrazione di uno stimolo spiacevole o avversivo. Esistono due tipi di punizione: la punizione positiva, data dalla somministrazione di uno stimolo spiacevole o avversivo, e la punizione negativa, data dalla sottrazione di uno stimolo piacevole o appetitivo.
 possibile addestrare un animale, uomo compreso, a compiere o a non compiere una determinata azione utilizzando stimoli appetitivi o stimoli avversivi. Nell'addestrare ad un comportamento, che si tratti di far saltare un ostacolo ad un cane o di abituare un bambino all'uso del vasino, i risultati migliori si ottengono evitando l'utilizzo di stimoli avversivi. Purtroppo, anche gli ultimi libri di addestramento canino pubblicati di recente si ostinano a illustrare metodiche assolutamente obsolete. Un mio studente, che ha frequentato un corso per corrispondenza sul comportamento canino da me ideato, ha recensito un libro pubblicato recentemente in cui gli autori affermano che il miglior modo per tranquillizzare il cucciolo di notte  il seguente: "Se si lamenta, scrollatelo violentemente, prestando attenzione a non piegare troppo forte il collo all'indietro. Se questo non dovesse funzionare, la colpa  vostra perch non usate la giusta dose di collera: lo scopo  spaventare, non ferire."
Lo studente aggiunse: "Tremo al pensiero di come potrebbe sentirsi un cucciolo trattato in questo modo."
Domanda:
Il mio Pastore Tedesco di due anni quando si trova con me  molto aggressivo verso tutti gli altri cani, maschi e femmine, cuccioli e adulti: appena li vede, gli si precipita contro rabbioso. Se sono io ad accorgermi per primo di un altro cane, do uno strattone al guinzaglio a strozzo per fermare il mio cane e cambiare direzione di marcia. Se  lui ad accorgersi per primo dell'altro cane, spesso mi coglie di sorpresa e, nonostante io sia di corporatura robusta,  capitato spesso che mi tirasse fino a farmi perdere l'equilibrio. L'ho portato alla scuola di addestramento lasciandolo da solo e quando sono andato a riprenderlo, stava giocando libero in compagnia di altri quattro o cinque cani senza creare alcun problema. L'addestratore mi ha assicurato che la ragazza del canile era solita accompagnarlo al guinzaglio a passeggiare nella citt vicina e che non aveva mai dato alcun problema quando aveva incontrato altri cani. Nessun altro istruttore della scuola che lo avesse accompagnato a passeggiare aveva mai avuto problemi. Il mio veterinario lo aveva castrato senza che per si notassero differenze nel comportamento. Pensa che il motivo sia una presunta iperprotettivit nei miei confronti e, se cos, c' qualcosa che io possa fare?
Risposta:
In effetti potrebbe esserci una certa protettivit che emerge da una probabile inversione dei ruoli che andrebbe trattata con la procedura illustrata alla voce Inversione dei ruoli, per fare in modo che sia il padrone a essere riconosciuto come leader e quindi come figura protettiva del branco. Pur tuttavia, sono pi propenso a ritenere che sia il modo in cui lei ha gestito fino ad ora questa situazione ad avere l'influenza maggiore sull'aggressivit del suo cane. Il fatto che si tratti di un'aggressivit non selettiva, il fatto che il cane riesca a correre libero con i suoi conspecifici e che non sia aggressivo con le altre persone dimostra che non si tratta di un cane caratterialmente aggressivo. Quindi si tratta di un comportamento appreso e l'insegnante  stato proprio lei in quanto padrone.
Guardiamo le cose dal punto di vista del suo cane: tutte le volte che compare un altro cane all'orizzonte, il suo animale riceve una strattonata, presumibilmente anche dolorosa, che lo costringe a cambiare direzione. Siccome non era successo nulla del genere prima che il cane arrivasse, la colpa di tutto questo deve essere proprio del cane che  comparso. La presenza di un altro cane diventa dunque preludio ad una punizione subita. Se io fossi nel suo cane, so cosa farei: tenterei di cacciare via il cane prima che il mio padrone lo possa vedere. Quando a tenerlo al guinzaglio sono state altre persone, il suo cane non ha ricevuto la punizione, dunque non ha ritenuto necessario diventare aggressivo. Capisco comunque che quando un cane inizia a diventare aggressivo, il padrone comincia a perdere fiducia e di conseguenza reagisce in maniera esagerata. Tuttavia,  proprio questa reazione esagerata che crea il circolo vizioso e aggrava il problema. In tal modo, i problemi da risolvere diventano due:
1) aumentare la fiducia del padrone;
2) mutare le aspettative del cane circa la presenza di un altro cane allo scopo di ridurre l'aggressivit.
Lo scopo pu essere perseguito nei modi seguenti:
a) cambiare il collare a strozzo con un collare a fibbia per non dare sofferenze fisiche;
b) cambiare il guinzaglio corto con uno estensibile, che aumenter la libert di movimento del cane e avr quindi un effetto tranquillizzante.
Per i primi tempi, fate indossare al cane una museruola morbida che avr lo scopo di evitare qualunque rischio di danno nel caso il cane dovesse cogliere di sorpresa il padrone e contribuir perci ad aumentare la fiducia di quest'ultimo. Questo tipo di museruola  progettata per limitare il movimento della mascella, rendendo impossibile il morso, ma permettendo al cane di mangiare. Se il cane  abituato a fare tre passeggiate al giorno, dividete la quantit del pasto giornaliero in tre porzioni uguali, che saranno poi divise ulteriormente in tre parti e poste in contenitori di plastica da portare con voi a spasso. Per alcune settimane successive, nutrirete il vostro cane solo durante la passeggiata e la porzione sar somministrata dopo aver incontrato un altro cane.
Lei si dovr comportare in questo modo: appena avvistato l'altro cane, si mostri preparato al fatto che il suo cane gli balzer contro, atteggiamento che per lui sar del tutto nuovo. Non usate il freno del guinzaglio estensibile finch il cane non compie l'atto di balzare, in modo da non trasmettergli la vostra ansia. Quando sta per balzare, trattenetelo (il collare a fibbia non gli far male), ma non dite nulla di negativo. Richiamatelo a voi con gentilezza e prendete dalla tasca una porzione di cibo, dategliela e continuate a camminare. Ripetete la procedura per tre volte e quindi tornate a casa. Conservate una quarta porzione nel caso doveste incontrare un altro cane. Bench con questo sistema possa sembrare che lei ricompensi il cane per aver tentato di balzare addosso a un altro cane, in realt si otterr l'effetto contrario. Dato che il cane non  stato punito, n fisicamente n verbalmente, il suo cane inizier a considerare l'apparizione di un altro cane come preludio a ricevere un po' di cibo. Una volta raggiunta la tappa in cui, nel momento in cui compare un altro cane, il vostro animale vi guarda, potete togliere la museruola. Quasi contemporaneamente, potrete sostituire la porzione di pasto con un bocconcino o con il giocattolo preferito o con un premio verbale.

Scavare.
Nella parte seconda abbiamo visto che i lupi, e quindi i cani, scavano. Alcune razze canine sono pi propense a manifestare questo comportamento di altre, per esempio le razze appartenenti al gruppo dei Terrier. Le razze provenienti dal Nord, come l'Husky e il Malamut, sono pi inclini di altre a scavare alla ricerca del fresco e di un rifugio confortevole in cui addormentarsi, ma comunque tutti i cani, per un motivo o per l'altro, scavano. Il cane scava un buco con le zampe anteriori, buttando la terra all'indietro sotto la pancia e lo riempie aiutandosi con il naso. Le persone che hanno un cane avranno certamente notato che a volte il cane spinge la ciotola con il cibo per tutta la cucina servendosi del naso, prima di andarsene senza aver terminato il pasto. Questo comportamento equivale al sotterramento del cibo di riserva e fa parte del rituale di escavazione.  un segnale sicuro del fatto che il cane viene rimpinzato troppo. Quei padroni di cani che siano anche appassionati giardinieri (ancorch rara combinazione, devo ammetterlo) ben conoscono la frustrazione di scoprire che il loro cane ha risistemato la disposizione di tutti i fiori; non si tratta di un dispetto, ma del fatto che il cane  molto interessato al terreno smosso e fresco, cosa perfettamente normale per lui e molto irritante per i padroni. La cosa migliore  impedire che il cane acceda all'area interessata; in alternativa create nel giardino una zona in cui il cane possa divertirsi a scavare e nascondere giocattoli, ossa e altri oggetti, distogliendo l'attenzioni dai fiori.
Domanda:
Abbiamo una femmina di Border Collie di dieci anni di nome Mitzy.  con noi fin da quando era piccola ed  stata un cane perfetto fino a questi ultimi tempi, per ha iniziato a scavare sul pavimento della cucina, dapprima nella zona in cui dorme, situata vicino alla porta e sopra una conduttura del riscaldamento, poi un poco pi in l. Attualmente prova a scavare buchi per tutta la cucina. Questo comportamento  iniziato lo scorso novembre: per un paio di volte mio marito, quando si alzava presto per andare al lavoro, ha cercato di allontanarla, ma anche se lui si mostrava molto arrabbiato con lei, Mitzy continuava ugualmente a scavare. Non vogliamo che dorma in sala perch temiamo che possa iniziare a scavare sul tappeto. C' qualcosa che potremmo fare?
Risposta:
Fossi in voi investigherei sul sistema di riscaldamento. Il fatto che Mitzy dorma su una delle condutture e abbia iniziato a scavare proprio l; il fatto che voi mi diciate che scava in cucina e non altrove; il fatto che abbia iniziato a novembre, momento in cui le persone di solito accendono il riscaldamento prima di alzarsi; il fatto che suo marito l'abbia sorpresa a scavare la mattina presto, tutti questi elementi mi suggeriscono che nel sottosuolo ci sia una attivit molto interessante per Mitzy. Per l'idraulico potrebbe trattarsi di aria nei tubi, ma per Mitzy potrebbe trattarsi di una talpa (N.B. Dopo il mio consiglio, la coppia di coniugi ha fatto controllare le tubature ed effettivamente c'era aria all'interno; tolta l'aria, Mitzy non ha pi scavato).

Scuola di obbedienza.
Obbligo dei proprietari di cani  assicurarsi che i loro animali siano ben addestrati; per i pi questo include frequentare almeno un ciclo completo di lezioni di addestramento. Attenzione! Non volendo fare una critica generale a questo tipo di scuole, dobbiamo confermare che esistono scuole affidabili e centri del tutto squalificati.
Dopo tanti anni di stallo nell'evoluzione delle tecniche di addestramento, oggi finalmente si stanno facendo passi avanti e sempre pi si adottano metodi gentili. Alcuni centri purtroppo rifiutano di accogliere qualunque novit e continuano a consigliare ai loro clienti le punizioni positive come strumento di dissuasione. Questo tipo di metodo pu avere successo in alcuni casi, ammesso per che chi lo applica sia assolutamente esperto. La maggior parte dei proprietari di cani per non  esperta, se lo fosse non avrebbe bisogno di rivolgersi a un addestratore professionista. Ne consegue pertanto che la punizione positiva viene di solito impartita troppo in ritardo rispetto all'evento indesiderato, cosicch il cane impara che deve evitare la punizione e non l'atto che gli ha procurato la punizione. Questo si rende evidente in molti centri di addestramento in cui per esempio si vede un cane balzare contro un altro cane e immediatamente dopo mostrare sottomissione verso il padrone. Quello che l'animale ha imparato  che quando il padrone  vicino a lui e un altro cane si avvicina, il padrone si arrabbia; per il cane diventa perci una questione di autoprotezione il cacciare via l'altro cane prima che il padrone lo veda. Non ha dunque assolutamente imparato che il comportamento indesiderato  proprio l'attacco nei confronti dell'altro cane.
In alternativa a questi centri, esistono scuole pi aggiornate in cui non si consiglia il padrone di punire il cane al primo segnale di aggressivit da parte di quest'ultimo, ma si insegna a premiare il cane ogni volta che questi resta passivo in presenza di un altro cane. Questo si realizza ponendo un altro cane all'interno del raggio visivo dell'animale che si sta educando e, dopo essersi assicurati che non ci sia alcuna manifestazione di aggressione da parte dell'allievo, lo si premia e subito dopo gli si sottrae alla vista l'altro cane.
Durante il ciclo di lezioni, la distanza fra i due cani verr gradualmente ridotta, finch il cane allievo apprender che la presenza di un altro cane  preludio a una ricompensa e non a una punizione.
Certo, questa procedura non pu applicarsi a un cane problematico in presenza di tutta la classe: la compresenza degli altri cani lo innervosirebbe a tal punto che non riuscirebbe a imparare niente n permetterebbe agli altri d'imparare. Dunque, una scuola d'addestramento seria affronter questo tipo di problemi al di fuori della lezione di classe, riservandosi d'integrare poco per volta il cane problematico. Una scuola d'addestramento seria si accerter che le classi non siano in sovrannumero, in modo che i cani siano tutti gestibili correttamente e che ciascun padrone possa ricevere la giusta dose di attenzione da parte dell'istruttore alle sue preoccupazioni e curiosit. Si dovrebbero evitare scuole che formino classi di venti o pi elementi a fronte di un unico istruttore, perch non ci sono le possibilit di avere un rapporto diretto con lui. Meno numerosi sono gli allievi pi alto sar il costo per persona, ma vedo comunque che oggi si tende a organizzare classi di non pi di dieci allievi che iniziano tutti allo stesso livello, per un corso che va dalle otto alle venti lezioni; questo contribuisce a creare un certo cameratismo e un'atmosfera piacevolmente familiare, tanto per i cani quanto per i padroni. Il malcostume di certe scuole di formare classi di 50 elementi e di non dare un'ora precisa all'inizio della lezione (ognuno pu arrivare quando vuole) credo che appartenga ormai al passato.
Nello scegliere la scuola di addestramento pi adatta a voi, la cosa migliore  chiedere di assistere senza il vostro cane a una o due lezioni. Se ci che vedete vi piace e se vi sembra che padroni e cani stiano imparando, allora bene. Altrimenti, continuate a cercare.
Domanda:
Ho un Pointer di diciotto mesi che frequenta la scuola di ubbidienza da quando ne aveva sei. Durante le lezioni  l'allievo migliore e ha gi vinto molte delle gare che si tengono regolarmente. Fuori dalla scuola per  ancora molto disubbidiente: tira ai guinzaglio, non torna quando lo chiamo ed  terribile con gli ospiti che vengono in casa in quanto non li lascia soli un minuto.
Capisco che cerca solo di essere amichevole, ma purtroppo non tutti amano i cani. Se lo chiudo in un'altra stanza abbaia come un matto e graffia la porta. Perch a scuola si comporta in un modo e fuori dalla scuola in un altro?
Risposta:
Insegnare a un cane il significato degli ordini verbali costituisce solo una parte del processo di educazione. Come diretto discendente del lupo, il cane mantiene un istinto di branco molto forte e dunque anche i privilegi di rango. Se a casa voi concedete al vostro cane privilegi tipici di un rango elevato, lui vi considerer subordinati e in quanto tali non potete pretendere di avere alcun controllo su ci che fa: se gli permettete di precedervi quando si entra in una stanza o si attraversa un passaggio qualunque, se gli permettete di occupare il vostro letto e le vostre poltrone, ma portate rispetto per la sua zona riposo come se appartenesse a lui soltanto, se mangia per primo rispetto agli altri membri della famiglia, se gli permettete di elemosinare cibo a tavola mentre state mangiando, significa che gli state concedendo privilegi tipici di un rango elevato. Promuovendolo, perdete ogni diritto di gestione del vostro cane. All'interno della scuola di addestramento vi ubbidisce perch non pu fare altrimenti; se a lezione finita, quando l'istruttore apre la porta, il cane vi trascina fuori, voi in quell'istante gli permettete di riacquisire quell'alto rango che avete cercato di eliminare durante la lezione.
Rango significa anche responsabilit, fra cui rientra la guida del resto del branco: questo  il motivo per cui il vostro cane continua a tirare al guinzaglio, sta facendo il suo mestiere di leader; il rango comporta anche tenere unito il branco e questo  il motivo per cui  cos fastidioso con gli ospiti: non si tratta di essere amichevole, ma di assicurarsi che tutti si spostino secondo i suoi voleri adottando maniere passive e non aggressive. Dal suo punto di vista,  un affronto il fatto che voi vi arroghiate il diritto di isolare un animale di rango maggiore rispetto al vostro e per di pi quando ci sono intrusi nella tana: questo  il motivo per cui protesta rumorosamente quando lo chiudete in una stanza da solo. Per acquisire il controllo del vostro cane  necessario che lui vi consideri di rango superiore al suo: se farete in modo di accaparrarvi i privilegi di rango, ogni cosa andr al suo posto (vedi Dominanza e Tirare al guinzaglio).

Sensibilit.
In passato, quando occorreva educare un cane, i consigli impartiti di solito non tenevano conto delle caratteristiche delle varie razze e l'istruttore se ne stava nel mezzo dell'aula urlando le medesime istruzioni a un gruppo di persone che manipolava i cani pi diversi, dai Dobermann ai Rottweiler ai Pastori delle Shetland ai Chihuahua. Mentre i robusti Dobermann e i vigorosi Rottweiler eventualmente presenti a lezione riuscivano a tenere il passo con i comandi urlati, i cani pi piccoli stentavano a fare qualunque cosa proprio per la loro natura pi sensibile. La sensibilit pu essere suddivisa in varie categorie: tatto, udito, vista e percezione mentale. I proprietari di cani dovrebbero esser consapevoli della particolare sensibilit (o insensibilit) dei loro compagni animali prima di cimentarsi nell'insegnare loro qualcosa. Per esempio, il Collie, proprio per la mansione lavorativa per cui  stato selezionato,  fornito di una vista molto acuta ed  in grado di rilevare e reagire al pi piccolo movimento. Inoltre  facilmente addestrabile, perch in genere questa razza  intellettivamente molto sensibile, cio ricettiva e facilmente "sintonizzabile" sulle emozioni del proprietario, dando spesso l'impressione che questi cani siano tanto intelligenti da anticipare ci che la persona sta pensando. Questa sensibilit intellettiva pu sortire un effetto contrario nelle mani di un addestratore che distrugge le caratteristiche di questa razza lavoratrice.
I cani selezionati specificatamente per gettarsi fra rovi e felceti per ore alla ricerca di selvaggina sono in generale insensibili al tocco, cos come molte razze di Terrier che sono state selezionate per restare tenacemente immobili contro un avversario spesso ben armato. Nonostante alcune razze siano pi o meno sensibili in un particolare campo, restano per fondamentali le caratteristiche individuali di ciascun cane.
Il fatto di ritenere che tutti i cani dovrebbero essere addestrati indossando una catena a strozzo, dimostra che le persone sono inconsapevoli delle variazioni della sensibilit al tocco tra una razza e l'altra. Se, durante una lezione di addestramento, il proprietario di un Pastore delle Shetland, cane tanto sensibile alle sollecitazioni sonore da nascondersi in un angolo perch qualcuno ha urtato con gli stivali contro la porta di legno, dice che pian piano il cane si abituer, significa che questa persona non ha nessuna coscienza dell'estrema sensibilit del suo cane. Non riconoscere il fatto che una frustrazione o un imbarazzo da parte del padrone di fronte alle altre persone pu compromettere le capacit di apprendimento di un cane intellettivamente molto sensibile e non essere in grado di dire al padrone che il motivo per cui il cane anticipa i suoi comandi sta nella sua incredibile acutezza visiva capace di percepire la postura che precede una certa frase o parola di comando; tutte queste sono mancanze che danno un'idea della profonda ignoranza degli istruttori di cani riguardo alla sensibilit di questi animali.
Perch l'insegnamento vada a buon fine, occorre valutare questa sensibilit e le tecniche di addestramento si sono adeguate a questa necessit. Il caso che segue  analogo a quello del cane con la fobia del guinzaglio descritto alla voce Guinzaglio (educazione al), ma la causa che sta a monte  del tutto diversa.
Domanda:
Perch il mio cane corre a nascondersi tutte le volte che io prendo il suo collare e la catena per portarlo a fare la passeggiata? Una volta fuori casa,  molto contento di stare all'aperto e infatti ho sempre un bel daffare a riprenderlo per tornare a casa. Tutti i miei cani precedenti si entusiasmavano appena prendevo collare e catena, dunque non capisco perch questo si comporti cos. Ha qualche idea al riguardo?
Risposta:
Quasi certamente il suo cane, come me, non ama le catene. Avr notato che quando riuscite a prenderlo per mettergli la catena, lui inizia a girare la testa da una parte all'altra. Mi rendo conto del fatto che il collare a strozzo sia diventato un tipo di equipaggiamento standard, ma quando succede che un cane che ama le passeggiate non si faccia prendere per uscire, allora  giunto il momento di porsi delle domande.
La sua domanda comunque non  insolita. Molte persone hanno lo stesso problema e vi hanno convissuto per anni. Non lo ritengono un problema vero e proprio, poich, essendo confinato in casa, il cane si nasconde sempre nello stesso posto ed  facilmente raggiungibile. Al termine della passeggiata, il cane non scappa via, semplicemente non si avvicina abbastanza per farsi prendere e il problema qui sta nella capacit di escogitare qualche nuovo trucco per riuscire ad avvicinarlo abbastanza da acchiapparlo. Quasi sempre i casi di questo genere presentano il collare a strozzo e un cane molto sensibile agli stimoli tattili.
 abbastanza facile scoprire se il suo caso rientri in questa tipologia di problema. Innanzi tutto, occorre che lei conosca il livello di sensibilit tattile del suo cane. Ponga il cane di fronte a lei in posizione di seduto, gentilmente sollevi la zampa anteriore e con l'indice e il pollice prenda la pelle che fa da membrana fra le dita. Mentre conta da uno a dieci, aumenti gradatamente la pressione (l'obiettivo  di sperimentare la reattivit del cane, non di infliggere dolore). La maggior parte dei cani emette un flebile uggiolio e fa uno sforzo per tirare indietro la zampa circa in corrispondenza del numero sette della conta. Se il cane si ribella prima, questo dimostra che il suo livello di sensibilit tattile  molto elevato. Inoltre consiglio vivamente di buttare via il collare a strozzo per sostituirlo con un collare a fibbia. Questo collare sar molto pi gradito al cane che, se lo indosser sempre, risponder felicemente e prontamente tutte le volte che voi prenderete il guinzaglio per portarlo fuori. Basteranno pochi giorni per dimenticarsi di questa sua avversione appresa. Dunque, sia paziente e guardi le cose dal punto di vista del suo cane. A lui piacciono davvero le passeggiate, ma tirare in avanti fa male!

Socializzazione.
Quando si sceglie un nuovo cucciolo,  importante porre attenzione tanto al carattere del padre quanto a quello della madre perch esiste un'influenza ereditaria diretta sul futuro carattere del vostro cane una volta diventato adulto. L'accuratezza nella scelta si riveler in ogni caso inutile se il cucciolo non  stato socializzato in et precoce.
Tutti gli animali, incluso l'uomo, attraversano periodi critici di sviluppo e per quanto concerne i cani familiari probabilmente il periodo pi importante  quello che va dalle quattro alle diciotto-venti settimane.  durante questo periodo che i cani imparano cosa sia la vita all'interno di un ambiente domestico e funzionale. Attraverso un'esposizione precoce agli stimoli pi svariati: bambini, traffico, altri cani, estranei, veterinari; ma sempre in un clima sereno e premiante, insegneremo ai giovanissimi a prendere confidenza con circostanze simili, esperienze che saranno loro utili in et adulta. Dopo le venti settimane, quando il giovane entra in un periodo diverso di sviluppo,  molto pi difficile conquistarsi la sua fiducia in un ambiente non familiare. Purtroppo la pratica d'isolare i nostri cani fino al completamento del calendario delle vaccinazioni significa che, per molti cani, non esiste l'opportunit di fare esperienze di vita al di fuori della sicurezza delle nostre case. Molti cani perdono questo periodo di socializzazione e ci significa che, una volta adulti, porranno dei problemi. Certo  importante proteggere i nostri cuccioli da malattie canine letali come parvo virus, cimurro, epatite e leptospirosi, ma  altrettanto importante non negare loro una parte dello sviluppo mentale e comportamentale. La Guide Dogs for the Blind Association (Associazione cani guida per ciechi) ha condotto una vasta ricerca durata alcuni anni sugli effetti della socializzazione precoce e i risultati parlano da soli. I cuccioli di cani destinati a diventare guide per ciechi vengono immessi nel mondo a sei settimane di et allo scopo d'incontrare svariate persone. Coloro che li accompagnano non permettono che scorazzino liberamente nel parco pubblico n li portano in zone dove sia alto il rischio di trasmissione di malattie da un cane all'altro, ma li sottopongono al numero massimo di stimoli all'et pi precoce possibile.
Domanda:
Sto pensando di prendere un cucciolo e non vorrei che crescesse come il mio ultimo cane che era molto aggressivo verso le persone e gli altri cani. Ho letto che  meglio iniziare a portarli fuori il prima possibile e che si dovrebbe accompagnarli alla scuola di addestramento molto presto. Purtroppo il club canino vicino alla mia zona di residenza accetta soltanto cani che abbiano gi compiuto i sei mesi, ma a questa et  ormai troppo tardi per socializzarli con gli altri cani.
Risposta:
Molte scuole di addestramento applicano ancora la regola dei sei mesi di et per l'iscrizione, bench quando io chieda il perch loro mi rispondano di non saperlo. Alcuni dicono che  la federazione a volere cos, altri affermano che  impossibile rendersi conto dei problemi di comportamento prima di quel et e altri sostengono addirittura che prima di quel et il cane non  in grado d'imparare nulla. In realt, i cuccioli sono delle vere e proprie spugne nell'assorbire gli stimoli e organizzarli in rappresentazioni. Se non iniziamo a insegnare loro le cose che vogliamo che imparino, impareranno da soli (attraverso l'auto-ricompensa) esattamente tutte le cose che noi non vogliamo. Cos all'et di sei mesi ci troveremo di fronte alla necessit di impartire al cane un addestramento correttivo, poich abbiamo permesso lo sviluppo di cattive abitudini e non esercitiamo pi sul cane quel influenza che avevamo nel periodo di apprendimento. In poche parole, le esperienze precoci non possono essere sostituite da nient'altro.
In questi ultimi tempi sta aumentando il numero di addestratori illuminati che ammette l'importanza dell'apprendimento negli individui giovanissimi e per questo scelgono di insegnare in kindergarten per cuccioli puppy class. Queste classi sono per i cuccioli fra le 12 e le 18 settimane di et: le dodici settimane segnano la conclusione del programma di vaccinazione (ricordiamo che prima di questa et possono essere ancora perfettamente socializzati) e le diciotto settimane perch dopo questa et il cucciolo entra in una nuova fase di sviluppo. Nelle classi dei kindergarten, il cucciolo di taglia grossa impara come deve comportarsi con il cucciolo di taglia piccola e i cuccioli piccoli imparano a non spaventarsi dei cuccioli grossi. Tutta la famiglia, madre, padre e bambini,  incoraggiata a prendere parte e, mentre i bambini corrono di qua e di l, in genere comportandosi come dei bambini, gli adulti manipolano i cuccioli per abituarli agli estranei. Gli esercizi di base che vengono insegnati sono il seduto, gi, stai, vieni e al piede, usando il rinforzo positivo come ausilio. Anche i bambini vengono incoraggiati a insegnare questi esercizi ai loro cuccioli. L'efficienza di queste scuole  stata testata negli Stati Uniti dal dr. Jan Dunbar (Hon. Veterinary, consulente alla APBC). Egli ha dimostrato senza ombra di dubbio che un'educazione e una socializzazione precoci sfociano in un cane adulto fiducioso e sicuro di s e questi cani raramente mostrano aggressivit verso le persone o gli altri cani. Suggerirei di parlare con il suo veterinario per individuare il kindergarten pi vicino a casa sua (vedi Castrazione (per i maschi) e Ovariectomia (per le femmine).

Stress.
Affezione ben riconoscibile negli umani, lo stress viene di rado considerato un fattore che influenza i cambiamenti di comportamento nei cani. Negli uomini, il medico riconosce il fatto che lo stress  una delle maggiori cause di malattie fisiche e psicologiche, tuttavia siamo meno disposti a prendere in esame il modo in cui i nostri cani affrontano gli stress e le tensioni presenti nelle famiglie di oggi.
Possiamo definire come paura, per esempio, il fatto che alcuni cani, portati alla scuola di addestramento per la prima volta, inizino a salivare, tirino indietro le orecchie, abbassino la coda fra le zampe posteriori, lascino impronte di sudore sul pavimento e, in alcuni casi, si mettano a orinare. Al padrone purtroppo viene semplicemente detto che  questione della prima volta, poi il cane si abituer. Ci che non viene riconosciuto  che l'esposizione prolungata a un ambiente che incute paura pu arrivare a sfibrare completamente il cane, proprio come avviene nelle persone.
 stato durante la prima Guerra del Golfo che ho sentito degli psicologi di medicina umana parlare di soldati che soffrono di stress da battaglia. Secondo la teoria dello psicologo, questo tipo di stress dovrebbe essere trattato nella zona di battaglia, perch rimuovere il soldato dall'ambiente che genera la paura diventa per il corpo una ricompensa tale che, nel caso il medesimo soldato si ritrovasse esposto ad altri stimoli di paura, avrebbe come primo istinto quello di fuggire. Per quanto mi riguarda, tutto questo posso capirlo in teoria, ma a meno che non si riesca a chiedere alla parte avversaria di sparare un po' pi piano, non vedo proprio come sia possibile trattare una sindrome di guerra in sito. Tornando al cane, non dobbiamo esporlo ulteriormente alla sollecitazione paurosa. Se il cane  stressato dalla classe di ubbidienza, non impara nulla. Rivolgendosi a un valido addestratore privato, riusciremo a superare il fattore di stress e saremo in grado di insegnare al cane ci che desideriamo lui impari.
Questo tipo di reazione viene chiamata stress negativo ed  possibile rilevarla non soltanto all'interno dei centri di addestramento canino, ma anche nella sala d'attesa del veterinario, manifestandosi in genere sotto forma di una perdita eccessiva di pelo e, nel caso del mio Akita giapponese, fremito e comportamento di fuga tutte le volte che trova una porta aperta. Per fortuna i nostri cani non vengono esposti a questo tipo di ambiente per un tempo cos lungo da causare danni collaterali fisici e comportamentali. Comunque, gli ambienti domestici stressanti possono influenzare il comportamento di molti cani proprio perch vi rimangono esposti tutto il giorno. Matrimoni in rivolta, liti quotidiane, adolescenti dispettosi sono tra i pi importanti fattori che causano stress.
Questo  uno dei motivi per cui io e i miei colleghi della APBC preferiamo discutere del problema del cane con l'intera famiglia. Non che tali informazioni sortiscano volontariamente dalle bocche degli invitati, ma comunque c' sempre un indizio che riesce a metterci sulla direzione giusta, dopo di che siamo in grado di condurre la conversazione in maniera tale da ottenere le risposte che cerchiamo. Spessissimo questo avviene nel giro di pochi secondi; la consultazione privata richiede un po' di tempo in pi perch occorre spiegare al padrone, che di solito  molto preoccupato, che la soluzione del problema di comportamento del suo cane sta nella partecipazione di tutta la famiglia. Il comportamento che il cane adotta per far fronte alla sorgente di stress pu presentare una variet di forme. Abbiamo gi visto lo stress negativo e immagino che molti proprietari di pet avranno notato come i loro cani "tendono le orecchie" quando in casa scoppia un litigio. Si tratta di un atteggiamento normale nella maggior parte dei cani e non necessariamente arriva a creare un problema: solo un'esposizione prolungata allo stimolo stressante potrebbe causare dei danni. Alcune persone raccontano che i loro cani diventano molto chiassosi durante i litigi familiari, come se volessero fare da arbitri.  quella che io definisco una reazione positiva, in grado di diventare negativa soltanto se il cane, ancora una volta, venga esposto alla situazione stressante per lungo tempo. Questo tipo di comportamento  spesso equivocato e percepito come disubbidienza, specialmente nell'ambiente dei centri di addestramento. Il cane che sembra prendere le cose con molta calma, improvvisamente inizia ad agire come un cucciolo iperattivo, specialmente in quelle circostanze in cui il padrone sta provando a far fare al cane qualcosa che il cane stesso non sembra capire: il proprietario comincia a manifestare collera e il cane comincia a comportarsi come se fosse matto.  un comportamento del tutto analogo alla reazione umana di provare a sdrammatizzare una situazione per mezzo di scherzi e assumendo atteggiamenti infantili. Questo tipo di comportamento esibito in risposta a una situazione stressante alla fine condurr a uno stress effettivo se la causa non verr rimossa.
I cani pi introversi e timidi incentrano il loro comportamento di reazione allo stress su loro stessi e non  raro sentire di cani che si sono automutilati in determinate occasioni. Graffiare, leccarsi le zampe, rosicchiare e mordersi il fianco sono i sintomi classici di un problema fisiologico ed  solo quando il cane si comporta in questo modo in determinate circostanze che si dovrebbe sospettare di una reazione da stress per poi ricercarne le cause.
Come accade per le persone, ritengo che anche la maggioranza dei cani sia regolarmente esposta a situazioni di stress. Come accade per le persone, alcuni cani fronteggiano meglio tali situazioni, altri peggio. Provenendo da due distinti ambiti di lavoro, l'ambulatorio di Surrey molto rilassato e dall'atmosfera familiare e uno studio di consulenza veterinaria a Londra, noto una grande differenza nel modo in cui i cani si comportano a seconda delle circostanze.
Nell'ambiente meno formale, sono i padroni in genere a essere pi tesi alla prima consulenza e, come descritto nel capitolo 4, i loro animali tendono ad agire in maniera iperattiva. Se offro loro del cibo, mi viene strappato dalla mano in maniera esagitata. Ho il sospetto che questo atteggiamento sia causato dal fatto che il cane percepisce che il branco si sente insicuro, dunque, in quanto leader, deve farsi avanti. Se il cane si assegna il ruolo di leader, ma non  geneticamente equipaggiato per questo ruolo (in un branco di lupi o di cani rinselvatichiti non  obbligatoriamente il soggetto alfa), si pu arrivare a quello che io chiamo stress da leadership. Questo tipo di cane non si  aggiudicato immediatamente questo ruolo all'interno del branco uomo/cane, ma sapeva di essere dominante ancora prima di arrivare in casa. Come molte persone vessate da grandi responsabilit, anche nel cane questo fardello pu avere effetti disastrosi sulla salute e sicuramente sul comportamento (aggiunger che questa teoria non  stata comprovata e spero in futuro di poter condurre ulteriori ricerche al proposito. Le mie affermazioni alla voce Epilessia confermerebbero i miei sospetti). D'altro canto, i cani che ho modo di vedere al Woodthorpe Veterinary Group a Londra agiscono in maniera completamente diversa. In questo tipo di ambiente  il cane a sentirsi pi insicuro e non il suo padrone. Il cane mostra un incremento nella perdita di pelo,  sottomesso e se ne sta in disparte. Se gli offro del cibo, in genere rifiuta di prenderlo. Entrambi i tipi di comportamento sono reazioni allo stress e dovrebbero essere diagnosticati come tali ma, come gi detto in precedenza, il problema non sta nel come il cane reagisce allo stress, ma in un'eventuale esposizione prolungata nel tempo alla fonte di stress.

Tana.
Vedi Appendice: Cuccette-box da interno.

Telefono e TV.
Molti proprietari di cani lamentano che tutte le volte che sono al telefono i loro cani o chiedono di uscire o abbaiano per tutta la durata della conversazione oppure vogliono giocare, di solito con qualcosa a loro proibito, come una scarpa o un indumento. Alcuni cani diventano addirittura aggressivi con i loro padroni quando il telefono squilla. Un'altra lamentela, non cos rara, riguarda il fatto che il cane diventa distruttivo durante determinati programmi televisivi, per esempio sembra che in Inghilterra i cani aspettino la soap televisiva Neighbours per scatenarsi. In quasi tutti i casi il problema  la ricerca d'attenzione e, se guardiamo le cose dall'ottica del cane, ci rendiamo conto di come sia facile per lui imparare come ottenerla. Il primo esercizio di addestramento che intraprendiamo con il nostro nuovo cucciolo  inerente alla pulizia. Lo scopo  ottenere che il cucciolo si avvicini alla porta che d sul giardino e abbai per uscire (o faccia comunque dei segnali). La prima volta che questo accade, gli umani giungono a vedere l'evento spuntando da tutti gli angoli: escono dal gabinetto, schizzano fuori dalla vasca da bagno, smettono di parlare al telefono e abbandonano persino la TV. Il cucciolo riceve cos un mucchio di premi, dopo di che gli viene permesso di uscire. L'obiettivo dell'esercizio  stato raggiunto, ma il cucciolo ha imparato anche tante altre cose di cui non ci siamo resi conto e che portano conseguenze che non sempre apprezziamo. Prendiamo come esempio il telefono e consideriamo cosa significhi per il cucciolo. Di solito, quando una persona entra in una camera con un cucciolo, l'attenzione va immediatamente a quest'ultimo: lo si accarezza o gli si parla; l'unica volta che questo non si verifica  quando squilla quel maledetto affare. In questi frangenti, le persone si precipitano nella stanza, ignorano totalmente il cucciolo e parlano in quello stupido coso di plastica. Il cucciolo ovviamente non ha idea che alla fine del filo ci sia un'altra persona e rimane perplesso di fronte a questo strano comportamento. Di solito quando un cane  confuso mette in atto il primo esercizio che ha imparato e che gli d la certezza di fare la cosa giusta: si siede.
La cosa continua a passare inosservata agli occhi della persona al telefono, quindi il cucciolo intraprende un altro comportamento che in passato gli sia valso una qualche ricompensa: va verso la porta e inizia ad uggiolare. Tombola! Arriva la ricompensa! L'umano dice al pezzo di plastica: "Aspetta un attimo, il cucciolo deve andare a fare i suoi bisogni", mette gi la cornetta e va a premiare il cane. Ecco l'inizio di un modello comportamentale appreso: un'azione viene premiata e questo aumenta le possibilit che tale azione venga ripetuta. Mi  capitato di parlare con tantissime persone e ogni volta chiedevo loro il motivo del comportamento del loro cane quando sono al telefono. Dalle risposte ricevute ho concluso che oltre il 50% delle richieste di uscire sono collegate direttamente alla rete telefonica.
In alternativa, il cane prende un suo giocattolo e la persona al telefono non gli d attenzione. Se per il cucciolo afferra qualcosa di vietato, la ricompensa  l'attenzione immediata del padrone. Questi atteggiamenti non si manifestano seguendo processi logici, sono solo reazioni alla confusione dovuta al comportamento umano quando il telefono squilla. Anche se sembra uno scherzo, alcuni miei colleghi dell'APBC e io abbiamo chiesto perch alcuni cani diventano distruttivi durante la trasmissione di Neighbours o di qualche altro programma popolare. Resister alla tentazione di fare commenti caustici sulla qualit di certi programmi televisivi e dir che la causa  dovuta al fatto che la famiglia intera si mette seduta a guardare questi programmi. Pap guarda lo sport o il telegiornale; alla mamma piacciono i quiz; i ragazzi guardano i programmi musicali, cio per la maggior parte del tempo c' almeno un membro della famiglia che non sta guardando la televisione e che quindi dedica le sue attenzioni al cane. Quando la famiglia  seduta tutta insieme, che il cane ricerchi attenzione  la naturale conseguenza di questa situazione.
Domanda:
Cosa posso fare perch il mio cane smetta di abbaiare quando sono al telefono? Vivo da solo e il cane  il mio fedele compagno, quindi ho pensato che possa essere questione di gelosia perch parlo con qualcun altro. Ammetto di non aver cercato mai seriamente di smorzare l'attitudine ad abbaiare per non smorzare anche l'istinto di guardia, ma ora sembra peggiorare. Se lo sgrido, graffia la porta e abbaia ancora pi forte.
Risposta:
Sgridandolo, lei non reprime le sue attitudini di guardiano n risolver il problema.  ovvio che vivendo lei da solo, tende a ricompensare ogni atteggiamento che sia di guardia e di avvertimento. Nel momento in cui  al telefono, sia che lo sgridi sia che lo ricompensi, il cane avr ottenuto la ricompensa che chiedeva e sar comunque incoraggiato in questo suo comportamento dell'abbaiare. La soluzione sta nell'eliminare la ricompensa. Lei dovrebbe innanzitutto rendersi conto che non si tratta di gelosia, dato che il cane non pu vedere e non sa che c' qualcuno dall'altro capo del filo; lui sa soltanto che in quei momenti non riceve pi attenzione (mentre negli altri momenti temo che ne riceva troppa). Eliminare la ricompensa e applicare una terapia avversativa con i suoni  la combinazione ideale per risolvere questo genere di problema: occorre semplicemente ignorare il cane e rendere spiacevole la ricerca di attenzione (vedi Appendice, Terapia avversativa sonora). Mentre si sta parlando al telefono, bisogna esprimere una serie di suoni che il cane sappia associare a una situazione spiacevole, per esempio i suoni e il timbro vocale tipici della lite. All'inizio di un programma di modifica del comportamento  meglio evitare di dare ricompense al termine della telefonata, dato che si corre il rischio che il cane voglia anticipare la ricompensa con un aumento dell'eccitamento. Al contrario, il cane dovrebbe imparare che mentre lei sta parlando al telefono lui deve stare tranquillo. Con un cellulare faccia in modo che il suo telefono squilli, quindi potr organizzare alcune conversazioni finte per la terapia. Altrimenti pu chiedere a qualcuno che le telefoni a un'ora specifica e finga di litigare con lei: questo le eviter l'imbarazzo di dover spiegare il suo strano comportamento a qualcuno che le abbia telefonato inaspettatamente.

Territorialit.
Il capitolo 5 illustra gli istinti di base che governano il comportamento di territorialit nel cane; il discorso vale per tutti i cani, sia grandi che piccoli e di qualunque razza. In effetti, molti dei problemi descritti in questo libro riguardano il comportamento di territorialit. Dobbiamo capire un dato di fatto: il cane coglier ogni occasione per ampliare la sua e la nostra propriet, che sar gestita in maniera assoluta. Alcuni cani considerano la cuccia il loro territorio; altri considerano tale l'intera casa; altri il giardino; altri sia la casa sia il giardino; alcuni cani arrivano a includere la strada davanti a casa, mentre altri si espandono fino al parco in cui vanno abitualmente a passeggiare. La questione da porsi  se il cane consideri la difesa del territorio un diritto proprio o del padrone. Se il cane considera la difesa del territorio un proprio diritto da esercitare, sorgeranno problemi di aggressivit territoriale o altri inconvenienti correlati (vedi Inversione dei ruoli).
Con cani territoriali particolarmente fieri,  utile tentare di ampliarne gli orizzonti. Per esempio, se il cane considera il giardino come spazio proprio, lo si far passeggiare pi spesso nel territorio all'esterno dalla casa, facendo in modo che nel giardino permanga il meno possibile, dimenticando questa sua possessivit; togliendo alcuni dei suoi oggetti preferiti (pallone, giocattolo, frisbee) che quasi certamente il cane tiene in giardino, si ridurranno le sue attitudini territoriali. Disseminare oggetti di propriet  un altro modo per marcare il territorio, che non si basa su segnali chimici emessi con l'urina ma su segnali visivi di oggetti di propriet.
Non  diverso da quello che facciamo noi quando occupiamo la stanza di un albergo: una volta che l'abbiamo riempita delle nostre cose, la sentiamo come nostra. Dobbiamo inoltre ricordare che esistono razze che tendono molto pi di altre a manifestare aggressivit territoriale, per esempio le razze da guardia, e nei cuccioli tali istinti non dovrebbero essere incoraggiati.  curioso osservare un gruppo composto da varie razze e il loro comportamento territoriale. Io ho quattro cani che hanno organizzato il loro branco in una struttura gerarchica nettamente delineata. Oliver il Weimaraner  l'indiscusso leader, seguito da Yoki l'Akita giapponese, da Inch il Collie e per ultimo da Chip il Jack Russell. Se uno di loro abbaia a un passante, gli altri si uniscono a lui finch arriva Oliver e allora tutti tacciono. In termini di territorialit di guardia, soltanto mia moglie e io abbiamo il controllo di Oliver, il quale a sua volta controlla gli altri. Fra di loro non c' aggressivit, comprendono e accettano i ranghi reciproci. All'interno della casa per si verifica una strana situazione che vede Oliver esercitare il ruolo di capo in tutte le stanze tranne una, all'interno della quale il leader diventa Chip, il Jack Russell, che nella camera interessata pensa di essere un Jack Rottweiler. Chip  il cane di mia figlia Joanne, regalatole quando lei aveva nove anni (ora ne ha sedici). Chip  stato un compagno sempre presente per Joanne e, contrariamente a quanto insegno ai miei clienti che hanno cani dominanti, dorme in camera di Jo. Quando fa freddo, il cane dorme sul letto e ha l'abitudine di addentare i piedi di Joanne appena lei prova a muoverli. Chip soffre decisamente di quella che io chiamo "sindrome del cane di piccola taglia", perch le sono garantiti privilegi negati ai cani pi grossi: viene costantemente presa in braccio e coccolata, appena pu salta in braccio a qualcuno, laddove i cani grossi rimangono bloccati, lei riesce a fuggire infilandosi negli anfratti pi piccoli, dato che viviamo in una zona di verde pubblico che non ha il problema del traffico.
Per giunta, Chip ha designato la camera di mia figlia come proprio territorio e se un cane di rango maggiore tenta di invaderlo sono guai. Per qualche strana ragione, come accade ai membri dei gruppi umani, gli altri cani sembrano tollerare questa situazione e rispettano l'atteggiamento da "fuori dai piedi" di Chip. Fuori dalla "sua" camera, immediatamente assume di nuovo l'atteggiamento sottomesso del subordinato. Questa insolita inversione dei ranghi in cui il cane di rango pi basso acquisisce lo stato maggiore all'interno del territorio di un cane di rango pi alto,  andata delineandosi grazie alle interferenze umane e non sembra causare particolari problemi. Ho raccontato del mio cane solo per mostrare che una situazione simile pu crearsi in qualunque ambiente domestico senza che i familiari si rendano conto di cosa sia un cane territoriale e potrebbe arrivare a creare problemi. Il racconto mostra anche che i miei cani non sono esattamente dei modelli di virt, a dispetto del fatto che il mio lavoro sia risolvere i problemi che le persone hanno con i propri cani. La scusa a cui mi appello  che io curo i problemi dei cani, ma non li rendo perfetti, altrimenti non rimarrebbe pi niente su cui studiare.
Domanda:
Perch il mio Cairn Terrier di tre anni in casa tenta sempre di mordere le caviglie di tutti quando stiamo per uscire di casa?  molto socievole con gli invitati, ma diventa terribilmente aggressivo quando si avviano verso la porta. L'unico altro punto in cui diventa aggressivo con le persone  in prossimit del cancello. Se lo prendiamo in braccio mentre i visitatori vanno via, o cerchiamo di chiuderlo in un'altra stanza, talvolta diventa aggressivo anche verso di noi. Il resto del tempo  il cane pi dolce del mondo e non d alcun problema.
Risposta:
Ritengo che la risposta al suo problema sia semplicemente che il cane sta difendendo il territorio. Noi pensiamo che questo dovrebbe limitarsi alla casa, ma se osserva il comportamento del suo cane, aggressivo al cancello e alla porta quando le persone vanno via, non quando arrivano, potr notare che in entrambi i casi comunque gli ospiti devono attraversare il giardino, luogo in cui scommetto il cane passer molto tempo e in cui avr l'abitudine di tenere i suoi oggetti preferiti, come ossa e giocattoli: mi sembra di capire che il cane si senta il guardiano del giardino, mentre lascia a lei la responsabilit di difendere la casa.
Guardi attentamente in giardino per vedere quanti tesori sono stati ammucchiati e dove. Scommetto che gli oggetti preferiti vengono tenuti nei pressi del cancello e della porta sul retro. Li raccolga mentre il cane non guarda e li metta in una zona diversa dall'area cruciale, poi osservi se il cane vada a ridistribuirli prontamente nei punti originari. Se ci si verifica, allora il problema chiave con gli ospiti  proprio la serie di luoghi in giardino in cui il cane nasconde gli oggetti di sua propriet.
Occorrer che sia lei a prendere possesso di questi oggetti; devono diventare suoi e non pi del cane e questi potr ogni tanto averne uno in prestito, quando sar lei a deciderlo. Faccia in modo che il cane trascorra meno tempo in giardino e invece passi pi tempo a passeggiare in un ambito extra-territoriale. Dentro casa, dovr attaccare al collare una corda leggera da addestramento cos da tenerlo facilmente sotto controllo quando gli ospiti stanno per congedarsi. In quel momento esibiranno uno degli oggetti, che ora appartengono a lei e diranno al cane di sedersi, lo ricompenseranno dandogli l'oggetto e poi se ne andranno. Cinque minuti dopo, lei gli riprender l'oggetto e lo metter via fino all'arrivo di un altro ospite. Questo insegner al suo cane che quando un ospite se ne sta andando, questa situazione prelude a una ricompensa (vedi Inseguimento).

Tirare al guinzaglio.
Il tirare al guinzaglio di solito  considerato un problema di educazione ed  anche quello di cui i proprietari di cani si lamentano pi spesso quando si rivolgono a me, anche se viene considerato quasi sempre un problema di secondaria importanza. Lo si ritrova in genere nei cani con atteggiamenti di dominanza e correlato ad altri problemi comportamentali. Alla voce Scuola di ubbidienza troverete la parte dedicata alla Domanda e alla Risposta che mostrano un classico esempio di questo tipo.
Per esperienza personale, ho constatato che un cane che smetta di tirare al guinzaglio non necessariamente interrompe anche tutti gli altri atteggiamenti dominanti, mentre con la riduzione di questi ultimi si ottiene la cessazione del primo comportamento. L'istinto guida il cane a non camminare davanti a un animale dominante, regola vigente anche fra gli esseri umani. Se considerate che oltre il 50% dei miei clienti ha frequentato una scuola di addestramento, dove il camminare a fianco  la prima cosa che si insegna, come mai allora questo risultato non viene raggiunto e il tirare al guinzaglio rimane un problema cos diffuso? La risposta  semplice: riconoscere il suono della parola "fianco" non implica che il cane necessariamente obbedisca se non riconosce nel suo proprietario un leader.
Pertanto risulta ovvio che retrocedere il grado del cane all'interno della casa tramite l'individuazione e il trasferimento dei privilegi da lui al padrone (vedi capitolo 3) non sar di alcuna utilit se al cane viene permesso di camminare davanti al proprietario quando si esce di casa per andare a passeggiare: il fatto puro e semplice di guidare anzich essere guidato ribadisce agli occhi del cane l'elevazione del suo rango. Allo scopo di trattare questa tipologia di casi, sono arrivato a elaborare un collare combinato con il guinzaglio chiamato collare-guinzaglio (Col-leash, vedi Appendice): questo strumento costituisce un utilissimo ausilio quando viene combinato con un programma di retrocessione del rango, poich permette al cane di camminare spontaneamente e assumere le normali posture canine, ma gli impedisce di tirare.
Domanda:
Il mio Burmese Mountain Dog  molto forte, contrariamente a me! Nonostante l'addestramento, continua a tirare al guinzaglio e se decide di andare in una direzione, semplicemente ci va, trascinandomi con s. Dunque portarlo fuori non  una cosa piacevole e per me sta addirittura diventando rischioso. Ho provato tutti i collari disponibili, ma lui strattona cos tanto da scorticarsi il collo. Mi pu suggerire una soluzione?
Risposta:
I cani che si oppongono a qualunque forma di controllo fisico mostrano di solito caratteristiche di dominanza, sarebbe dunque opportuno che lei esaminasse con attenzione la sua vita quotidiana insieme al cane, cos da stabilire se esista da parte sua un atteggiamento che possa in qualche modo incoraggiare nel cane questo comportamento di dominanza. Il capitolo 3 espone alcuni ambiti su cui operare per cambiare simili attitudini comportamentali. Inoltre, il collare-guinzaglio (vedi Appendice) viene molto ben tollerato dai cani che non sopportano altre forme di collare e il distributore di questo articolo sapr senz'altro fornirle il pi adatto al suo caso. Nel caso in cui il suo cane dovesse rifiutare anche questo tipo di controllo fisico, allora bisogner adottare un approccio che non utilizzi in alcun modo la forza.
Molti cani rispondono molto bene a una tecnica che utilizza il guinzaglio estensibile, ma prima di descriverla occorre capire cosa accade in un cane che tira al guinzaglio: non appena quest'ultimo si tende, il cane avverte qualcosa che fa pressione, che a sua volta induce nel cane una reazione di contro-pressione, principio ben noto e facilmente comprensibile, se pensiamo alla nostra reazione nel caso in cui qualcuno ci prendesse per le maniche e iniziasse a tirare. In questo caso noi opporremmo resistenza e inizieremmo a tirare in direzione opposta, innescando la cosiddetta reazione di tigmotassi. Usando il guinzaglio estensibile, si evita dapprima di applicare il freno e a questo punto il cane non ha nulla contro cui fare resistenza e tutto ci che pu fare  di camminare pi velocemente di voi. In un secondo momento invece il freno viene applicato parzialmente, agendo sul dente d'arresto facendo sussultare una estremit del guinzaglio; il movimento si trasmette all'estremit a cui  legato il cane, provocando una oscillazione delle zampe anteriori e interrompendo in tal modo l'andatura veloce intrapresa dall'animale. Il freno viene poi rilasciato immediatamente. La ripetizione per tre o quattro volte di questa procedura  sufficiente per insegnare rapidamente al cane che:
1) non c' niente contro cui tirare perch l'animale non subisce pressioni di nessun tipo;
2) ogni volta che lui tenta di camminare pi velocemente di voi, le sue zampe fanno un balletto tale da rendere impossibile l'accelerazione.
All'inizio  consigliabile fare delle prove in casa con questo tipo di guinzaglio, applicandolo a qualche cosa di solido prima di farlo indossare al cane. Se il collare-guinzaglio non funziona, potrete chiedere delucidazioni sul modo corretto di usarlo direttamente al distributore.

Toelettatura (Grooming).
Che sia a pelo lungo o corto, il vostro cane necessita di una toelettatura quotidiana per le seguenti ragioni:
1) la toelettatura stimola la produzione di oli protettivi essenziali;
2) rileva precocemente i problemi della pelle ed eventuali ferite;
3) fa stare bene tutti i cani con qualsiasi tipo di pelo perch  una piacevole abitudine;
4) stabilisce la nostra dominanza nella relazione con il cane.
I punti 1 e 3 si spiegano da soli, a parte il fatto che nelle case moderne i sistemi di riscaldamento centralizzati hanno reso pressoch inutili gli oli essenziali. Questi oli si formano naturalmente e lasciano segni untuosi sulla carta da parati e sgradevoli odori nelle stanze pi calde. Di conseguenza, acquistiamo gli shampoo per cani.
Ma ci comportiamo bene con i nostri cani? Nei mesi invernali, li teniamo in ambienti riscaldati, laviamo via i loro oli protettivi della pelle e poi li portiamo a passeggiare fuori casa perch facciano esercizio fisico a una temperatura da frigorifero. Quando comincia il freddo, noi ci copriamo con indumenti caldi, ma riserviamo lo stesso trattamento solo alle razze nane (a volte).
Ammesso che la dieta del cane sia corretta (molti problemi della pelle e di odori sgradevoli sono legati alla dieta); ammesso che il cane non rimanga costantemente esposto a una temperatura equatoriale all'interno della casa; ammesso che manto e pelle vengano stimolati da una toelettatura quotidiana, non dovrebbe essere necessario fare il bagno frequentemente. Per evitare che la vostra carta da parati e gli stipiti delle vostre porte si imbrattino del grasso del pelo, il bagno diventa necessario ma dovrebbe essere fatto il pi raramente possibile, specialmente nei mesi invernali.
Il punto quattro  uno dei pi importanti effetti collaterali di una toelettatura regolare. Nel branco di lupi, la toelettatura reciproca (grooming)  un aspetto importante dell'interazione sociale, bench il pelo spesso e grosso del lupo sia molto diverso dal pelo del cane moderno.  improbabile che il manto del lupo sia opaco e due veloci mute all'anno eliminano i grovigli che vanno formandosi. Il pelo del cane, pi lungo e pi sottile, tende a diventare opaco e quindi ha bisogno di cure che solo noi siamo in grado di fornire. Nel rapporto fra noi e il nostro cane, la toelettatura stabilisce una regolare interazione sociale rafforzando il legame di branco esistente fra noi e lui e, facendo particolare attenzione alla toelettatura delle zone socialmente significanti come quella delle orecchie, della nuca e della sommit del garrese, della coda e delle zampe, ci auto-confermiamo come soggetto dominante.
Domanda:
Possiedo un Bassotto Tedesco a pelo lungo che non sopporta di farsi spazzolare e in quei frangenti diventa decisamente aggressivo. Ho dovuto portarlo presso un toelettatore professionale che mi ha detto di non aver avuto nessun problema con lui, anche se credo che usi la museruola. Vorrei spazzolarlo io, ma tutte le volte che ci provo finisce in una baruffa. Come posso insegnargli a stare fermo e a non mordere?
Risposta:
I toelettatori professionali usano la museruola e se il suo cane tende a mordere  saggio fargliela indossare.  probabile che quando il suo cane era piccolo lei gli abbia inavvertitamente fatto male nel tentativo di districare dei nodi nel pelo. Se in quel frangente il cane ha tentato di morderla e lei ha cessato di spazzolarlo, il cane ha appreso che lei pu essere bloccato facilmente. Con il passare del tempo, da quanto lei mi dice, il problema fra voi si  cronicizzato. Ora, appena lei prende in mano una spazzola per cani si crea una situazione spiacevole.
Senza dubbio il suo cane avr tenuto lo stesso comportamento anche con il toelettatore professionale, ma grazie alla museruola non  riuscito a far danni e probabilmente gli  stato detto in maniera decisa di stare fermo mentre la toeletattura continuava. Il vostro problema  ormai profondamente radicato; quello che occorre fare  desensibilizzare il suo cane affinch impari che la toelettatura  preludio a una situazione piacevole e non spiacevole. Lo faccia prima toelettare da un professionista, cos da essere sicuro che non ci siano nodi nel pelo che possano procurargli dolore e chieda al toelettatore di darle una museruola; gli faccia indossare collare e guinzaglio e lo leghi in modo che non possa scappare. Metta una mano sotto la pancia del cane, al di sotto della gabbia toracica in modo che se il cane dovesse dimenarsi lei gentilmente gli alzer il posteriore da terra. Quindi, gentilmente, lo spazzoli una dozzina di volte: l'intento  unicamente quello di rendere il cane tollerante ai suoi movimenti.
Ignori qualunque suo tentativo di opposizione, non lo rimproveri e lo gratifichi con una ricompensa ogni volta che assume un atteggiamento passivo per porre fine alla lite cronica (potr essere un bocconcino o una porzione della razione alimentare quotidiana).
Continui la procedura regolarmente, fino a che accetter la spazzolatura come una cosa positiva: imparer che quando sta fermo e in piedi ricever piacevoli attenzioni e alla fine otterr una ricompensa.

Siamo arrivati alla fine dell'alfabeto e se il vostro cane dovesse presentare un problema che inizia per W, X o Y  meglio che mi contattiate privatamente, perch al momento non mi sovvengono comportamenti che inizino con queste lettere. Sotto la lettera V si trova invece una sezione fondamentale.

Veterinario.
In Inghilterra, il comportamentalismo guadagna sempre pi terreno, le idee cambiano rapidamente, tuttavia circolano ancora troppi addestratori di vecchia scuola che continuano a rimproverare ai proprietari di non aver educato correttamente i loro cani incolpandoli di tutti i problemi. In questo libro ho avuto modo di affermare molte volte che sicuramente l'addestramento  importante, ma ancora pi importante  capire l'animale con cui vivete. Alcuni veterinari pensano addirittura che la disciplina ferrea sia la chiave del successo e raccomandano le tecniche del giornale arrotolato per rafforzare il comando del "no" o di strofinare il naso del cane sulle feci o sull'urina quando sporca in casa (i sostenitori di questi metodi sono rimasti in pochi, ma riescono ancora a fare danni). Fortunatamente, sono sempre pi numerosi i veterinari che ritengono ben speso il tempo passato dal comportamentalista, il quale  ben felice di concordare con i proprietari di pet dei programmi che escludano le percosse favorendo un rapporto di collaborazione e cooperazione con l'animale. Peraltro sempre pi numerosi sono i veterinari in grado di consigliare appropriati programmi di modifica del comportamento, costruendo una proficua intesa operativa con l'istruttore cinofilo.
Mi propongo qui di ringraziare i veterinari per essersi sforzati di capire e rinnovarsi e per augurarsi insieme a noi che nel futuro la terapia comportamentale possa diventare importante quanto le altre branche della medicina veterinaria, cos come accade in medicina umana.
Subito dopo aver finito di scrivere questa sezione, ho ricevuto una lettera da uno dei miei clienti. Con il suo permesso, ho deciso di pubblicare alcuni estratti a conferma dei successi ottenuti dall'applicazione delle tecniche fin qui illustrate:
"Io e Randolph, il mio Cairn Terrier, eravamo venuti da lei in dicembre al Surrey e poi di nuovo in febbraio al Woodthorpe. Aveva definito il mio cane un caso straordinario e dopo averlo visitato aveva consigliato un cambiamento di dieta. Dopo le prime due settimane abbiamo cominciato a vedere dei cambiamenti:
1) riusciva a tranquillizzarsi per brevi periodi;
2) le zampe anteriori hanno smesso di tremare;
3) il cane ha smesso di strofinare il sedere sul pavimento (erano state escluse infestazioni di vermi e problemi alle ghiandole anali).
Dopo la seconda visita in febbraio, lei ci ha consigliato un programma per la diminuzione della dominanza e ha discusso dei problemi di Randolph con il veterinario. Questi ha prescritto alcuni dei rimedi di Bach che si sono rivelati molto efficaci. Inoltre, il cane  stato sottoposto a castrazione in aprile e ora in effetti dorme come qualunque altro cane. Si  calmato abbastanza da imparare un vocabolario di circa 20 frasi, ma si mostra ancora ostinato e caparbio. I "dischi per l'educazione del cane" (vedi Terapia avversativa sonora) sono stati molto validi: purtroppo li ho persi durante il fine settimana e le chiedo gentilmente inviarmene un'altra serie perch  come se avessi perso un braccio. Grazie per l'aiuto, prima di incontrarla non eravamo sicuri di poter continuare a tenere Randolph, mentre ora  diventato la nostra fonte di gioia. Sappiamo che non sar mai un cane facile da gestire, ma almeno  ancora con noi."


APPENDICE.

Cuccette-box da interno.
I cani sono fabbricatori di tane. Molti cani domestici si ricavano tane negli angoli di casa o sotto i tavoli.  comunque una buona idea scegliere una cuccia e collocarla nell'area pi idonea anche per il padrone. I cani usano le tane per riposare, qui si sentono al caldo e possono rilassarsi. Se avete permesso al vostro cane di ricavarsi la tana sotto al tavolo di cucina o fra due sedie in salotto, per decidete di chiuderlo in cucina quando uscite o quando  ora di andare a dormire, il cane non riuscir a rilassarsi e a dormire.
Quando adottiamo un cucciolo, tutti sappiamo che andremo incontro a periodi critici, come insegnargli a essere pulito e a non masticare tutto, la nostra pazienza sar messa a dura prova e, in pi, se lo manipoleremo scorrettamente causeremo una certa apprensione in lui perch non capir bene le nostre intenzioni. L'ultima cosa che desideriamo  creare equivoci nel rapporto con il nostro cane, specialmente nella fase di crescita in cui questo legame va definendosi. Tuttavia,  proprio in questo periodo che il cucciolo pu portare all'esasperazione. Abituare un cucciolo, o un giovane, a una casetta da interno munita di apertura richiudibile  la soluzione ideale per insegnargli a non sporcare in casa, a non masticare e a non essere distruttivo. Una casetta di questo tipo costituisce un'area sicura ed  abbastanza grande da fungere da cuccia per dormire. Dovrebbe essere grande abbastanza da permettere al cane di stirarsi, di alzarsi e di rigirarsi. Andr bene anche adattare un angolo comodo in cucina con barriere rimuovibili che fungano da porta o trovare un posticino tranquillo in qualunque parte della casa che vada bene sia al cane sia al padrone. In alternativa, i negozi di accessori per animali saranno in grado di procurarvi una larga gabbia del tipo da esposizione o da viaggio. Queste gabbie hanno il vantaggio di essere pieghevoli e di poter essere trasportate come una valigia e sono munite di porta con cerniera.
La soluzione decisamente ottimale  la casetta da interno fabbricata su misura denominata Wonderhome e proposta da Athag Ltd (UK), Carlyon Road, Atherstone Industrial Estate, Atherstone CV91 LQ.  un prefabbricato munito di base in fiberglass che funge da letto e da una gabbia con porte incernierate che pu facilmente essere agganciata alla base. Conosco persone che hanno adottato questo tipo di canile e ora non riuscirebbero pi a farne a meno. Ritengo che si tratti di un buon investimento a lungo termine (Nei migliori negozi specializzati italiani potete trovare informazioni su prodotti analoghi. N.d.r.).  facile abituare un cucciolo alla casetta da interno, specialmente se lo si fa fin dal giorno del suo arrivo a casa. Se capita di doverlo abituare dopo un certo tempo dal suo arrivo nella nuova abitazione, si dovr evitare di chiudere le porte fintanto che il cucciolo vi si trovi a proprio agio e scelga di entrarvi spontaneamente. Nutritelo all'interno della struttura, ma senza chiudere la porta. Una volta che ha iniziato a riposare all'interno per qualche ora al giorno, le porte potranno essere chiuse, mentre voi gli preparate il pasto ponendo poi la ciotola all'interno della gabbia. Se il cane entra in cucina mentre voi state preparando da mangiare per gli altri membri della famiglia (nel caso in cui la cuccetta sia situata in cucina), chiudetelo dentro alla gabbia e di tanto in tanto parlategli e fate passare un bocconcino attraverso le maglie. Tutte le volte che decidete di ricompensare il vostro cane, questi deve trovarsi dentro al canile con la porta chiusa. L'intento  d'insegnargli che avere la porta chiusa prelude a un'esperienza piacevole. Durante la fase di adattamento dell'animale al canile, dovrebbe essergli negato l'accesso a qualunque altra zona che pu fungere da tana; ci andrebbe realizzato non sgridando il cane ma tramite barriere che gli impediscano fisicamente l'accesso. Dovrete anche resistere fermamente alla tentazione di dire al cane di andare a cuccia tutte le volte che fa qualcosa di sbagliato, specialmente se sono passati pi di due secondi dalla marachella. L'isolamento come punizione pu funzionare forse con un bambino, ma getta in confusione il cane: questi ubbidisce perch scappa dalla vostra palese rabbia e questo ci convince erroneamente che lui si senta colpevole e sappia di avere fatto qualcosa di sbagliato. Il cane non sa di avere sbagliato ma sa che siete in collera. Ripetuti atteggiamenti punitivi di questo tipo insegneranno al cane che il canile  soltanto un luogo dove andare quando voi siete arrabbiati. Per il cane, la cuccia  la sicurezza,  qualcosa di confortevole e facilmente difendibile. La casetta dovrebbe diventare la tana del cane all'interno della vostra tana, cio la casa. Se avete adottato la soluzione della gabbia, il senso di sicurezza potrebbe essere inizialmente aumentato ponendovi sopra un lenzuolo che imiti muri e soffitto.
Nella maggior parte dei cani, il periodo di adattamento alla cuccia  di uno o due giorni; alcuni cani arrivano a quattro giorni, ma raramente si va oltre.
Riporter alcuni esempi a conferma dell'utilit di una casetta da interno in cui il cane si trovi a suo agio.
Insegnare al cucciolo a non sporcare in casa. A nessun cane piace sporcare il proprio nido e questa  una cosa che i cuccioli imparano prestissimo. Tenendo conto del fatto che i cuccioli urinano e defecano molto spesso e quindi non deve essere negato loro per lunghi periodi l'accesso all'area che funge da toilette, essi potranno essere collocati nel loro canile a intervalli controllati. Da qui, verranno portati in un'area del giardino predisposta allo scopo in cui potranno defecare e urinare, dopo di che saranno ricompensati. Pi grande  la ricompensa, pi rapido sar il processo di apprendimento, soprattutto se verranno ignorati quando combinano qualcosa fuori dall'area prescelta. Ricordate che ai cuccioli capitano gli incidenti cos come ai bambini capita di sporcare il pannolino. Punirli per degli errori creer confusione e sfiducia e a causa dell'ansia prodotta si prolungher il periodo di educazione a non sporcare in casa.
Masticazione e distruttivit. Quando i cuccioli sono in fase di dentizione, masticano e, tranne in rari casi, si tratta di una situazione inevitabile. Alcuni cani pi anziani attraversano un secondo periodo in cui hanno necessit di masticare che si verifica quando i denti definitivi si assestano nell'osso della mascella, cosa che di solito avviene fra i sei e i nove mesi. In entrambi i casi, il bisogno di masticare  fisiologico e, in vostra assenza, le gambe del tavolo sono un gran sollievo. Per proteggere gli oggetti a cui tenete e per non guastare il rapporto con il cane, mettetelo nel canile con oggetti adeguati a essere masticati. Altrimenti sar dura salutare gentilmente e con allegria il vostro cane quando, rientrando a casa, troverete la cucina demolita.
Sicurezza di ospiti e bambini. Ci sono persone che non amano i cani o, peggio, ne hanno paura. Altre hanno reazioni allergiche quando toccano un cane, mentre i bambini non sempre hanno voglia di giocare con i cani. Un cane in grado di stare a cuccia e rilassarsi tranquillamente nel suo canile interno alla casa non verr costantemente rimproverato per essere troppo espansivo con gli ospiti o per volersi sempre unire ai giochi dei bambini. Ci non significa che debba essere isolato appena arriva qualcuno, ma quando occorre, avendo cura di dargli un bell'osso succoso da masticare per conservare l'amicizia sia fra voi e il vostro cane sia fra voi e i vostri ospiti. Femmine in estro; cani pieni di fango con cui rientrate a casa dopo la passeggiata proprio nel momento in cui squilla il telefono; ricovero post-operatorio del cane; permanenza negli alberghi o visite a casa di altre persone. La lista delle situazioni critiche in cui il canile si rivela utile  infinita e nostro compito  mettere da parte le emozioni e smettere di pensare a questa struttura come a una prigione, ma come a un sicuro rifugio, cos come la considera il cane.

Terapia avversativa sonora.
Con gli anni ho avuto modo di verificare di persona che l'avversione creata tramite i suoni  un mezzo efficace per interrompere i comportamenti indesiderati senza ricorrere a nessun tipo di forzatura. Se usata propriamente, il cane si rimprovera da s per la reazione spiacevole e, in tal modo, smette di fare qualunque cosa stesse facendo nel momento in cui ha percepito il suono. Il pi grande vantaggio per il padrone sta nel fatto che l'animale si autorimprovera, pertanto il rapporto non risulta compromesso.
Nella maggior parte dei casi, uso un metodo che ho sviluppato tra il 1984 e il 1985 chiamato: "dischi per l'educazione del cane". Si tratta di una serie di dischi in ottone che creano un rumore particolare. Non c' niente di speciale in questi rumori, si tratta solo di rumori che non assomigliano a nessun altro suono. Se questi rumori vengono introdotti contemporaneamente a una particolar azione, gradualmente il cane imparer a evitare di intraprendere l'azione stessa. L'efficacia di un metodo come questo dipende interamente dal suo esordio e, per essere certi che avr successo, durante questa fase il comportamento del cane dovrebbe seguire un modello prevedibile. Di solito uso dei bocconcini quando introduco i "dischi" e seguo questa procedura: il cane si trova nel mio studio ed  senza guinzaglio. Io mi siedo da un lato della stanza e faccio sedere il padrone dall'altro lato. Quindi chiamo il cane e gli do tre o quattro bocconcini pronunciando per ciascuno di essi le parole "ecco, prendi". Poi, senza dire niente al cane, pongo un bocconcino sul pavimento vicino ai miei piedi e quando il cane fa per prenderlo getto i dischi a fianco del cibo e immediatamente prendo in mano cibo e dischi e in corrispondenza di questa azione inizio a parlare con il padrone ignorando totalmente il cane. Non voglio essere coinvolto in ci che  appena successo, mi comporto come se fosse stata colpa del cane. La prima volta, quasi tutti i cani continuano ad annusare il pavimento dove si trovava il cibo, apparentemente ignari del suono e dell'improvviso arrivo dei dischi. Quindici secondi dopo ripeto la stessa procedura. Dopo quattro o cinque ripetizioni, quando metto il cibo sul pavimento, il cane si accuccia ai piedi del padrone dall'altro lato della stanza.
Ha raggiunto lo stadio che io chiamo dell'"ho capito!": "Ho capito! Se  lui a darmi il cibo, io posso averlo; se lo mette sul pavimento, non posso!" Il cane impara che l'azione di avvicinarsi per prendere il cibo genera la reazione e d'ora in poi baster scuotere i dischi per ottenere sempre lo stesso risultato. Il suono dunque interrompe il comportamento indesiderato e la risposta da parte del cane  sempre quella di rifugiarsi presso il padrone. Nel fare questo, il cane viene sempre premiato, perch il padrone rappresenta un rifugio sicuro. Infatti i dischi non dovrebbero mai essere usati come estensione della rabbia n come missili per colpire, sono solo una reazione a un'azione indesiderata; il suono ha il potere di turbare il cane che a sua volta ha bisogno di avvicinarsi al padrone per sentirsi rassicurato. Facciamo un esempio per capire meglio come usare questi dischi e consideriamo il cane che assale la cassetta delle lettere distruggendone tutto il contenuto, ma lasciando sempre intatte, non si sa come, le bollette. Postini e cani sono da sempre nemici irriducibili, cos come nemici sono il ragazzo dei giornali e quello del latte. Il motivo sta nel fatto che queste persone invadono il territorio del cane tutti i giorni, il cane abbaia ferocemente e gli invasori se ne vanno; il cane ovviamente non sa che gli intrusi se ne sarebbero andati comunque e pensa di avere avuto successo nel difendere la propriet, cio l'effettiva partenza dell'intruso diventa la ricompensa. Gli ospiti invece non si possono prevedere e non se ne vanno, ma sfortunatamente il postino non ha tempo per fare amicizia con il cane; se avesse tempo per fermarsi, il problema si risolverebbe. In casi come questo ci si organizza con qualcuno che arrivi a una data ora per fare rumore con la cassetta delle lettere. Mentre il cane si butta verso la porta, gettate i dischi contro di essa (ammesso che non sia di vetro) appena il cane arriva e non dite niente. Ripetete la successione un'altra volta. Le prime due volte non dovr esserci l'uscita dalla casa per andare a ritirare la posta, perch non vogliamo che il cane si distolga da quello che sta accadendo. Ripetete la procedura per la terza volta e in questa occasione si potr imbucare una lettera, ma il cane non riuscir a vedere il "postino" perch presumibilmente non si avviciner nemmeno alla porta. Fate in modo di essere gi alzati nei giorni seguenti in modo da agire con tempestivit quando arriver il vero postino, dato che il cane riconosce il mezzo postale e le circostanze saranno diverse da quelle dell'esercitazione.
Una piccola percentuale di cani non risponde ai "dischi". Con questi cani uso un suono stridulo di allarme, simile a quello per la protezione personale. Si tratta di un contenitore portatile pieno di gas con un fischietto alla sommit. Premendo la parte alta, si rilascia una parte del gas che spinge nel fischietto. Nell'utilizzare questo dispositivo occorre fare attenzione a non stare troppo vicino alle orecchie del cane n ad altri animali, perch il suono del fischio tende a spaventarli. Il suo uso deve essere limitato alle pratiche avversative, mentre i dischi possono essere impiegati per molti altri scopi. I "dischi per l'educazione del cane" sono disponibili presso Think Dog Products, Crow Hall Farm, Northfield Road, Soham, Nr. Ely, Cambs. (Tel. 0044 353 720431; Fax: 0044 353 624202). Nei migliori negozi specializzati italiani potete trovare informazioni su prodotti analoghi.

Altri metodi avversativi.
L'idea base dell'avversione  di rendere spiacevole al cane ci che lui stesso sta facendo. Sono assolutamente contrario alla terapia dello shock elettrico, tranne nei casi in cui l'unica alternativa rimanga l'eutanasia. Ma anche allora, dovrebbe essere praticata da personale specializzato che conosca la tecnica, sappia leggere le reazioni dell'animale e abbia richiesto un check-up medico preventivo. Questo metodo viene usato molto male negli Stati Uniti, in Germania e in molti altri paesi. Purtroppo in Inghilterra i club cinofili vengono insistentemente interpellati da una compagnia che importa collari che rilasciano shock elettrici e temo che questi strumenti finiranno nelle mani sbagliate e verranno usati scorrettamente da quelle persone che li considerano l'ultima moda in fatto di punizioni remote. Mi sento in dovere di aggiungere che io non ho mai usato, non uso e non user mai collari per lo shock elettrico. Quando  necessario ricorrere alla terapia avversativa, io mi affido a metodi che non provocano dolore e, quando possibile, sembrano non originate dal padrone nella loro applicazione. Se la terapia avversativa sonora non  possibile perch  richiesta la presenza del padrone o comunque di terze persone, uso tecniche che si basano sulla sorpresa o ricorro alla terapia avversativa del sapore.
Poniamo che il vostro cane sia un avido saccheggiatore dei rifiuti di cucina, problema molto difficile da risolvere perch si tratta di un comportamento autopremiante. Ovviamente quando non siete in casa, il bidone della spazzatura verr chiuso a chiave, ma sar arduo insegnare qualcosa al riguardo al cane. Prima o poi capiter che vi dimentichiate di rinchiudere il bidone e il cane prontamente colpir.
Nei negozi che vendono scherzi di vario genere troverete innocue capsule esplosive munite di detonatore a molla. La capsula viene mantenuta in posizione dal peso di un qualunque oggetto che in questo caso sarebbe il coperchio del bidone. Appena la pressione sul coperchio diminuisce, la capsula esplode. Se il bidone  stato riempito con carte e stoffa bagnati di sugo nella parte alta vicino al coperchio, il cane penser che in quel bidone sia nascosto un tesoro incommensurabile. Appena ficcher la testa dentro, sentir l'esplosione. Se trova il coraggio per riprovarci, non sar ricompensato perch nel bidone non c' nulla da mangiare. Due o tre ripetizioni della procedura cancelleranno per sempre l'abitudine; questo metodo pu essere utilizzato con qualunque abitudine sgradita. La terapia avversativa del sapore si applica per esempio in quei cani il cui comportamento di masticare diventi pericoloso o estremamente costoso. Masticare cavi elettrici  uno dei rischi ed  uno dei casi in cui si pu usare questa terapia. Io adopero delle sostanze sgradevoli chiamate Bitter Apple (succo di mela amara). Questa terapia pu essere impiegata quando per esempio il cane si morde le bende di un intervento operatorio o quando si lecca insistentemente le ferite, ma si rivela comunque efficace in tutti i casi di masticamento continuato. Innanzi tutto occorre acquistare un profumo poco costoso che dovr essere poi diluito e versato in una bottiglia spray. Poi vi occorrer una bottiglia di Bitter Apple e un pezzo di stoffa. Imbevete la stoffa di Bitter Apple e ponetela sul pavimento. A poca distanza dal tessuto spruzzate il pavimento con il profumo diluito e chiamate il vostro cane. Quando arriver alla stoffa, il suo olfatto molto sviluppato registrer la presenza del profumo. Infilate la stoffa in bocca al cane e tenetela chiusa per qualche secondo. A questo punto il cane starnutir, saliver, sputer, strofiner il naso sul tappeto, insomma far di tutto pur di liberarsi dell'orribile sapore.
Il Bitter Apple pu cos venire spruzzato su tutto ci che volete proteggere (tranne le superfici lucide). A pochi centimetri di distanza da ci che state proteggendo con il Bitter Apple potrete spruzzare il vostro profumo diluito. Il cane si avviciner, registrer la presenza del profumo e ricorder il sapore al quale il profumo era stato di preludio. Il profumo pu allora essere usato come preludio all'avvertimento di stare lontano da tutto ci che voi riterrete opportuno. Alla fine, l'odore del profumo diluito non sar pi percepibile per il nostro debole olfatto, ma per quello del cane permarr ancora molto a lungo. Infine  possibile utilizzare l'acqua. Lavorando anche qui sul principio per cui le azioni generano reazioni, un tempestivo getto d'acqua da una bottiglia pu avere effetti devastanti sui cani. Molte persone polemizzano dicendo che questo metodo non funzioner con il loro cane perch questi ama l'acqua, ma un breve e rapido getto d'acqua sul naso  una cosa completamente diversa dal divertimento di saltare in mezzo agli irrigatori del giardino o di bere dal tubo di gomma. Anche qui, come in tutte le forme di terapia avversativa, l'esordio  la fase pi importante e bisogna evitare di usarla come minaccia o estensione della reazione rabbiosa.

Collare-guinzaglio (Col-leash).
Come suggerisce il nome, si tratta di una combinazione di collare e guinzaglio.  il risultato di quasi due anni di ricerche da parte mia e di mia moglie Liz per progettare uno strumento efficace a fermare un cane che tira al guinzaglio senza ricorrere a strozzaggi o pressioni eccessive sul naso. Si basa sul disegno della fascia per la fronte e su di un vecchio principio educativo per cui pi il collare si trova posizionato nella parte alta del collo minore sar la resistenza incontrata. Sperimentato su molte razze diverse di cani, il collare-guinzaglio utilizza questo principio di base: il modo migliore per condurre un animale  di usare il punto di minor resistenza. Il collare-guinzaglio  tenuto in posizione da una cavezza e il cane viene portato facendo pressione su un punto subito sotto l'orecchio. La caratteristica peculiare di questo strumento  l'uso di un fermaglio di bloccaggio che una volta posizionato correttamente impedisce di esercitare fastidiose pressioni sulla gola e su qualunque parte della testa. Dal punto di vista del cane significa che non ci sono pressioni di nessun tipo a cui lui  costretto a resistere. Come risultato, diviene pi calmo e pi facile da controllare.
Facendo indossare il collare-guinzaglio al vostro nuovo cucciolo al posto dei collari tradizionali, il cane non imparer mai la brutta abitudine di tirare. Questo significa che voi non dovrete preoccuparvi di risolvere i problemi che di solito insorgono a seguito di questa abitudine (la maggior parte dei padroni frequenta le scuole d'addestramento proprio per il problema del cane che tira al guinzaglio). Dato che il collare-guinzaglio  perfettamente adattabile, crescer insieme al cucciolo e voi non avrete bisogno di comprare collari pi grandi. Il collare-guinzaglio  disponibile in Gran Bretagna presso Think Dog Products, Crow Hall Farm, Northfield Road, Soham, Nr. Ely, Cambs. (Tel. 0044 353 720431; Fax: 0044 353 624202). Nei migliori negozi specializzati italiani potete trovare informazioni su prodotti analoghi.

APBC.
Association of Pet Behaviour Counselors.
Associazione consulenti comportamentali per animali domestici.
Nel capitolo 1 ho parlato della nascita di questa associazione e sono orgoglioso di esserne uno dei fondatori. L'organizzazione  andata man mano aumentando e attualmente io e i miei associati siamo in grado di offrire un servizio di riferimento per i veterinari di Londra e delle contee del sud. Molto di quanto ho scritto in questo libro pu essere applicato dai proprietari di cani problematici senza dover ricorrere ad ulteriori consigli. Alcuni problemi, specialmente quelli relativi all'aggressivit, necessitano comunque di un programma di riabilitazione accuratamente strutturato. Se avete dei dubbi su come affrontare il vostro problema, contattate innanzi tutto il vostro medico veterinario, con lo scopo d'interpellare una delle strutture dell'APBC.
La forza della APBC sta nella multiprofessionalit dei suoi membri e quindi delle loro esperienze: l'associazione comprende specialisti in medicina veterinaria, psicologia e psicologia clinica, biologia, zoologia, etologia, esperti nel campo dell'educazione con esperienze di addestramento con cani poliziotto, cani per ciechi, cani per sordi e cani da compagnia. Inoltre vantiamo l'iscrizione dei migliori comportamentalisti provenienti dall'estero ed  sostenuta da una squadra di consulenti scientifici e medico veterinari. Con questo vastissimo pool di conoscenze disponibile per ogni membro al costo di una telefonata, l'associazione offre un servizio di altissima qualit al beneficio dei proprietari di pet. Per informazioni su eventuali cliniche presenti nella vostra zona consultate il vostro medico veterinario o scrivete a The' Hon Secretary, Association of Pet Behaviour Counsellors, PO Box 46, Worcester WR8 9YS.


CONCLUSIONE.

Mentre scrivevo questo libro, il nostro Weimaraner Oliver  morto. Lo devo ringraziare per tante cose, principalmente per il fatto di aver portato mia moglie Liz e me attraverso l'addestramento per le competizioni di working trial. Non voglio perdermi in parole mielose. Ovviamente ci manca, ma preferiamo ricordarlo per le sue imprese piuttosto che per la sua scomparsa. Oliver si avvicin al working trial con la facilit con cui un'anatra si avvicina all'acqua e, grazie anche a Liz che lo portava, ricevette il premio Weimaraner da Lavoro per dell'Anno 1982 e arriv a competere ai livelli pi alti, ma le sue pi grandi imprese le comp da insegnante.
Osservare il comportamento di Oliver nel nostro branco fatto di tante razze diverse mi ha fatto pensare che non esistono le razze di cani, esistono i cani e basta. Certamente, la razza di Yoki (il nostro Akita giapponese) fu selezionata originariamente per le attitudini alla caccia di cinghiali selvatici e persino di orsi; Inch (il nostro Border Collie) fu selezionato per l'abilit ad aggregare; Chip (il nostro Jack Russell) fu selezionato per l'abilit di rimanere alla pari con i cavalli e i cani da caccia durante la caccia alla volpe; la razza di Oliver fu certamente scelta per la caccia ai lupi, agli orsi e ai cinghiali e pi tardi fu adattata per trovare e stanare la selvaggina. Istinti a parte, nell'ambiente domestico i nostri cani hanno sempre seguito lo stesso codice di comportamento.
Osservandoli, era subito evidente lo status di leader di Oliver. Il modo in cui conquist questo rango mostra quanto facilmente e grossolanamente i nostri occhi possano sbagliare. Per lungo tempo, io e Liz fummo convinti che Oliver fosse un cane particolarmente pigro al mattino. Mentre gli altri tre cani erano gi svegli e attivi, Oliver restava nella cuccia, a volte fino alla tarda mattinata. Notammo anche che Oliver ringhiava agli altri cani, seppur debolmente, quando gli si avvicinavano o lo disturbavano in qualche modo. In seguito comprendemmo che la sua calma mattutina aveva altri motivi. I cani strutturano la loro gerarchia quotidianamente tramite posture di dominanza e sottomissione. Spesso questo si verifica cos rapidamente che noi umani neanche riusciamo a notarlo. Nel caso di Oliver, lui aspettava che ciascun cane si avvicinasse a turno a lui e, senza muoversi, emetteva un basso ringhio. Il cane che si era avvicinato girava la testa e sgattaiolava via. Ho avuto conferma di questo una mattina che ho trattenuto uno dei cani. Alle 10,30 Oliver era ancora nella sua cuccia. Mi sono dispiaciuto per questo e ho fatto avvicinare un cane perch andasse a salutarlo. Oliver emise un basso e breve ringhio e, appena l'altro cane si gir per andarsene, usc dalla cuccia e and a fare pip. Da questa lezione imparai che quando un cane ripete quotidianamente un certo comportamento  perch dietro si cela un significato. Per il padrone  importante capire quale sia questo significato. Prima di capire il motivo del comportamento di Oliver, noi lo avevamo sgridato pi volte poich ringhiava agli altri cani; lui stava solo mostrando il suo rango alla sua maniera e noi gli stavamo negando il diritto di farlo attraverso la repressione. Gli altri cani capivano i suoi messaggi, eravamo noi a non capire.
Oliver veniva a salutarci alla porta con qualcosa in bocca; questo gli assicurava di essere salutato per primo, coerente con il suo rango maggiore. Ora che non c' pi, Yoko ha preso il suo posto.  lei ora l'unica ad accoglierci con qualcosa in bocca e si  conquistata gli stessi privilegi che prima erano di Oliver. Non ci sono ringhi, contatti visivi diretti, posture del corpo, basta la sua presenza per fermare gli altri a entrare nella camera se lei, Yoko, sta dormendo sulla soglia. Si sposta se noi ci avviciniamo, poi ritorna immediatamente alla posizione di prima; gli altri due siedono ad aspettare che il rituale si completi. Noi non interferiamo perch i cani sono cos, indipendentemente dalla razza.
Ho imparato tante cose dai miei cani. Sabre, il mio primo Pastore Tedesco, mi ha insegnato come non si addestra un cane e non lo dimenticher mai per avermi permesso di compiere su di lui tanti errori. Il mio preferito, Gill, un Pastore Tedesco a pelo lungo, mi ha accompagnato ai livelli competitivi pi alti e mi ha insegnato a riconoscere e a valorizzare il lavoro del cane, che  quello che conta in una gara, nonostante sia l'umano a portare a casa il trofeo. Per la lezione pi importante che io e Liz abbiamo imparato sul comportamento dei cani che vivono in casa ci  stata data da un insegnante raffinato, che probabilmente avr pensato di avere degli allievi molto stupidi. Rimangono solo due parole da dire: grazie, Ollie.
...
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...
FINE.